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Altro che trasparenza…

Dopo la presentazione della mozione in cui chiediamo un accesso agli atti più immediato, (leggi la mozione) e quindi una garanzia di maggior controllo e di trasparenza, la Segretaria Generale invia una nota a tutti i Dirigenti dell’Ente e a tutti i consiglieri per informare di cambiamenti sull’iter riservato all’accesso agli atti dei consiglieri comunali.

La mozione chiede un acceso diretto così da non impegnare dipendenti e uffici in aperture di istruttorie inutili, visto che i consiglieri, per legge possono accedere illimitatamente a tutti i documenti in possesso dell’Ente, anche quelli secretati.

E invece, l’amministrazione Coletta cosa fa?

schermata-2018-10-31-alle-10-20-27Nell’attesa del Regolamento (che doveva essere pronto per giungo 2018 e che deve essere approvato in Consiglio Comunale), la Giunta decide un iter che, in barba alla semplificazione, allunga, aggiunge passaggi, impone procedure più macchinose e di fatto attiva un controllo sui consiglieri invece di facilitare il controllo che i consiglieri sono tenuti ad esplicare per mandato.

Il TUEL art.43 comma 33 dice che “Le modalità della presentazione di tali atti e delle relative risposte sono disciplinate dallo statuto e dal regolamento consiliare.

Ripeto, Statuto e Regolamento che esprimono indirizzi dei rappresentanti dei cittadini, non della Giunta.

E invece la Giunta e la Segretaria Generale impongono un diverso iter per soli due mesi che ci separerebbero dal Regolamento che, nella nota, si lascia intendere sia imminente (o forse ci vorrà molto di più??)

E poi c’è una questione relativa alla data di protocollazione: se un consigliere chiede dei documenti in una certa data nell’ufficio che li detiene, l’ufficio deve farli passare per forza per l’Ufficio del Consiglio che li protocolla e li rimanda al primo ufficio: quale data è da considerare per calcolare i 30 giorni entro i quali la legge impone di dare i documenti?

Non avevamo bisogno di questi ulteriori passaggi e mi chiedo, chi ne beneficia?

Questa non è né organizzazione né trasparenza: si chiama burocratizzazione e controllo centralizzato.

L’Amministrazione Coletta farebbe bene a impiegare le sue energie per cose più importanti, non a rendere la vita difficile a impiegati e consiglierI.

Congresso Regionale PD 2018: la mia scelta.

schermata-2018-10-24-alle-19-36-09Ancora una volta mi ritrovo a fare una scelta #controcorrente.
Eh si. Proprio non riesco a pensare una cosa e farne un’altra,  e quello che penso è che se il PD non si rigenera dal midollo, diventerà presto  una sigla del passato.

Per questo sostengo Andrea ALEMANNI come candidato regionale alla segreteria del partito.

Andrea è un giovane amministratore del II Municipio di Roma  (37 anni) eletto per la seconda volta con più voti che nella prima: una voce fuori dal coro.schermata-2018-10-24-alle-15-28-20

#Controcorrente è il nome del gruppo di giovani amministratori che lo sostengono, perché l’energia e le idee che vengono da una politica fatta sul campo sono quelle che al PD sono mancate da troppo tempo. Inutile qui fare analisi di come siamo diventati partito ad una cifra in provincia, di quanto manchi la vera politica nella scelta delle alleanze (leggi le mie considerazioni a margine dell’evento di Zingaretti Piazza Grande): se non c’è l’umiltà di riconoscere i fallimenti, se non abbiamo il coraggio di scelte coerenti, se non facciamo camminare le nostre idee su gambe di persone credibili, se non abbandoniamo le logiche di prepotenza il nostro partito si spegnerà fino a scomparire.
Ora è il momento di dire e fare qualcosa che rigeneri questo partito, per davvero.

Ecco il documento che raccoglie le sue idee che qui in breve riassumo in alcuni punti:

  • Creazione di una scuola di formazione per una militanza consapevole e per formare una nuova classe dirigente di qualità
  • Riunioni periodiche tra esponenti del governo regionale e il partito per discutere i problemi letterati che più importanti della regione: un modello da riprodurre a cascata sui territori
  • Ripensare i circoli on-line e creare forum di discussione aperti a tutti gli iscritti
  • Corretta comunicazione e gestione trasparente senza aver paura del confronto fra pensieri differenti
  • Convocare almeno una volta l’anno la conferenza di tutti i segretari di circolo della regione
  • Massima trasparenza nella governance

Una posizione importante, quella del segretario regionale, se ben usata, perché le scelte politiche nei territori, le alleanze alle elezioni, la formazione di un vivaio di classe dirigente, le candidature, il raccordo con tutti gli amministratori passano proprio per quella posizione.

