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LBC rimescola le carte: nuove linee funzionali e cambio di dirigenti.

img_9325È nella facoltà di un sindaco fare e disfare, programmare e riprogrammare, nominare e revocare nomine, tutto per garantire il raggiungimento di un obiettivo, quello della soluzione dei problemi della città e per dare una migliore risposta alle necessità dei propri cittadini. Lo scorso 11 agosto in giunta sono state approvate le nuove linee funzionali con relativo ennesimo “rimescolamento” di dirigenti. Contengono però, elementi che mi lasciano molto perplessa per gli effetti “collaterali” che avranno.

RALLENTAMENTO della MACCHINA

Si sta riproponendo il “carosello” dei dirigenti, quello che tanto avevamo contrastato nell’amministrazione Di Giorgi. Ne consegue un allungamento dei tempi: un dirigente assegnato a nuovo servizio non firma atti lasciati a metà dal precedente, deve avere il tempo di studiarli per prendersene la responsabilità (a meno che non firmi ad occhi chiusi). Si rallentano quindi ulteriormente i tempi che in questa città già sono insopportabilmente lunghi.

LA VALUTAZIONE

Questa amministrazione ha tanto messo l’accento sulla valutazione dei dirigenti. Giustamente. Le parole di vanto che LBC ha speso sull’approvazione dei Piani Esecutivi di Gestione si basava proprio sulla possibilità di valutare i dirigenti in base agli obiettivi raggiunti. Gli obiettivi vengono infatti concordati insieme ai dirigenti in una riunione (quella riunione del 19 febbraio di cui non si riesce ad avere copia della verbale). Si concordano perché in base a quegli obiettivi il dirigente verrà valutato e pagato conseguentemente. Ora, come fa – ad esempio – il nuovo dirigente del personale ad essere valutato per il suo lavoro se quel lavoro non è stato concordato con lui ma con altro dirigente? Come si fa a garantire una valutazione congrua, veritiera, obiettiva? Se gli obiettivi non verranno raggiunti, quale dirigente verrà penalizzato: chi aveva concordato l’obiettivo o chi se l’è ritrovato e non l’ha portato a termine?

In questo modo salta tutto, compreso il principio di condivisione e partecipazione (l’11 agosto diversi dirigenti erano in ferie e si sono ritrovati la sorpresa del cambio delle carte in tavola mentre erano in vacanza).

IL PERSONALE

Quando viene concordato un obiettivo con un dirigente, ne consegue l’assegnazione di risorse economiche ed umane per garantire il raggiungimento di quell’obiettivo. Il rimescolamento porterà anche ad un “carosello” del personale con le sue conseguenze  (ulteriore allungamento dei tempi per l’espletamento di pratiche). Nel momento in cui si creano nuovi servizi (incoming, sviluppo economico, bellezza, antimafia…) si dovrebbero ridefinire anche le risorse economiche ed umane. Lo faranno a settembre? Il personale di servizi eliminati (URP, Informagiovani) a chi faranno riferimento? Se devono chiedere le ferie, qual è il dirigente cui fare riferimento?

QUALI OBIETTIVI

Restano scoperte le spiegazioni di servizi di nuova istituzione come Incoming, Bellezza e Antimafia. Ad esempio Bellezza: parola che fa colpo in un contesto freddo e tecnico come quello dell’organizzazione di un ufficio. Ma che obiettivo è? La Bellezza è così soggettiva… Chi decide cosa è bello e cosa no? Quali sono i criteri ed i parametri? E’ una bellezza secondo LBC, o è una bellezza che verrà definita dopo un percorso partecipativo con tutti i cittadini? Chi decide la Bellezza? Il Decoro Urbano si comprende bene cosa sia, e Latina non è nuova a questo settore: è definibile e misurabile. Tra l’altro non si comprende bene per quale motivo sia stato tolto al settore della Gestione del Territorio e dato ai Lavori Pubblici, dove le risorse vanno divise con altre numerose ed urgenti necessità.

E l’Antimafia? Ci doteremo di magistrati che lavoreranno per il comune di Latina? L’antimafia è un’attività ben espletata da magistrati esperti e dediti, è una sfera, quella della lotta alla mafia, che attiene ad uno dei tre poteri dello stato, la magistratura. In Comune abbiamo la prevenzione della corruzione (di cui la Iovinella è anche responsabile). E’ ridondante e con la funzione della Legalità e Anticorruzione già esistenti nel nostro comune, come è ridondante la funzione di Sviluppo Economico ed Attività Produttive.

Più che di ridondanza c’è bisogno di una maggiore chiarezza ed efficienza.

Il reset della macchina comunale attuato l’11 agosto di fatto scombussola gli uffici e gira completamente le spalle al lavoro svolto dall’ex assessore Costanzo che aveva speso tutte le sue energie proprio al riassetto della macchina amministrativa definito come il primo obiettivo, quello più importante. LBC sta rivedendo alla radice le proprie scelte e la Segretaria Generale, nonché Direttore Generale, nonché Responsabile Anticorruzione nonché Responsabile dei procedimenti disciplinari, nonché responsabile Antimafia ha conquistato la piena e totale fiducia della nuova amministrazione che le dà carta bianca, anche a costo di sacrificare una “pietra angolare” di LBC. 

Mio intervento sul Rendiconto di Gestione 2016

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Fare una discussione su consuntivo potrebbe sembrare quasi superfluo perché di fatto dobbiamo prendere atto di ciò che è stato e che non si può modificare. Ebbene, così non è. 

Dobbiamo premettere che di questo consuntivo 2016 è responsabile al 50% il commissario Barbato, e al 50% la presente amministrazione Coletta.

Detto questo voglio dimostrare in questi minuti che mi sono concessi come i numeri risentano fortemente delle scelte che apparentemente possono sembrare distantei da un discorso di bilancio, fatto di numeri, fatto di tecnicismi nei quali non mi addentrerò primo perché non sono un’esperta né sono tenuta d’esserlo, secondo perché quello che a noi politici attiene per funzione sono le scelte fatte a monte.

E ritengo che seppur limitate dai numeri o dalla “coperta corta”, come si suol dire, le scelte sono quelle che caratterizzano e possono sciogliere questioni annose.

PROGRAMMARE

Sappiamo che governare bene implica una attenta programmazione. Per quanto attiene al ruolo che condivido con i miei colleghi di minoranza, a noi sta espletare la funzione di controllo che può avvenire quando si posseggono tutti gli elementi per poter valutare e poi dare indirizzi. Purtroppo devo constatare che gli elementi a disposizione dei consiglieri sono molto carenti. Ci siamo ritrovati a parlare dei DFB solo qualche giorno prima del Consiglio Comunale in cui avremmo dovuto approvare la delibera di riconoscimento del DFB, e questo è meno del minimo sindacale perché è un obbligo di legge.

