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La provincia che tifa per il Buon Gioco

Fortemente voluta da un piccolo comitato di amministratori PD no slot, così si sono chiamati, e approvata senza batter ciglio all’unanimità da destra, sinistra e civici in Consiglio, la provincia di Latina si è dotata di una settimana ad hoc per contrastare le patologie del gioco d’azzardo. A seguire i Comuni della provincia hanno aderito con proprie delibere: Latina, Formia, Fondi, Lenola, Terracina… L’impresa capitanata da tre donne del PD Nicoletta Zuliani, Civita Paparello e Patrizia Menanno sembra ben riuscita.

schermata-2017-09-25-alle-08-08-58Varie le attività organizzate in occasione della Giornata del Buon Gioco per sensibilizzare al problema, informare, e contrastare attraverso buone prassi: a Minturno il 22 settembre c’è stata la presentazione del libro L’ultimo Azzardo con l’autore Gianni Forte.

Fondi per ben due giorni la Festa del Buon Gioco si è protratta coinvolgendo le scuole del territorio con lettura di testi, tornei sportivi, e nel secondo giorno spazi pubblici aperti e allestiti con vari

fullsizerender-4giochi, dal calcio-balilla agli scacchi, dama, burraco… Al Castello Caetani Carlo Cefaloni, giornalista ed esponente di spicco di SLOTMOB nazionale, ha illustrato i meccanismi perversi che in Italia hanno fatto proliferare il gioco d’azzardo in così poco tempo. Maggioranza, minoranza sindaco ed assessori tutti coinvolti nell’iniziativa.

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A Formia e Gaeta Istituzioni pubbliche insieme alla Consulta diocesana hanno animato una domenica densa di partecipazione ed iniziative con interventi – Antonio Maria Mira caporedattore di Avvenire – giochi, concerti.

A Latina all’interno del Palazzo Comunale, nei giardini si è tenuto un pomeriggio all’insegna del Buon Gioco con moltissimi tavoli di buon gioco e una grandissima partecipazione di bambini. L’esperienza è stata molto apprezzata, molto partecipata dai consiglieri di maggioranza e minoranza uniti nello sforzo per contribuire a diffondere buone prassi di gioco sociale vs il gioco d’azzardo autodistruttivo.

Ecco alcune foto.

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BANDIERA BLU: forma vs sostanza.

schermata-2017-05-09-alle-08-08-52Latina ha ottenuto la Bandiera Blu. Io non me ne farei un gran vanto per i seguenti motivi:
1- E’ un riconoscimento conferito da una Fondazione danese FEE Foundation for Environmental Education, che ha per finalità l’educazione ambientale, NON la certificazione della qualità ambientale.
2- I corporate Partners della FEE sono ALCOA (Aluminum Company of America), General Motors, Toyota, Wringley (le chewing gum americane) e PODIO
3- I requisiti sono AUTOCERTIFICATI da chi si candida (NON ne viene certificata la veridicità), infatti la FEE non possiede laboratori o strumenti per effettuare analisi, e demanda il controllo alle ARPA regionali, che, in base alle stesse analisi, dichiarano la balneabilità delle acque costiere a norma di legge, basta che compili questo questionario.
4- Tutti i miei concittadini si chiederanno la stessa cosa: ma come hanno fatto a darci la Bandiera Blu??? Vorrei leggere i dati inseriti nel questionario inviato alla FEE: spero siano facilmente reperibili sul sito del Comune.
5- L’unica cosa che viene CONTROLLATA, e pertanto costituisce motivo per revocare il riconoscimento, è quanto contenuto nella seguente lista di adempimenti:
  1. In ogni spiaggia, che ha ottenuto il riconoscimento deve sventolare la Bandiera Blu (originale, dell’anno in corso);
  2. Istituire uno o più punti blu (centri di informazione sul programma Bandiera Blu), nei quali si possa reperire l’opportuna documentazione ed informazione sulla Bandiera Blu e sulle attività di educazione ambientale promosse dalComune;
  3. Allestire Pannelli Informativi (generici, della spiaggia e degli eventuali stabilimenti presenti), sul lungomare della località balneare in numero adeguato alla lunghezza dello stesso (tutto il materiale per la realizzazione dei pannelli informativi sarà scaricabile dall’area privata riservata al comune vincitore Bandiera Blu. Verranno inviate all’indirizzo e-mail dei comuni vincitori le credenziali d’accesso con scadenza annuale).
  4. I pannelli dovranno riportare in almeno due lingue (obbligatorio almeno in italiano e inglese):
  • mappa della spiaggia ed i relativi punti di prelievo delle analisi delle acque di balneazione, indicazione dei
  • servizi offerti utilizzando pittogrammi FEE (indicare anche il puntino in pianta con su scritto “tu sei qui”);
  • Esposizione del codice di condotta della spiaggia (utilizzando pittogrammi);
  • risultati delle analisi delle acque di balneazione costantemente aggiornati per tutta la durata della stagione quindi almeno cinque campionamenti (uno ogni 30 giorni);
  • informazioni relative ai criteri e al programma Bandiera Blu;
  • indicazione del periodo di inizio e fine della stagione bandiera blu(ricordiamo che la stagione balneare Bandiera Blu non deve necessariamente corrispondere alla stagione balneare prevista dalla normativa regionale. Il 1 luglio è comunque il termine massimo per poter issare la bandiera blu e dare quindi inizio alla stagione balneare bandiera blu che dovrà avere una durata minima di almeno 60 giorni);
  • informazione sulle aree naturali presenti e relativo codice di condotta ambientale (utilizzando pittogrammi);
  • attività di educazione ambientale promosse durante la stagione estiva o luogo dove reperirle; • esposizione dell’orario dell’assistenza bagnanti;
  • Presenza di punti di primo soccorso medico e relativo orario;

5. Effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti sulle spiagge indicando sui secchi almeno in due lingue il tipo di rifiuto da conferire;
6. Obbligo di comunicazione immediata dei divieti di balneazione permanenti e temporanei presso i nostri uffici;
7. Partecipare agli Incontri Tecnici per la Bandiera Blu organizzati da FEE Italia;
8. Inviare perentoriamente entro il 1 Luglio la documentazione fotografica degli adempimenti richiesti per la stagione in corso.

Queste sono le cose che vengono controllate dalla FEE.

RENZI VINCE: ora riorganizziamo insieme il PD a Latina

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Il risultato è netto e chiaro: la proposta di Renzi vince anche a Latina e provincia.

Sono 2.300 i latinensi che sono andati ad esprimere la propria preferenza per scegliere il segretario del Partito Democratico che, secondo l’attuale statuto, sarà anche il candidato premier nelle prossime competizioni politiche. Anche se i dati comparati alle primarie del 2013 (3200 votanti) e alle primarie per la scelta del candidato sindaco del novembre 2015 (6.200 votanti) fanno registrare un calo, la vitalità del PD è reale e ne va preso atto.

Mi è piaciuta la campagna portata avanti da Renzi a livello nazionale. Ogni incontro era tematico e proponeva progetti concreti e percorsi ben studiati e realizzabili: lavoro, scuola, immigrazione, Europa… non critiche o polemiche. Le dichiarazioni di Orlando ed Emiliano preparano la strada ad un partito che vuole e accoglie il segnale della sua comunità per governare responsabilmente questo paese, senza inutili e dannosi populismi.

LAVORIAMO ORA PER IL PD A LATINA.
Certamente questo ci incoraggia a lavorare di più e meglio per il partito di Latina, che evidentemente, ha avuto diversi problemi.
Le persone sono il valore più importante di un partito: non si è riusciti a valorizzare e ad attivare tutte quelle risorse umane, di esperienza, e di linfa nuova che si sono fatte avanti nella campagna elettorale: che fine hanno fatto i candidati delle liste a sostegno di Forte nelle ultime elezioni? Un partito di esperienza e inclusivo avrebbe immediatamente valorizzato e attivato tutte le forme di partecipazione possibili per organizzare una forza politica invidiabile.
E’ seguito invece un “coma farmacologico” indotto.
Ci ritroviamo oggi commissariati, di fatto immobilizzati per qualsiasi tipo di iniziativa o presenza sul territorio. Solo iniziative legate a singole personalità sono state portate avanti e partecipate sempre da singoli o piccoli gruppi legati a quel singolo politico.

