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Contratti cimiteriali in Trasparenza.

La prossima commissione trasparenza tratterà il tema dei contratti cimiteriali. Questa è una questione che come presidente della commissione trasparenza e legalità ho l’obbligo di tornare a sottoporre con forza all’amministrazione Coletta che, ad un anno e mezzo dall’insediamento, ancora lascia i cittadini ancora senza risposta ed in balia di false notizie.

E le risposte non sono velleitarie, bensì obbligatorie perché questo vuoto sta portando numerosissimi cittadini a rinnovare (e pagare) concessioni di tombe e loculi sul cui rinnovo ci sono fortissimi dubbi di legittimità. Sono infatti in capo al Comune i loculi cimiteriali che di fatto sono beni demaniali, ovvero non alienabili (non si possono vendere né acquistare). Il Comune li ha dati in gestione attraverso un progetto di finanza ed un privato se ne occupa dal 2009 stipulando contratti di concessione trentennali. Ma per chi ha seppellito il proprio caro prima di quella data la durata della concessione aveva un tempo diverso: di certo era più lunga di 30 anni. Perché si dovrebbero allora rinnovare e pagare concessioni ancora valide? Perché nessun cittadino è in possesso di un contratto firmato dal comune dove viene esplicitata la durata della concessione?

Diverse sono state le sollecitazioni collaborative del PD: in commissione trasparenza, poi in commissione bilancio, poi in consiglio comunale con una mozione in cui si chiedeva, per la complessità e muldidisciplinarietà del tema, di costituire una commissione speciale, strumento messo a disposizione dell’Ente per lo studio e l’analisi condivisa di questioni complesse. Questa proposta è stata respinta da LBC a marzo 2017: a quest’ora avrebbe già ben prodotto i suoi frutti. E invece siamo ancora all’anno zero.

A dicembre dello scorso anno va in pensione il dirigente che sin dall’inizio si era occupato dei rapporti con Ipogeo. Relaziona a Buttarelli, l’assessore di riferimento.
La nuova dirigente ad aprile 2017 in commissione Bilancio ha chiesto 6 mesi di tempo per studiare la questione.
Cambio di guardia: Buttarelli che aveva la competenza del cimitero, ora passa il testimone al nuovo assessore che ha chiesto del tempo per studiare la questione.

Il fatto è che l’amministrazione deve essere a servizio dei cittadini e non il contrario.

Abbiamo funzionari e dipendenti che da anni si occupano dei rapporti tra Ipogeo e Comune di Latina, ci sono consiglieri che sono conoscitori della materia, dirigenti che hanno scandagliato e approfondito il tema già nella precedente consiliatura ed ora sono assegnati ad altro servizio, ma pur sempre dentro l’amministrazione… perché si vuole partire sempre da zero? Perché perdere tanto tempo? Perché non mettere a sistema ciò che già c’è facendo tesoro del lavoro di analisi già fatto in precedenza?
Il contributo che attraverso la Commissione Trasparenza e legalità vogliamo dare è proprio questo.

Mi auguro che l’amministrazione si renda conto del danno che procura con il percorso solitario che ha intrapreso sia nello studio che nelle scelte.

La nostra collaborazione è totale.

Contrasto alle ludopatie: un impegno forte del PD

Sono oltre 60 gli amministratori PD – tra consiglieri, assessori e sindaci – che hanno sottoscritto il documento che dichiara guerra alla ludopatia. Lo scorso 10 marzo si è costituito il Comitato Amministratori PD antislot che coordinerà tutte le azioni amministrative in contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico in diretto contatto con gli amministratori con cui si progetteranno le varie misure.

nicEpatCrediamo che un problema così importante e che presenta incongruenze sotto tanti punti di vista vada affrontato con estrema decisione e compattezza”, affermano con forza Nicoletta Zuliani consigliera di Latina che da anni si occupa del tema e Patrizia Menanno assessore alla Legalità di Formia, comune “di punta” nella lotta al GAP.

I nostri amministratori - continuano le promotrici del documento - sono persone che hanno voglia di dare risposte reali e concrete, e con questa rete provinciale sapremo attivarci a corpo, da una parte per sollecitare i Comuni che ancora non hanno regolamentato la materia delle sale da gioco e giochi leciti, e dall’altra a promuovere iniziative di prevenzione e contrasto veicolando anche buone prassi di Comuni italiani che molto prima di noi hanno  iniziato questa battaglia. Non ultima una sana e ferma pressione dal basso nei confronti dei nostri parlamentari: sono ancora in standby diverse proposte di legge per regolamentare la materia a livello nazionale, due di cui a firma del Partito Democratico”. 

