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Si al Regolamento delle sale giochi, No a regolamento del Cimitero.

Due notizie, una positiva ed una negativa.

Da oggi il Comune di Latina ha il Regolamento per le sale giochi e giochi leciti per il contrasto e la prevenzione del GAP. La mozione nr.1 di questa consiliatura è stata proprio quella a mia prima firma insieme a quelle dei colleghi del PD e, dopo un iter che è durato 8 mesi, abbiamo approvato un regolamento che, siamo coscienti, costituisce solo un primo passo. Con i miei colleghi della provincia stiamo lavorando alacremente per dotare tutti i comuni della provincia di questo regolamento. Ma stiamo facendo molto di più. La prossima settimana si terrà il Consiglio Provinciale in cui verrà istituita su nostra proposta, la Settimana del Buon Gioco contro le ludopatie da tenersi ogni terza settimana di settembre. In questo modo ogni anno si dedicheranno momenti di approfondimento, studio, convegnistica, eventi pubblici per incentivare al buon gioco, quello sociale contro le modalità isolanti delle cosiddette “macchinette”.
Sono quindi molto felice ed orgogliosa per questo passo in avanti.

Purtroppo questa amministrazione non si è dimostrata altrettanto pronta a comprendere l’urgenza e la serietà della proposta di istituire una Commissione Consiliare Temporanea (Commissione Speciale) per studiare e concludere il percorso di definizione del Regolamento di Polizia Mortuaria in un tempo relativamente breve e che scioglierebbe tanti dei nodi che attualmente “soffocano” i nostri cittadini. Tutti conosciamo i problemi che i cittadini hanno rispetto alla questione cimitero: concessioni di 90 anni che vengono ricontrattate e soggette a rinnovo, spese per il mantenimento, servizi carenti perché non presenti nel contratto di project financing, un regolamento attuale parziale, uno risalente al 1938… Una commissione speciale avrebbe garantito un iter dedicato ad una questione molto intricata e che comporta ricadute economiche sui nostri cittadini.

Hanno detto no perché lo faranno con i metodi tradizionali. Ho chiesto loro: “Visto che la definizione e l’approvazione di questo regolamento non è presente nella vostra programmazione triennale degli obiettivi, quando verrà portata a completamento? Nel 2020 con il prossimo DUP? Quali tempi prevedete di impiegare per questo iter?”
Non hanno risposto. Hanno fatto finta che non avessi proprio formulato la domanda…
Devo dedurre che si prenderanno molto tempo per studiare la questione e che ci vorranno almeno 4 anni.

Mi dispiace.

Bollette del cimitero: perché?

IMG_0143.JPGSo che molti hanno interesse a conoscere l’origine di queste bollette relative alle spese di mantenimento del cimitero che in questi giorni sono arrivate e stanno ancora arrivando nelle cassette postali dei cittadini che hanno una concessione delle sepolture nel cimitero di Latina.

La società Ipogeo dal 2009, sotto l’amministrazione Zaccheo, gestisce il cimitero del Comune di Latina, compresa la manutenzione della parte vecchia e della parte nuova. Per quanto riguarda la parte nuova, con i contratti posti in essere dal 2009 in poi, sono stati stabiliti dei costi che sono stati addebitati al titolare delle sepolture: €15+IVA per sepoltura all’anno.
Dovunque – in Italia e all’Estero – si paga una certa somma che varia dai €10 ai € 30 annui per il mantenimento, la pulizia, le luci votive (non per Latina), la guardiania ecc… oppure, se il Comune gestisce direttamente il cimitero, nella TASI è compreso questo tributo per tutti i cittadini.

Perché i costi di manutenzione arrivano solo ora?
Da quando l’Ipogeo ha preso in mano la gestione del cimitero, a nessun titolare delle sepolture sono mai arrivati i costi da pagare relativi alla manutenzione e pulizia. Perché?
Il problema era che delle oltre 15.000 sepolture non si conoscevano la gran parte dei nomi dei titolari e quindi non si conosceva a chi spedire bollettini per coprire il costo di questo servizio.
Al tempo del commissario Nardone, non possedendo ancora la Ipogeo i nominativi dei titolari delle sepolture, le fu accordato dal Comune un anticipo di €540.000 annui per due annualità (2009/2010, 2010/2011, quelle in bolletta).
Un anticipo che andava poi restituito, anche perché i costi della pulizia e mantenimento andrebbero pagati eventualmente dai titolari delle sepolture, e non da tutti i cittadini – anche quelli che non hanno alcuna sepoltura.

Ma perché la società ipogeo non chiedeva i soldi direttamente ai titolari delle sepolture?
L’Ipogeo lamentava di non avere l’anagrafica di tutti i titolari e quindi di non riuscire a rintracciare i nomi che dovevano poi pagare questo bollettino a copertura dei costi di mantenimento annui.
Per effettuare questa ricognizione anagrafica, la Ipogeo ha svolto un lavoro – estraneo al contratto – per cui il Comune le ha accordato un pagamento di circa €76.000: senza questo lavoro di ricognizione anagrafica la società non poteva inviare i bollettini e coprire le spese del mantenimento.
Al termine di questa ricognizione, ecco pronto l’elenco dei nomi a cui intestare i costi di manutenzione.
Attualmente, però, tutti stanno ricevendo questi bollettini, sia quelli che hanno un contratto stipulato dopo il 2009, sia coloro che hanno un contratto stipulato prima del 2009, sul quale non c’è scritto che si dovesse pagare per questo servizio.