INDIVIDUALISMI
Ma come singoli individui non si va da nessuna parte: c’è un “bene più grande” al quale bisogna lavorare (e non è affatto detto che coincida con quello personale…). Dobbiamo ricostruire un tessuto, riattivare una comunità di persone che collaborano e scelgono insieme la direzione verso cui andare. Va ricostruito quel contenitore comune permeabile, onesto e leale che darà spessore e credibilità al nostro agire come Democratici.
Se fino ad oggi il PD di Latina si è caratterizzato per la litigiosità e le “battaglie politiche” interne, è arrivato il momento di liberare il partito da logiche personalistiche ingombranti, vecchi metodi e insanabili rancori. Chi non riesce ad uscire fuori dalla logica del “proprio orticello” faccia un passo indietro: il PD ha bisogno di Politici generosi e coraggiosi, perché anche se c’è il traino di Renzi a livello nazionale, localmente dobbiamo guadagnarci la stima dei più che ti portano a vincere un’elezione dimostrando onestà, trasparenza e compattezza.

CON CHI GOVERNARE?
Il  mantra di questi giorni è: con la sinistra o con Forza Italia?
Ho sempre creduto che la proposta politica si caratterizzi attraverso un proprio obiettivo, un progetto per realizzarlo e la capacità aggregativa di saper lavorare con chi condivide quell’obiettivo e quel progetto. Ecco perché sono nate, proliferate ed hanno avuto successo le liste civiche: spogliate di qualsiasi ideologismo che frena  e mette muri alle parti, sono capaci di “assemblare” al loro interno diverse “nature” ideologiche e culturali tutte però funzionali al raggiungimento del comune obiettivo.

C’è bisogno di stabilità, c’è bisogno di formulare proposte sensate che abbiano ricadute possibili e reali sulla cittadinanza, non proposte populiste come quelle fatte da coloro che non hanno la responsabilità di governo. C’è bisogno di trovare dei punti di mediazione, e di lavorare ad un progetto serio, sostenibile e lungimirante.
In un contesto frammentato e di stampo proporzionale,  il discrimine va trovato nel chi vuole dare forza ai nostri progetti.
Altro è aderire ai progetti degli altri.

 

Amministratori PD no-slot prov. Latina: i primi risultati

img_7325Il lavoro del comitato degli Amministratori PD no-slot comincia a dare i suoi primi risultati: a seguito di una richiesta di dati inerenti la presenza di macchinette slot e VLT nel Comune di Fondi da parte della consigliera dem  di Fondi, Maria Civita Paparello, si scatena una miriade di controlli in tutte le sale gioco e slot del territorio da parte dei Vigili urbani che, congiuntamente ai carabinieri, hanno potuto accertare la presenza di minori e numerose irregolarità documentali da parte dei gestori.

img_7314“Al di là dei colori e delle appartenenze politiche, si ha la responsabilità di intervenire per regolamentare e limitare il gioco d’azzardo sia pure  legalizzato, che ha creato una vera e propria patologia da dipendenza.” – così dichiara la Paparello a seguito della totale disponibilità dell’amministrazione di Fondi ad andare nella direzione della lotta al Gioco d’Azzardo Patologico.

“A Fondi  – continua la Paparello – sono circa settanta tra bar, tabaccherie, agenzie di scommesse  gli esercizi dove è possibile giocare d’azzardo e non è ancora stato approvato un regolamento, ma la sollecitudine con cui si è iniziato un percorso condiviso di monitoraggio e controllo lascia ben sperare che in breve si giunga ad approvare all’unanimità un documento che disciplini il settore.”

IMG_7041Il Comitato degli Amministratori Dem no-slot è nato solo un mese fa ma sta lavorando sodo con i suoi oltre 60 amministratori per colmere il vuoto normativo e dettare norme chiare a livello di orari e distanze. Così la presidente del comitato amministratori PD no-slot, consigliera dem di Latina Nicoletta Zuliani: “Svilupperemo il nostro lavoro a vari livelli: a livello di legislazione nazionale, ANCI, ASL, Regione, attraverso la prevenzione nelle scuole, nelle famiglie… perché gli interventi amministrativi possano essere realmente efficaci”. La  Zuliani aggiunge: “Latina, Sermoneta, Fondi, Minturno, Maenza, Roccagorga… ci stiamo mobilitando in tutti i comuni dove siamo presenti e presto presenteremo alla presidente della Provincia Eleonora Della Penna proposte concrete per contrastare il fenomeno anche coinvolgendo l’Amministrazione Provinciale: è una lotta che deve coinvolgere tutti i livelli politico-amministrativi perché è a rischio la coesione sociale di un intero territorio e sappiamo bene chi ne trae vantaggio.” Infatti è proprio la malavita che trae una fetta di guadagno cospicua dall’investimento nel settore dei giochi leciti, sia obbligando i gestori a installare macchinette di loro proprietà che alimentando il giro di usura che gravita inevitabilmente intorno ai locali in cui si esercitano dette attività: secondo le ultime relazioni della DIA i casalesi detengono circa l’80% del settore.

