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Tutte le criticità di CSC: chi controlla?

Questa mattina i dipendenti della CSC erano sotto al Comune per protestare: evidentemente cominciano ad emergere criticità con il gestore del TPL di Latina.

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È importante verificare che quanto scritto nel capitolato venga scrupolosamente realizzato e questo è certamente compito del Comune. Ma cosa non va?Utilizzando la linea che dalla Q5 porta al centro di Latina, ho potuto constatare diversi di problemi che riporto in foto e video qui di seguito:

  • ancora si trovano i cassonetti dell’immondizia davanti le fermate dei pullman: come fa a scendere un diversamente abile con la sua carrozzina? Gli autisti mi dicono che è impossibile farli scendere perché l’autobus deve fermarsi proprio a filo marciapiede per poter azionare la pedana. Quindi, niente servizio per i diversamente abili.

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  • Troppo spesso molti autisti arbitrariamente modificano i percorsi evitando di entrare nel centro di Latina perché quasi sempre si trovano auto parcheggiate in seconda fila che non permettono il passaggio degli autobus.

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  • Si trovano continuamente auto parcheggiate nella pista ciclabile che restringono l’area mi manovra degli autobusil taglio economico nella contrattazione di secondo livello con i lavoratori impone tempi lavorativi più brevi ed ecco il perché spesso diverse corse vengono soppresse, addirittura tre in una giornata per i quartieri Q4e Q5.
  • Troppo spesso gli studenti mi comunicano che alle 13:30 dalle autolinee parte un pullman piccolo per i quartieri Q4 e Q5: la corsa successiva invece avviene con un pullman grande ed è evidente che il primo pulmino è sovraccarico e al limite della sicurezza mentre il secondo è quasi vuoto: perché?
  • I tempi di percorrenza ancora non sono stati modificati: è possibile che ancora oggi si usino i tempi di percorrenza risalenti al 2007?
  • Paline elettroniche, infopoint, biglietteria elettronica e numero verde ancora non esistono. Siamo quasi ad un anno dall’inizio del servizio e la parte più innovativa non è attuata. Chi controlla che il servizio che paghiamo sia effettivamente erogato?

Ho chiesto alla presidente della Commissione Trasparenza Matilde Celentano di convocare subito una commissione congiunta trasparenza/trasporti per verificare che il Comune e non si lavi le mani una volta affidato il servizio, ma che vigili perché i cittadini ricevano quanto è loro diritto.

ABC e Coletta: tutti appesi ad un filo…

schermata-2019-03-02-alle-12-58-43Si ostenta sicurezza in Comune, ma in realtà la sorte dell’Amministrazione Coletta è appesa a un filo: la sentenza del Consiglio di Stato in merito all’annullamento della gara dei rifiuti. Il Consiglio di Stato si è espresso il 21 febbraio ma la sentenza sarà nota entro il 21 marzo.

Coletta e LBC hanno puntato tutto, come in una giocata, sulla riuscita del loro progetto di “cambiare tutto”, e sono partiti dai rifiuti.
Appena eletti, hanno prima sospeso, poi annullato la gara fatta dal commissario che era arrivata al momento dell’apertura delle buste con le offerte. “STOP! Sceglie LBC. Si fa l’Azienda Speciale!

Certamente un ente può scegliere di farlo, ma deve dimostrare la convenienza per la collettività, se vuole evitare la gara pubblica.
Alla domanda se questa scelta fosse conveniente rispetto ad un affidamento esterno ha risposto la relazione ex art.34, quella redatta dal prof. Lucarelli della Federico II di Napoli, (costata €47mila) a base di tutti i documenti preparatori di ABC.

Peccato che quanto scritto non si è verificato, come ad esempio l’investimento in nuovi ed efficienti mezzi, il porta a porta, percentuali alte di differenziata…
E, se le bollette di fatto non sono aumentate (questo assessori e ellebiccini ci tengono tanto a sottolinearlo) il servizio, ahimè, non si discosta molto da quello che forniva la Latina Ambiente: gran parte dei mezzi sono quelli vecchi della Latina Ambiente (pure pagati €800mila da tutti noi!) con l’integrazione di altri presi in locazione; la forza lavoro è quella della Latina Ambiente.