 

Biogas, Latina ambiente fallita e lo spettro dei rifiuti non raccolti.

Mercoledì 14 dicembre
pomeriggio

Commissione Ambiente.
L’assessore Roberto LESSIO ha relazionato in merito al fallimento della Latina Ambiente. Io penso che riguardo questo tema l’amministrazione stia prendendo una strada completamente sbagliata e alla fine ci porterà a sbattere.

Hanno detto di voler fare una società interna al Comune (in-house) nonostante le pessime condizioni organizzative e di personale dell’ente.
Nel frattempo rimanevano pendenti le sorti della nostra società partecipata della quale deteniamo il 51% delle azioni, ne siamo quindi i soci di maggioranza. A seguito di vicende che affondano le radici nel passato – ma che vanno gestite ancora oggi – la società vantava nei nostri confronti una serie di crediti e presentava anche una serie di debiti. Per verificare quanto dovevamo come comune nel 2013 è stato costituito un tavolo di tecnici del Comune di Latina che dovevano appurare lo stato dei crediti e dei debiti. Il lavoro svolto da tre dirigenti ed un funzionario era di tutto rispetto ed era arrivato ad una conclusione per la quale il Comune di Latina aveva un debito di circa 10 milioni nei confronti della LATINA AMBIENTE. Ebbene, l’assessore e l’amministrazione del sindaco Coletta non ha nemmeno ascoltato questi dirigenti e tecnici del Comune che avevano redatto questo lavoro ignorando completamente ciò che era stato fatto e le conclusioni.
La società da qualche giorno è stata dichiarata fallita ed io sono convinta che questa mancata certificazione dei crediti/debiti sia stata determinante a far decidere il tribunale a dichiarare fallita la società.
In queste condizioni il quadro normativo attuale non consente ai comuni che hanno avuto una società partecipata fallita, di costituirne una nuova per almeno cinque anni (se hai fatto fallire una tua società, come puoi pensare di essere in grado di farne una nuova?)
Nel frattempo abbiamo in corso una gara per l’affidamento esterno che al momento è sospesa perché non ha i requisiti che il sindaco e LBC vogliono ma che non può essere bloccata per volontà politica: è un atto gestionale, non politico!
Ci troviamo quindi nella condizione di

  • aver sospeso un bando pubblico (fatto dal prefetto BARBATO) al momento dell’apertura delle buste con rischio di contenziosi da parte delle ditte che hanno risposto
  • aver iniziato un percorso per la costituzione di una in-house con una legge che non ce lo consente (la Madia)
  • abbiamo portato la società Latina Ambiente al fallimento perché non abbiamo certificato quanto dovevamo (ora decideranno i giudici il quantum che noi dobbiamo alla società che probabilmente sarà molto più alto di quanto potevamo certificare)
  • ora i rifiuti vengono raccolti da una società fallita per la quale c’è un limite di operatività (30 giugno 2017);

se non costituiamo la nuova società per il 30 giugno o non terminiamo la gara affidando il servizio al vincitore della gara, non avremo chi ci raccoglie i rifiuti d’estate.

Centrale biogas a borgo Montello
Per completare il quadro della questione rifiuti, l’Assessore Lessio non si è presentato ad una importantissima conferenza dei servizi convocata dalla Provincia per la costruzione di un impianto biogas da 2,6 MWth nella discarica di Borgo Montello: la mancata partecipazione ha significato assenso alla costruzione di questa biogas.

Con Enrico Forte abbiamo presentato una interrogazione per conoscere i motivi della mancata partecipazione del Comune di Latina a questa importante riunione. Ma non avevamo deliberato in Consiglio Comunale che non si sarebbero dovuti fare ulteriori impianti in quel sito? Non avevamo deliberato tutti insieme che la discarica doveva essere chiusa?

Ebbene, in questo modo è stata favorita la costruzione di un impianto biogas a borgo Montello che non sappiamo a cosa altro porterà.