Contrasto alle ludopatie: un impegno forte del PD

Sono oltre 60 gli amministratori PD – tra consiglieri, assessori e sindaci – che hanno sottoscritto il documento che dichiara guerra alla ludopatia. Lo scorso 10 marzo si è costituito il Comitato Amministratori PD antislot che coordinerà tutte le azioni amministrative in contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico in diretto contatto con gli amministratori con cui si progetteranno le varie misure.

nicEpatCrediamo che un problema così importante e che presenta incongruenze sotto tanti punti di vista vada affrontato con estrema decisione e compattezza”, affermano con forza Nicoletta Zuliani consigliera di Latina che da anni si occupa del tema e Patrizia Menanno assessore alla Legalità di Formia, comune “di punta” nella lotta al GAP.

I nostri amministratori - continuano le promotrici del documento - sono persone che hanno voglia di dare risposte reali e concrete, e con questa rete provinciale sapremo attivarci a corpo, da una parte per sollecitare i Comuni che ancora non hanno regolamentato la materia delle sale da gioco e giochi leciti, e dall’altra a promuovere iniziative di prevenzione e contrasto veicolando anche buone prassi di Comuni italiani che molto prima di noi hanno  iniziato questa battaglia. Non ultima una sana e ferma pressione dal basso nei confronti dei nostri parlamentari: sono ancora in standby diverse proposte di legge per regolamentare la materia a livello nazionale, due di cui a firma del Partito Democratico”. 

 

Nasce il Comitato PD anti-slot

IMG_7041Si è costituito il Comitato Amministratori PD No-Slot della provincia di Latina per “fare rete” e muovere decise azioni di contrasto al fenomeno delle ludopatie.
Gli amministratori democratici ritengono che occorra fare della lotta alla ludopatia una battaglia essenziale dell’azione politica, stilando regolamenti per la disciplina delle sale da gioco e dei giochi leciti, adottando ordinanze che disciplinino gli orari di attivazione delle macchinette e sensibilizzando la popolazione sui rischi di dipendenza. La rete di amministratori dem è già al lavoro per la condivisione di materiali ed iniziative amministrative e politiche.

IMG_7099Nel capoluogo dopo 8 mesi siamo ancora in attesa dell’approvazione del Regolamento sale giochi e giochi leciti che è partito da una mozione del PD, la n.1 del 2016 discussa nel primo Consiglio Comunale della nuova amministrazione Coletta, approvata all’unanimità.

Nel Comune di Formia, primo comune della Provincia a dotarsi, nel settembre 2014, di un regolamento e a dettare gli orari di attivazione degli apparecchi, ci sono elementi molto significativi sotto diversi profili.
Il primo riguarda il dato eloquente della riduzione dell’offerta di gioco in Città, dal 2014 ad oggi sono diminuite del 39% le sale giochi, del 9% gli esercizi commerciali con all’interno slot e vlt e del 38% il numero degli apparecchi presenti negli esercizi commerciali. Va rilevato però che contestualmente, sono raddoppiate le licenze rilasciate dalla Questura, non di competenza comunale. Risultati incoraggianti di buone e coraggiose prassi che vanno diffuse.
Il secondo dato è relativo all’orientamento del TAR Lazio di Latina che si è pronunciato sui ricorsi di alcuni gestori annullando l’ordinanza sindacale emessa su indirizzo del Consiglio Comunale e relativa agli orari di attivazione fissata dalle 10:00 alle 20:00 con motivazioni difficili da credere:

  1. un presunto difetto di istruttoria nell’indicare puntualmente il numero dei soggetti ludopatici presenti sul territorio
  2. la violazione del principio di proporzionalità per il quale il TAR afferma esservi grossi dubbi sull’idoneità della misura adottata a far conseguire l’obiettivo di lotta al fenomeno della crescente dipendenza delle persone dal gioco, in quanto sussiste l’agevole possibilità per i soggetti affetti da ludopatia di spostarsi in Comuni limitrofi, dove non siano stabilite le contestate limitazioni di orario”. E, prosegue il TAR ”appare di dubbia utilità un approccio svolto in modo atomistico dal singolo Comune senza nessuna forma di raccordo della sua azione con gli altri Enti locali ed in particolare con i Comuni confinanti”
  3. ad avviso del TAR, la compressione dell’iniziativa economica della società ricorrente accresciuta dalla scelta della P.A. di interdire la fascia serale dalle 20:00 alle 24:00 cioè una fascia oraria posta al di fuori del normale orario di lavoro in cui perciò vi sarebbe maggiore potenzialità di clientela e né per tal profilo ha alcuna rilevanza che detta interdizione fosse stata indicata già dall’atto consiliare di indirizzo

IMG_7100La Corte Costituzionale (sent. n. 300 del 2011 e sent. n. 220 del 2014) ha invece largamente legittimato gli interventi dei comuni in questo particolare settore.

Si pone spesso la motivazione occupazionale che il settore porta per motivare il sostegno al settore gioco, ma il rapporto costi/benefici per lo Stato è irrisorio se solo si pensa ai costi sanitari e sociali (numerosissime sono le famiglie disgregate e altrettanto numerosi i disoccupati e i pensionati che investono nel gioco restando privi di mezzi di sussistenza per cui si rivolgono sempre più spesso ai Servizi Sociali comunali che devono intervenire finanziariamente).

La battaglia dem intende prevenire la diffusione dei fenomeni di dipendenza dal gioco, anche se lecito, ed a tutelare le persone soggette ai rischi che ne derivano, nella consapevolezza che l’iniziativa è purtroppo ancora lasciata all’Ente locale, coadiuvato solo da Associazioni, in un ingiustificabile vuoto legislativo e silenzio Istituzionale.

E’ un’azione che soprattutto sottrae alla malavita (in particolare ai clan camorristici e, tra questi, segnatamente i casalesi – che secondo le ultime relazioni della DIA detengono circa l’80% del settore –) una fetta di guadagno cospicua che investe nel settore dei giochi leciti sia obbligando i gestori a installare macchinette di loro proprietà che alimentando il giro di usura che gravita inevitabilmente intorno ai locali in cui si esercitano dette attività.

Matteo Renzi a Latina

IMG_5350Cosa puoi fare in 45 minuti di incontro? Certo non entrare nei dettagli di articoli e commi.

Ma puoi trasmettere il senso della riforma e il lavoro che c’è stato dietro.
Puoi anche rivendicare di aver realizzato quello che i detrattori della riforma NON sono stati capaci di fare in 30 anni, ovvero provare a ridurre i tempi dell’iter legislativo, riordinare le competenze tra regioni e stato, ridurre i parlamentari.
Puoi giustamente rivendicare una legge sul “dopo di noi”, sul Terzo Settore, sulle unioni civili, sull’omicidio stradale, una legge contro il caporalato, una legge contro lo spreco alimentare e anche ammettere il pasticcio sulla scuola, la riforma della PA…
Puoi parlare di Europa e della volontà di non arretrare sulle nostre richieste di sostegno per immigrati e terremoto.
Tutto questo Renzi l’ha fatto con il suo tono appassionato, travolgente e talvolta leggero.
È stato un bel momento.
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Destra unita e il “santo in paradiso”.

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Non trovo incredibile che la destra si sia organizzata per presentarsi in modo unitario alle prossime elezioni amministrative del 2016.
Lo trovo spudoratoÈ comprensibile che si uniscano coloro che non avrebbero alcuna speranza di poter conquistare “il governo della città” se non insieme (forse) e dopo che per ben due volte quei medesimi politici sono stati smascherati perché invece che “per il governo della città” erano in tutt’altro indaffarati.