E allora, mi chiedo, la convenienza dov’è? Dov’è il vantaggio per la collettività?

La relazione di Lucarelli garantiva quello che attualmente non è, e oggi il nuovo direttore generale ing. Ascoli, ritiene si arriverà a regime con quanto previsto dalla relazione di Lucarelli, se ci va bene, nel 2021.
L’Assessore Lessio e il capogruppo Bellini sostengono che, la certezza di dirigere noi e controllare noi l’azienda sia prioritario, come se il “noi” desse la garanzia della qualità del servizio. E si accontentano di dire che oggi è meglio di ieri.

Ma non è questo che valuterà il Consiglio di Stato.

Il PD ha sempre avuto una posizione diversa: in primis viene la comunità cui va destinato il servizio, servizio che deve essere efficiente (città pulita) e sostenibile (subito alte percentuali di differenziata) da subito.
Andava espletata la gara ed assegnato subito il servizio alla società che risultava la migliore: controlli rigorosi e nel frattempo ci si preparava per costituire eventualmente un’Azienda Speciale senza fretta e fatta per bene, se questo avrebbe garantito una gestione vantaggiosa: avremmo di fatto risparmiato ben 150mila di consulenze, €47mila di relazione ex art.34, avremmo beneficiato da subito di un servizio efficiente e l’Amministrazione Coletta avrebbe potuto concentrarsi su teatro, scuole, palazzetto dello sport, strade e mille altre questioni che, purtroppo a causa di ABC, sono risultate secondarie…

Ma soprattutto avrebbe potuto da subito dare risposte e conquistarsi la fiducia dei cittadini. Invece, a stento oggi ha la fiducia dei suoi.

Un’operazione azzardata, che è costata tempo, popolarità, consenso, focus…
Ed ora tutto dipende dal Consiglio di Stato: si andrà avanti con le difficoltà che Ascoli ci ha illustrato, o si dovrà fare marcia indietro e completare la gara del commissario? E sarebbe un bel casino.

Peccato: Coletta ha avuto una grande chance ma ha seguito consigli sbagliati.

POLITICA del PERSONALE: L’AMMINISTRAZIONE COLETTA HA FALLITO.

img_0839Non è affatto come la vuol far apparire l’assessora: vi do’ qualche numero:

- 31 dicembre 2016 n. 514 dipendenti (fonte: DGM 67 del 2/3/2017)
- 31 dicembre 2017 n. 525 dipendenti (fonte: DGM n° 79/2018 del 09/02/2018).
- 26 novembre 2018 n. 517 (fonte: accesso agli atti).

Questi numeri  smentiscono l’assessora al personale del Comune di Latina e chiedono una lettura più schietta e onesta. Le cifre fotografano la realtà del personale del comune di Latina: oggi abbiamo 8 dipendenti in meno rispetto ad un anno fa, e solo 3 in più rispetto al momento dell’insediamento dell’amministrazione Coletta.

Che ci siano state, come ostenta l’Ente, 83 assunzioni dall’inizio della consiliatura è un dato che rivela la totale inadeguatezza della politica assunzionale ma soprattutto della gestione del personale: dove sono gli effetti concreti del tanto lavoro dichiarato dall’assessora? E a quanto ammontano i costi di delle assunzioni operate con scorrimento di graduatoria e che hanno generato il risultato di soli 3 dipendenti in più dall’inizio dell’era Coletta?

L’assessora al personale ha dichiarato che le legittime aspirazioni dei dipendenti sono alla base delle richieste di mobilità o di trasferimenti: di solito si aspira a posti che remunerino maggiormente o dove sussistano condizioni di avanzamento di carriera: ma quando si sceglie di andare in comuni più piccoli? Né lo stipendio né la carriera migliorano: chi va via è perché non ne può più di un ambiente gestito male e organizzato peggio, altro che benessere organizzativo! Il malessere, che i numeri stigmatizzano impietosamente, fa preferire uno stipendio più basso, un comune più piccolo, fa preferire di lavorare lontano dal comune di residenza  casa e mettersi in macchina ogni giorno piuttosto che rimanere al Comune di Latina con questa organizzazione e gestione.