Question Time 24 nov. 2016 “Suoni di Fine Estate”

IMG_5484L’Assessore Di Muro era chiamata a rispondere alle mie domande (leggi l’interrogazione) riguardo al perché l’evento di fine agosto organizzato dal Comune insieme alla Pro-Loco di Latina fosse privo di autorizzazioni. Sostanzialmente abusivo.

Nella delibera di giunta non compariva, infatti, il prospetto dei costi, non compariva l’autorizzazione ad usare gratuitamente i locali comunali e il fatto che non fossero stati neanche richiesti i permessi agli uffici comunali (occupazione di suolo pubblico, licenza per manifestazione temporanea, svolgimento attività rumorosa temporanea…) è stato motivato con un “si è trattato di un vero e proprio malinteso.”

La conclusione della risposta (leggi la risposta dell’Assessore) afferma che “(…) l’evento è stato realizzato per la città, a titolo gratuito per i cittadini che ne hanno preso parte e che hanno potuto vivere i luoghi in cui si è svolta la manifestszione in maniera diversa e ascoltando buona musica.

Un conto è dire “è vero, abbiamo sbagliato e siamo stati frettolosi e superficiali”; altro è dire che è colpa di un malinteso e comunque la buona musica e la gratuità sono più importanti dei permessi.

Visto che dicono che tutto era ok, invio tutto alla Procura Regionale della Corte dei Conti che valuterà.

 

 

Suoni di Fine Estate: una manifestazione tutta abusiva.

“Una manifestazione, purtroppo, tutta abusiva quella di “Suoni di Fine IMG_1684Estate” perché priva di titoli autorizzatori. Il Comune di Latina ha concesso il proprio Patrocinio – anche oneroso – ad un evento che però non ha ottenuto alcuna autorizzazione da parte degli uffici preposti. Eppure è scritto che doveva ottenerli o non se ne faceva niente.

E a quanto ammontano le entrate e le spese relative al provvedimento adottato dalla giunta che recepiva le richieste della Pro Loco di Latina? Questo non è dato saperlo.

Altra domanda: perché non sono stati effettuati i controlli da parte del Comune attraverso la Polizia Locale?”.

Sono queste le domande che Nicoletta Zuliani, consigliera comunale del Partito Democratico, pone all’Amministrazione Comunale ed in particolare all’Assessore Antonella Di Muro, titolare della delega alla Cultura e promotrice della manifestazione. La consigliera democratica ha infatti depositato un’interrogazione che dovrebbe essere discussa nel prossimo Question Time.

Nella delibera di giunta si riporta che un successivo Provvedimento Dirigenziale avrebbe quantificato le entrate e le spese relative alla manifestazione. A parte che la quantificazione va fatta PRIMA di dare un permesso, il fatto è che ad oggi non risulta ancora quantificato.

“Dov’è questo documento? L’amministrazione comunale deve delle risposte ai cittadini, anche alla luce di tutti i problemi sollevati nelle settimane scorse dai commercianti del centro storico. Sorprende infatti – continuna Zuliani – la celerità con la quale la giunta del sindaco Coletta si sia riunita: il giorno successivo alla richiesta pervenuta dall’associazione richiedente, concedendo il patrocinio del Comune praticamente ad occhi chiusi.

Ricordiamo che per avere un permesso per musica dal vivo con almeno 200 partecipanti occorre la bellezza di 30 giorni. Ma qui non c’è neanche il permesso di occupazione di suolo pubblico. Il tutto veniva subordinato, infatti, all’ottenimento da parte del Presidente della Pro Loco, delle prescritte autorizzazioni previste dalle vigenti normative, per una manifestazione che si sarebbe tenuta nel successivo fine settimana: venerdì 26 e domenica 28 agosto.
Agli uffici comunali preposti al rilascio delle autorizzazioni non è pervenuta nessuna richiesta.

La manifestazione risulta, quindi, totalmente priva di autorizzazioni.

Nell’elenco dei locali comunali richiesti a titolo gratuito e senza fideiussione dalla Pro Loco comparivano, peraltro, il Museo Cambellotti e il Procoio di Borgo Sabotino, che fanno parte della lista sale concesse a titolo oneroso.

Un comportamento, a mio avviso, di evidente disparità da parte dell’amministrazione comunale rispetto a chi invece sceglie la strada della legalità, facendo una trafila lunga e piena di ostacoli per organizzare eventi culturali, il che va chiarito al più presto nel rispetto del principio della trasparenza e soprattutto della legalità”.