I contenziosi storici non mancano e le questioni si conoscono già da diversi anni e sicuramente sono state ben studiate, ben citati da tutti in campagna elettorale anche da voi.

Faccio un esempio: registro che non c’è stato alcun tipo di premura nel portare in commissione bilancio questioni come CONDOTTE e il terreno di nostra proprietà che perderemo: quando cadrà dal cielo questa spada di Damocle?

Verrà portata all’attenzione della commissione bilancio quando sarà già caduta.

Il punto è quindi intervenire e avere noi il controllo dei problemi, non farci governare dai problemi.

Un punto che ci affligge come amministrazione sono i DFB. Siamo davvero “fuori con l’accuso” si dice.

Abbiamo accantonato solo €3ML ma ne avremmo dovuti accantonare altrettanto e lo abbiamo fatto come escamotage per effetto dello slittamento di sei mesi delle eventuali notifiche di ingiunzioni che ci in questo modo ci permettono di aspettare il prossimo bilancio: un anno per respirare, ma andremo presto in apnea.

Ora è fondamentale capire quanto di questi contenziosi è in itinere.

In Commissione Bilancio abbiamo ascoltato i Revisori dei Conti a novembre che ci sollecitavano a

  1. esercitare un più attento monitoraggio,
  2. a capire come poter arrivare ad una possibile conciliazione.

Siamo alla fine di maggio ed io non ricordo che abbiamo fatto nessuna commissione bilancio con questo punto all’ordine del giorno nonostante abbia sollecitato più volte in questa direzione.

E come possiamo effettuare il nostro controllo dei problemi? E lo ricordo, che controllare è un obbligo anche dei consiglieri di maggioranza! Voi non siete lì solo per dire quello che i vostri assessori vi dicono di dire: voi siete qui per controllare! Il controllo va esercitato in Consiglio e nelle Commissioni!

I DFB sono sempre originati da un cattivo procedimento amministrativo.

Che significa?

Ritardi nel passare le carte tra uffici, mancanze nella sottoscrizione di contratti, una carente chiarezza nella definizione di quanto le parti pattuiscono all’interno di una obbligazione… Ecco tutto questo genera contenzioso. E ci sono situazioni attuali che a mio avviso non si sta monitorando a sufficienza. 

O per lo meno, noi consiglieri non ne sappiamo nulla.

Risultiamo in ritardo col pagamento delle fatture nei confronti delle imprese creditrici al 31/12/2016? Ebbene abbiamo una cifra complessiva altissima 17 milioni E € 800.000. Questo genera contenzioso e genera DFB.

E qual’è il numero delle imprese creditrici? 381.

Se prendiamo come esempio Pescara l’ammontare complessivo del suo indebitamento nei confronti dei suoi creditori è di 4 milioni mezzo.

L’importo che invece il Comune di Bergamo riporta è risalente al 2013, si vede che nel 2014, 2015 e 2016 non ci sono creditori che aspettano. Fornisce anche una griglia con il nome del creditore la data prevista del pagamento le fatture richieste equivalenti di pagamento. Nel primo trimestre del 2017 addirittura indicatore trimestrale di tempestività dei pagamenti È -1, ovvero pagano un giorno prima della scadenza dei 30 giorni previsti dalla legge.

Il Comune di Pescara di ha come indice di pagamento 49,40.

Quello di Latina è 80.

Da qui si capisce che evidentemente c’è molto da lavorare rispetto ai tempi di pagamento e c’è da chiedersi come mai questi tempi di pagamento per il nostro comune siano così lunghi: probabilmente

  1. non riteniamo di dover pagare
  2. le pattuizioni non erano abbastanza chiare e quindi si aspetta di chiarire, oppure
  3. perché riteniamo che i lavori svolti non siano rispondenti al contratto
  4. noi siamo proprio lenti nel procedimento amministrativo che precede il pagamento delle fatture.

Sappiamo che per quanto riguarda le utenze esiste un ristagno di circa 2500 fatture che in qualche modo ingolfano gli uffici. Un altro problema è determinato dai vari settori del comune che, non sospendendo le fatture che richiedono un approfondimento, di fatto bloccano il pagamento delle fatture con ordine cronologico successivo portando grossi problemi ai nostri fornitori di beni e servizi. Ho avuto modo di accertare in commissione la veridicità delle lamentele che diversi fornitori di servizio lamentano ovvero il ritardo dei pagamenti e che questo ritardo non è dovuto al servizio corrispondente, bensì ad un altro settore che non attivando l’istituto della sospensione di quelle fatture dubbie, di fatto blocca tutte le altre fatture in capo agli altri servizi ma che sono cronologicamente legate ad un unico ordine di flusso.

Nonostante abbia chiesto in commissione bilancio di portare questo punto per chiarire e comprendere come ovviare a questo problema non è mai stato dato seguito a questa mia richiesta.

E questo ritengo sia uno dei modi per controllare e prevenire eventuali contenziosi e quindi debiti fuori bilancio.

Voglio ritornare alla prima ipotesi: noi non riteniamo di dover pagare.

Questa è la causa di diversi contenziosi, di ingiunzioni di pagamento, di debiti fuori bilancio.

Infatti io vorrei sapere a che punto siamo con il rapporto con ATRAL che è il nostro gestore del servizio di trasporti e nei confronti del quale noi abbiamo eccepito rispetto a report che non sono stati inviati all’amministrazione e per il quali l’amministrazione ritiene di non dover corrispondere un pagamento. Sarebbe importante analizzare queste questioni che sono ormai in giro da quasi un anno o no?

Sempre con ATRAL abbiamo aperta la questione dei contratti della proroga: la proroga di ottobre non è stata ancora chiusa giuridicamente con la sottoscrizione di una obbligazione. Secondo voi, è possibile che a distanza di sette mesi ancora non sia stato firmato un contratto? Ma chi lo deve firmare questo contratto? Siamo assolutamente fuori legge. E credete che questo non potrà generare un eventuale contenzioso?

Qui il sindaco occorre che a tutela dell’Ente emetta immediatamente un’ordinanza contendibile ed urgente per sopperire a questa grave mancanza. Si prenda questa responsabilità! Si legga la sentenza del TAR Puglia nr.763/2015. Tra l’altro, secondo la sentenza, gli andrebbe pure concessa la rivalutazione del corrispettivo, o andremo incontro ad un ulteriore contenzioso che nel quale potremmo risultare soccombenti!!!