Ben 9 inchieste, voglio ricordarlo, sono state aperte dalla magistratura nei confronti della gestione del Comune di Latina durante l’era Di Giorgi su diverse questioni: rifiuti, variante Borgo Piave, spalti stadio, via Quarto, verde, spacchettamento appalti, campi sportivi senza concessioni, proroghe all’infinito…

Cinque anni fa il giovane latinense, da poco eletto in Consiglio Regionale e aspirante sindaco, fa un pubblico “mea culpa” per i disastri a firma Zaccheo, giura discontinuità e vince le elezioni.
Si insedia l’amministrazione Di Giorgi, piena di vecchi e di nuovi, con una giunta cangiante Romano-Latinense al bisogno.

Cade di nuovo e giurano “mai più insieme”.

Oggi leggiamo che le varie componenti di centro destra, che fino a ieri giuravano che non avrebbe mai più fatto accordi di nessun tipo con i propri fratelli-cugini ex PDL, ritrovano l’unità su un progetto politico che – audite audite – supera le divisioni sui temi di urbanistica, rifiuti, cimitero e metropolitana.
MA QUESTI SONO I TEMI CALDI della scorsa consiliatura ai quali i proprio gli stessi Calandrini, Tiero, Calvi e NON HANNO SAPUTO TROVARE SOLUZIONI PER BEN 4 ANNI!!!
Ma ci prendete in giro?
Ora hanno trovato l’intesa.
Fuori tempo, signori.

Quale credibilità può avere chi, alle strette, giura di fare il bravo la prossima volta, dopo che è stato colto in flagrante per ben due volte, con le mani nel grande sacco delle varianti urbanistiche, delle volumetrie raddoppiate e triplicate, dei doppi acquisti di aree già in possesso del Comune?
Chi volete incantare ancora?

Lo so, sperate ancora di essere quel “santo in paradiso” del cittadino che spera di trovare in voi chi gli sbriga le pratiche comunali.
Ecco perché ve ne andavate con faldoni in giro per gli uffici… ed io, neo eletta, a chiedervi se mi ero persa qualcosa, se dovessi anch’io procurarmi quel pesante fardello che supponevo indispensabile per l’espletamento del mandato di amministratore.
Dopo che con insistenza chiedevo cosa fossero tutte quelle carte, una risposta per tutte: “Ma scusa, come credi che mi possa mantenere tutti i voti che ho preso?“.
Sono felice ed orgogliosa che i miei 650 elettori non mi abbiano mai chiesto favori personali, o di fare per loro il lavoro che gli uffici sono tenuti a fare e che un certo politico, ahimé, “velocizza“, facendo credere al cittadino che quello sia un favore da ricambiare con un fedele voto da parte sua e della propria famiglia, quando invece è un diritto del cittadino quello di avere un’amministrazione che funzioni.
Ecco il motivo per cui la macchina amministrativa non veniva modernizzata, non veniva resa trasparente, non veniva resa efficiente: avrebbe tolto il lavoro e il consenso a certi politici…

Ed è questo lo scatto richiesto alla nostra città: il politico, nonostante debba mantenere una grande sensibilità nei confronti delle difficoltà particolari delle persone, deve prendersi cura della collettività, deve rendere più agevole, più efficiente, più trasparente, più accessibile il percorso di qualsiasi atto amministrativo. Deve sostenere la propria comunità, coordinando e agevolando il lavoro del terzo settore, progettando insieme alla comunità gli interventi che vengono erogati per evitare di trattare i cittadini fruitori finali dei servizi come oggetti sui quali far ricadere le proprie politiche. I cittadini vanno resi protagonisti e soggetti con i quali collaborare.
Gli elettori, da parte loro, devono pretendere dai propri eletti che si occupino della città tutta, perché è li che si gioca il futuro: il ben-essere si misura in termini di vivibilità collettiva, non individuale.
Gli elettori devono pretendere dai propri eletti che vengano alzati quegli standard che purtroppo oggi ci vedono fanalino di coda di tutte le classifiche, dall’ambiente alla trasparenza, dai servizi alla persona alla vivibilità in generale.

Il voto fidelizzato non fa bene a nessuno: il politico resta impunemente al suo posto nonostante combini disastri alla città e il cittadino resta chiuso nel proprio bisogno individualistico che il politico soddisfa: il disastro è garantito.

L’alternanza è lo strumento che rende i politici migliori (se faccio bene sarò confermato e altrimenti no) e i cittadini più attenti a valutare l’operato dei propri amministratori.