Da qui il dubbio sulla legittimità: è possibile modificare un contratto unilateralmente?
Nella maggior parte dei casi ante 2009, non era neanche stato stipulato un contratto tra il titolare delle sepolture e il Comune… Il dubbio allora è che, non avendo il cartaceo del contratto molti cittadini non sanno se quelle somme erano veramente comprese nella concessione o no.

Ma dov’è il rischio d’impresa?
Ogni società , investendo in una impresa, accetta di farsi carico dei rischi.
La società concessionaria doveva farsi carico del rischio di impresa e non richiedere al comune l’anticipo di questi costi che, ricordo, per due annualità sono stati coperti con soldi da bilancio comunale per un totale di €1.080.000, quindi pagati da tutti i cittadini, anche quelli che non hanno in concessione alcuna sepoltura presso il cimitero di Latina.

Secondo il principio del “farsi carico del rischio d’impresa” la IPOGEO non dovrebbe affatto interpellare il Comune di Latina se vede che i suoi conti non tornano. Cosa che invece ha fatto richiedendo l’anticipo dei costi di manutenzione.
Se voi ci fate caso, infatti il bollettino che è arrivato ha con un conto corrente a nome del Comune di Latina. Questo avviene perché il Comune di Latina deve avere rimborsate le somme anticipate nel 2010 e nel 2011.
Errore: secondo me il Comune non deve ricevere il rimborso dai titolari delle sepolture, bensì dalla società Ipogeo. Purtroppo in un accordo successivo al primo, vengono stabilite e sottoscritte le modalità di riscossione messe in atto in questi giorni.

Altra domanda: per quale motivo è la ipogeo che ci invia queste bollette?
Dal racconto che fanno in Comune, il Comune di Latina non aveva risorse umane sufficienti per poter effettuare questo lavoro di bollettazione e invio dei bollettini – anche perché era la società ipogeo ad avere l’elenco dei nomi degli eredi delle sepolture – ed ha quindi incaricato la IPOGEO pagandola circa €10.000 per il servizio di bollettazione, soldi che ritornano al Comune con l’euro e cinquanta presente in bolletta per la spedizione. (Leggi la determina che affida la bollettazione alla Ipogeo)
Errore: secondo me le funzioni del Comune e della Ipogeo vanno tenute separate e invece hanno sempre risentito di una reciproca ingerenza indebita, sancita da codici e codicilli nelle varie convenzioni e addendum alle convenzioni.

Essendo queste “storture” messe nero su bianco, hanno valore legale e sono pertanto vincolanti. Ecco perché la Ipogeo ha citato il Comune di Latina in giudizio per €14ML per inadempienze contrattuali.
Per questo ho chiesto di portare la questione in Commissione Bilancio per chiarire le posizioni.

Dobbiamo pagare le bollette?
Se non pagate, vengono messe a ruolo e Equitalia, che effettua il recupero crediti per conto del Comune, agisce nei confronti dei morosi. Chi ritiene di non doverle pagare e di essere in possesso delle carte che sostengono questa posizione, può comunque percorrere la strada del ricorso. Sono sicura che le associazioni dei consumatori hanno tutti gli strumenti per consigliare per il meglio.

Per conto nostro, stiamo usando tutti gli strumenti in nostro possesso per obbligare l’Amministrazione a fare chiarezza sulla questione, ma si sa, quando le cose nascono storte, non muoiono dritte.

di questo ringraziamo l’amministrazione Zaccheo. Sentitamente.

 

Cimitero di Borgo Montello, delibere tutte illegittime: questo è un sistema.

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Le irregolarità sulle determine e sull’affidamento dei lavori al cimitero di Borgo Montello, che lo scorso gennaio avevo segnalato alla segreteria generale del Comune di Latina, non soltanto erano fondate, ma evidenziano un contesto in cui l’amministrazione di Giovanni Di Giorgi opera con dolo in perfetta consapevolezza. Torno a denunciare il comportamento del Comune e, stavolta, potrebbero essere chiamate in causa sia la Procura della Corte dei Conti sia la Procura della Repubblica perché si faccia chiarezza e perché si accertino le responsabilità di certi comportamenti lesivi nei confronti dell’Ente.

 

Lo scorso gennaio avevo ipotizzato una sorta di “spacchettamento” – procedura vietata dalla legge – per l’affidamento dei lavori per il cimitero di Borgo Montello. Avevo notato una serie di determine con importi che non necessitano l’indizione di una gara da parte dell’Ente pubblico per commissionare un lavoro, il quale può quindi affidarlo direttamente ad una ditta di fiducia. Una procedura che presentava però una serie di illegittimità, che avevo denunciato alla segreteria generale del Comune di Latina e che oggi trovano conferma nella risposta scritta fornita dall’Ente.

 

Il Segretario Generale nella sua risposta ha infatti confermato i miei dubbi ed ha messo nero su bianco la propria valutazione, scrivendo letteralmente: “L’analisi svolta delinea un quadro di complessa, plurima illegittimità”. 

 

Vengono poi evidenziati, nella risposta del segretario generale, anche tutti gli aspetti che determinano tale condizione. 

Vediamo alcuni esempi. N

ella determinazione n.2556/2012 risulta “del tutto insufficiente la motivazione del ricorso all’affidamento diretto, tanto più che l’affidamento di per sé non postula un’effettiva urgenza”, mentre vengono definiti illegittimi, nel quadro economico, sia la previsione dei compensi, sia l’attribuzione di valore contrattuale alla determina stessa per effetto della sottoscrizione. 