Ma non è finita qui!

Sappiamo che sarà necessaria un’ulteriore proroga del servizio trasporto pubblico locale. I tempi per la chiusura del bando e l’assegnazione del servizio non ci sono. A chi vogliamo affidare questo servizio in proroga di nuovo? Alla stessa ditta alla quale non abbiamo firmato il contratto? Alla stessa ditta alla quale abbiamo contestato modalità di presentazione dei documenti per il pagamento delle fatture? E chi lo firmerà quel contratto? Il dirigente che aveva invece giustamente scritto dicembre 2017 e che si è trovato modificato il termine temporale dalla giunta a giugno 2017 (data evidentemente impossibile per il raggiungimento di quell’obiettivo) o sarà la giunta che si prenderà la responsabilità della scelta fatta attraverso il Segretario Generale di sua nomina? Chi firmerà quel contratto?

Perché queste sono scelte che hanno ricadute economiche. che noi vogliamo evitare.

Fino ad oggi si è perso molto tempo, sono state fatte scelte sbagliate e che ci costeranno forse nel prossimo bilancio. Potremmo addirittura incorrere nel danno erariale per aver prorogato un servizio evidentemente insoddisfacente pur avendo avuto il tempo e i documenti pronti per espletare nei tempi giusti un regolare bando. Lo voglio ricordare il 28 febbraio tutti i documenti erano a disposizione del Segretario Generale pronti e prossimi per la pubblicazione del bando.

E tutto questo rientra nel discorso nel bilancio perché queste sono scelte economiche, sono scelte le cui ricadute sono economicamente pesanti in termini di ipotetici contenziosi, in termini di costi superiori, in termini di possibile danno erariale.

Un altro triste capitolo è la questione della Latina Ambiente. Mi direte: “ Ma che c’entra ora la LtAmbiente col consuntivo?” C’entra eccome!!!

Con la LtAmbiente abbiamo un contenzioso aperto circa fatturazioni commerciali non pagate per lavori svolti e contestati dall’amministrazione. Ed è esattamente il punto tre di cui sopra.

Ora, la LtAmbiente è stata dichiarata fallita il 4 novembre, quindi per quasi tutto il 2016 è stata la nostra società partecipata al 51% e per questo motivo deve essere presente all’interno dl nostro rendiconto di gestione del 2016. Ecco perché ne parliamo.

Vi ricordate nel consiglio di ottobre quando portai all’attenzione del consiglio la mancata conciliazione debiti crediti con la latina ambiente che a me suonava come una grave mancanza?

Ebbene era scritto a chiare lettere da parte dei revisori dei conti del precedente collegio: dovevamo, ed era un obbligo, conciliare debiti e crediti con la latina ambiente.

Anzi, diceva che era una grave inadempienza. Io parlai di bilancio farlocco: i revisori dicevano che “solo raggiungendo la corrispondenza tra le reciproche posizioni dell’ente e della società partecipata si potrà pervenire ad una rappresentazione univoca della situazione finanziaria. Aggiungono: perdurando tale situazione si rischiano disallineamenti che potrebbero gravare sulle casse dell’Ente;” in parole povere questa mancata operazione di conciliazione della situazione debiti crediti sarebbe potuta costarci molto più di quanto potevamo immaginare.

Ora leggiamo cosa dicono gli attuali Revisori: abbiamo oggi una rappresentazione di un quadro indefinito, incerto e incompleto del nostro bilancio perché manca la parte che noi potremmo dover dare alla partecipata. Fosse anche un solo milione di €.

In sostanza non abbiamo rappresentato in questo consuntivo un quadro unico rispetto alle nostre partecipate, cosa che il principio di correttezza e veridicità impone. E questo non riguarda solo La LtAmbiente! Riguarda anche la Società Terme di Fogliano, il Consorzio Roma-Latina, Acqua Latina…

Ora, con la LtAmbiente abbiamo un rapporto piuttosto “sui generis”: l’abbiamo fatta fallire (la certificazione di alcuni debiti avrebbe a mio avviso scongiurato il fallimento) e lei, nonostante sia fallita produce utili nel suo bilancio e lavora in modo più che soddisfacente, e avrà con tutta probabilità una ulteriore proroga per suo esercizio provvisorio fino a dicembre 2017, il tempo per permettere all’Amministrazione di costituire una diversa ipotesi di gestione e raccolta rifiuti.

Vi ricordate che parlavo di elementi da acquisire per poter valutare e dare indirizzi? Anche qui devo segnalare che, nonostante le mie insistenti richieste al presidente della commissione bilancio di invitare i curatori fallimentari della Latina ambiente ad illustrarci la situazione della partecipata fallita ma attiva e produttiva, la richiesta è stata ancora una volta ignorata e si è dovuto procedere con l’audizione in commissione trasparenza nella quale abbiamo acquisito numerosi elementi precedentemente sconosciuti ai consiglieri.

Intanto questa società vanta crediti nei nostri confronti per  €13ML.

Cosa diciamo alla città? Ovvero, che numeri mettiamo nel bilancio?

L’assessore Capirci ha detto alla città che questi crediti vantati dalla Latina Ambiente sono tutti contestati e che perciò dobbiamo aspettare quello che deciderà il giudice (chissà quando, fra tanto tempo, magari il tempo che ci serve per mettere da parte qualche milione di € allo scopo).

Va fatto questo lavoro di conciliazione, e se non lo vogliamo fare dobbiamo per lo meno mettere una quota più che congrua in bilancio previsionale per accantonarla come dice la legge per far fronte al rischio dell’emersione di “passività latenti”.

Ecco come le scelte di oggi influiscono sui numeri di domani.

 

 

 

Amministratori PD no-slot prov. Latina: i primi risultati

img_7325Il lavoro del comitato degli Amministratori PD no-slot comincia a dare i suoi primi risultati: a seguito di una richiesta di dati inerenti la presenza di macchinette slot e VLT nel Comune di Fondi da parte della consigliera dem  di Fondi, Maria Civita Paparello, si scatena una miriade di controlli in tutte le sale gioco e slot del territorio da parte dei Vigili urbani che, congiuntamente ai carabinieri, hanno potuto accertare la presenza di minori e numerose irregolarità documentali da parte dei gestori.

img_7314“Al di là dei colori e delle appartenenze politiche, si ha la responsabilità di intervenire per regolamentare e limitare il gioco d’azzardo sia pure  legalizzato, che ha creato una vera e propria patologia da dipendenza.” – così dichiara la Paparello a seguito della totale disponibilità dell’amministrazione di Fondi ad andare nella direzione della lotta al Gioco d’Azzardo Patologico.