Per il momento tra il 26 e il 28 voteranno solo gli iscritti al PD, ma si chiederà, il 25 novembre, anche la partecipazione aperta di tutti i non iscritti. I partiti sono importanti perché le loro decisioni ricadono sulla vita dei cittadini ed è per questo che il PD coinvolge tutti nella scelta dei propri alti dirigenti.

“Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo” 

Ecco perché c’è bisogno di nuove teste.

UNA QUESTIONE di PURA, SEMPLICE, SANA POLITICA.

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Piazza Grande: e la questione che riguarda la Politica, quella che sta alla base delle scelte, viene bypassata.

Si parla di massimi sistemi, si enunciano principi, si strappano applausi.

Damiano Coletta, sindaco della mia città, viene a Piazza Grande invitato da Zingaretti, parla di Verona e di aborto, si lamenta come tutti i sindaci di sinistra dei tagli allo SPRAR, attacca Salvini, invoca l’unità sui valori, viene applaudito a scena aperta in casa PD, quasi come un eroe.

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Io, consigliere PD a Piazza Grande ascolto, guardo. A Latina il PD è all’opposizione proprio di quel Coletta lì, quello che strappa applausi e viene invitato a destra e a manca come un fenomeno politico.

Alessio Pascucci prende la scena e accusa il PD di aver lasciato solo Coletta alle elezioni provinciali. Viene a dirlo proprio in casa nostra… e viene applaudito come se le cose stessero proprio così… Si trova davanti una folla di Dem pronta a credere che il PD faccia veramente schifo.

Nessuno sa che una parte del PD ha scelto di sostenere invece proprio Coletta per non scegliere di essere identificati con quel PD che si alleava con la FI di Fazzone.

Nessuno sa della battaglia che abbiamo fatto lacerando il PD al suo interno per non allearci con la destra affarista di Fazzone. La nostra era una scelta frutto di un ragionamento politico fatto insieme, gruppo consiliare, partito comunale e tutti quelli in provincia che hanno ragionato con noi. Non credevamo nella forzatura PD+FI. Le forzature, senza un ragionamento e una scelta politica conseguente fatte insieme, non si capiscono, non riesci a tradurle in linguaggio chiaro e schietto. Quale ragionamento politico giustificava questa scelta? Deciso da chi? Con chi?

E cosi mi sono ritrovata ad assistere ad una scena paradossale: sono stata firmataria, insieme ad altri amministratori PD, della candidatura di Coletta alle provinciali, firme senza le quali Coletta non avrebbe neanche potuto candidarsi. Ci abbiamo messo la faccia e la firma per lui, facendo campagna elettorale tra i vari consiglieri nei comuni della provincia, e ora mi ritrovavo a sentir dire che il PD “non ha sostenuto Coletta alle provinciali e che questo è una vergogna. Che se il PD non si allea con i civici è destinato a perdere”. Qualcuno pensa ci sia subalternità del PD ai civici o viceversa? È una strada sbagliata che ci farebbe ripetere gli errori commessi in passato.

Quindi, in Consiglio Regionale il PD si fa aiutare da FI, e a Latina il PD è all’opposizione di Coletta.

Dov’è la strada dei valori comuni che si traducono in atti politici? Dov’è la coerenza e la conseguenza di questo percorso e come si concretizza nei territori più vicini ai cittadini?

Quello che vedo sono solo posizionamenti per un interesse reciproco: Zingaretti ha bisogno di Coletta e dei suoi per il sostegno alle primarie; Coletta ha bisogno di Zingaretti per una ribalta nazionale, per una collaborazione “amica” tra uffici Comunali e Regionali. Tutto quello che ci sta intorno “chissene frega”.

Questo non fa bene al PD: la credibilità del partito oggi va più che mai ricostruita con ragionamenti lineari e comprensibili, coerenti e coraggiosi. Non ci lamentiamo poi, se con posizioni di schizofrenia politica, i nostri elettori si rivolgono altrove.

Queste sono le cose di cui un segretario locale o nazionale deve farsi carico da subito: fino ad oggi tutti hanno girato gli occhi dall’altra parte, segretari e presidenti.

Quello che oggi è diventato una mostruosità politica va affrontato, risolto e gestito con la politica, quella vera.

Aspettiamo.

Dizionario della Musica Italiana: futuro a rischio.

Sono stata alla conferenza stampa organizzata da Claudio Paradiso venerdì scorso. Si parlava del prestigioso progetto del Dizionario della Musica Italiana.

Ospitato nei locali (privi di qualsiasi certificazione) dell’ex-Consorzio Agrario, questo progetto prevede la raccolta di tutti i materiali musicali di tutti i musicisti del panorama italiano dal medioevo ad oggi e di tutti i generi musicali. Un progetto grandioso, estremamente ambizioso ma possibile grazie alla passione e alla estrema dedizione ed intelligenza di Claudio Paradiso e i suoi amici che hanno iniziato questa avventura. Come si può vedere dalle foto, il materiale attualmente non è ancora catalogata ma è richiesta e utilizzata già in modalità internazionali ma ancora con il contagocce.