Riguardo alle determine successive, di “rinnovo” dell’affidamento (n.2300/2013; n.423/2014; n.1626/2014), il segretario generale, oltre a diversi altri aspetti, specifica che: è “ingiustificato il frazionamento della durata dell’appalto, posto che trattasi di attività assolutamente ordinarie e, come tali, prevedibili e programmabili” e definisce lo stesso rinnovoillegittimo, perché questo sarebbe stato ammissibile soltanto se previsto negli atti di gara e contabilizzato nell’importo posto a base della stessa”. Ed esplicitamente viene scritto: “trattasi di un frazionamento sistematico, motivato da urgenza non sussistente, in violazione ripetuta della normativa sugli appalti”.

 

Nella nota inviata al segretario, avevo anche sottolineato che il valore complessivo delle determine superava i 40mila euro e che quindi il Comune avrebbe dovuto indire una gara per affidare i lavori, come come aveva fatto la prima volta, nel 2012. Invece aveva continuato a commissionare i lavori a “pacchetti” di tre mesi, senza peraltro rispettare in un caso neanche le tempistiche per la pubblicazione degli atti, ed oggi se ne è capito il perché: nella nota, il segretario generale spiega infatti che gli uffici del Bilancio avevano per ben due volte negato i soldi per i lavori, motivando il diniego sulla base della non pertinenza del capitolo di spesa indicato nell’atto, ed altri aspetti, tra cui il fatto che fosse necessario “uniformare l’atto – come sottolineò il dirigente del Servizio – al quadro normativo in tema di affidamento dei lavori, servizi e forniture”.

 

Il Comune sapeva quindi perfettamente di non essere in regola con la normativa vigente, perché un dirigente, in autotutela dell’Ente, lo aveva chiaramente già detto. 

Perché allora si è continuato la stessa prassi, in consapevole violazione della legge?”. 

Invita il sindaco ad una profonda riflessione politica: “Considerando che quelle determine sono state firmate, nel tempo, da tre dirigenti diversi, e che si viene a configurare un vero e proprio modus operandi di illegittimità diffusa in quasi ogni settore del Comune, soprattutto dove si intrecciano gli interessi economici di molti, il sindaco Giovanni Di Giorgi prenda atto degli errori della sua amministrazione e si faccia da parte. 

 

Così come ha deciso di commissariare l’Urbanistica ponendone a capo un ex prefetto, il sindaco faccia lo stesso anche con gli altri settori, lasci il Comune e faccia commissariare l’Ente”.

La coerenza dello “spacchettamento”

C’è “coerenza” di metodo tra la gestione del verde e quella della gestione da parte del cimitero di Borgo Montello in tema di affidamenti per i lavori di manutenzione. Come era accaduto per la gestione del verde pubblico, a Latina ci troviamo nuovamente di fronte al sistema dello ‘spacchettamento‘, una procedura che la legge vieta e che non favorisce nessuno, se non le ditte che ricevono gli affidamenti diretti per lavori a committenza pubblica.

Lo “spacchettamento” consiste nella redazione di diverse determine, tutte da importi inferiori ai 40mila euro, i cosiddetti “sotto soglia“, in modo che l’ente non sia tenuto ad indire una gara per commissionare i lavori, ma possa procedere per affidamento diretto ad una ditta di fiducia.

Per il cimitero di Borgo Montello, l’unica gara indetta in questa consiliatura risale al 2012 per i lavori da effettuare nell’anno 2013, stimati nel valore di 65mila euro. Poi il Comune ha continuato ad affidare la manutenzione straordinaria del sito, sempre alla stessa ditta, a “pacchetti” di tre mesi. Lo ha fatto per tutto il 2014.

L’aspetto irregolare sta nel fatto che il valore di questi lavori affidati con determine, se sommato, supera i 40mila euro (Iva esclusa) e ci troviamo quindi di fronte ad una irregolarità da parte del Comune, che avrebbe dovuto indire una gara per l’affidamento della manutenzione del camposanto come aveva fatto nel 2012.

imageUn altro problema: il 22 gennaio 2015 viene pubblicata un’altra determina, la 1626 del 2014, riferita all’affidamento dei lavori al cimitero di Borgo Montello per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2015. La pubblicazione avviene dopo 4 mesi, a giochi fatti, quasi un mese dopo che il tempo d’affidamento è persino concluso. Questo significa che la ditta ha lavorato per tre mesi senza contratto, quindi in una posizione di assoluta irregolarità, e che l’Ente dovrà pagarli senza aver impegnato le somme, generando quindi un debito fuori bilancio

Basta prendere in giro i cittadini. Si tratta di una situazione che segnalerò al segretario del Comune e che è materia della Corte dei Conti. Il punto è però che a Latina questa è la prassi. Il mancato rispetto dei tempi è ormai una caratteristica del nostro Comune: giovedì si terrà un consiglio con ordini del giorno e mozioni presentate ad agosto del 2014, ignorando del tutto i fatti – gravissimi – che sono accaduti nel frattempo e che hanno investito l’amministrazione Di Giorgi. Un’amministrazione che, così com’è, non può durare neanche un giorno di più.

IPOGEO vs Comune di Latina: €ML14

imageIl Comune di Latina è stato citato in giudizio dalla Ipogeo, la società che gestice il cimitero comunale, per una cifra esorbitante: quasi €14 milioni. Si tratterebbe, secondo il gestore privato, di spese e costi sostenuti negli anni di cui avrebbe invece dovuto farsi carico l’Ente. Il Comune dovrà presentarsi in aula, per rispondere davanti al giudice delle proprie presunte inadempienze, il 13 aprile 2015.

Insieme al consigliere Marco Fioravante abbiamo denunciato, interrogato, sollecitato l’amministrazione a decidere, ad affrontare il problema, ma l’attesa pare sia il “modus operandi”, il carattere distintivo dell’Amministrazione Di Giorgi.