Non uno ma vari dirigenti che questa amministrazione ha scelto, dopo aver sperimentato la pessima organizzazione, scappa da una realtà certamente complessa ma rivelatasi insostenibile per come viene gestita e diretta: basta andare a vedere quanti dei nostri dipendenti chiedono di partecipare a selezioni pubbliche di altri comuni…

Continui spostamenti di dirigenti (ultimo caso è il dirigente assunto perché laureato in architettura ma utilizzato in settore diverso), le rimodulazioni di servizi, lo sdoppiamento di funzioni all’interno dello stesso servizio (Decoro e Patrimonio), servizi “ribattezzati” che cambiano nome, dirigenti costretti a ricorrere ad avvocati per difendere le proprie prerogative, sono tutti elementi sintomatici di una situazione di confusione e cattiva gestione dei rapporti, che si naviga a vista e non si ha per nulla chiaro come si organizza e si gestisce una macchina amministrativa.

Possiamo anche assumere 200 dipendenti, ma se se ne vanno via 250 ce ne ritroviamo con -50.

Ritrovarsi a metà mandato con questi risultati significa aver sbagliato tutto.

Il sindaco Coletta apra gli occhi e guardi con coraggio dove sta la falla, perché la barca sta affondando.

 

Altro che trasparenza…

Dopo la presentazione della mozione in cui chiediamo un accesso agli atti più immediato, (leggi la mozione) e quindi una garanzia di maggior controllo e di trasparenza, la Segretaria Generale invia una nota a tutti i Dirigenti dell’Ente e a tutti i consiglieri per informare di cambiamenti sull’iter riservato all’accesso agli atti dei consiglieri comunali.

La mozione chiede un acceso diretto così da non impegnare dipendenti e uffici in aperture di istruttorie inutili, visto che i consiglieri, per legge possono accedere illimitatamente a tutti i documenti in possesso dell’Ente, anche quelli secretati.

E invece, l’amministrazione Coletta cosa fa?

schermata-2018-10-31-alle-10-20-27Nell’attesa del Regolamento (che doveva essere pronto per giungo 2018 e che deve essere approvato in Consiglio Comunale), la Giunta decide un iter che, in barba alla semplificazione, allunga, aggiunge passaggi, impone procedure più macchinose e di fatto attiva un controllo sui consiglieri invece di facilitare il controllo che i consiglieri sono tenuti ad esplicare per mandato.

Il TUEL art.43 comma 33 dice che “Le modalità della presentazione di tali atti e delle relative risposte sono disciplinate dallo statuto e dal regolamento consiliare.

Ripeto, Statuto e Regolamento che esprimono indirizzi dei rappresentanti dei cittadini, non della Giunta.

E invece la Giunta e la Segretaria Generale impongono un diverso iter per soli due mesi che ci separerebbero dal Regolamento che, nella nota, si lascia intendere sia imminente (o forse ci vorrà molto di più??)

E poi c’è una questione relativa alla data di protocollazione: se un consigliere chiede dei documenti in una certa data nell’ufficio che li detiene, l’ufficio deve farli passare per forza per l’Ufficio del Consiglio che li protocolla e li rimanda al primo ufficio: quale data è da considerare per calcolare i 30 giorni entro i quali la legge impone di dare i documenti?

Non avevamo bisogno di questi ulteriori passaggi e mi chiedo, chi ne beneficia?

Questa non è né organizzazione né trasparenza: si chiama burocratizzazione e controllo centralizzato.

L’Amministrazione Coletta farebbe bene a impiegare le sue energie per cose più importanti, non a rendere la vita difficile a impiegati e consiglierI.

Congresso Regionale PD 2018: la mia scelta.

schermata-2018-10-24-alle-19-36-09Ancora una volta mi ritrovo a fare una scelta #controcorrente.
Eh si. Proprio non riesco a pensare una cosa e farne un’altra,  e quello che penso è che se il PD non si rigenera dal midollo, diventerà presto  una sigla del passato.