Dalle labbra di Claudio Paradiso si comprendeva la giusta impazienza ma anche tanta fiducia.

img_5647“Nel gennaio 2019 dovrebbero partire i lavori”, diceva, ma alla domanda di a che punto fossero le carte, non sapeva dare una risposta.

Ora, essendo nella posizione di conoscere la “situazione delle carte”, ho fatto le mie ricerche e questo è quanto possiamo dire con certezza.

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Il lavoro del DMI è presente nel documento che ha un nome lunghissimo: “decreto legge 31 maggio 2014, n. 83, recante “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, trasmetto la relazione annuale concernente gli interventi già realizzati e lo stato di avanzamento di quelli avviati nell’anno precedente e non ancora conclusi del Piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” e che puoi leggere in questo link per intero.

Cosa dice?

Dice che il progetto è PIANIFICATO, ma non che sono stati assegnati i soldi a questo progetto. E’ per questo necessario firmare una convenzione attuativa col Ministero che i nostri uffici stanno chiedendo ripetutamente da diverso tempo, ma il Ministero non riesce neanche a fornire un interlocutore.

Il tempo passa e l’attuale governo non dà garanzie rispetto ai finanziamenti certi (guarda il bando delle periferie che vuole rimangiarsi) figuriamoci se possiamo fidarci per i fondi neanche assegnati…

Ritengo quest’opera una vera perla per il nostro territorio: occorre mobilitarsi tutti per ottenere subito la certezza materiale che questi soldi ci vengano assegnati con firma di una Convenzione tra Comune e Ministero: non possiamo fidarci di niente altro.

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Nuovo Statuto: la parola ai cittadini!

Nuovo Statuto.    Vecchio Staschermata-2017-11-08-alle-15-42-05tuto

Ritengo fondamentale che i miei concittadini conoscano la nuova “carta di identità” della città e possano parteciparne alla stesura. Ecco perché ne rendo accessibile in piena trasparenza la nuova versione. Giorno ultimo per presentare modifiche sarà il 22 novembre 2017.

Sono lieta che oggi in Commissione Affari Istituzionali si sia arrivati a concedere a chi leggerà il Nuovo Statuto una versione che evidenzi le modifiche apportate, con comparazione col vecchio, e che illustri le modifiche prima di approvarlo in via definitiva in Consiglio Comunale.

 

Una richiesta che abbiamo auspicato venisse accolta (la nostra richiesta era un quadro sinottico) per consentire a chi non ha partecipato ai lavori della commissione di conoscere cosa c’era prima e cosa c’è ora, cosa è stato spostato, cosa eliminato, cosa modificato e perché.

Il 22 novembre avremo in Commissione la Segretaria Generale che renderà il parere tecnico immediatamente per poter quindi poi passare alla votazione.

Ritengo importante che i cittadini di Latina possano leggere questa versione e possano proporre le loro modifiche di cui mi farò personalmente portavoce in commissione.

Nuovo Statuto.    Vecchio Statuto

 

Dimensionamento: trasparenza e partecipazione ancora tradite

Non è cambiato niente: ogni volta che il Comune avanza una proposta di dimensionamento scolastico lo fa senza coinvolgere nessuno se non una delle parti coinvolte: conseguenze? Salgono inevitabilmente le proteste.

Questa volta due sono le scuole: coinvolte: l’IC della G. Cena/Piazza Dante e l’IC A.Volta.

Per rafforzare l’Istituto Comprensivo Volta che è ridotto a numeri al limite dell’autonomia, gli viene trasferita la competenza del plesso della scuola primaria di Piazza Dante, togliendo a questa un pezzo considerato vitale.

Lo scempio iniziale era stato operato nel 2012 quando alla Volta sono stati attribuiti plessi molto distanti ovvero Giochetto, Pantalonaccio laddove invece il bacino di studenti in uscita dalle elementari arrivava spontaneamente dalla scuola elementare di Piazza Moro-Via Tasso ora però appartenente ad altro IC e ad altro dirigente il quale ha istituito classi di scuola media al proprio interno dirottando le scelte sulla propria scuola media.

E fu sempre il 2012 che venne aggiunto un ulteriore istituto comprensivo, il 12º fatto di tanti piccoli pezzetti sparsi in diversi borghi creando non poche difficoltà dal punto di vista strutturale e amministrativo interno alle scuole e di cui oggi si deve discutere la sostenibilità visto il calo della popolazione scolastica.