ATTENDISMO
Le situazioni non vengono mai affrontate al momento giusto.
Nella discussione sul tema dei debiti fuori bilancio durante il consiglio comunale di oggi, ho dovuto puntare il dito contro la scellerata gestione dei conti e degli affari del Comune da parte dell’amministrazione Di Giorgi.
Si rimandano i problemi, si mettono toppe ovunque e solo quando ormai è troppo tardi, si cercano soluzioni. Il risultato è un accumulo di costi a carico della collettività, tale da mandare in default un intero Comune.

I COSTI ESORBITANTI: progetto a metà.
L’elenco dei costi, che ha portato ad un totale di 13.798.244,61 euro (oltre ad un’ordinanza di ingiunzione di pagamento provvisoriamente esecutiva di €1.830.591), è impressionante. Emergono immediatamente gli oneri conseguenti alla mancata approvazione del progetto definitivo, ovvero i permessi che il Comune non rilascia affinché il progetto venga completato, con nuove sepolture ed un nuovo braccio che completa la terza fase del project financing. Solo questa voce è da 2 milioni e mezzo.

FATTURE SCADUTE NON PAGATE
Poi c’è la parte che riguarda le fatture scadute non pagate, in cui sono comprese le operazioni cimiteriali a carico dell’ente (sepolture provvisorie) per circa 90mila euro, ed il canone di mantenimento relativo alla terza, quarta e quinta annualità che ammonta a € 1.605.000.

LA QUESTIONE del MANTENIMENTO
Qui c’è un ulteriore aspetto che va approfondito. Il commissario prefettizio Guido Nardone aveva stabilito che il Comune dovesse anticipare alla società le somme del canone di mantenimento fino all’individuazione degli eredi delle salme che occupano i loculi della parte vecchia, per poter fatturare loro questo costo. Quindi la concessionaria avrebbe dovuto rimborsare il Comune le somme dell’anticipo. Sembra invece che la Ipogeo consideri queste somme, anziché un anticipo come dovrebbe, la compensazione per un costo che non riesce a coprire secondo le modalità stabilite dalla convenzione (rintracciando gli eredi di chi occupa le sepolture).
Perché queste somme anticipate non figurano nel bilancio come crediti?

OBITORIO
È stata conteggiata, poi una serie di costi a causa, secondo la Ipogeo, del mancato rispetto delle disposizioni contrattuali: le attività di supporto al servizio obitoriale, che non erano annoverate nella convenzione, ma che di fatto sono state sostenute dalla società (€ 88.000); le luci votive: si parla di copertura del costo per mancato introito.
Un altro costo sarebbero stati i maggiori oneri sostenuti per diversi orari di apertura rispetto a quelli previsti in convenzione (€ 600.000).

IL COSTO del “NON DECIDERE”
Anche qui il Comune, per aver lasciato in sospeso una questione importante, rischia di far pagare tutti i cittadini: l’Ente ha infatti richiesto orari diversi per il cimitero senza però regolamentarli. Così la Ipogeo ritiene valido il regolamento non approvato nella delibera che approva però la convenzione.

ACCATASTAMENTI e CONCESSIONI
Quattromila euro sono invece richiesti quale costo che la concessionaria avrebbe sostenuto per l’accatastamento dei loculi prima del 2009. E ancora: il mancato introito a seguito dell’impossibilità dei rinnovi delle concessioni (€8.356.000).

IL TOTALE
La somma di tutte le spese ammonta a 13.665.771,16. Poi ci sono gli interessi, che ammontano a € 132.000 473, per un totale di €13.798.244,61. Con questo siamo in pieno default. Probabilmente il giudice non accorderà il totale di quanto richiesto dalla Ipogeo, ma si mette in atto un contenzioso che porterà certamente il Comune a prendere delle decisioni che finora non ha mai avuto il coraggio di prendere.
La questione, come più volte ho denunciato, non è mai stata portata nelle commissioni preposte, Bilancio e Sanità. Ora l’Ente sarà costretto a definire un regolamento cimiteriale perché fino ad oggi la società intende il proprio regolamento come l’unico regolamento cimiteriale, mentre il Comune di Latina ha elaborato un proprio regolamento dei servizi cimiteriali all’interno del quale, ovviamente, sono inseriti articoli che colmano quel vuoto normativo che ha generato la citazione in giudizio.
Mai, ripeto, sono stati oggetto di discussione né nelle commissioni né in consiglio. Ed ancora una volta si bypassano gli organi rappresentativi per eccellenza.

IPOTESI di TRANSAZIONE BONARIA
Esiste un’ipotesi di transazione bonaria pervenuta agli uffici comunali già nel maggio del 2014, ma mai discussa, né mai portata all’attenzione delle commissioni.
Questo è il perfetto esempio di come far lievitare oneri a carico di società o di persone che hanno rapporti economici con il nostro Comune: rimandare, non decidere, è il modo per accumulare pesanti ipoteche per il futuro, per procrastinare decisioni che aumenteranno il proprio peso con il tempo che passa, il proprio carico oneroso nei confronti della collettività.

imageLE RESPONSABILITÀ
Per colpa di chi?
Per colpa di chi, in questi ultimi pochi anni, non ha deciso.
E queste persone hanno nome e cognome: c’è un sindaco, c’è un assessore al settore, anzi due, ci sono diversi dirigenti, un responsabile unico del procedimento, ci sono presidenti di commissione, c’è una maggioranza che ha preferito non discutere, non convocare commissioni con punti all’ordine del giorno da noi ripetutamente richiesti, ripetutamente richiesti.

La maggioranza è rimasta supina, inerte, silenziosa.
E cosa genera questo comportamento?
Cattiva politica e malaffare.
E debiti, debiti, a carico della collettività.