Per questo sostengo Andrea ALEMANNI come candidato regionale alla segreteria del partito.

Andrea è un giovane amministratore del II Municipio di Roma  (37 anni) eletto per la seconda volta con più voti che nella prima: una voce fuori dal coro.schermata-2018-10-24-alle-15-28-20

#Controcorrente è il nome del gruppo di giovani amministratori che lo sostengono, perché l’energia e le idee che vengono da una politica fatta sul campo sono quelle che al PD sono mancate da troppo tempo. Inutile qui fare analisi di come siamo diventati partito ad una cifra in provincia, di quanto manchi la vera politica nella scelta delle alleanze (leggi le mie considerazioni a margine dell’evento di Zingaretti Piazza Grande): se non c’è l’umiltà di riconoscere i fallimenti, se non abbiamo il coraggio di scelte coerenti, se non facciamo camminare le nostre idee su gambe di persone credibili, se non abbandoniamo le logiche di prepotenza il nostro partito si spegnerà fino a scomparire.
Ora è il momento di dire e fare qualcosa che rigeneri questo partito, per davvero.

Ecco il documento che raccoglie le sue idee che qui in breve riassumo in alcuni punti:

  • Creazione di una scuola di formazione per una militanza consapevole e per formare una nuova classe dirigente di qualità
  • Riunioni periodiche tra esponenti del governo regionale e il partito per discutere i problemi letterati che più importanti della regione: un modello da riprodurre a cascata sui territori
  • Ripensare i circoli on-line e creare forum di discussione aperti a tutti gli iscritti
  • Corretta comunicazione e gestione trasparente senza aver paura del confronto fra pensieri differenti
  • Convocare almeno una volta l’anno la conferenza di tutti i segretari di circolo della regione
  • Massima trasparenza nella governance

Una posizione importante, quella del segretario regionale, se ben usata, perché le scelte politiche nei territori, le alleanze alle elezioni, la formazione di un vivaio di classe dirigente, le candidature, il raccordo con tutti gli amministratori passano proprio per quella posizione.

Per il momento tra il 26 e il 28 voteranno solo gli iscritti al PD, ma si chiederà, il 25 novembre, anche la partecipazione aperta di tutti i non iscritti. I partiti sono importanti perché le loro decisioni ricadono sulla vita dei cittadini ed è per questo che il PD coinvolge tutti nella scelta dei propri alti dirigenti.

“Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo” 

Ecco perché c’è bisogno di nuove teste.

UNA QUESTIONE di PURA, SEMPLICE, SANA POLITICA.

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Piazza Grande: e la questione che riguarda la Politica, quella che sta alla base delle scelte, viene bypassata.

Si parla di massimi sistemi, si enunciano principi, si strappano applausi.

Damiano Coletta, sindaco della mia città, viene a Piazza Grande invitato da Zingaretti, parla di Verona e di aborto, si lamenta come tutti i sindaci di sinistra dei tagli allo SPRAR, attacca Salvini, invoca l’unità sui valori, viene applaudito a scena aperta in casa PD, quasi come un eroe.

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Io, consigliere PD a Piazza Grande ascolto, guardo. A Latina il PD è all’opposizione proprio di quel Coletta lì, quello che strappa applausi e viene invitato a destra e a manca come un fenomeno politico.

Alessio Pascucci prende la scena e accusa il PD di aver lasciato solo Coletta alle elezioni provinciali. Viene a dirlo proprio in casa nostra… e viene applaudito come se le cose stessero proprio così… Si trova davanti una folla di Dem pronta a credere che il PD faccia veramente schifo.

Nessuno sa che una parte del PD ha scelto di sostenere invece proprio Coletta per non scegliere di essere identificati con quel PD che si alleava con la FI di Fazzone.

Nessuno sa della battaglia che abbiamo fatto lacerando il PD al suo interno per non allearci con la destra affarista di Fazzone. La nostra era una scelta frutto di un ragionamento politico fatto insieme, gruppo consiliare, partito comunale e tutti quelli in provincia che hanno ragionato con noi. Non credevamo nella forzatura PD+FI. Le forzature, senza un ragionamento e una scelta politica conseguente fatte insieme, non si capiscono, non riesci a tradurle in linguaggio chiaro e schietto. Quale ragionamento politico giustificava questa scelta? Deciso da chi? Con chi?