Ma la questione a mio avviso più grave emersa in commissione cultura scuola sport altro giorno cui erano presenti una rappresentanza di entrambi gli istituti, è stata la totale inadeguatezza di questa amministrazione nel settore scuola. È iniziata con il problema delle strutture a settembre, ma continua per quanto riguarda la questione della gestione della popolazione scolastica.

Accusavo continuamente la precedente amministrazione di non aver creato un luogo istituzionale in cui far convergere tutti i presidi degli istituti comprensivi per ragionare insieme rispetto alle priorità sia strutturali che di tipo amministrativo e relative al dimensionamento per discuterle in piena trasparenza scegliendo il metodo della partecipazione alle decisioni, ma nulla è stato fatto nella precedente amministrazione e nulla sta facendo questa amministrazione.

Il problema è una totale assenza degli stakeholder a livello di processi decisionali: le scelte vengono prese dall’assessore con qualche preside e poi vengono fatte piovere in testa alle persone, in questo caso le famiglie che si ritrovano una scuola smembrata senza sapere il perché.

Si è anche scoperto in commissione il motivo per cui è stata creata una scuola media all’interno della struttura della di Piazza Dante: l’inagibilità di un intero piano della Giovanni cena che il Comune ancora non mette in sicurezza. Ho trovato molto pesanti ed imbarazzanti le accuse da parte dell’assessora DI MURO nei confronti della scuola di piazza Dante di voler ghettizzare la parte che ricade nell’area della Giovanni cena spostando alcune classi di scuola media all’interno della struttura di piazza Dante, là dove mi sembra palese l’inadempienza del Comune che ha interdetto un intero piano dell’edificio della Giovanni cena precludendone la presenza di classi.

Ho chiesto un accesso agli atti rispetto alla verbalizzazione delle conferenze dei dirigenti scolastici, quel tavolo che all’inizio del mandato l’assessora alla scuola aveva dichiarato di voler avviare: non mi risultano infatti convocazioni rilevanti a questo tavolo composto da tutti i dirigenti per discutere questioni. Ad oggi è evidente che le decisioni vengono prese senza il coinvolgimento di tutte le parti interessate e soprattutto senza un confronto veramente trasparente, cosa che la Consulta della Scuola, istituita all’unanimità dalla precedente amministrazione ma mai attivata neanche dall’amministrazione Coletta, sarebbe in grado di garantire.

Anche su questo fronte siamo ben lontani dalla trasparenza e la partecipazione che questa amministrazione ripete come un mantra senza concretizzarla in fatti.

La provincia che tifa per il Buon Gioco

Fortemente voluta da un piccolo comitato di amministratori PD no slot, così si sono chiamati, e approvata senza batter ciglio all’unanimità da destra, sinistra e civici in Consiglio, la provincia di Latina si è dotata di una settimana ad hoc per contrastare le patologie del gioco d’azzardo. A seguire i Comuni della provincia hanno aderito con proprie delibere: Latina, Formia, Fondi, Lenola, Terracina… L’impresa capitanata da tre donne del PD Nicoletta Zuliani, Civita Paparello e Patrizia Menanno sembra ben riuscita.

schermata-2017-09-25-alle-08-08-58Varie le attività organizzate in occasione della Giornata del Buon Gioco per sensibilizzare al problema, informare, e contrastare attraverso buone prassi: a Minturno il 22 settembre c’è stata la presentazione del libro L’ultimo Azzardo con l’autore Gianni Forte.

Fondi per ben due giorni la Festa del Buon Gioco si è protratta coinvolgendo le scuole del territorio con lettura di testi, tornei sportivi, e nel secondo giorno spazi pubblici aperti e allestiti con vari

fullsizerender-4giochi, dal calcio-balilla agli scacchi, dama, burraco… Al Castello Caetani Carlo Cefaloni, giornalista ed esponente di spicco di SLOTMOB nazionale, ha illustrato i meccanismi perversi che in Italia hanno fatto proliferare il gioco d’azzardo in così poco tempo. Maggioranza, minoranza sindaco ed assessori tutti coinvolti nell’iniziativa.

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A Formia e Gaeta Istituzioni pubbliche insieme alla Consulta diocesana hanno animato una domenica densa di partecipazione ed iniziative con interventi – Antonio Maria Mira caporedattore di Avvenire – giochi, concerti.

A Latina all’interno del Palazzo Comunale, nei giardini si è tenuto un pomeriggio all’insegna del Buon Gioco con moltissimi tavoli di buon gioco e una grandissima partecipazione di bambini. L’esperienza è stata molto apprezzata, molto partecipata dai consiglieri di maggioranza e minoranza uniti nello sforzo per contribuire a diffondere buone prassi di gioco sociale vs il gioco d’azzardo autodistruttivo.

Ecco alcune foto.

