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Consiglio Comunale 1 marzo 2018

Oggi in Consiglio approvate le nostre due mozioni:

  1. Mercato Q4
  2. Semaforo a chiamata Viale Le Corbusier
E’ stato approvato anche:
  1. il Regolamento per l’Accesso Documentale, Civico e Generalizzato,
  2. il Regolamento del Sito web e social del Comune (per questo ho votato contro perché scritto malissimo, pieno di refusi, ripetizioni e nonostante avessi chiesto di modificare diverse parti, aggiustarlo e riportarlo in votazione nel prossimo consiglio, hanno voluto per forza andare avanti) Ascolta il mio intervento in Consiglio.
  3. il Regolamento del Forum dei Giovani
  4. una Mozione sul ristoro per i residenti limitrofi alla discarica di Borgo Montello
Domani c’è la chiusura della campagna elettorale e con noi ci sarà Nicola Zingaretti!! Viale Italia ore 18:00 (in caso di pioggia andremo al Teatro Moderno).
Nicoletta

Consiglio Comunale del 14 nov. 2016

È passato il Consigliere con Mandato e siamo i primi in Italia ad averlo.

Quando domenica pomeriggio mi sono messa a studiare una via d’uscita, ho pensato di sottolineare l’aspetto dello studio ed approfondimento che LBC sentiva come prioritario, e sostituirlo alla parola “delega” che significa invece “trasferimento di competenza“. Un mandato di studio ed approfondimento di una tematica era il punto di incontro tra le due diverse posizioni.

Credo che uno dei compiti più importanti della politica questo: trovare il punto di incontro tra posizioni che divergono per riconoscere il valore che c’è in ogni posizione .

Diverso è quello che invece è successo alla fine del consiglio con l’ultimo punto discusso: la mozione presentata da me ed Enrico Forte chiedeva originariamente di redigere urgentemente un regolamento per la gestione cura dei beni pubblici con la partecipazione dei cittadini  Per tutelare l’amministrazione rispetto alle numerose e libere iniziative di cittadini ed associazioni che volontariamente già si cimentano in azioni di cura di aree pubbliche.
Circa tre settimane fa mi fu chiesto di modificare la mozione e chiedere, al posto dell’approvazione di un regolamento in consiglio comunale, di richiedere una trattazione del punto come ordine del giorno nella commissione  preposta.

Ho fatto quanto mi richiedevano, ma in cambio non c’è stata la volontà di incontro.

In contrapposizione alla nostra mozione è stato scritto in fretta e furia un Ordine del Giorno da LBC in cui affermavano che già era loro intenzione fare quanto richiedevamo nella mozione, ma che il metodo da loro scelto avrebbe richiesto più tempo perché comportava una partecipazione anche più ampia tra varie altre commissioni, e quindi avrebbero al più presto avviato l’iter per la discussione di questo regolamento. Sostanzialmente uguale ma formalmente era la loro proposta.

Potevano chiedermi di modificare ulteriormente la mozione e l’avrei fatto.
Ma votare una proposta dell’opposizione è diverso che fare e votare una propria proposta.

Altro sarebbe stato se ci avessero chiesto di scrivere insieme una sintesi tra le due proposte e votarla insieme: avrebbero dato prova di apertura e di spirito di collaborazione.

L’epilogo: due proposte assolutamente assimilabili sono state pretesto di una prova di forza facilmente vinta da LBC.

Dall’usura alla scuola alla Asl: i mondi coinvolti dalle ludopatie.

imageLa mozione sulle Ludopatie è passata e questo rappresenta un segnale importante.

Una mozione è un atto di indirizzo, è un’indicazione di percorso da intraprendere di cui tutto il Consiglio, compresi sindaco e giunta, si fanno carico pubblicamente.
In una mozione non si può elencare tutto quello che secondo il proponente va fatto, né deve necessariamente contenere dettagli vincolanti: è una spinta verso una direzione, ma una direzione chiara e precisa. E che lo abbia fatto un Consiglio Comunale all’unanimità è segnale ancora più forte.
In una mozione non si può essere esaustivi rispetto a tutti gli elementi che devono poi trovare una concretizzazione nei diversi settori, né si può essere dettagliati rispetto ad importi o aspetti economici che richiedono una evidente analisi da parte del dirigente e degli uffici di ragioneria.
Una mozione non pregiudica alcun approfondimento che può essere fatto in sede di Commissione o anche in Consiglio: essendo un atto di indirizzo, segnala una direzione. Infatti, l’adozione di un Regolamento (che gli uffici avevano nel cassetto ma che non era mai stato approvato e quindi non era efficace) è la prima cosa da fare (e la mozione la richiede): un Regolamento entra nella materia della definizione delle tipologie di gioci, dei limiti posti agli esercenti, dei controlli ecc… Poi, sul contenuto preciso degli articoli, la discussione si fa ovviamente in commissione.