“A Fondi  – continua la Paparello – sono circa settanta tra bar, tabaccherie, agenzie di scommesse  gli esercizi dove è possibile giocare d’azzardo e non è ancora stato approvato un regolamento, ma la sollecitudine con cui si è iniziato un percorso condiviso di monitoraggio e controllo lascia ben sperare che in breve si giunga ad approvare all’unanimità un documento che disciplini il settore.”

IMG_7041Il Comitato degli Amministratori Dem no-slot è nato solo un mese fa ma sta lavorando sodo con i suoi oltre 60 amministratori per colmere il vuoto normativo e dettare norme chiare a livello di orari e distanze. Così la presidente del comitato amministratori PD no-slot, consigliera dem di Latina Nicoletta Zuliani: “Svilupperemo il nostro lavoro a vari livelli: a livello di legislazione nazionale, ANCI, ASL, Regione, attraverso la prevenzione nelle scuole, nelle famiglie… perché gli interventi amministrativi possano essere realmente efficaci”. La  Zuliani aggiunge: “Latina, Sermoneta, Fondi, Minturno, Maenza, Roccagorga… ci stiamo mobilitando in tutti i comuni dove siamo presenti e presto presenteremo alla presidente della Provincia Eleonora Della Penna proposte concrete per contrastare il fenomeno anche coinvolgendo l’Amministrazione Provinciale: è una lotta che deve coinvolgere tutti i livelli politico-amministrativi perché è a rischio la coesione sociale di un intero territorio e sappiamo bene chi ne trae vantaggio.” Infatti è proprio la malavita che trae una fetta di guadagno cospicua dall’investimento nel settore dei giochi leciti, sia obbligando i gestori a installare macchinette di loro proprietà che alimentando il giro di usura che gravita inevitabilmente intorno ai locali in cui si esercitano dette attività: secondo le ultime relazioni della DIA i casalesi detengono circa l’80% del settore.

Trascrizione dell’illustrazione degli emendamenti al bilancio previsionale 2017

CONSIGLIERA ZULIANI NICOLETTA: illustrazione degli emendamenti.

Allora, innanzitutto vorrei dire che questi emendamenti sono stati, non sono degli emendamenti che come pretesto per allungare i tempi del Bilancio io ho scritto, sono stati piuttosto frutto di una specie di sondaggio, diciamo così, le persone che mi seguono in qualche modo hanno ricevuto da parte mia una richiesta, secondo loro ho chiesto che cosa voi vorreste fare? Come vorreste modificare il Bilancio? Quali sono gli aspetti che voi con queste somme, perché è possibile modificare il Bilancio in queste parti, voi che cosa fareste? Più o meno settecento persone alle quali io ho inviato questa richiesta mi hanno risposto, non settecento ma un numero molto alto tanto che sono stata praticamente due giorni anche a rispondere uno per uno per dire, per spiegare tante volte che alcune cose non si potevano fare perché c’è la spesa corrente,

c’è la spesa in conto capitale, quindi è stata anche una occasione per spiegare un attimo come funzionano alcune cose che i cittadini non conoscono.
Sono arrivate, devo dire, delle proposte, tantissime proposte bellissime, di queste ne ho prese cinque, quindi due sono in conto capitale e sono quindici mila euro per la manutenzione straordinaria per il Parco Farroupilha. Il Parco Farroupilha è un parco che si trova nella Q4, è il parco dove c’è anche il bar, quel bar che per fortuna in qualche modo riesce a tenere l’area sorvegliata e riesce a fornire un servizio alle persone che vanno lì, è un parco bellissimo.

Ricordo all’inizio quando tutti i giochi erano in funzione veramente era frequentatissimo, anche adesso lo è, certo in misura inferiore proprio perché i giochi sono ormai rotti e quindi è impossibile poterli utilizzare tutti quanti.

Sono andata a vedere e circa quindici mila euro erano sufficienti, ho parlato con gli uffici e quindici mila euro erano la somma che poteva essere stanziata e distratta da un capitolo per poter rendere questo parco finalmente agibile per tutti i bambini.

Come voi vedrete o come avete già visto tutti i miei emendamenti sono un po’ faziosi perché vanno sempre nella direzione un po’ dell’infanzia perché credo che questo sia… sono super faziosi, io sono super faziosa.

Quindi ritengo che questo intervento non sia soltanto possibile perché lo dicono i Revisori dei Conti, non solo perché lo dice il dirigente Giuseppe Manzi, non solo perché lo dice anche il dirigente che dovrebbe cedere i soldi come quello che dovrebbe prenderli.

Io dico che questo emendamento è sicuramente qualche cosa che va a favore della nostra città, va a favore dei bambini e io spero che voi diciate sì perché hanno detto sì tutti quelli ai quali è stato chiesto il parere.

Tra l’altro io vorrei anche sottolineare una cosa.
Quando si emenda un Bilancio non è che lo si fa per avere visibilità come alcuni di voi hanno detto, ah, perché adesso dovete avere visibilità con questi emendamenti.
Io non credo di avere bisogno di visibilità, non mi interessa, a me interessa dare una risposta alle persone che mi hanno interpellato, mi hanno usato per poter fare arrivare qui la loro richiesta.
Gli emendamenti servono per partecipare e questa è la forma di partecipazione che probabilmente non avete considerato nel vostro annovero dei percorsi partecipativi però il legislatore ci aveva già pensato che quando si fa un Bilancio l’unico modo per poterlo partecipare è la possibilità di emendarlo, la possibilità di emendarlo anche con il Bilancio armonizzato è rimasta perché la politica è sovrana nelle scelte, un politico potrebbe anche fare una scelta scellerata e decidere di andare

contro il pareggio di Bilancio, è una scelta scellerata ma è una scelta politica che può fare prendendosi tutte le responsabilità, questo è il potere del politico.
Io credo che noi non possiamo abdicare a questo potere perché è questo quello che ci fa veramente capaci di andare in contro alle vere esigenze dei cittadini che spesso, nel momento in cui i politici vengono assorbiti da tanti tecnicismi tendono a dimenticare, questo è il primo emendamento.

L’altro emendamento in conto capitale è a 45 mila euro per ripristinare un luogo pubblico che è chiamato Piazza Nuova, che probabilmente nessuno di voi conosce, neanche i funzionari quasi sapevano che si chiamasse Piazza Nuova.

Praticamente è quel piccolo parco vecchio Replastic, ex Replastic che si trova su via Del Lido, via Sant’Agostino che si trova vicino al Grassi, quello è un parco bellissimo, è piccolo ma è bellissimo, c’è una fontana e serve praticamente una zona che prima di oggi era frequentatissima.

