Tag Archives: ABC

ABC consegni subito il Piano Industriale!

Chiedo negli uffici di conoscere il Piano Industriale di ABC, di averne copia, ma tutti i dirigenti e funzionari dei servizi coinvolti nel rapporto con ABC mi dicono che loro non hanno nulla in mano, ABC non ha dato nulla.

D’altronde, senza un regolamento del controllo analogo che stabilisca chi deve fare cosa ed eventualmente delle sanzioni nel caso non si rispettino le regole, appunto, in assenza di regole ABC può fare quello che le pare.

Del Piano che dettaglia risorse, costi, servizi, modalità di attuazione della raccolta differenziata non ce n’è neanche l’ombra. Nonostante sia stato già approvato dal CdA circa due settimane fa, in Comune mi rispondono:”Noi non abbiamo nulla.”

E’ insostenibile la situazione che questa amministrazione avalla: la trasparenza è completamente assente ma anche il rispetto delle regole di base relative alla tempistica imposta dallo Statuto: entro il 31 ottobre si sarebbe dovuto approvare in Consiglio il bilancio preventivo: neanche di quello c’è la benché minima traccia.

Cosa impedisce di inviare immediatamente questo documento che determina i numeri del bilancio previsionale che, ripeto, doveva essere approvato dal Consiglio il 31 ottobre in Consiglio Comunale?

Anche il Piano Industriale va  approvato in Consiglio, ma prima va studiato, discusso, approvato in Commissione e poi alla fine in Consiglio Comunale. Tutti questi passaggi richiedono tempo: o l’amministrazione vuole darci il documento il giorno prima che venga approvato?

Che le cose vadano nel modo storto lo vediamo tutti: una campagna comunicativa basata sul vecchio schema di raccolta della fallita Latina Ambiente che ha certamente avuto un costo; nessuna notizia rispetto a nuovi cassonetti o nuovi mezzi; sitoweb di ABC largamente incompleto e quindi non trasparente; assenza di un regolamento del controllo analogo giacente chissà dove in qualche cassetto del Comune…

Non è tollerabile che la gestione dell’opera più importante di questa amministrazione sia condotta in modo così approssimativo, col rischio di danneggiare le casse comunali.

Non è tollerabile perché in questo “gioco” sono le tasche dei contribuenti di Latina ad essere in pericolo.

TRASPARENZA nota dolens

img_0513La trasparenza non può essere sindacata da cavilli o esercitata a corrente alternata: è una scelta di vita politica e amministrativa. O si attua la massima trasparenza o si vuole nascondere qualcosa. (Mi riferisco agli atti di una gara espletata da ABC che un consigliere dell’opposizione non riesce ad avere.)

E proprio in quanto a trasparenza questa amministrazione rischia di essere ricordata come quella che ha inciampato più volte e si è “difesa” da chi invece deve controllare.

Una nemesi.

Non è qualificante da parte di un’amministrazione che rivendica onestà, trasparenza, e partecipazione, perdersi in un bicchier d’acqua quando un consigliere dell’opposizione chiede di conoscere i dettagli e i documenti relativi ad una gara. Non importa se la gara sia stata fatta dall’azienda speciale: l’azienda speciale è una derivazione del Comune di Latina e sebbene sia giuridicamente altro dal Comune di Latina, è sempre una creatura dell’amministrazione Coletta. In primis dovrebbe essere l’amministrazione tutta a supportare e dare importanza ad una richiesta del genere.

Per quale motivo ci si attacca ad un cavillo invece di garantire, anche per se stessa, il diritto di conoscenza di tutti i particolari di una gara, quella dei panni usati, ormai così tanto attenzionata, tanto più se si è convinti che sia stata fatta a regola d’arte?

Se poi si va a controllare il sito dell’azienda speciale vediamo che pecca proprio in trasparenza, ancora mancano infatti documenti fondamentali: i bilanci, la carta dei servizi, controlli e rilievi sull’amministrazione, i servizi erogati, le informazioni ambientali, i pagamenti, la prevenzione della corruzione… ed è quasi un anno ormai che l’azienda è operativa.

Un ente che si nasconde dietro un cavillo proprio di fronte ad una richiesta di trasparenza o è in cattiva fede o non comprende la portata del proprio ruolo, a beneficio di tutti e non a difesa di qualcuno. Casomai la difesa deve essere del sacrosanto diritto di conoscenza.

E questo va fatto per legge, una legge schiacciante tutta a favore del consigliere anche con l’ultima sentenza che dà ragione alla mozione del PD sul diritto dei consiglieri ad avere password e id per accesso diretto al protocollo e agli atti dell’Ente bocciata da LBC (sentenza 3486/2018)

Il sindaco metta fine a questa spiacevole quanto incredibile episodio e dimostri che il potere esercitato per il bene collettivo è generoso e va ben oltre i cavilli quando si tratta di trasparenza.