E cosi mi sono ritrovata ad assistere ad una scena paradossale: sono stata firmataria, insieme ad altri amministratori PD, della candidatura di Coletta alle provinciali, firme senza le quali Coletta non avrebbe neanche potuto candidarsi. Ci abbiamo messo la faccia e la firma per lui, facendo campagna elettorale tra i vari consiglieri nei comuni della provincia, e ora mi ritrovavo a sentir dire che il PD “non ha sostenuto Coletta alle provinciali e che questo è una vergogna. Che se il PD non si allea con i civici è destinato a perdere”. Qualcuno pensa ci sia subalternità del PD ai civici o viceversa? È una strada sbagliata che ci farebbe ripetere gli errori commessi in passato.

Quindi, in Consiglio Regionale il PD si fa aiutare da FI, e a Latina il PD è all’opposizione di Coletta.

Dov’è la strada dei valori comuni che si traducono in atti politici? Dov’è la coerenza e la conseguenza di questo percorso e come si concretizza nei territori più vicini ai cittadini?

Quello che vedo sono solo posizionamenti per un interesse reciproco: Zingaretti ha bisogno di Coletta e dei suoi per il sostegno alle primarie; Coletta ha bisogno di Zingaretti per una ribalta nazionale, per una collaborazione “amica” tra uffici Comunali e Regionali. Tutto quello che ci sta intorno “chissene frega”.

Questo non fa bene al PD: la credibilità del partito oggi va più che mai ricostruita con ragionamenti lineari e comprensibili, coerenti e coraggiosi. Non ci lamentiamo poi, se con posizioni di schizofrenia politica, i nostri elettori si rivolgono altrove.

Queste sono le cose di cui un segretario locale o nazionale deve farsi carico da subito: fino ad oggi tutti hanno girato gli occhi dall’altra parte, segretari e presidenti.

Quello che oggi è diventato una mostruosità politica va affrontato, risolto e gestito con la politica, quella vera.

Aspettiamo.

Dizionario della Musica Italiana: futuro a rischio.

Sono stata alla conferenza stampa organizzata da Claudio Paradiso venerdì scorso. Si parlava del prestigioso progetto del Dizionario della Musica Italiana.

Ospitato nei locali (privi di qualsiasi certificazione) dell’ex-Consorzio Agrario, questo progetto prevede la raccolta di tutti i materiali musicali di tutti i musicisti del panorama italiano dal medioevo ad oggi e di tutti i generi musicali. Un progetto grandioso, estremamente ambizioso ma possibile grazie alla passione e alla estrema dedizione ed intelligenza di Claudio Paradiso e i suoi amici che hanno iniziato questa avventura. Come si può vedere dalle foto, il materiale attualmente non è ancora catalogata ma è richiesta e utilizzata già in modalità internazionali ma ancora con il contagocce.

Dalle labbra di Claudio Paradiso si comprendeva la giusta impazienza ma anche tanta fiducia.

img_5647“Nel gennaio 2019 dovrebbero partire i lavori”, diceva, ma alla domanda di a che punto fossero le carte, non sapeva dare una risposta.

Ora, essendo nella posizione di conoscere la “situazione delle carte”, ho fatto le mie ricerche e questo è quanto possiamo dire con certezza.

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Il lavoro del DMI è presente nel documento che ha un nome lunghissimo: “decreto legge 31 maggio 2014, n. 83, recante “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, trasmetto la relazione annuale concernente gli interventi già realizzati e lo stato di avanzamento di quelli avviati nell’anno precedente e non ancora conclusi del Piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” e che puoi leggere in questo link per intero.

Cosa dice?

Dice che il progetto è PIANIFICATO, ma non che sono stati assegnati i soldi a questo progetto. E’ per questo necessario firmare una convenzione attuativa col Ministero che i nostri uffici stanno chiedendo ripetutamente da diverso tempo, ma il Ministero non riesce neanche a fornire un interlocutore.