Grazie sindaco e grazie alla maggioranza tutta: se il vostro obiettivo era quello di non mandare in dissesto questo comune nel 2014 ma nel 2015, credo che ci siate riusciti.
Complimenti.

CIMITERO: accordo per il vecchio ma non per il nuovo

Questa mattina è stato firmato un accordo di transazione tra la società Nuova Ipogeo, che gestisce il cimitero comunale, ed il segretario generale del Comune. Si tratta di un accordo tra le due parti che va a sanare, con 2 milioni di euro che il Comune dovrà versare al privato, una serie di questioni negli anni non erano state definite dalla convenzione iniziale e che andavano a costituire un cumulo di piccole spese che, sommate, andavano a pesare sul bilancio generale del Comune e sul Pef della società privata. Un milione sarà preso dalla Cassa depositi e prestiti, mentre la restante parte graverà sul bilancio comunale.

Tutto questo lasciando completamente all’oscuro le Commissioni che si occupano di studiare, vagliare e votare le decisioni più importanti del Comune e che sono composte da tutti i rappresentanti: maggioranza ed opposizione.

“Il lavoro delle commissioni da questa amministrazione viene ormai letteralmente bypassato – sottolinea Nicoletta Zuliani, consigliera comunale del Partito Democratico – Non si tratta però soltanto di un atteggiamento irrispettoso nei confronti di un organo comunale composto dai rappresentanti dei cittadini, ma anche di un comportamento molto discutibile dal punto di vista amministrativo e politico. Non è infatti la prima volta che accade una cosa del genere: sempre più spesso, a causa della scarsa coesione politica della maggioranza, si genera un immobilismo molto difficile da superare. Per mesi le commissioni, quando vengono convocate, parlano di tematiche minori e vengono lasciate le decisioni più importanti e significative per la città alle scelte dirigenziali. La questione andava invece trattata in commissione, se non meglio in una seduta congiunta di Sanità e Bilancio, vista la trasversalità dell’argomento”.
“L’aspetto positivo della firma di oggi è comunque quello di vedere soddisfatta una richiesta, quella di sanare gli incompiuti della convenzione, che noi chiediamo da tempo. Per esempio – spiega Zuliani – per quanto riguarda le utenze di acqua ed energia elettrica nell’accordo bonario si precisano alcuni elementi interessanti: il Comune di Latina non ha adempiuto ai propri obblighi in maniera integrale, in particolare riguardo alla sezione degli impianti mai messi a norma dall’amministrazione, ed alla costruzione di un pozzo e di un nuovo impianto di irrigazione che il gestore è stato costretto ad attivare vista l’inadempienza dell’amministrazione. Costi che il privato ha pagato di tasca propria e che verranno imputati al Comune. Dal documento la concessionaria si fa anche carico, pur non essendo tenuta a questo, di determinare le attività della camera mortuaria e della camera autoptica mai definite dal Comune. Dobbiamo quindi ribadire che l’attendismo di questa amministrazione ed il rimpallo da un dirigente all’altro rispetto alle competenze, hanno generato costi maggiori”.

“Nel lontano luglio 2012 il Segretario Comunale Russo produceva una nota relativa alla proposta di delibera redatta dal RUP Le Donne avente per oggetto l’approvazione del progetto di ampliamento del cimitero – afferma Fioravante -. Dopo due anni e mezzo il progetto non è stato ancora approvato e continuano ad essere utilizzati i loculi provvisori. Questo ritardo nell’approvazione del progetto, da parte del Comune di Latina, ha causato un danno all’impresa appaltatrice dei lavori di ampliamento del cimitero. Quindi, a causa della negligenza della politica locale, l’impresa all’interno di una transazione rinuncia a circa un milione di euro per oneri relativi alla ritardata approvazione del progetto ma richiede comunque un pagamento equivalente a circa due milioni di euro per i lavori non iniziati. Una mancanza, quella da parte del comune di Latina, che andrà a gravare sulle casse dei cittadini e, soprattutto, non presente nelle commissioni preposte a studiare le carte”.

Futilità all’ordine del giorno

“Commissione Sanità, il tema del cimitero attende ancora”

Una proposta sull’adozione dei cani passa in primo piano con una semplice idea, nessun risparmio e nessun atto concreto.

In Commissione Sanità si parlava dell’idea proposta dal consigliere di FdI Maurizio Patarini di elargire incentivi a chi adotta un cane dalla struttura comunale di Latina, cercando di risparmiare su un servizio che costa al Comune circa 100mila euro all’anno. Una proposta per la seconda volta all’ordine del giorno, sulla quale tutta la commissione si è mostrata d’accordo, ma che… non ha portato ad alcun risultato, perché lo stesso capogruppo Fdi ha impedito che vi si arrivasse, riformulando la proposta di Patarini con un’altra tutta diversa: un project financing per il canile di Latina. L’idea è dunque rimasta tale e non soltanto non c’è stato un risparmio per l’amministrazione, ma è costata il prezzo di una commissione riunita inutilmente e lo slittamento di temi fondamentali – come quello del cimitero – rimasti al palo da mesi e che, sì, farebbero risparmiare milioni di euro all’Ente comunale.

“Il tema dell’adozione dei cani è stato affrontato con approssimazione, senza dati concreti, e senza alcun riferimento ad esperienze di altre amministrazioni che hanno già implementato con successo un sistema simile. La cosa più più grave è però che la maggioranza dimostra di non riuscire a comprendere la priorità dei temi ed il loro valore: non merita di governare la seconda città del Lazio.
Le commissioni sono organi vitali del Comune e dovrebbero riunirsi per fornire soluzioni da proporre in Consiglio, non gingillarsi con semplici idee. In particolare la commissione Sanità è importante: il presidente che è stato fino a poco tempo fa in carica non ha avuto il coraggio politico di fare e cambiare le cose che non vanno, restando latitante per quasi un anno. Ora staremo a vedere se con questo nuovo presidente l’antifona sarà diversa”.