La trasparenza non può essere a corrente alternata: è una scelta di vita politica.

 

L’ANAC interroga sull’ABC

A quanto pare l’ANAC ha richiesto spiegazioni al Comune di Latina sull’ABC indipendentemente dall’interrogazione di Gasparri.
Da quanto emerge dal documento inviato ieri al Comune di Latina, la nota è “in riscontro alla nota pervenuta l’8 maggio 2017″: se l’ANAC chiede approfondimenti, evidentemente non ci vede chiaro.

Devo ammetterlo, l’idea di gestire in proprio i servizi più vicini alle persone è bella e condivisibile, ma come politico e come amministratore sento il dovere di essere molto realista e molto prudente. L’operazione ABC la considero azzardata e sconsiderata fatta in questo momento.
Siamo realisti: ora non abbiamo le carte per poter giocare e vincere la partita di una Azienda che opera con i soldi di tutti i cittadini, perché i soldi non ci sono, e alle brutte, verranno tolti ai servizi per ripianare eventuali buchi dell’ABC.
Le operazioni di controllo e di indirizzo politico sono complesse e necessitano di una dotazione politica e di macchina amministrativa solida e ben rodata.

LO STATO ATTUALE
Attualmente abbiamo una classe politica fatta per la maggior parte di politici alle primissime armi, che disperdono energie e tempo per questioni marginali con poco o zero effetto. Un esempio? Il Regolamento degli Orti Sociali per il quale sono state fatte almeno tantissime commissioni (ognuna sono €1000) per scrivere ed approvare un Regolamento che andrà completamente riscritto perché sbagliato. Tutto da rifare. Ed è solo un regolamento di orti sociali…

Abbiamo una macchina amministrativa che si trova al giro di boa: ancora non è rinnovata nel personale che è andato in pensione e che ci andrà in questi mesi a venire, e si trova in emergenza personale perché non si riesce a reclutarne. Invece di indire concorsi, andiamo a prendere personale dalle graduatorie dei paesi limitrofi, con liste datate e personale in lista di fuori provincia che fa fatica ad accettare di venire a lavorare a Latina o che rinuncia. C’è anche un gran malcontento tra il nostro personale, un malcontento che spinge a trasferimenti e richieste di mobilità esterna impoverendo e depotenziando gli uffici e di conseguenza i servizi ai cittadini.
Con questa macchina noi dovremmo far fronte al controllo analogo (un controllo particolarmente attento e documentato) sull’azienda speciale.

LE SCELTE
Molti dei ritardi che tutti i cittadini sperimentano è dovuto al fatto che la nascita dell’ABC ha richiesto tutte le energie che c’erano e non rimaneva nulla per il resto delle cose da fare.
Nessuna energia, però, è stata messa per cercare di capire come non far fallire la Latina Ambiente. E lo si poteva fare. Nel Consiglio dell’11 novembre 2016 ricordo che evidenziai la questione del non riconoscimento dei debiti/crediti che i Comune aveva con la partecipata. Il tribunale, in assenza di un riscontro da parte del Comune ha dichiarato fallita la Latina Ambiente, ma in verità il Comune aveva tutti i dati disponendo di un lavoro approfondito e minuzioso svolto da un tavolo tecnico e dai revisori dei conti ma non ha voluto esprimersi.
Affrontare le partite creditorie e debitorie tra il Comune e la Latina Ambiente poteva far giungere ad una conciliazione e quindi evitare il fallimento che invece c’è stato, salvo poi ritenere la società valida (dopo che era fallita) e acquisirne un ramo d’azienda. L’ABC raccoglie, spazza, conferisce, lavora ma nella sostanza (mezzi, personale, metodo) è la Latina Ambiente “rediviva”. E “il bello” è che non fallirà mai perché il comune sarà obbligato a fare ciò che non ha fatto a novembre 2016: metterci i soldi se le cose vanno storte.

CRITICITÀ
Le criticità al momento sono numerosissime e non fanno stare tranquilli.
Attualmente abbiamo un’Azienda che sta operando in assenza di un contratto firmato. Perché non è stata ancora apposta la firma al contratto? Cosa manca? LBC l’ha votato in Consiglio Comunale. Perché non è stato attivato? Con quale atto stiamo facendo operare l’azienda? Chi controlla che tutto sia svolto secondo gli accordi (ripeto, senza contratto firmato) nel frattempo che viene organizzato il sistema dei controlli?