Il parere all’ANAC? In fondo non ce ne importa.

Nel suo candore la consigliera Valeria Campagna ha affermato nel suo intervento in Consiglio Comunale che, a prescindere dalle risultanze del parere dell’ANAC, LBC la gara non la vuole e quindi non la manderà avanti comunque.
Brava Valeria, finalmente qualcuno ha detto la verità!

Che non ci fosse un grande interesse nei confronti del parere ANAC era intuibile, anche perché le linee guida da poco uscite sono indicative, di indirizzo, non sono regolamenti attuativi precisi e vincolanti.

Voglio ricordare come abbiamo saputo della intenzione del sindaco e la giunta e tutta la maggioranza di inserirsi nella Formia Rifiuti Zero, il loro vero obiettivo: il Giornale di Latina, attraverso il suo giornalista locale della città di Formia ha riportato di un incontro tra Coletta e Bartolomeo per discutere proprio di questa ipotesi. Non chiamerei uno scoop di un giornale, una dichiarazione ufficiale…

In questa situazione c’è il dichiarato (il bando non risponde ai nostri ediamo parere all’ANAC); c’è il non dichiarato (stiamo lavorando in modo serrato slls realizzazione di una municipalizzata); e c’è quello che dicono i giornali.

Quindi, in Consiglio Comunale formalmente si dice una cosa, ovvero che il bando “non funziona” e quindi vogliamo un parere dell’ANAC; sostanzialmente non importa a nessuno cosa dice l’ANAC perché, tanto, si sta lavorando ad altro.

Nulla questio rispetto alla legittimità da parte di un amministrazione di scegliere la forma di gestione dei rifiuti che meglio crede; quello che mi stupisce è come questo percorso venga portato avanti da questa maggioranza: gelosamente chiuso dentro le stanze di LBC e della giunta, quando dovrebbe essere palese, ufficializzato, e soprattutto condiviso.

Perché invece non valutare insieme a tutti i consiglieri nelle varie Commissioni (Ambiente e Bilancio) i pro e i contro? Perché non mettere sul piatto della bilancia una comparazione anche rispetto ai costi di gestione di una o dell’altra ipotesi? Ai rischi? Alle ricadute occupazionali? Alle ricadute sul territorio?
Perché non condividere il percorso con tutti i consiglieri comunali, anche quelli di opposizione che forse meglio di chiunque altro possono far emergere i difetti, i punti critici in ogni proposta?

Nessuno toglie che la scelta sarà della maggioranza che ha i numeri per poter decidere ciò che meglio crede: quello che però non capisco è perché vengono fatti due racconti diversi invece di dire chiaramente cosa stanno facendo.

Il parere all’ANAC non è altro che un distrattore, un diversivo per prender tempo rispetto all’ingresso del Comune di Latina nella Formia Rifiuti Zero, e per questo invito il sindaco e la sua maggioranza a giocare a carte scoperte, ad ufficializzare le loro intenzioni e a portare tutti i conti in Consiglio per le dovute valutazioni.

Ma non ci faccia trovare una delibera già pronta e firmata per la quale dobbiamo solo votare: condividiamo il percorso. Sindaco, avete fatto della condivisione dei percorsi decisionali una vostra bandiera: mi aspetto che lo facciate davvero.