Ho citato ad esempio nel mio intervento lo sportello Anti-Slot che non è ancora mai stato attivato: sono stati assegnati al Comune di Latina, come comune capofila, ben 20.000 € con una determina del dicembre 2013 da parte della regione Lazio.
Dei numerosi contatti avuti con l’Ufficio di Piano per sapere quando lo sportello sarebbe stato attivato, l’ultimo risale al marzo scorso: mi veniva detto che l’attivazione sarebbe stata imminente.
In data odierna non c’è ancora alcuno sportello anti-slot al Comune di Latina.
Oggi, con un’Amministrazione insediata, posso formulare un’interrogazione scritta all’Assessore ai Servizi Sociali per conoscere il motivo di un ritardo cosí grave e per sapere finalmente la data di apertura di questo sportello tanto atteso da operatori asl e associazioni.

Gli aspetti che le ludopatie implicano sono molteplici: vanno dalla prevenzione alla cura della malattia (il GAP è stato inserito a pieno diritto nei LEA) per i quali c’è da lavorare a braccetto con la Asl e il terzo settore che realizza progetti finanziati dalla Regione; interessano il tema della sensibilizzazione sociale e culturale del gioco come attività sociale e collettiva, non per come individuo isolato, oppure a quello del sostegno a chi fa una scelta etica rispetto al non installare o dismettere dispositivi di gioco, lotterie istantanee e gratta e vinci. In questo, ad esempio, occorre lavorare sia sul fronte eventualmente degli sgravi fiscali, sia sul fronte della costruzione di una consapevolezza del consumatore che va reso sempre più cosciente e “complice” di buone prassi: qui la scuola, col suo immenso bacino di cittadini e con la capillarità di intervento educativo può garantire un fondamentale ed irrinunciabile apporto.

C’è poi l’aspetto più doloroso, quello di devastazione economica delle famiglie coinvolte dal problema: molti si rivolgono al mercato dell’usura e questo è un fronte che vede altri attori, altri scenari, e richiede altri tipi di soluzioni che coinvolgono altri attori ancora, (Istituti di Credito, Associazioni Antiusura, Questura…) con altre implicazioni.

Non bisogna cambiare approccio: qui, al Comune di Latina, l’approccio va impostato da zero.

 

I consiglieri comunali del Partito Democratico uniti per la scuola

Nel consiglio comunale di ieri in cui abbiamo presentato la mozione (leggi la mozione) che intendeva dirottare sulle scuole i soldi per la pavimentazione della ZTL, non abbiamo ottenuto la maggioranza dei voti. La mozione infatti è stata respinta, ma abbiamo ottenuto che il tema della drammaticità delle condizioni dell’edilizia scolastica della nostra città diventasse il tema centrale del dibattito politico.

Il sindaco e la maggioranza vanno dritti per la loro strada: allargheranno i marciapiedi di due strade della ZTL con un costo pari a 1 milione di euro, ma non potevano rimanere insensibili al tema delle scuole che sono, come sappiamo, in condizioni assolutamente inaccettabili: sì sono in fatti dichiarati disponibili ad aumentare le risorse destinate alla manutenzione degli edifici scolastici.

Questa mattina abbiamo presentato una nuova mozione (leggi la mozione) e speriamo che verrà votata anche dalla maggioranza.

La mozione, firmata da tutti i consiglieri PD, ha lo scopo di impegnare il Comune ad investire risorse sull’edilizia scolastica, un tema rimesso al centro del dibattito politico di Latina, e non soltanto nello scorso consiglio, grazie all’impegno del Partito Democratico.
Un milione e mezzo di euro è la cifra, dedicata ad interventi che riguardano esclusivamente la scuola, che i consiglieri del PD vogliono veder comparire sul prossimo bilancio.

“Con questa mozione – afferma il capogruppo Alessandro Cozzolino – diamo la possibilità al consiglio comunale di portare avanti i buoni propositi emersi nell’ultima assise consiliare. Tutte le forze politiche, infatti, almeno a parole, hanno espresso la volontà di vedere risolti i problemi ma soprattutto le emergenze delle scuole di Latina. Votando il testo, condiviso da tutto il gruppo consiliare del PD, si concretizzerebbero le buone intenzioni investendo risorse reali. Questa mozione è frutto di un lavoro che parte da lontano: grazie al tour nei plessi del capoluogo, abbiamo potuto renderci conto da vicino delle problematiche della scuola, ce ne siamo fatti carico, ed oggi il gruppo consiliare del PD dimostra di essere unito: la mozione è stata firmata da tutti i consiglieri”.