“Allo stato attuale, il cimitero è come un rubinetto sempre aperto per le casse comunali – spiega Zuliani, che da tempo segnala la situazione – Neanche un mese fa il Comune ha dato il via libera alla costruzione di 50 nuovi loculi provvisori, quando negli ultimi anni ne sono stati costruiti già 600 dal concessionario, con una spesa di oltre mezzo milione, più 500 euro per ogni salma che si sposta. Un altro mezzo milione costerà al Comune, in termini di risarcimento al concessionario, la mancata approvazione del progetto definitivo del cimitero; ancora un altro mezzo milione all’anno ci costano le tombe senza eredi, quando invece le richieste di cremazione sono in aumento di anno in anno. E a proposito di cremazione, c’è un regolamento varato dalla commissione che mai è stato sottoposto al voto in Consiglio e che quindi è come se fosse carta straccia.

Cosa sta concludendo la maggioranza?
Nulla.
Propone idee che, pur nella loro bontà, restano tali e costano denaro che esce dalle tasche dei cittadini. Per non parlare del regolamento del cimitero: quello attualmente in vigore risale al 1938.
Cosa si aspetta ad aggiornarlo?”.

Cimitero: si sceglie il provvisorio che costa due volte ai cittadini

Nuove spese per la collettività e il problema delle tombe resta sospeso
“Un danno economico per il Comune.
Il Comune ancora una volta trova soluzioni temporanee giustificandole come “urgenti

Siamo di fronte all’ennesimo atto del dramma del cimitero comunale di Latina. Con una nuova determinazione, redatta a marzo ma pubblicata il 22 luglio, l’amministrazione autorizza la costruzione di 50 nuovi loculi provvisori da parte del concessionario Ipogeo, cui seguiranno altre inumazioni, esumazioni e spostamenti di salme con costi a carico dei cittadini. Soluzioni provvisorie ma costi certi ed eterni.
Il riferimento è alla pubblicazione della delibera 447/2014 sulla “Fornitura e allestimento di 50 loculi di tipo provvisorio presso il cimitero urbano” redatta dal Servizio manutenzioni del Comune. Nel testo si legge che si tratta di un intervento urgente, vòlto a garantire un servizio primario alla comunità cittadina, e che sarà effettuato dalla ditta Ipogeo srl, concessionaria del sito, in extra convenzione. Una spesa extra che il Comune considera a tutti gli effetti un “investimento”, con un impegno di spesa di 29.700 euro da inserire nel bilancio 2014. Ognuno dei 50 nuovi loculi provvisori costerà 540 euro, più Iva (10%).

“Fino ad oggi abbiamo costretto il concessionario a costruire 600 sepolture provvisorie (€536.000) dalle quali inumiamo ed esumiamo salme per spostarle una volta ottenuto il posto definitivo. Inumare, esumare e spostare salme costa ogni volta 500 euro, per un totale di 86mila euro. Oggi diamo il via ad una nuova costruzione provvisoria, proseguendo così nella strada delle soluzioni provvisorie con costi permanenti e sempre più alti.

A maggio è pervenuta all’amministrazione la proposta economica da parte della Ipogeo srl relativamente alla modifica del rapporto che lega i due soggetti che risulta, ad oggi, insostenibile economicamente soprattutto da parte dei cittadini che pagano due volte: come privati clienti della Ipogeo e come finanziatori di un’amministrazione che continua a pagare il concessionario per servizi che possono essere evitati. Che fine ha fatto la proposta? Sono passati oltre due mesi e si continua a spendere soldi per soluzioni provvisorie. È scandaloso”.
“Durante una commissione Trasparenza, nel febbraio del 2013 – ricorda invece Fioravante – il segretario comunale aveva affermato che la decisione definitiva di approvazione del progetto di ampliamento era competenza del Consiglio Comunale e non della Giunta. Da febbraio ad oggi non si è mai inserito, nell’ordine del giorno del consiglio, l’approvazione del progetto del cimitero. Proprio per questa mancanza il Comune di Latina sarà costretto a pagare, come minimo, un risarcimento di 459 mila euro. In sostanza, il Comune di Latina non ha adempiuto al suo dovere di approvare il progetto e la società concessionaria Ipogeo chiede i danni per l’impossibilità di iniziare i lavori entro i termini stabiliti nell’accordo”.

Evidentemente l’amministrazione Di Giorgi o è incapace di risolvere questo problema o non lo vuole risolvere. Una situazione sempre più annosa sempre più costosa che carica i cittadini di un onere economico ormai non più sostenibile.

INTERVENTO sui rapporti con la soc.IPOGEO srl (gestione del cimitero)


Sig. Presidente e colleghi consiglieri, nella questione della gestione del cimitero c’è un grande disordine rispetto ai riferimenti normativi.
E il disordine genera discrezionalità e situazioni al limite della legittimità, se non proprio illegittime.
Ne è prova, una per tutte, il recentissimo il ricorso al TAR che il concessionario ha fatto, e che è stato respinto, rispetto ad un credito di somme (€1ML500mila) vantato proprio dal concessionario.

Mi voglio soffemare davvero brevemente, a mo’ di esempio, su questo fatto a riprova della confusione che regna in questo ambito.

Mi faccio una domanda, e me ne faccio diverse in questo intervento.

A chi vanno ascritti gli oneri per la manutenzione delle sepolture?