Nello Schema di Contratto dei Servizi approvato in Consiglio manca totalmente l’articolo “Sanzioni e Penalità”. L’assessore Lessio dice che la sanzione è rimuovere il direttore generale se l’azienda non raggiunge gli obiettivi. Bisognerebbe dirgli che un articolo chiamato “Sanzioni e Penalità” un contratto che si rispetti debba averlo, come anche il Foro competente. Viene detto che per le controversie basta la Camera di Commercio: io specificherei che magari, in caso di contenzioso, il Foro di Latina è quello competente. E come vengono fatti i controlli se non sono quantificati, ad esempio, i passaggi di spazzamento della strada o di pulizia della spiaggia? Su cosa viene basata una “check list”? Il costo del servizio riportato nel contratto già sappiamo che dovrà essere modificato: sarà infatti più alto.
Per quale motivo il Servizio Ambiente, nella persona dei suoi funzionari, non ha mai visto questo contratto? Perché il PEF dell’ABC che l’assessore Lessio ci portò in Commissione Ambiente ill 20 novembre 2017 non era mai stato visto dagli uffici della ragioneria del Comune? Chi sta lavorando a tutto questo?
Cosa dicono i revisori dei conti?

Mancano trasparenza e chiarezza.
Si sta facendo tutto con tanta, troppa fretta.
Manca una base solida di riscontro normativo (ci sono sentenze che indeboliscono la scelta fatte da questa amministrazione) e soprattutto non sono chiari i numeri. I numeri sono i soldi di tutti i cittadini di Latina. E sono numeri grandi.
Ecco perché c’è bisogno di prudenza. E se la legge dice che è preferibile procedere all’assegnazione del servizio mediante gara, una ragione ci sarà: ed è quella di non esporre una comunità al rischio dissesto finanziario.

Azienda Speciale dei rifiuti: approvata.

Un Consiglio lunghissimo quello di ieri ma doverosamente lungo. Il comune di Latina si dota, investendo soldi dei cittadini, di un’azienda per la raccolta dei rifiuti: la ABC. Solo per la raccolta. Per il resto (conferimento agli impianti di compostaggio, RIDA ecc..) resta tutto uguale.

La tipologia di azienda si chiama “speciale” ed ha la caratteristica di rispondere alle finalità dettate dal comune attraverso il Consiglio Comunale, di pareggio di bilancio e, nell’eventualità di perdite, sarà il comune a ripianarle. (consulta tutti i documenti)

A mio avviso è un’”avventura” che in questo momento non potevamo permetterci visto il quadro di grave incertezza organizzativa (uffici con dirigenti che rinunciano all’incarico, carenza cronica di personale, avvicendamenti continui di dirigenza, assessore al personale dimissionario…) ed economico-finanziaria (diverse “spade di Damocle” pendono sulla nostra testa: i contenziosi milionari della Latina Ambiente e Metro Latina).

Per creare questa azienda il Consiglio ha approvato un finanziamento di €400mila per garantirci il leasing dei mezzi da gennaio ad aprile 2018 e ci accolleremo un mutuo da €12ML che ripagheremo in 10 anni. Tutto questo si poteva risparmiare affidando il servizio ad una ditta esterna che si faceva carico del rischio d’impresa (che invece ci prendiamo noi senza essere imprenditori) e sulla quale avremmo potuto eventualmente rivalerci con penali qualora non avesse raggiunto gli obiettivi che il comune fissava (così invece paghiamo in prima persona e di tasca nostra tutti i discostamenti dagli obiettivi).

Le Aziende Speciali funzionano bene nelle piccole realtà urbane (paesi come Roccagorga, Pontinia, Busto Arsizio…); in città grandi o si radicano in comuni solidi e virtuosi (Reggio Emilia è un esempio) o fanno molta difficoltà e richiedono contributi comunali per ripianare il bilancio ogni anno di centinaia di migliaia di euro (comuni consorziati della provincia di Pescara, del Trentino…)

I CONTROLLI
I controlli sono un tema importante. Da una recente conversazione che ho avuto con i nostri Revisori dei Conti ho appreso che l’amministrazione è inadempiente rispetto all’attuazione dei controlli sulle partecipate per carenza di personale: figuriamoci per il controllo analogo richiesto sull’Azienda Speciale! La risposta degli uffici alla mia richiesta se fossero riusciti a sopportare il carico di lavoro che il controllo dell’azienda speciale comportava, è stata che la funzione  sarebbe stata gravosa, e senza risorse umane aggiuntive non si poteva garantirla. Attualmente il servizio non è assegnatario di questa funzione. Mi chiedo chi dovrebbe esserlo.

Non sarebbe stato allora più prudente lavorare sodo per organizzare meglio la macchina amministrativa per poi arrivare all’Azienda Speciale con un substrato più solido su cui costruire?