Per noi del Partito Democratico è infatti necessario un piano di interventi che, a partire dal bilancio di previsione 2015, impegni somme certe per risolvere soprattutto le problematiche strutturali dei 74 plessi di Latina, bisognosi di certificazione di sicurezza e antincendio, di conversione delle centrali termiche, di impermeabilizzazione di tetti e solai, di consolidamento, messa in sicurezza e ristrutturazione di parte degli edifici e strutture esterne ormai inagibili. “Nel Comune di Latina – si legge nel testo della mozione – la situazione è stata definita “drammatica” dallo stesso dirigente del servizio di manutenzione scolastica durante una recente seduta della Commissione Lavori Pubblici”.

“La politica è confronto al quale deve seguire la capacità di decidere. Noi del PD – sottolinea Omar Sarubbo – abbiamo deciso: la messa in sicurezza delle scuole pericolanti è la priorità. La sicurezza e la formazione e dei nostri figli sono la priorità”.

“Il PD di Latina con questa mozione non si rende soltanto partecipe della strategia politica nazionale, ma si fa cassa di risonanza delle istanze locali” – afferma Nicoletta Zuliani, prima firmataria della mozione e che da sempre si spende sul tema dell’edilizia scolastica. “Il tour delle scuole del capoluogo ci ha colpito e nel testo si è data molta importanza alla creazione di un ‘parco progetti cantierabili‘, uno strumento indispensabile per la risalita del Comune di Latina nelle graduatorie di bandi regionali, nazionali ed europei. Latina non può fare tutto da sola e, considerando che negli ultimi tre anni sono significativamente diminuite le risorse impegnate nel bilancio dall’amministrazione, oggi è necessario dare un segnale forte di inversione di tendenza, programmando gli interventi all’interno del prossimo piano triennale delle opere pubbliche secondo le priorità stabilite dal piano esigenziale che, vogliamo ricordarlo, ha stabilito in 18 milioni di euro la cifra totale per la manutenzione ed il risanamento delle scuole. È ora di agire”.

La destra di Latina ha paura delle donne

Oggi in consiglio abbiamo dato alla città la possibilità di convergere su una proposta di buon senso che molte città italiane stanno adottando: il riequilibrio della toponomastica scegliendo nomi di strade, vie, luoghi pubblici ecc… che tengano conto della parità di genere.

20140218-221524.jpgAvevo precedentemente proposto, in Commissione, di modificare alcuni articoli del Regolamento di Toponomastica in discussione, per favorire un maggior riequilibrio di figure femminili nell’intitolazione di strade, piazze e luoghi pubblici della città.

Hanno votato contro le mie proposte. (leggi le modifiche).

Ho scritto allora una mozione che i consiglieri di maggioranza oggi NON HANNO VOLUTO VOTARE.
Sarà interessante, quando pronto, leggere la trascrizione degli interventi: vi prometto che la metterò online e lascerò a voi valutare.

La mia valutazione è la seguente: non riescono proprio a votare nulla che sia proposto da me o dalla minoranza: lo vivono come un’umiliazione. Addirittura hanno minacciato di presentare una mozione identica e votarsela. Forse non sanno che il regolamento questo lo vieta :-)

Allora, visto che volevano bocciare la mozione (che obiettivamente condividevano ma non potevano ammetterlo), hanno proposto di “congelare” la mozione per portare le idee in commissione e li discuterle. La votazione della mozione si sarebbe tenuta alla prossima seduta consiliare.

Ecco le proposte difficili da votare:
- promuovere le iniziative necessarie affinché nelle prossime assegnazioni di toponimi venga costantemente perseguito l’equilibrio di genere nella toponomastica cittadina
- promuovere per il prossimo, anno scolastico 2014-2015, un progetto per le scuole secondarie di primo grado (scuole medie) di Latina che individui e proponga alla Commissione Toponomastica figure di donne di rilievo culturale, scientifico, storico cui intitolare le prossime piazze, strade, scuole, o luoghi pubblici con allegata relazione della motivazione alla scelta.

Come capirete, troppo “difficili” da votare così su due piedi… “E poi”, hanno detto, “il Consiglio non era il contesto adatto a questa discussione”.

Valutate voi.

Il caso della mozione “rubata”

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Non è un giallo di Agatha Christie e neppure una trama dei film di Jessica Fletcher. 

È successo nel nostro Consiglio Comunale diventato scenario di un vero e proprio “furto”.

L’antefatto: in Commissione Bilancio i commissari prendono atto dell’ingente debito fuori bilancio che affligge le casse del nostro comune. Ben 20 milioni di Euro. Gran parte di questi debiti derivano da contenziosi originati da un cattivo procedimento amministrativo ovvero, i Dirigenti, nella produzione di atti, commetto errori a danno dei cittadini che giustamente avviano un contenzioso nei confronti del Comune di Latina e lo vincono.

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Ma dopo molti anni.

Nel frattempo, se il risarcimento originariamente ammontava a €1.000 – per fare un semplice esempio – dopo dieci anni è arrivato a €15.000.
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