Anche lì ci sono dei giochi che sono ormai distrutti, anche lì ci sono delle panchine, c’è una area che è un po’ isolata perché c’è una siepe, è ovviamente una di quelle aree degradate che io ho pensato di poter offrire, rioffrire alla cittadinanza.

Quindi questi sono due emendamenti per le spese in conto capitale e ci sono sempre i bambini.
Poi c’è un altro emendamento la cui idea mi è stata sottoposta da più persone che hanno a che fare con lo sport. Voi sapete che quando i bambini iniziano a fare uno sport devono obbligatoriamente presentare una certificazione medica che è arrivata al costo di cinquanta euro.

Ora da alcune associazioni sportive mi è stato segnalato che questa spesa all’inizio dell’anno è esosa, non ce la fanno, cinquanta euro con l’inizio dell’anno, la scuola, tutte le spese che una famiglia deve affrontare, questa dei cinquanta mila euro per le certificazioni mediche veramente è una cosa che non riescono tanto che o procastinano la adesione a gruppi sportivi oppure non lo fanno proprio.

Beh, alcuni di questi mi hanno detto che personalmente ci mettono di tasca loro però sentono che, visto che ovviamente lo sport, e noi come Consiglieri abbiamo avuto modo più di una volta di confrontarci su questo e sappiamo quanto lo sport sia anche un presidio proprio di legalità, quanto sia importante tenere i ragazzini, i bambini impegnati in una attività sociale sotto sorveglianza ma in un ambiente tutelato che li controlli e li aiuti a crescere al di fuori del bullismo, al di fuori di tutta una serie di violenze che spesso sono sottoposti.

Allora in questo senso voglio ipotizzare un piccolo fondo, io qui avevo pensato cinque mila euro per poter fare una convenzione con l’ASL e sostenere le famiglie per poter fare  delle certificazioni ai meno ambienti.

Questo è ovvio, poi è una forma che noi dovremmo capire come fare, lì ci sarà bisogno di confrontarci e capire come, a chi, cercare anche con l’Assessore ai servizi sociali, cercare di comprendere in che modalità erogare questi soldi però è dare una risposta a un settore che secondo me lo merita.
Un altro emendamento sempre di cinque mila euro era stato, voglio essere pessimista, voglio essere ottimista, spero che verrà creato per offrire un servizio di traduzione Lis all’interno del nostro Comune.
Noi abbiamo una comunità di sordomuti nella nostra città abbastanza nutrita e pensate già noi quando dobbiamo andare in un ufficio comunale a presentare una difficoltà spesso non ci si capisce, immaginate se si è sordomuti. C’è bisogno per forza di concordare l’incontro con i nostri uffici insieme a una persona che sia in grado di comprendere il linguaggio dei sordomuti perché il sordomuto altrimenti come farebbe a parlare di una pratica edilizia oppure una qualsiasi altra pratica che comunque implica una conoscenza di un linguaggio specifico e tante volte la burocrazia è talmente intricata che anche noi riusciamo a capirci.
Quindi molti Comuni l’hanno adottato questo servizio Lis, ovviamente questi sono pochi soldi ma sono un segno di attenzione molto grande rispetto alla integrazione di persone che altrimenti rimarrebbero emarginate e che comunque trovano nella comunicazione una grande barriera che non è architettonica ma è una barriera di comunicazione, è una barriera di integrazione.
Ovviamente questo servizio verrebbe fatto a certi giorni, soltanto a certe ore, perché è ovvio che cinque mila euro non possono coprire un grande tempo, un grande arco di tempo però è un inizio, è un segno, è un modo per integrare questo Bilancio e renderlo un po’ più anche delle persone perché questa, vi devo dire, non è una idea mia, ve lo ripeto, queste sono tutte idee che mi sono state date dalle persone che mi hanno scritto.
Quindi non intendete questo come un emendamento proposto da Zuliani, dalla Consigliera politica che magari prima chissà che ha combinato nella precedente consiliatura, Zuliani e Forte, il Partito Democratico, con tutto quello che queste parole vi possono evocare.
Pensate che sono proposte di persone, le persone che io rappresento e che non sono poche e che vogliono partecipare a questo Bilancio, che lo vogliono sentire anche un po’ loro perché l’emendamento è questo, è far sentire un Bilancio anche di chi non l’ha redatto, anche di chi è qui e rappresenta quella parte della città che vuole sentirsi rappresentata e vuole trovare una voce.
Quindi io spero di avere aperto una breccia perché veramente adesso quando, non so che cosa dirò a queste persone rispetto a quello che deciderà LBC. Una persona mi ha detto: “Nicoletta, ti va proprio di andare a mendicare queste cose alla Maggioranza”? Io ho detto: “hai ragione, è vero, è un po’ mendicarle, però sai cosa c’è? Io lo faccio volentieri perché sento che è una cosa che faccio veramente per le persone che me l’hanno chiesto per cui io mendico con molta dignità e con molto orgoglio”.

Grazie.

Matteo Renzi a Latina

IMG_5350Cosa puoi fare in 45 minuti di incontro? Certo non entrare nei dettagli di articoli e commi.

Ma puoi trasmettere il senso della riforma e il lavoro che c’è stato dietro.
Puoi anche rivendicare di aver realizzato quello che i detrattori della riforma NON sono stati capaci di fare in 30 anni, ovvero provare a ridurre i tempi dell’iter legislativo, riordinare le competenze tra regioni e stato, ridurre i parlamentari.
Puoi giustamente rivendicare una legge sul “dopo di noi”, sul Terzo Settore, sulle unioni civili, sull’omicidio stradale, una legge contro il caporalato, una legge contro lo spreco alimentare e anche ammettere il pasticcio sulla scuola, la riforma della PA…
Puoi parlare di Europa e della volontà di non arretrare sulle nostre richieste di sostegno per immigrati e terremoto.
Tutto questo Renzi l’ha fatto con il suo tono appassionato, travolgente e talvolta leggero.
È stato un bel momento.
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La “poltroncina” del Consigliere Delegato o un assessore di sostegno?

IMG_5128Con una inconsueta solerzia e determinazione LBC propone una piccola modifica allo Statuto Comunale: uno si aspetterebbe di trovare qualcosa di determinante per le sorti di questa martoriata città, e invece si ritrova con la proposta di una nuova figura di sistema politico: l’istituzione del Consigliere Delegato.
Quindi, oltre al Sindaco, agli Assessori, ai Presidenti e Vice-presidenti, ai Capigruppo, ai Consiglieri avremo una “poltroncina” in più.