La CORRETTEZZA degli ATTI
Un altro nodo non sciolto (per la rigidità del presidente Colazingari che non mi ha concesso 3 minuti in più quando ad altri ha concesso anche oltre) è la questione della conformità degli atti. Mi rendo conto che ai più possa sembrare un tema poco comprensibile e per nulla interessante, ma come amministratori abbiamo anche questo obbligo: accertare che gli atti siano conformi a quanto la legge stabilisce. La fretta con cui LBC e la giunta hanno chiuso l’iter – voglio ricordare che sono state fatte solo 2 commissioni sull’ABC mentre ben 8, ad esempio, sono state dedicate all’osservatorio sulla ZTL – ha causato diverse irregolarità che si sarebbero potute accertare con un parere di conformità da parte della Segretaria Generale che è come il notaio dell’Ente.
Ebbene, nel Consiglio del 3 agosto LBC ha respinto la proposta di richiesta parere di conformità, gettando così un’ombra sulla conformità degli atti. In questo modo è stata negata la possibilità di avere la certezza che tutto l’iter fosse conforme alla legge.

Chi fa politica non può fidarsi, deve invece continuamente verificare, controllare ed accertare perché quando si agisce per nome e per conto dei cittadini e per di più gestendo i loro soldi, il proprio compito diventa approfondire, controllare, valutare e poi scegliere, come un buon padre di famiglia, usando principi prudenziali che non mettano a rischio la collettività e i suoi beni. 
Un parere di conformità avrebbe messo tutti con le spalle al riparo, in primis la maggioranza. Invece hanno preferito mettere la testa sotto la sabbia, far finta che tutto fosse conforme consentendo alla Segretaria Generale di non esporsi con una validazione dell’iter che evidentemente non era poi così conforme, eccezione sollevata anche dall’ex assessore Costanzo, punto di riferimento iniziale di LBC,  l’unico forse di cui potevano fidarsi. Si è consentito ad una figura esterna di privare tutti di una certezza, quella del parere di conformità, regalandole la possibilità di tirarsi fuori da una responsabilità che evidentemente non voleva prendersi, che non poteva né voleva sostenere.

Per ammissione della maggioranza, tutti i dubbi sollevati dall’opposizione erano gli stessi dei consiglieri di LBC (a proposito, come mai il presidente Di Trento era assente proprio ieri?). Con approfondimenti fatti solo per loro, ed io aggiungo autoreferenziali, i dubbi sono stati sciolti. Un iter evidentemente portato avanti nelle segrete stanze di LBC, non certo alla luce del giorno durante le commissioni. A noi i dubbi sono rimasti tutti.

Quando si parla di partecipazione…

Sempre più nubi nere sull’ABC di Coletta

img_8531Ieri ore 16:00 Commissione Ambiente/Bilancio su Azienda Speciale ABC

Per dichiarazione dell’Assessore all’Ambiente Roberto Lessio, gli uffici del settore ambiente sono al collasso, e noi che facciamo? Un’Azienda Speciale per la raccolta e smaltimento rifiuti che avrebbe dovuto coinvolgere quel servizio al 100%, sin dalla sua progettazione.
Neanche un funzionario dell’ufficio ambiente ha partecipato al gruppo di lavoro che si è occupato del percorso prodromico alla costituzione dell’Azienda Speciale, tutti esterni (scrivono e poi la palla resta a noi): dalla Cooperativa Erica al gruppo di lavoro dell’Università di Napoli Federico II del prof. Lucarelli (costatoci €47mila).

Perché i funzionari del settore ambiente non sono stati coinvolti?
Non erano all’altezza?
Abbiamo degli incompetenti, oppure si temeva che sarebbero stati d’intralcio al progetto?

Di fatto la delibera per la costituzione dell’Azienda che verrà portata in Consiglio non è firmata da NESSUN dirigente del settore ambiente (bensì dalla Segretaria e Direttore Generale che non ha competenze tecniche di tipo ambientale), come neanche la Relazione ex art.34 (che deve spiegare il cambio di indirizzo da servizio appaltato a esterni a servizio svolto da azienda creata all’uopo) riporta NESSUNA firma di dirigente o funzionario competente di ambiente del nostro Comune.

Insomma, il settore ambiente del Comune è al collasso in quanto a personale, quello che c’è non è minimamente coinvolto non si sa perché (l’assessore dice che erano troppo impegnati e non voleva sovraccaricarli…), e noi tiriamo su un’Azienda tra le più grandi del Lazio senza una solidità organizzativa di base e soprattutto senza il coinvolgimento del settore ambiente del comune…
Alla faccia della partecipazione.

Progetto aleatorio, approssimativo e soprattutto non rispettoso delle più semplici procedure che un “buon padre di famiglia” sa di dover usare.

Azzardato è poco.
È da irresponsabili.