I RIFIUTI VIRTUOSI

Via Respighi - Q5

Via Respighi – Q5

Scenario
La gestione ottimale dei rifiuti necessita un approccio globale nella visione di una città. Fondamentale è informare e formare ad una nuova cultura di gestione del rifiuto che ogni cittadino produce. Le tre R: Ridurre, Riusare, Riciclare devono indicare le modalità di gestione di questo cruciale tema.
Occorre modificare l’approccio del cittadino alla differenziata e certamente un modo già applicato con successo può essere l’utilizzo dell’incentivo attraverso dei punti per cui vige la regola “meglio riciclo, più guadagno“.
In questo momento storico di crisi mondiale, questo semplice sistema premiale, oltre ad essere un incentivo per risparmiare potrebbe essere anche una fonte di lavoro per quelle categorie di persone fragili e disagiate. In altri paesi come il Brasile, ad esempio, questo sistema funzione e contribuisce a tenere più pulite ed in ordine le città. Ad esempio i magazzini che acquistavano materiale dai robivecchi, incluso stoffe, batterie esauste e pentole rotte, erano presenti ed attivi un po’ in tutta la nostra penisola e la novità dell’idea sta nel rendere “franchising” lo scambio di merci particolari come i rifiuti: tu porti un chilo di lattine, vetro, plastica, carta o ferro e con il “Cambio Verde” ti viene accreditato un punteggio variabile in base al materiale consegnato. Insomma, un sistema di incentivazione al non buttare nell’indifferenziato risorse preziose e trasformare l’attuale sistema di raccolta, basato sul patriottico spirito ambientalista dei cittadini, in un sistema incentivante, che solletichi la tasca del cittadino, mostrandogli un immediato ritorno economico.
Più varianti di questo meccanismo vengono già utilizzate, a noi non resta che prendere spunto. Una delle proposte da rielaborare è quella realizzata anni fa in una città del Brasile, Curitiba, Il Cambio Verde: con quattro chili di rifiuti differenziati ti porti a casa un chilo di ortaggi e verdure freschi e locali.
La città aveva due grandi problemi: un surplus di produzione agroalimentare, che teneva troppo bassi i prezzi facendo calare il reddito degli agricoltori, e la povertà diffusa tra la popolazione non agricola. E’ nato, per questo, il programma Cambio Verde: l’amministrazione comunale compra

Cutiriba - Brasile

Cutiriba – Brasile

le eccedenze alimentari dai produttori e le distribuisce ai meno abbienti in cambio dei loro rifiuti. In questo modo la raccolta differenziata ha subito un fortissimo incremento, i rifiuti sono diminuiti in maniera drastica, la popolazione più povera ha avuto un sostegno alimentare e, per finire, i prezzi dei prodotti agricoli sono diventati più stabili e più alti per gli agricoltori.

Progetto
Apertura di cinque “negozi” (cambio verde – la bottega del baratto) in cui, senza l’ausilio di particolare impiantistica, si possa pesare ed acquistare dai cittadini i loro rifiuti da pagare con punti accreditati sulla carta. Procedura: Viene passata ad un lettore scanner la tessera a punti emessa dal gestore della raccolta rifiuti, viene pesato il materiale da riciclare ed in base al tipo di materiale vengono accreditati dei punti sulla tessera. Una volta raggiunta una soglia minima di punti il cliente può chiedere in base ai punti di barattare gli stessi con prodotti alimentari che possono essere pasta sfusa, legumi secchi, farina zucchero, conserve, possibilmente prodotte sul territorio stesso e quindi a km zero. Successivamente i punti potrebbero essere scambiati anche in servizi tipo: abbonamenti per trasporti urbani, voucher per libri scolastici, sconti per acquisti di biciclette, o di qualsiasi cosa che vada ad incrementare il rispetto per l’ambiente. La sera o la mattina dovrebbe passare il gestore della raccolta rifiuti a ritirare il materiale da riciclare raccolto.

Risorse
Regione Lazio – incentivi per la differenziata

Tempi di realizzazione
24 mesi

Strumento Amministrativo
Bando per il finaziamento regionale
Bando per la gestione punti raccolta rifiuti

“Una città senza slot è un luogo più sano”

imageStilare un regolamento comunale ad hoc e rivedere gli incentivi antislot che sono stati abbassati nel corso della passata consiliatura. Sono queste alcune delle proposte di Nicoletta Zuliani, esponente del Partito Democratico e candidata al consiglio comunale con Enrico Forte sindaco.

“Scrivere un regolamento comunale su questi dispositivi, che ad oggi non esiste nella nostra città – afferma Zuliani – servirebbe non soltanto a porre limitazioni alla diffusione delle cosiddette macchinette mangiasoldi, ma anche a fornire uno strumento di intervento in più alle forze dell’ordine, come la polizia locale e la polizia amministrativa, che potrebbero quindi intervenire in caso di irregolarità rispetto al regolamento comunale”.