Cambiare si può: è il momento dell’alternanza.

Addio video sorveglianza…

imageVi ricordate il progetto di video sorveglianza, quello finanziato con la legge 15/2001?
Quello da oltre €90mila? Quello che nel 2010 “Ora, grazie al bando della Regione annunciato dal Consigliere Stefano Galetto e finanziato sulla base della legge Regionale 15 del 2001 che porta la firma di Fabrizio Cirilli, finalmente si potrà rendere concreta la possibilità di utilizzare anche nella nostra città un sistema di videosorveglianza, che come ben noto è il supporto più efficace per il lavoro che tra mille difficoltà conducono le forze dell’ordine“.
Infatti… Con una nota a fine anno 2015 la Regione ci comunica che:  ci REVOCANO il finanziamento!!!!
Il motivo?
Il Comune non ha realizzato NIENTE. Commissioni bilancio, Commissioni Strategica, tutto inutile. I vari responsabili negli uffici non hanno fatto il loro dovere. Eppure, quei responsabili erano stati nominati dall’amministrazione Di Giorgi…
Pur stando nel cuore dell’amministrazione Di Giorgi non si è potuto far nulla per quel finanziamento targato Cirilli?

Latina, sei stata presa in giro ben bene: ti hanno fatto credere di saper amministrare, ma i nodi eccoli qui. Non basta fare i regolamenti, stabilire le regole, vincere i bandi per i finanziamenti e farsi belli: bisogna saper organizzare la macchina amministrativa per farla funzionare per il bene della comunità. Purtroppo fino ad oggi, nonostante le belle risorse umane di cui è dotato il nostro comune, le priorità dei governanti sono sempre state altre. E lo sappiamo bene dalle innumerevoli inchieste in corso.
Ora serve altro.
Ora serve onestà e competenza.
Ecco il documento della Regione che revoca il finanziamento.

Barbato non conferma il segretario generale: bene. Latina ha bisogno di soluzioni forti.

imageLa decisione presa dal commissario prefettizio Giacomo Barbato deve far riflettere. Evidentemente è venuto a mancare il rapporto di fiducia tra lui e la figura del segretario generale Pasquale Russo. La situazione di Latina richiede scelte forti e non interpretabili.
Bene fa Barbato ad imprimere una direzione completamente diversa.

imageI commissari non possono rimuovere i segretari generali dei Comuni prima che siano passati almeno 60 giorni dal loro insediamento e, in genere, non li rimuovono quando l’amministrazione della quale sono stati chiamati a prendere la guida risulta decaduta per motivi prettamente politici, come nel caso di Latina. La decisione viene invece presa, nel 95% dei casi, quando il Comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose.
È un cattivo giudizio nei confronti della scorsa amministrazione caduta dopo una forte crisi politica: rimosso il suo segretario generale, una figura che dovrebbe vigilare sull’anticorruzione e sulla trasparenza e a cui invece non viene rinnovata la fiducia dal delegato del Governo chiamato a risolvere la profonda crisi in cui versa l’Ente.

Deve essere davvero disastrosa la situazione che ha trovato il commissario Barbato al suo insediamento. Una situazione peggiore di quanto potessimo immaginare.

Ricordo che in diverse situazioni il segretario aveva assunto su di sé ruoli che una figura di controllo come la sua non avrebbe dovuto mai rivestire: presidente della delegazione trattante per la parte pubblica, responsabile della formazione, dirigente dei vigili urbani, presidente della commissione concorsi. Così facendo era stata posta in essere una situazione di incompatibilità: chi è preposto al controllo, come lo è il segretario generale nella veste di responsabile dell’anticorruzione, non poteva infatti controllare se stesso nei ruoli citati. La funzione di controllo deve sempre essere esercitata da una figura terza.

I commissari, nella loro funzione di guida della macchina amministrativa, possono intervenire su diversi fronti, ed uno di questi è proprio decidere sul futuro del segretario generale del Comune della cui amministrazione si sono prese le redini.

Latina è stata trattata alla stessa stregua di un comune con commissariamento straordinario, come un Comune dal quale vanno sostituite le colonne portanti per fondarlo su una nuova struttura: come un Comune sciolto per mafia.

Ora va impressa una direzione completamente diversa.