Immagino che nessun latinense sentisse il bisogno di questa nuova “invenzione” tale da  costituire la prima modifica dello Statuto da parte dell’Amministrazione Coletta e sembra quasi avere un potere taumaturgico vista la velocità con cui ci si appressa a legittimarla.

Non sono mai stata d’accordo con questa idea, neanche quando si paventò nella scorsa consiliatura: il sindaco DI GIORGI di fatto nominò il consigliere di maggioranza Patarini delegato alle Smart City, ma non si avventurò nella modifica dello Statuto.

E non sono d’accordo neanche oggi e vi spiego il perché.

Prima di tutto non è una figura prevista dal legislatore quando ha scritto il Testo Unico degli Enti Locali. L’idea era ed è di mantenere ben distinte le funzioni spettanti agli organi di governo (la giunta ha principalmente il compito di collaborare con il sindaco nella gestione del comune come dice l’art. 48) da quelle del consiglio comunale (che ha funzione di indirizzo e controllo politico – amministrativo art. 42), da quelle del sindaco (che ha la responsabilità e la rappresentanza dell’ente art. 50). L’unco caso in cui si prevede un Consigliere Delegato dal TUEL è nell’articolo 54. Detto articolo infatti, concerne esclusivamente una specifica fattispecie relativa alla delegabilità dell’esercizio di funzioni di competenza uncamente statale.

È previsto un delegato consigliere solo nell’art.54 c.10: “il sindaco, previa comunicazione al prefetto, [...] può conferire la delega a un consigliere comunale per l’esercizio delle funzioni nei quartieri e nelle frazioni” ma solo per competenze di ordine pubblico e polizia giudiziaria.

Secondo la sentenza n. 04992/2012 del 26/11/2012, il Consiglio di Stato, Sezione Prima ha annullato, previa sospensiva, il decreto con il quale il Sindaco di Fara in Sabina aveva conferito ad alcuni Consiglieri Comunali generiche deleghe in materia di protezione civile, rapporti con i territori e istituti di partecipazione, sport; il motivo dell’annullamento sta nel fatto che “l’ampliamento delle funzioni di taluni consiglieri rispetto agli altri membri dell’organo collegiale e ingenera il rischio di interferenze sul corretto esercizio del mandato conferito dagli elettori. In altri termini, si realizza un disquilibrio tra le attribuzioni dei consiglieri e una confusione di ruoli nel Consiglio stesso, potenzialmente in grado di turbare la regolare e leale dialettica assembleare e, quindi, confliggente con il personale interesse dei consiglieri alla salvaguardia delle proprie prerogative, che sono prioritariamente rivolte a indirizzare e controllare l’attività della giunta comunale.

Tutto questo, dicono i nostri consiglieri di LBC, si supera con una semplice modifica dello Statuto in cui si prevede questo ruolo attribuito ad un Consigliere di fiducia del Sindaco.

Più che il metodo della collegialità e del lavoro cooperativo (questa è la motivazione addotta da LBC) a me sembra un uniformarsi al metodo del 90% dei comuni che hanno trovato l’escamotage per dare importanza a chi è rimasto fuori dai diversi incarichi: semplicemente una “poltroncina in più”. O un sostegno a chi non ce la fa.

Appunto:  invece di elaborare una politica nuova ed innovativa ci uniformiamo a quello che il 90% dei comuni italiani ha elaborato negli ultimi dieci anni. Wow!!! Che innovazione!

Cosa impedisce a tanti volontari di LBC che hanno fornito i loro curricula o a qualsiasi consigliere di LBC di mettersi  comunque a disposizione del  proprio Sindaco, con tempo extra dedicato allo studio e all’approfondimento di una  particolare tematica e di dargli poi il risultato del proprio approfondimento? A prescindere dall’incarico di nuova istituzione?

È necessaria l’ufficialità di una delega – a costo zero, che non comporti l’adozione di atti a rilevanza esterna, senza potere di firma – sostanzialmente uno che ti può solo approfondire e studiare un tema per riportarti le risultanze del suo studio? Il tutto in nome… della collegialità? A meno che l’assessore non sia sufficientemente capace ed abbia bisogno di un sostegno…

Comunque, Sindaco, i cittadini di Latina si aspetterano altro.

Suoni di Fine Estate: una manifestazione tutta abusiva.

“Una manifestazione, purtroppo, tutta abusiva quella di “Suoni di Fine IMG_1684Estate” perché priva di titoli autorizzatori. Il Comune di Latina ha concesso il proprio Patrocinio – anche oneroso – ad un evento che però non ha ottenuto alcuna autorizzazione da parte degli uffici preposti. Eppure è scritto che doveva ottenerli o non se ne faceva niente.

E a quanto ammontano le entrate e le spese relative al provvedimento adottato dalla giunta che recepiva le richieste della Pro Loco di Latina? Questo non è dato saperlo.

Altra domanda: perché non sono stati effettuati i controlli da parte del Comune attraverso la Polizia Locale?”.

Sono queste le domande che Nicoletta Zuliani, consigliera comunale del Partito Democratico, pone all’Amministrazione Comunale ed in particolare all’Assessore Antonella Di Muro, titolare della delega alla Cultura e promotrice della manifestazione. La consigliera democratica ha infatti depositato un’interrogazione che dovrebbe essere discussa nel prossimo Question Time.

Nella delibera di giunta si riporta che un successivo Provvedimento Dirigenziale avrebbe quantificato le entrate e le spese relative alla manifestazione. A parte che la quantificazione va fatta PRIMA di dare un permesso, il fatto è che ad oggi non risulta ancora quantificato.

“Dov’è questo documento? L’amministrazione comunale deve delle risposte ai cittadini, anche alla luce di tutti i problemi sollevati nelle settimane scorse dai commercianti del centro storico. Sorprende infatti – continuna Zuliani – la celerità con la quale la giunta del sindaco Coletta si sia riunita: il giorno successivo alla richiesta pervenuta dall’associazione richiedente, concedendo il patrocinio del Comune praticamente ad occhi chiusi.

Ricordiamo che per avere un permesso per musica dal vivo con almeno 200 partecipanti occorre la bellezza di 30 giorni. Ma qui non c’è neanche il permesso di occupazione di suolo pubblico. Il tutto veniva subordinato, infatti, all’ottenimento da parte del Presidente della Pro Loco, delle prescritte autorizzazioni previste dalle vigenti normative, per una manifestazione che si sarebbe tenuta nel successivo fine settimana: venerdì 26 e domenica 28 agosto.
Agli uffici comunali preposti al rilascio delle autorizzazioni non è pervenuta nessuna richiesta.

La manifestazione risulta, quindi, totalmente priva di autorizzazioni.