Questo è solo uno degli elementi, tra i tanti, che prendo per dimostrare quanto poco lineari siano i ragionamenti imposti da una giungla di riferimenti.

Ebbene, qui abbiamo ben due regolamenti cui le parti fanno riferimento: il concessionario fa riferimento l’art.25 del regolamento generale della gestione che però il concedente (noi Comune) non consideriamo. E sapete perché? Perché non è stato formalmente mai approvato. Il Regolamento per la Gestione del Cimitero era sì fisicamente allegato alla convenzione approvata in Consiglio Comunale quasi dieci anni fa, ma in delibera non se ne fa menzione, non risulta, di fatto non esiste.

Beh, già da qui capiamo quanto la vicenda non sia di facile soluzione.

E qui è la politica ad aver fallito. La politica che non è stata attenta. La politica che non è stata avveduta rispetto ad una questione che meritava cura ed oculatezza.

Prima questione: il Regolamento della Gestione c’è o non c’è?
O meglio, quale Regolamento va considerato?
Quale Regolamento sta producendo effetti sulle decisioni e sul bilancio?

Chi deve pagare i costi della manutenzione della parte storica di cui non capiamo bene come fare a reperire i titolari della concessione? Sappiamo tutti di questi €18,50 a sepoltura che moltiplicato 30.000 fa i €540mila annui.

Il concessionario fa riferimento a questo Regolamento fisicamente allegato ma non deliberato: noi (il Comune) facciamo riferimento, pensate… al Regolamento di Polizia Mortuaria del Podestà risalente al 31 dicembre 1938.
Il concessionario dice così con atto del 10 agosto del 2010:
il concedente rimane obbligato a provvedere in ogni caso al versamento in favore della Concessionaria (la Ipogeo) e per ogni della gestione dell’importo corrispondente al mancato introito per contributo alle spese di mantenimento determinato in ragione della irrintracciabilità degli utenti onerati e sulla base del rendiconto annuale predisposto ecc…- e poi continua – e pertanto per ogni annualità e all’esito del rendiconto la Concessionaria emetterà fattura relativa agli importi integrativia carico del Comune il quale dovrà provvedere entro 30 gg.
Invece il regolamento vigente dice:
art.61
quando le tombe si rendessero indecorose o fossero lasciate in condizioni di assoluto abbandono [...] l’Amministrazione ingiungerà agli obbligati l’esecuzione dei lavori entro un congruo termine. Se gli obbligati non ottemperassero agli obblighi nel termine fissato, l’Amministrazione Comunale revocherà le concessioni rientrando in possesso dell’area ed inumando le salme nei campi comuni, senza che i concessionari o gli aventi causa abbiano diritto a compensi o indennità di sorta.

Poi, nel successivo art.62 dice:
quando i concessionari [...] non siano reperibili, alla forma dell’avviso personale verrà sostituita la pubblicazione all’albo pretorio per due domeniche consecutive.

A me questa soluzione sembra assolutamente sensata: se il titolare della concessione non è rintracciabile o in alcun modo reperibile, si fa un avviso pubblico e si rientra in possesso dello spazio.
Perché non lo facciamo?

Con deliberazione del Commissario Prefettizio, la nr.44 del luglio del 2010, è stato accordato al concessionario due anni di tempo per provvedere all’aggiornamento dell’anagrafe dei titolari per fatturare loro l’importo della la manutenzione delle sepolture di cui sono titolari – i famosi €15,00 + IVA = €18,50 a sepoltura -
In questi due anni (2009-2010 e 2010-2011) il Comune ha provveduto al riequilibrio del Piano Economico Finanziario del Concessionario con poco più di €1ML.

Il Concessionario ha provveduto, secondo l’accordo col Comune, all’aggiornamento dell’anagrafe altrimenti non gli avremmo corrisposto gli €87mila concordati a lavoro fatto che risultano pagati.

Ma pare che il lavoro non abbia portato però i risultati auspicati.

La Ipogeo ancora non riesce a venire a capo degli eredi e risulta che continui a chiedere lo stesso importo come se la ricognizione anagrafica, che ripeto risulta pagata e quindi completata, non avesse avuto alcun effetto.

Vorrei ora fare una considerazione sulla modalità di reperimento dei nominativi degli eredi:
Ma secondo voi negli elenchi dell’anagrafe ci sono scritti i rapporti di parentela? A me non risulta.
E quindi, mi chiedo, era efficace?
L’Amministrazione sa che nei certificati di famiglia possono essere certificati conviventi non imparentati, infatti.
Un altro caso: se un parente di un titolare di sepoltura si è trasferito in altro comune e magari è l’erede, c’è traccia di questi nell’anagrafe del nostro Comune? A me non risulta. E quindi, ripeto, un lavoro che non ha portato a risultati certi.
Perché allora è stato commissionato un lavoro che gli uffici sapevano che sarebbe stato incompleto ed inefficace?
E per quelli che sono stati trovati negli elenchi, abbiamo un documento che accerti l’irrintracciabilità?
È stata certificata questa irrintracciabilità? A me non risulta.

Allora, passiamo all’avviso pubblico, espropriamo le sepolture, liberiamole dalle salme, come dice saggiamente il regolamento del ’38, (l’unico vigente, ricordo) rientriamo in possesso delle migliaia, di loculi e reintroduciamoli nel circuito dei loculi disponibili, visto che siamo così a corto di sepolture.

Credo che questa possa essere una soluzione.

E poteva esserlo da tempo.
Perché dobbiamo pagare milioni di € per sepolture che potrebbero essere liberate e messe a disposizione di nuovi titolari?