Il tempo passa e l’attuale governo non dà garanzie rispetto ai finanziamenti certi (guarda il bando delle periferie che vuole rimangiarsi) figuriamoci se possiamo fidarci per i fondi neanche assegnati…

Ritengo quest’opera una vera perla per il nostro territorio: occorre mobilitarsi tutti per ottenere subito la certezza materiale che questi soldi ci vengano assegnati con firma di una Convenzione tra Comune e Ministero: non possiamo fidarci di niente altro.

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Nuovo Statuto: la parola ai cittadini!

Nuovo Statuto.    Vecchio Staschermata-2017-11-08-alle-15-42-05tuto

Ritengo fondamentale che i miei concittadini conoscano la nuova “carta di identità” della città e possano parteciparne alla stesura. Ecco perché ne rendo accessibile in piena trasparenza la nuova versione. Giorno ultimo per presentare modifiche sarà il 22 novembre 2017.

Sono lieta che oggi in Commissione Affari Istituzionali si sia arrivati a concedere a chi leggerà il Nuovo Statuto una versione che evidenzi le modifiche apportate, con comparazione col vecchio, e che illustri le modifiche prima di approvarlo in via definitiva in Consiglio Comunale.

 

Una richiesta che abbiamo auspicato venisse accolta (la nostra richiesta era un quadro sinottico) per consentire a chi non ha partecipato ai lavori della commissione di conoscere cosa c’era prima e cosa c’è ora, cosa è stato spostato, cosa eliminato, cosa modificato e perché.

Il 22 novembre avremo in Commissione la Segretaria Generale che renderà il parere tecnico immediatamente per poter quindi poi passare alla votazione.

Ritengo importante che i cittadini di Latina possano leggere questa versione e possano proporre le loro modifiche di cui mi farò personalmente portavoce in commissione.

Nuovo Statuto.    Vecchio Statuto

 

Dimensionamento: trasparenza e partecipazione ancora tradite

Non è cambiato niente: ogni volta che il Comune avanza una proposta di dimensionamento scolastico lo fa senza coinvolgere nessuno se non una delle parti coinvolte: conseguenze? Salgono inevitabilmente le proteste.

Questa volta due sono le scuole: coinvolte: l’IC della G. Cena/Piazza Dante e l’IC A.Volta.

Per rafforzare l’Istituto Comprensivo Volta che è ridotto a numeri al limite dell’autonomia, gli viene trasferita la competenza del plesso della scuola primaria di Piazza Dante, togliendo a questa un pezzo considerato vitale.

Lo scempio iniziale era stato operato nel 2012 quando alla Volta sono stati attribuiti plessi molto distanti ovvero Giochetto, Pantalonaccio laddove invece il bacino di studenti in uscita dalle elementari arrivava spontaneamente dalla scuola elementare di Piazza Moro-Via Tasso ora però appartenente ad altro IC e ad altro dirigente il quale ha istituito classi di scuola media al proprio interno dirottando le scelte sulla propria scuola media.

E fu sempre il 2012 che venne aggiunto un ulteriore istituto comprensivo, il 12º fatto di tanti piccoli pezzetti sparsi in diversi borghi creando non poche difficoltà dal punto di vista strutturale e amministrativo interno alle scuole e di cui oggi si deve discutere la sostenibilità visto il calo della popolazione scolastica.

Ma la questione a mio avviso più grave emersa in commissione cultura scuola sport altro giorno cui erano presenti una rappresentanza di entrambi gli istituti, è stata la totale inadeguatezza di questa amministrazione nel settore scuola. È iniziata con il problema delle strutture a settembre, ma continua per quanto riguarda la questione della gestione della popolazione scolastica.

Accusavo continuamente la precedente amministrazione di non aver creato un luogo istituzionale in cui far convergere tutti i presidi degli istituti comprensivi per ragionare insieme rispetto alle priorità sia strutturali che di tipo amministrativo e relative al dimensionamento per discuterle in piena trasparenza scegliendo il metodo della partecipazione alle decisioni, ma nulla è stato fatto nella precedente amministrazione e nulla sta facendo questa amministrazione.