Un altro strumento utile al contrasto al gioco d’azzardo è offerto da uno dei primi provvedimenti della giunta di Nicola Zingaretti: la legge regionale numero 5 del 5 agosto 2013, che nell’articolo 4 al comma 2 prevede la possibilità da parte dei Comuni di creare incentivi per quelle attività che rimuovono oppure che decidono di non installare le slot machine. “In Comune avevamo approvato uno sconto del 30% della parte variabile della Tari per quelle attività commerciali che avrebbero eliminato le slot dai propri locali. Con l’abbassamento al 10% di questo sconto dalla giunta di centrodestra di Giovanni Di Giorgi, il provvedimento è stato in questo modo praticamente reso inefficace. Io propongo quindi di rivedere al più presto questi sconti perché le attività commerciali tornino ad essere sostenute qualora scegliessero la strada della sana socialità attraverso la il no alle slot.

Il tema del gioco d’azzardo è stato protagonista nel capoluogo pontino con il 119º slot mob: proprio nei giorni scorsi la manifestazione antislot, per sensibilizzare sulla presenza invasiva ossessiva e crescente del gioco d’azzardo e sulle ludopatie, ha coinvolto Movimento dei Focolari, Agesci, Croce Rossa Italiana, Imperium, Associazione Libera, Associazione Lu(ri)doteca, Liceo Scientifico Grassi, Masci, Associazione Mammucari, Associazione Saman, e con i patrocini del Comune di Latina e della Asl di Latina, ha visto la partecipazione di centinaia di persone. In alcune attività commerciali del centro storico, che hanno deciso di rimuovere i dispositivi da gioco sono state rese testimonianze ai presenti da ex ludopatici, che sono usciti dalla loro dipendenza grazie ad un percorso mirato e da gestori che coraggiosamente hanno scelto di rinunciare ai mille euro di introito mensile che ogni macchinetta riesce a fruttare, per non contribuire alla distruzione di uomini e donne già poveri. 

“C’è da fare molto anche nei confronti di quella parte di governo che non riesce a rinunciare agli 8 miliardi di incassi dal gioco d’azzardo, ma molto c’è anche da fare qui sul territorio: c’è molta demagogia e inconsistenza nelle parole di tanti politici, infatti con la delibera 174 del 24 marzo 2014 il Comune aveva indetto un concorso per le scuole per definire un simbolo da apporre nei bar per la lotta NoSlot, ma è stata un’iniziativa soltanto di facciata, che in realtà non ha avuto alcun seguito. Invece sarebbe ora di dare un segnale concreto, iniziando dall’adesione della città di Latina alla giornata nazionale del 7 maggio e indirla su tutto il territorio provinciale, per poi andare avanti con gli interventi di sgravi una volta insediata la nuova amministrazione. Il movimento NoSlot è un movimento che nasce dal basso ed è molto presente a Latina, una città che sta diventando uno dei regni indiscussi delle slot” – afferma Zuliani, che conclude sollecitando le amministrazioni dem di tutta la provincia di Latina ad aderire alla lotta NoSlot: “Le macchinette da gioco non sono che uno strumento di alienazione, tenerle lontane dai nostri figli e dalle attività commerciali che potrebbero frequentare sarebbe un grande passo di civiltà”.

La famiglia “soggetto” di politiche.

IMG_1817.JPG“Le politiche per la famiglia? Si fanno insieme alle famiglie. Ed alle associazioni che le rappresentano”. È questa la sintesi di un articolato ragionamento, che però può dare l’effettiva visione del fare amministrativo di Nicoletta Zuliani e del Partito Democratico.

“Fino ad oggi abbiamo assistito ad una ‘politica del fare’ che invece non ha fatto – quella dell’amministrazione di Giovanni Di Giorgi, così come quella delle altre giunte di centrodestra – e che, soprattutto ha tenuto a decidere in modo autoreferenziale sui temi più importanti per la comunità, limitandosi a comunicarne poi i risultati sul territorio, come ad esempio è successo per l’urbanistica e la ZTL. Una politica di tipo paternalistico, che concedeva ciò che era dovuto ai cittadini come se si trattasse di un favore o di un’eccezione, costringendo nella maggior parte dei casi i cittadini a doversi rivolgere al politico di turno – consigliere o assessore che fosse – per ottenere un determinato servizio o essere ascoltato”.