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LBC rimescola le carte: nuove linee funzionali e cambio di dirigenti.

img_9325È nella facoltà di un sindaco fare e disfare, programmare e riprogrammare, nominare e revocare nomine, tutto per garantire il raggiungimento di un obiettivo, quello della soluzione dei problemi della città e per dare una migliore risposta alle necessità dei propri cittadini. Lo scorso 11 agosto in giunta sono state approvate le nuove linee funzionali con relativo ennesimo “rimescolamento” di dirigenti. Contengono però, elementi che mi lasciano molto perplessa per gli effetti “collaterali” che avranno.

RALLENTAMENTO della MACCHINA

Si sta riproponendo il “carosello” dei dirigenti, quello che tanto avevamo contrastato nell’amministrazione Di Giorgi. Ne consegue un allungamento dei tempi: un dirigente assegnato a nuovo servizio non firma atti lasciati a metà dal precedente, deve avere il tempo di studiarli per prendersene la responsabilità (a meno che non firmi ad occhi chiusi). Si rallentano quindi ulteriormente i tempi che in questa città già sono insopportabilmente lunghi.

LA VALUTAZIONE

Questa amministrazione ha tanto messo l’accento sulla valutazione dei dirigenti. Giustamente. Le parole di vanto che LBC ha speso sull’approvazione dei Piani Esecutivi di Gestione si basava proprio sulla possibilità di valutare i dirigenti in base agli obiettivi raggiunti. Gli obiettivi vengono infatti concordati insieme ai dirigenti in una riunione (quella riunione del 19 febbraio di cui non si riesce ad avere copia della verbale). Si concordano perché in base a quegli obiettivi il dirigente verrà valutato e pagato conseguentemente. Ora, come fa – ad esempio – il nuovo dirigente del personale ad essere valutato per il suo lavoro se quel lavoro non è stato concordato con lui ma con altro dirigente? Come si fa a garantire una valutazione congrua, veritiera, obiettiva? Se gli obiettivi non verranno raggiunti, quale dirigente verrà penalizzato: chi aveva concordato l’obiettivo o chi se l’è ritrovato e non l’ha portato a termine?

In questo modo salta tutto, compreso il principio di condivisione e partecipazione (l’11 agosto diversi dirigenti erano in ferie e si sono ritrovati la sorpresa del cambio delle carte in tavola mentre erano in vacanza).

IL PERSONALE

Quando viene concordato un obiettivo con un dirigente, ne consegue l’assegnazione di risorse economiche ed umane per garantire il raggiungimento di quell’obiettivo. Il rimescolamento porterà anche ad un “carosello” del personale con le sue conseguenze  (ulteriore allungamento dei tempi per l’espletamento di pratiche). Nel momento in cui si creano nuovi servizi (incoming, sviluppo economico, bellezza, antimafia…) si dovrebbero ridefinire anche le risorse economiche ed umane. Lo faranno a settembre? Il personale di servizi eliminati (URP, Informagiovani) a chi faranno riferimento? Se devono chiedere le ferie, qual è il dirigente cui fare riferimento?

QUALI OBIETTIVI

Restano scoperte le spiegazioni di servizi di nuova istituzione come Incoming, Bellezza e Antimafia. Ad esempio Bellezza: parola che fa colpo in un contesto freddo e tecnico come quello dell’organizzazione di un ufficio. Ma che obiettivo è? La Bellezza è così soggettiva… Chi decide cosa è bello e cosa no? Quali sono i criteri ed i parametri? E’ una bellezza secondo LBC, o è una bellezza che verrà definita dopo un percorso partecipativo con tutti i cittadini? Chi decide la Bellezza? Il Decoro Urbano si comprende bene cosa sia, e Latina non è nuova a questo settore: è definibile e misurabile. Tra l’altro non si comprende bene per quale motivo sia stato tolto al settore della Gestione del Territorio e dato ai Lavori Pubblici, dove le risorse vanno divise con altre numerose ed urgenti necessità.

E l’Antimafia? Ci doteremo di magistrati che lavoreranno per il comune di Latina? L’antimafia è un’attività ben espletata da magistrati esperti e dediti, è una sfera, quella della lotta alla mafia, che attiene ad uno dei tre poteri dello stato, la magistratura. In Comune abbiamo la prevenzione della corruzione (di cui la Iovinella è anche responsabile). E’ ridondante e con la funzione della Legalità e Anticorruzione già esistenti nel nostro comune, come è ridondante la funzione di Sviluppo Economico ed Attività Produttive.

Più che di ridondanza c’è bisogno di una maggiore chiarezza ed efficienza.