Il problema è una totale assenza degli stakeholder a livello di processi decisionali: le scelte vengono prese dall’assessore con qualche preside e poi vengono fatte piovere in testa alle persone, in questo caso le famiglie che si ritrovano una scuola smembrata senza sapere il perché.

Si è anche scoperto in commissione il motivo per cui è stata creata una scuola media all’interno della struttura della di Piazza Dante: l’inagibilità di un intero piano della Giovanni cena che il Comune ancora non mette in sicurezza. Ho trovato molto pesanti ed imbarazzanti le accuse da parte dell’assessora DI MURO nei confronti della scuola di piazza Dante di voler ghettizzare la parte che ricade nell’area della Giovanni cena spostando alcune classi di scuola media all’interno della struttura di piazza Dante, là dove mi sembra palese l’inadempienza del Comune che ha interdetto un intero piano dell’edificio della Giovanni cena precludendone la presenza di classi.

Ho chiesto un accesso agli atti rispetto alla verbalizzazione delle conferenze dei dirigenti scolastici, quel tavolo che all’inizio del mandato l’assessora alla scuola aveva dichiarato di voler avviare: non mi risultano infatti convocazioni rilevanti a questo tavolo composto da tutti i dirigenti per discutere questioni. Ad oggi è evidente che le decisioni vengono prese senza il coinvolgimento di tutte le parti interessate e soprattutto senza un confronto veramente trasparente, cosa che la Consulta della Scuola, istituita all’unanimità dalla precedente amministrazione ma mai attivata neanche dall’amministrazione Coletta, sarebbe in grado di garantire.

Anche su questo fronte siamo ben lontani dalla trasparenza e la partecipazione che questa amministrazione ripete come un mantra senza concretizzarla in fatti.

La provincia che tifa per il Buon Gioco

Fortemente voluta da un piccolo comitato di amministratori PD no slot, così si sono chiamati, e approvata senza batter ciglio all’unanimità da destra, sinistra e civici in Consiglio, la provincia di Latina si è dotata di una settimana ad hoc per contrastare le patologie del gioco d’azzardo. A seguire i Comuni della provincia hanno aderito con proprie delibere: Latina, Formia, Fondi, Lenola, Terracina… L’impresa capitanata da tre donne del PD Nicoletta Zuliani, Civita Paparello e Patrizia Menanno sembra ben riuscita.

schermata-2017-09-25-alle-08-08-58Varie le attività organizzate in occasione della Giornata del Buon Gioco per sensibilizzare al problema, informare, e contrastare attraverso buone prassi: a Minturno il 22 settembre c’è stata la presentazione del libro L’ultimo Azzardo con l’autore Gianni Forte.

Fondi per ben due giorni la Festa del Buon Gioco si è protratta coinvolgendo le scuole del territorio con lettura di testi, tornei sportivi, e nel secondo giorno spazi pubblici aperti e allestiti con vari

fullsizerender-4giochi, dal calcio-balilla agli scacchi, dama, burraco… Al Castello Caetani Carlo Cefaloni, giornalista ed esponente di spicco di SLOTMOB nazionale, ha illustrato i meccanismi perversi che in Italia hanno fatto proliferare il gioco d’azzardo in così poco tempo. Maggioranza, minoranza sindaco ed assessori tutti coinvolti nell’iniziativa.

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A Formia e Gaeta Istituzioni pubbliche insieme alla Consulta diocesana hanno animato una domenica densa di partecipazione ed iniziative con interventi – Antonio Maria Mira caporedattore di Avvenire – giochi, concerti.

A Latina all’interno del Palazzo Comunale, nei giardini si è tenuto un pomeriggio all’insegna del Buon Gioco con moltissimi tavoli di buon gioco e una grandissima partecipazione di bambini. L’esperienza è stata molto apprezzata, molto partecipata dai consiglieri di maggioranza e minoranza uniti nello sforzo per contribuire a diffondere buone prassi di gioco sociale vs il gioco d’azzardo autodistruttivo.

Ecco alcune foto.

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