La politica è invece partecipazione, trasparenza, servizio. Una partecipazione vera ed effettiva, in cui i cittadini e le loro rappresentanze sul territorio entrano a far parte attivamente del processo decisionale, avendo voce in capitolo nelle scelte e la possibilità di cambiare ciò che può essere cambiato: questa è la democrazia partecipativa”. Questo si può realizzare per Zuliani attraverso l’organismo delle consulte, un istituto a costo zero previsto dallo Statuto Comunale ma mai fino ad oggi utilizzato. La consulta per la Famiglia-Infanzia-Adolescenza è stata approvata all’unanimità in consiglio comunale nel 2012 ma non è stata mai attivata.

Perché questo?

L’attivazione delle consulte, ed in questo caso quella sulle politiche della famiglia, avrebbe dovuto essere prima approvate in sede di commissione, all’epoca presieduta da Giorgio Ialongo, il quale per un anno ha ben pensato di non convocare la commissione e poi, per i successivi due anni, di non calendarizzare mai il punto che io – quale consigliere comunale proponente – avevo formalmente richiesto” – ricorda Zuliani.La mancata attivazione delle consulte è stata quindi una precisa volontà politica. È stato una sorta di ostruzionismo istituzionale.

Cosa cambierebbe con le consulte?

Con la consulta – che, ripeto, è a costo zero – cambia il rapporto cittadino-politico: non più richieste che il singolo politico soddisfa e su cui chiede poi il consenso elettorale, bensi un rapporto trasparente ed onesto, non più personale col singolo consigliere bensí collettivo e istituzionale, ufficiale,.

Chi ha a cuore il bene di una comunità, la rende libera da vincoli ed autonoma nelle scelte, e la mette nelle condizioni di partecipare alle decisioni che la riguardano”. In base a questo principio, le famiglie della città di Latina – così come le altre categorie che si intrecciano a vari livelli all’interno della società – devono diventare ‘soggetti’ di politiche, e non più essere trattati come ‘oggetti’ su cui far ricadere le decisioni della politica: interlocutori da ascoltare e con cui costruire scelte, non più sudditi da accontentare e a cui chiedere il voto per le prossime elezioni”.

Barbato non conferma il segretario generale: bene. Latina ha bisogno di soluzioni forti.

imageLa decisione presa dal commissario prefettizio Giacomo Barbato deve far riflettere. Evidentemente è venuto a mancare il rapporto di fiducia tra lui e la figura del segretario generale Pasquale Russo. La situazione di Latina richiede scelte forti e non interpretabili.
Bene fa Barbato ad imprimere una direzione completamente diversa.

imageI commissari non possono rimuovere i segretari generali dei Comuni prima che siano passati almeno 60 giorni dal loro insediamento e, in genere, non li rimuovono quando l’amministrazione della quale sono stati chiamati a prendere la guida risulta decaduta per motivi prettamente politici, come nel caso di Latina. La decisione viene invece presa, nel 95% dei casi, quando il Comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose.
È un cattivo giudizio nei confronti della scorsa amministrazione caduta dopo una forte crisi politica: rimosso il suo segretario generale, una figura che dovrebbe vigilare sull’anticorruzione e sulla trasparenza e a cui invece non viene rinnovata la fiducia dal delegato del Governo chiamato a risolvere la profonda crisi in cui versa l’Ente.

Deve essere davvero disastrosa la situazione che ha trovato il commissario Barbato al suo insediamento. Una situazione peggiore di quanto potessimo immaginare.

Ricordo che in diverse situazioni il segretario aveva assunto su di sé ruoli che una figura di controllo come la sua non avrebbe dovuto mai rivestire: presidente della delegazione trattante per la parte pubblica, responsabile della formazione, dirigente dei vigili urbani, presidente della commissione concorsi. Così facendo era stata posta in essere una situazione di incompatibilità: chi è preposto al controllo, come lo è il segretario generale nella veste di responsabile dell’anticorruzione, non poteva infatti controllare se stesso nei ruoli citati. La funzione di controllo deve sempre essere esercitata da una figura terza.

I commissari, nella loro funzione di guida della macchina amministrativa, possono intervenire su diversi fronti, ed uno di questi è proprio decidere sul futuro del segretario generale del Comune della cui amministrazione si sono prese le redini.

Latina è stata trattata alla stessa stregua di un comune con commissariamento straordinario, come un Comune dal quale vanno sostituite le colonne portanti per fondarlo su una nuova struttura: come un Comune sciolto per mafia.

Ora va impressa una direzione completamente diversa.