Il reset della macchina comunale attuato l’11 agosto di fatto scombussola gli uffici e gira completamente le spalle al lavoro svolto dall’ex assessore Costanzo che aveva speso tutte le sue energie proprio al riassetto della macchina amministrativa definito come il primo obiettivo, quello più importante. LBC sta rivedendo alla radice le proprie scelte e la Segretaria Generale, nonché Direttore Generale, nonché Responsabile Anticorruzione nonché Responsabile dei procedimenti disciplinari, nonché responsabile Antimafia ha conquistato la piena e totale fiducia della nuova amministrazione che le dà carta bianca, anche a costo di sacrificare una “pietra angolare” di LBC. 

Azienda speciale per i rifiuti, un salto nel vuoto: il rischio d’impresa a carico dei cittadini

schermata-2017-06-24-alle-16-42-24Nella commissione ambiente di ieri l’Assessore Lessio ha illustrato l’Azienda Speciale che si occuperà della igiene urbana e raccolta e smaltimento rifiuti nella nostra città. Un’azienda tutta del Comune, tutta dei cittadini, che garantirà una maggiore pulizia, bollette più basse, nessun inquinamento e rispetto dei parametri europei. (leggi i documenti relativi all’Azienda Speciale ABC)

Non mi piace la lettura manichea della realtà: non è vero che i servizi gestiti dal pubblico siano migliori di quelli gestiti dal privato perché il privato cerca solo il guadagno a danno della collettività. Questo è frutto di un approccio molto ideologico e di scarso buon senso da parte di chi, per propria ammissione nuovo in tutto, “alle prime armi” tanto che la città è costretta a portare pazienza, perché bisogna dar tempo alla maggioranza di studiare ed imparare come si amministra una città.

Sperando forse nella fortuna del principiante l’amministrazione Coletta si azzarda a costituire un’Azienda propria (o meglio, con i soldi dei cittadini di Latina) per un servizio tra i più complessi: raccolta e gestione dei rifiuti urbani. Secondo il loro approccio, “noi facciamo meglio perché controlliamo in prima persona tutte le fasi”, chiunque al di fuori di noi non fa i nostri interessi.

Semplificazione pericolosa e completamente anacronistica, perché il privato deve essere invece considerato un partner importante del pubblico visto che anche il privato vive dentro la comunità di cui tutti facciamo parte: il privato si specializza nella fornitura di servizi qualitativamente alti (ricordiamo che è il pubblico a stabilire il capitolato nel bando di gara), e il pubblico deve specializzarsi nel controllo.

Credo che la buona gestione non sia appannaggio di chi possiede un bene: credo si stia confondendo la proprietà con la modalità di gestione considerando il “mercato” estraneo ai valori del bene comune.

Nessuno si permetterebbe mai di dire che un parco pubblico appartiene a chi ha un chiosco al suo interno, che fornisce un servizio di ristorazione e si occupa di tener pulita e sorvegliata l’area.

Gli imprenditori privati non sono per antonomasia dei furbacchioni: sono persone che hanno una specifica vocazione quella di innovare. E’ grazie a loro che da uno stato stazionario, ovvero la situazione in cui le imprese realizzano soltanto attività ordinarie, un imprenditore spezza questo stato introducendo un’innovazione,  - che può essere un’invenzione tecnica, una nuova formula organizzativa, la creazione di nuovi prodotti o di nuovi mercati – riducendo i costi medi e creando nuova ricchezza. E questa non è una teoria di oggi: È una teoria di oltre 100 anni quando Schumpeter individuò nella rincorsa tra innovatori ed imitatori la dinamica dell’economia di mercato. Gli imprenditori non possono intendersi soltanto come cercatori di profitto: il profitto è solo un segnale che dice che c’è innovazione. Dopo che l’innovazione è riconosciuta come valida, inizia l’imitazione che svolge un’importantissima funzione di bene comune perché fa sì che i vantaggi derivanti dalle operazioni non restino solo confinati all’impresa che ha innovato, ma si estendano all’intera società riducendo i prezzi e aumentando il benessere collettivo.

L’imprenditore, ben diverso dallo speculatore, può essere un partner delle amministrazioni della cosa pubblica: anzi deve, perché anche lui fa parte della nostra comunità.

Avere paura degli imprenditori e rispondere con la costituzione di un’azienda al 100% del comune (con tutti i rischi di impresa che il Comune coprirà se le cose vanno male), con un risparmio attuale di soli €49mila (senza calcolare il ribasso d’asta della gara che ci avrebbe fatto ottenere un vero risparmio), senza avere alcuna esperienza, mi sembra un azzardo. Questo progetto sta risucchiando tantissimo tempo ed energie che non vengono impiegate per la risoluzione degli altri problemi che abbiamo: trasporti, verde, lido…

Lo spirito di imprenditoria si paga con i propri soldi, non con i soldi dei cittadini: un’amministrazione saggia avrebbe prima consolidato le proprie competenze, l’organizzazione degli uffici, le dirigenze, il bilancio; avrebbe prima messo in sicurezza i minimo sindacale di una città (viabilità, verde, disinfestazioni, attività estive, trasporti…), avrebbe fatto il bando sui rifiuti controllando per 6 anni e poi, vincendo le elezioni, avrebbe messo su una signora Azienda Speciale, se proprio voleva.