Nell’elenco dei locali comunali richiesti a titolo gratuito e senza fideiussione dalla Pro Loco comparivano, peraltro, il Museo Cambellotti e il Procoio di Borgo Sabotino, che fanno parte della lista sale concesse a titolo oneroso.

Un comportamento, a mio avviso, di evidente disparità da parte dell’amministrazione comunale rispetto a chi invece sceglie la strada della legalità, facendo una trafila lunga e piena di ostacoli per organizzare eventi culturali, il che va chiarito al più presto nel rispetto del principio della trasparenza e soprattutto della legalità”.

Si poteva fare meglio…

imageStride. E lo senti per alcuni giorni.
È come andare in discoteca quando hai la morte nel cuore.

Ormai le vittime del terremoto sembra quasi di conoscerle: la nonna e i due nipoti, la coppia trovata abbracciata, il bambino di 8 anni, il cane esausto e poi morto, il sindaco di Amatrice e il suo assessore a riconoscere i corpi prima di andare dai propri familiari… Un dramma che la tv ci mette dentro, anzi, nel quale ci catapulta e di cui abbiamo necessità di conoscere altro ed altro ancora.

Ci si prodiga in mille diversi modi: donazioni di denaro, di beni di prima necessità, circolazione di informazioni, attivazione di punti di raccolta…
Anche perché noi, in fondo, stiamo nelle nostre case e abbiamo tutto: loro non hanno più niente, neanche gli affetti. E questo ti mette in uno stato di lutto, quasi un sano senso di colpa che ti porta a condividere quello che hai con chi non ha.

Ed ecco lo stridore: i fuochi d’artificio di ieri sera erano meravigliosi: li ho visti da casa. Non avevo voglia di uscire, ma i fuochi si vedevano ed erano maestosi, ricchi, coloratissimi… a festeggiare? Facevo fatica a ricordare cosa.

Ecco allora lo stridore.
E ancora concerti in ogni borgo di Latina, in città, la notte bianca con apertura dei musei ecc…
Bello, tutto bello.
Ma stride.

È vero, come ha detto il sindaco Coletta, “La cultura può e deve essere, in certi momenti, un “luogo” di incontro per esprimere e ribadire insieme vicinanza, sostegno, incoraggiamento”. Ma la cultura deve anche sapere e volere accogliere i sentimenti più profondi della propria comunità che vorrebbe momenti di condivisione e di riflessione più in sintonia con il comune sentire di un lutto profondo come quello che oggi tutti proviamo.

È una questione di opportunità che merita scelte in sintonia con il cuore della propria comunità.

Dall’usura alla scuola alla Asl: i mondi coinvolti dalle ludopatie.

imageLa mozione sulle Ludopatie è passata e questo rappresenta un segnale importante.

Una mozione è un atto di indirizzo, è un’indicazione di percorso da intraprendere di cui tutto il Consiglio, compresi sindaco e giunta, si fanno carico pubblicamente.
In una mozione non si può elencare tutto quello che secondo il proponente va fatto, né deve necessariamente contenere dettagli vincolanti: è una spinta verso una direzione, ma una direzione chiara e precisa. E che lo abbia fatto un Consiglio Comunale all’unanimità è segnale ancora più forte.
In una mozione non si può essere esaustivi rispetto a tutti gli elementi che devono poi trovare una concretizzazione nei diversi settori, né si può essere dettagliati rispetto ad importi o aspetti economici che richiedono una evidente analisi da parte del dirigente e degli uffici di ragioneria.
Una mozione non pregiudica alcun approfondimento che può essere fatto in sede di Commissione o anche in Consiglio: essendo un atto di indirizzo, segnala una direzione. Infatti, l’adozione di un Regolamento (che gli uffici avevano nel cassetto ma che non era mai stato approvato e quindi non era efficace) è la prima cosa da fare (e la mozione la richiede): un Regolamento entra nella materia della definizione delle tipologie di gioci, dei limiti posti agli esercenti, dei controlli ecc… Poi, sul contenuto preciso degli articoli, la discussione si fa ovviamente in commissione.

Ho citato ad esempio nel mio intervento lo sportello Anti-Slot che non è ancora mai stato attivato: sono stati assegnati al Comune di Latina, come comune capofila, ben 20.000 € con una determina del dicembre 2013 da parte della regione Lazio.
Dei numerosi contatti avuti con l’Ufficio di Piano per sapere quando lo sportello sarebbe stato attivato, l’ultimo risale al marzo scorso: mi veniva detto che l’attivazione sarebbe stata imminente.
In data odierna non c’è ancora alcuno sportello anti-slot al Comune di Latina.
Oggi, con un’Amministrazione insediata, posso formulare un’interrogazione scritta all’Assessore ai Servizi Sociali per conoscere il motivo di un ritardo cosí grave e per sapere finalmente la data di apertura di questo sportello tanto atteso da operatori asl e associazioni.

Gli aspetti che le ludopatie implicano sono molteplici: vanno dalla prevenzione alla cura della malattia (il GAP è stato inserito a pieno diritto nei LEA) per i quali c’è da lavorare a braccetto con la Asl e il terzo settore che realizza progetti finanziati dalla Regione; interessano il tema della sensibilizzazione sociale e culturale del gioco come attività sociale e collettiva, non per come individuo isolato, oppure a quello del sostegno a chi fa una scelta etica rispetto al non installare o dismettere dispositivi di gioco, lotterie istantanee e gratta e vinci. In questo, ad esempio, occorre lavorare sia sul fronte eventualmente degli sgravi fiscali, sia sul fronte della costruzione di una consapevolezza del consumatore che va reso sempre più cosciente e “complice” di buone prassi: qui la scuola, col suo immenso bacino di cittadini e con la capillarità di intervento educativo può garantire un fondamentale ed irrinunciabile apporto.

C’è poi l’aspetto più doloroso, quello di devastazione economica delle famiglie coinvolte dal problema: molti si rivolgono al mercato dell’usura e questo è un fronte che vede altri attori, altri scenari, e richiede altri tipi di soluzioni che coinvolgono altri attori ancora, (Istituti di Credito, Associazioni Antiusura, Questura…) con altre implicazioni.

Non bisogna cambiare approccio: qui, al Comune di Latina, l’approccio va impostato da zero.

 

VADEMECUM per la scelta del proprio candidato

Voglio offrire una lista di punti che secondo me un candidato a rappresentare i cittadini deve soddisfare. Personalmente pretendo molto da chi vuole gestire una cosa grande come la mia città: deve soddisfare tutti i punti, nessuno escluso.

