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Commissioni in streaming audio = + trasparenza.

Ho inviato una nota a Sindaco, Assessore alla Trasparenza, Presidente del Consiglio di Latina e Segretaria Generale per sollecitare ad una maggiore solerzia e ad una soluzione rapida al problema dell’accessibilità a temi importanti che vengono discussi nelle Commissioni Consiliari. Attualmente, diversamente dalle sedute di Consiglio Comunale, il lavoro delle Commissioni può essere eseguito solo da chi si reca fisicamente nella sala che si trova in cima all’edificio comunale. Diverso sarebbe se le commissioni fossero trasmesse in streaming, anche solo audio, seguite comodamente dal luogo in cui cittadini si trovano magari con il proprio smartphone. Ritengo che il piccolo costo che questo servizio comporterà, sarà ampiamente ripagato e compensato dalla qualità della trasparenza e partecipazione che se ne ricaverebbe.

Un altro punto importante è la mancanza nella home page del Comune di Latina the un link che riporti settimana per settimana quali commissioni si riuniscono e con quali punti all’ordine del giorno. Sfido chiunque a trovare queste informazioni in modo agevole e veloce e farlo più volte alla settimana. Dopo la prima volta si demorde, si lascia perdere. Questo non è esattamente quello che la legge impone alle amministrazioni: pubblicazione ma anche facilità di accesso a tutte le informazioni e a tutti gli atti.

Ecco la mia nota.

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Comm.ne Ambiente 2/1/2017 ACQUALATINA

IMG_6241Oggi l’Assessore Lessio ha illustrato la situazione della società che gestisce la distribuzione dell’acqua nella nostra provincia.

Non sono d’accordo con chi vede il pubblico come il sana totum, e il privato come un male dal quale difendersi: il vero problema sta nell’operare un sano e onesto controllo. Controllo che mai le amministrazioni precedenti hanno operato nei confronti sia della Latina Ambiente che di AcquaLatina. Anche la gestione pubblica, se risponde a criteri di clientelismo, è alla stessa stregua di come oggi si intende il privato: una entità dalla quale difendersi.

La situazione precedente alla gestione della società AcquaLatina, ovvero quando l’acqua era gestita dai comuni, era infatti proprio questa: il consorzio di comuni che gestivano la distribuzione dell’acqua operavano in modo clientelare riducendo tale attività ad  uno dei tanti  carrozzoni pubblici costosi ed inefficienti. Con il  Decreto Ronchi nel 2009, i comuni furono obbligati a ricorrere ad una gestione mista attraverso gare pubbliche.

Fu così che nacque AcquaLatina nel 2002.

Le criticità che oggi ci troviamo ad affrontare sono di tre tipi:

  1. lo statuto della societàe il contratto che ci lega al socio privato contengono clausole che in modo evidente penalizzano la parte pubblica in termini di capacità decisionale
  2. nel 2007 la società AcquaLatina contrae un mutuo con la Depfa Bank di €114ML per finanziare il piano investimenti necessario a realizzare un servizio integrato (distribuzione acqua, rete fognaria e depurazione) efficiente. Il contratto che ci lega alla Depfa Bank la rende “potente” perché, nel caso di mancata approvazione del bilancio, può esercitare l’azione forzosa sui patrimoni dati in garanzia (le quote societarie). In questo modo può decidere più dei Comuni.
  3. le bollette sono molto cresciute a fronte di un servizio che vede grosse porzioni di territorio senza una rete fognaria né una rete idrica capillare, per non dire delle acque nere, grigie e bianche che vengono tutte convogliate nella stessa condotta

Ho chiesto in Commissione di analizzare il Piano Industriale (difficilmente accessibile dal sito di AcquaLatina) nella prossima seduta, auspicando anche una maggiore attività di controlli.

Da parte loro, l’Assessore ci ha comunicato che dalla Provincia è stato incaricato l’avv. Prof. Lucarelli per un parere pro-veritate rispetto alla variazione della compagine societaria del gestore (dare al pubblico in una maggiore capacità decisionale).