Oggi siamo costretti a salire su un aereo con alla guida un neo-patentato di patente B..

 

 

 

Congresso PD a Latina: si riparte.

Il Partito Democratico è una risorsa per il nostro paese e per la nostra città nella misura in cui riesce a diventare comunità di persone. Ciò che noi dirigenti di partito riteniamo importante non può essere diverso da ciò che ritengono importante le persone fuori del PD.

I problemi delle persone siano la nostra bussola per la scelta delle priorità.

Ecco il mio intervento integrale in video.

Ecco la trascrizione.
INTERVENTO Congresso PD
Nicoletta Zuliani
(29 giugno 2017)

Oggi è un giorno importante. Io lo sento come tale. Quando ho preparato questo intervento non sapevo se saremmo stati pochi o tanti. Quello che vale è essere qui per dare una forma e una sostanza al nostro impegno di cittadini iscritti al Partito Democratico.
Chi è qui oggi sicuramente ha delle aspettative, ma anche voglia di contribuire col proprio tempo, competenze, energie a rendere vivi dei valori, dei valori che dovranno guidarci per arrivare a dare delle risposte alla nostra comunità latinense. Valori e risposte.
Esatto.
Noi siamo proprio nel mezzo. Noi siamo tra i valori che ci hanno portato qui oggi e i problemi dei nostri concittadini ai quali dobbiamo dare delle risposte.

IL COMPITO DEL PARTITO
Probabilmente si dimentica spesso quello che è il vero compito dei partiti.
Probabilmente è per questo che i cittadini dentro le urne (ma anche fuori delle urne scegliendo l’astensionismo), è per questo che i cittadini non ci scelgono.

Le ultime vicende elettorali devono portarci a riflettere su ciò che non deve essere il nostro partito. Non farò una analisi del voto: voglio osservare ciò che questi ultimi risultati mi dicono rispetto a come il partito non deve essere.

Il partito non può essere il luogo in cui arriva dall’alto un ordine che viene eseguito.
Il partito non può essere un mero comitato elettorale di qualcuno che ha bisogno di essere eletto.
Il partito, o crea un senso di appartenenza, o è inutile alla collettività.
No, anzi, è dannoso. E la collettività lo punisce non scegliendolo alle elezioni.

I CIVICI
Osserviamo ora il “fascino” che i civici esercitano sugli elettori. Non mi riferisco ai falsi civici, quelli che si spogliano solo nominalmente dei vessilli dei partiti per disconoscere in modo ipocrita il proprio operato e la propria storia da politico con lo scopo di riacquistare una verginità presso gli elettori: non parlo quindi degli ex-PdL, ex-FI, ex-AN, ex-PD, ex-“qualsiasi partito” che fingono di essere civici. Parlo dei civici veri, quelli della società civile che si impegna.

Perché qui è molto sottile la differenza che forse non si è colta a sufficienza.
La scelta del civismo non è rifiuto dei cosiddetti partiti politici tout court: di fatto i movimenti civici sono associazioni di persone che contribuiscono alla vita politica del loro paese. (art. 49 della Costituzione)
I civici scelgono persone che rappresentano ciò che sono: onestà, dedizione al lavoro, spirito di gruppo, successo professionale, carica umana, saper parlare la stessa lingua della gente, ma anche semplicità e ordinarietà…
Poi si dotano di un progetto di buon senso per la città, affatto ambizioso, anzi.
E questo è sufficiente per farli vincere, spinti anche dal vuole non votare chiunque sia stato al potere prima di loro.

VALORE DELLA PERSONA
Guardiamo chi votano i cittadini che scelgono i civici, che caratteristiche hanno gli eletti. Vedete, oggi è molto più apprezzato chi si mette a disposizione senza aspettarsi nulla in cambio, senza un interesse collaterale… loro, questi civici, non hanno nulla da perdere, e il guadagno che ne ricavano è tutto nel gruppo.

Il loro concetto di persona è diverso da come i partiti lo hanno inteso oggi. I partiti tradizionali invece di vedere la persona, la intendono come pacchetto di voti, portatore di voti, garante di relazioni e di consenso elettorale. Si è portati ad usare le persone per arrivare ad una certa percentuale di consenso che, secondo i calcoli, possa garantire questa o quest’altra cosa.
Tatticismi.

Io credo invece che le persone siano portatori di valori.