Onestà.
La prima cosa che tutti vogliamo da un politico è che sia onesto, perché la gestione della comunità comporta la gestione di soldi, tanti soldi e questo richiede una dose di onestà enorme. Ci sono elementi oggettivi per verificare l’onestà di una persona: la fedina penale, il certificato del casellario giudiziale sono certificazioni che attestano i provvedimenti definitivi in materia penale, civile e amministrativa a carico della persona. Ma ci sono anche modi meno ufficiali per capire se un candidato è onesto oppure no: vedere se rendiconta le sue spese elettorali, se paga le tasse oppure no, se si fa fare lo scontrino o la fattura, se gira con un macchinone e dichiara di essere sulla soglia della povertà, se promette lavoro o altro in cambio del voto…
Considerazione personale: il gruppo di cui faccio parte ha richiesto a tutti i candidati, per statuto, di esibire il certificato di casellario giudiziale all’atto della candidatura. I traffichini si riconoscono facilmente: basta non votarli.

Coerenza.
La coerenza si testa sulla vita e la storia di una persona in modo diacronico: in questo ci possono essere d’aiuto le persone che la conoscono e in una cittadina come Latina non è difficile: colleghi di lavoro, persone che hanno avuto a che fare con lui/lei.
Altro elemento: una persona/politico che cambia idea/partito frequentemente non garantisce certo la stabilità e l’affidabilità che si richiede ad un amministratore. Come fare per verificarlo? Basta girare un po’ su internet e fare una ricerca.
Considerazione personale: se lo/la vediamo un po’ di qua e un po’ di là, evidentemente o non ha le idee chiare o è andato dietro a qualche interesse personale che gli veniva garantito ora da questo ora da quello.

Professione.
Ce l’ha un lavoro? Questa è una domanda importantissima. Molti politici di professione non hanno “né arte né parte”, nel senso che non hanno mai lavorato, non hanno un’occupazione e se non facessero i politici sarebbero con tutta probabilità dei disoccupati. Se si va a vedere, moltissimi dei politici che ci hanno amministrato non hanno, ad esempio, un percorso di istruzione lineare né un’occupazione: i loro curricula sono nel sito del comune di Latina disponibili a tutti. Ovviamente chi vuole evitare, non specifica dove è stato conseguito il suo diploma.
Per leggere i curricula basta scrivere questo indirizzo www.comune.latina.it/cognomepolitico/
Considerazione personale: chi non lavora, ha bisogno della politica e questo pone il candidato in una condizione di dipendenza dalla politica per cui si è pronti a qualsiasi cosa pur di essere eletti.

Conoscenza della materia amministrativa.
Molti candidati, non sanno cosa sia un atto amministrativo, un debito fuori bilancio, la Pretura Regionale della Corte dei Conti, il patto di stabilità e cosa implichi; non sanno come si scrive né cosa sia una mozione, un’interrogazione, un dispositivo, un emendamento; ignorano il PEG, una posizione organizzativa, un accertamento, l’iter per l’approvazione di un regolamento…
Eppure questi sono gli strumenti di lavoro per un amministratore, sia di maggioranza che di opposizione. Conoscerli e non conoscerli fa una grande differenza: l’efficacia della propria attività.
In politica, come in chirurgia, chi  si improvvisa, uccide.
Considerazione personale: io pretendo molto da chi vuole rappresentarmi. Il fatto di sapere che sia un parente non lo rende certo un migliore amministratore, anzi aumenta la prassi clientelare. Quindi voglio che sia competente.
Uno che deve guidare un Boeing 747, ovvero la seconda città del Lazio, non può improvvisarsi pilota se ha solo portato una bicicletta: ci farebbe schiantare.

Trasparenza.
Un ex o un aspirante consigliere che si ripresenta alle elezioni o un neo candidato devono poter essere trasparenti nel loro operato passato e presente. Un modo è offerto da internet che rende disponibili, se il candidato le ha messe in rete, tutte le sue precedenti attività, i suoi interventi, le sue scelte e le motivazioni.
Considerazioni personali: chi non è “leggibile” non è trasparente e non è degno di rappresentare chicchessia perché evidentemente ha qualcosa da nascondere.

Reperibilità.
Un rappresentante del popolo deve poter essere contattato dai propri elettori con i quali è chiamato ad instaurare un rapporto di collaborazione. Se il politico fornisce il suo recapito telefonico o la sua email o è reperibile su FB o sul proprio sito significa che non ha paura di essere contattato dai propri elettori, non ha la paura del confronto ed è pronto a collaborare.
Considerazione personale: chi non fornisce recapiti di alcun genere non vuole essere “scocciato” e considera il cittadino una rottura di scatole.

Valutazione.
Questo aspetto è importantissimo. Un politico DEVE essere valutato non per la consanguineità o la parentela, ma per il suo operato. E neanche per i favori che mi ha accordato. Quanti politici forniscono elementi e materiali riscontrabili, leggibili, consultabili?
Ho elementi per valutare il suo operato in politica? È documentato e accessibile il suo lavoro tale che io possa farmene un’idea?
Facciamo una verifica su internet.
Considerazione personale: se il politico viene votato a prescindere dal suo operato, significa che, forte del suo consenso fidelizzato, continuerà a farsi i fatti suoi ogni volta che verrà eletto in cambio di piccoli favorucci (lampione davanti casa, pratiche velocizzate, asfaltatura strada di casa…)

Programmi.
Quali sono i suoi programmi per la città? Sono possibili? Sono finanziabili e realizzabili?
Molti candidati promettono titoloni da giornale senza spiegazione di come questi progetti possano essere realizzati: sogni per il popolo. È importante verificare se quei progetti siano realizzabili e come possono essere finanziati: con fondi di bilancio? Con fondi europei? Con project financing? C’è la capacità progettuale o va ricercata fuori del comune? Come viene assegnata la progettazione? Con evidenza pubblica o ad amici che hanno promesso e garantito il sostegno elettorale?
Queste sono tutti elementi che un candidato che fa proposte è tenuto ad esplicitare. Se non lo fa è preoccupante…
Considerazione personale: la fattibilità dei progetti è importante. Oggi che le risorse finanziarie sono ristrette, solo chi è veramente competente ed onesto saprà realizzare i suoi progetti.

Clientele.
Promette favori personali?
Chiunque prometta un lavoro o un interessamento personale a fatti e situazioni particolari, chiunque dia buoni benzina con bigliettini elettorali, chiunque prometta velocizzazioni di pratiche in comune o simili, chiunque vi chieda la carta di identità per verificare il vostro voto, questi usa metodi mafiosi ed è da far sparire dallo scenario politico.
Non votatelo, o Latina non resusciterà mai.