Allora, quando definiamo le liste dei candidati o per gli organismi del partito, chiediamoci: quale valore rappresenta questa persona? Quale valore, non CHI rappresenta, da chi è portata. Chiediamoci: cosa rappresenta questa persona per la sua storia, le sue scelte, la sua vita?
C’è da attuare uno spostamento di peso: dalle persone ai valori che quella persona rappresenta e per cui è riconoscibile; spostiamo il peso dai nomi ai progetti; dai nomi a ciò che le persone veicolano e che “raccontano” all’esterno con il loro essere.

E allora capite quanto sia importante la scelta dei valori, degli indirizzi, dei metodi, e dei criteri di scelta delle persone che li rappresentano!!
Questo ci farà ricostruire la nostra entità di gruppo. O diventiamo un gruppo così, una comunità, o saremo inutili alla nostra città.

I NOSTRI VALORI
Ai civici mancano però gli strumenti della politica, della conoscenza dello “spazio” amministrativo e questo vanifica molto del loro affannarsi a fare le cose; sono lenti ed inefficaci.
A loro manca una visione radicata in valori ben precisi, una visione che è il risultato di una percorso fatto di tradizione politica quella bella, quella che ti muove il cuore;
A loro manca il collegamento a politiche territoriali di più ampie che danno consistenza e solidità. Tutte cose che i partiti hanno nel loro DNA e nella loro storia. Tutte cose che noi abbiamo.

Allora, ripartiamo da persone credibili, vere, generose.

Ripartiamo dai valori inossidabili del nostro stare insieme: li dico in tre parole
democratici
solidali
aperti

Democratici
Questa parola racchiude sostanza e metodo: Chi decide? Cosa viene deciso? Come viene deciso? Basta con i cosiddetti caminetti o con le cene o pizze dei maggiori rappresentanti che si mettono d’accordo o che si dichiarano guerra. Nel documento presentato dal nostro gruppo poniamo questo come punto inderogabile e questo mi aspetto dal nuovo segretario.
Si decide dentro gli organismi, e le persone che compongono gli organismi siano portatori di valori che la gente vuole: onestà, lealtà, rispetto.
Gli organismi non possono ratificare solamente decisioni prese dai maggiori rappresentanti: devono proporle, discuterle, elaborarle…
Per decidere bisogna conoscere. Per ciò, collegamento costante tra gli eletti e la base garantito dal partito: incontri periodici, aggiornamenti accessibili a tutti con una canale di feedback a doppia via. La base deve sapere cosa fanno gli eletti, e gli eletti devono ascoltare le proposte della base.

Solidali
I problemi che vivono i nostri concittadini siano la nostra bussola. Questo ci detterà l’agenda delle priorità. Per questo, il partito si attrezzerà per recepire dalle diverse aree territoriali le voci che descriveranno i problemi e le proposte.
Ci sono problemi pesantissimi ed è urgente, urgentissimo che il Partito Democratico si faccia presente e promuova soluzioni.
La gestione dei rifiuti, l’igiene pubblica, la gestione dei rifugiati, l’emergenza idrica, la crisi produttiva, lo stallo amministrativo del settore edilizio, l’assenza di pianificazione e di creazione di presupposti per un futuro diverso da oggi, non posso elencarli tutti… Essere solidali significa non staccarsi mai da quelli che sono i problemi di tutti i giorni che i Latinensi e i borghigiani vivono e soffrono. I loro problemi sono la nostra bussola.

Aperti
Lasciamoci contaminare da ciò che è fuori del partito. La vita si è velocizzata, viaggia su canali mediatici diversi da quelli che i partiti avevano. Le cosiddette classi sociali e le categorie con le quali eravamo abituati a confrontarci sono totalmente diverse da quelle di soli 20 anni fa. Non siamo più un paese di produzione, e la scuola e la formazione devono cambiare rapidamente o restiamo fuori da tutti i mercati. Ci saranno conseguenze massicce ed epocali sul fronte della demografia e della migrazione dei popoli…
Ciò che è fuori del nostro piccolo partito, le grandi sfide iniziano e si evolvono secondo schemi che non fanno più parte delle nostre vecchie categorie.
Non temiamo il nuovo, dobbiamo ben ponderarlo ma dobbiamo essere aperti, perché il futuro non è niente di ciò che abbiamo già visto. Il futuro potranno farcelo intravedere solo i giovani, e quelle poche menti illuminate spesso inascoltate.
Dobbiamo aprirci al contributo di chi vuole dare forza al nostro partito democratico e in chi si riconosce nei nostri valori.

Democratici, solidali, aperti.
In questo nuovo inizio riponiamo tanta speranza. Non solo noi. Fuori ci aspettano tantissimi cittadini, stanno guardando e aspettano di valutarci secondo le loro categorie, le loro categorie.

Democratici, solidali, aperti.
Alessandro, il nostro contributo andrà in questa direzione, e solamente in questa.