La situazione che viviamo attualmente è paradossale: ci accolliamo il costo della manutenzione di sepolture di oltre 70 anni di cui non sappiamo chi sono i familiari eredi, paghiamo €87mila per farne cercarne gli eredi con un sistema fallace e alla fine siamo ancora tutti qui con pugno di mosche a dover ancora sborsare denaro pubblico (e si trattra di centinaia di migliaia di €) per pagare la manutenzione di salme imparentate con non sappiamo chi.
Non ha alcun senso, pagare per dei fantasmi che esistono sembra solo per generare movimentazione economica a danno dei cittadini!

Altro punto di grande vulnus.
La Ipogeo richiede €500mila di risarcimento per il ritardo dell’approvazione del progetto definitivo. Non solo. Si legge nel verbale della riunione dello scorso 17 dicembre che vengono richieste dalla Ipogeo altri €500mila per l’apertura forzata del cimitero per l’intera settimana.

Per quanto riguarda l’approvazione del progetto definitivo, vorrei capire: abbiamo veramente bisogno della costruzione di tutte queste nuove sepolture?
Mi spiego.
Di recente ho richiesto all’ufficio anagrafe del comune una ricognizione dei decessi e delle cremazioni. Voi mi direte: perché delle cremazioni? Perché lo spazio ch
e occupa una salma cremata non è esattamente quello delle salme non cremate. 

dati cremazioniTra l’altro le ceneri possono essere disperse, possono essere portate a casa, quindi tutta una serie di soluzioni diverse dalle sepolture costruite che consumano territorio.

Questi dati sono importanti e vediamo perché: sul totale dei decessi dei residenti del Comune di Latina in 10 anni circa 8.700, con una media annua di 870, il dato delle cremazioni influisce moltissimo perché arriva ad essere quai la metà del numero dei decessi ed è in aumento pari a circa l’80% ogni anno. Aggiungiamo a questi, i posti che si libererebbero degli irrintracciabili e capiamo che non siamo certo in una situazione di emergenza sepolture.

Mi chiedo a questo punto se siamo davvero in una situazione di emergenza.

Piuttosto mi porrei il problema di fare un semplice lavoro di pianificazione e capire, con i numeri alla mano, come vanno modificati i termini che ci legano al Concessionario, stante la situazione.

Ma soprattutto il buon padre di famiglia stabilisce delle priorità e mette ordine.
E come dicevo all’inizio qui c’è un grande disordine.

Come in altri casi ho evidenziato, l’amministrazione sembra essere affetta da una sorta di sindrome bipolare: da una parte da’ ragione alla Ipogeo e vuole andare avanti con l’approvazione del progetto definitivo per la costruzione di nuovi loculi e predisponendo atti per il riconoscimento dei crediti, dall’altra ritiene illegittimo il riferimento al Regolamento di Gestione allegato ma non deliberato e istituisce una commissione per redigere un Regolamento di Polizia Mortuaria, che viene completato, viene trasmesso alla Commissione di cui è presidente il consigliere Ialongo ma che non è mai stata convocata con questo punto in discussione.
Questa Bozza di Regolamento contiene soluzioni dirimenti rispetto alle questioni in causa.
Ripeto commissione mai stata convocata.

Non solo.

La medesima commissione ha anche completato l’iter per l’approvazione del Regolamento per la Cremazione.
Mai portato in Consiglio. Anche questo è grave.
Perché non abbiamo ancora regolamentato questa questione?
Perché stiamo aspettando tutto questo tempo?
E poi, perché nella convenzione con il Concessionario abbiamo messo che la costruzione dell’impianto di cremazione deve essere fatta entro il 29simo anno della durata della concessione?
Questo serve! Non altri loculi!
Ripeto, le cremazioni stanno crescendo a livello esponenziale con costi altissimi per la lontanza degli impianti di cremazione.
Perché non vogliamo porre fine ad un’annoso tema amministrativo che guardando ai numeri riporta somme a 7 cifre?
E non possiamo stare zitti quando queste 7 cifre, ovvero milioni di euro sono a carico dei cittadini!!! Quando il project financing, come forma di gestione, doveva esimere il pubblico dall’esborso di denaro!! Lo doveva sollevare dal problema di un lavoro di gestione che non voleva e non aveva le competenze per fare e soprattutto che comportava costi per la collettività.
Dovevamo risparmiare…
Siete in ritardo. State aspettando cosa?
I regolamenti sono pronti.
Perché non vengono portati in commissione?
Si parla di accordo bonario concordato tra le parti visto il pasticcio ingenerato nella precedente consiliatura, e di cui voglio ricordare che la maggioranza è tutta qua.

(Trasparenza dei prezzi e delle modalità di pagamento dei servizi sul sito della Ipogeo srl. mancano i prezzi e le modalità di pagamento sul sito della Ipogeo latina)

Signori della maggioranza, avete un debito serio con i vostri cittadini.
Un debito di chiarezza, un debito di tutela, un debito che non potete rimandare di pagare.

Cimitero: discussione rimandata

In Consiglio non si è discusso della situazione del cimitero. Il Segretario Generale ha comunicato che è in corso una trattativa per arrivare ad un accordo tra Comune e Concessionario (IPOGEO LATINA srl). Il gruppo del Partito Democratico ha immediatamente fatto richiesta di un nuovo Consiglio Comunale per discutere il punto.

La situazione è complessa a causa di scelte, a mio avviso,  sbagliate fatte nel passato. Ne stiamo pagando tutti le conseguenze.

Innanzitutto occorre un riordino del regolamento e una ottimizzazione delle sepolture, espropriando quelle degli eredi irrintracciabili e stimando le reali necessità del Comune, visto il costante aumento del numero della cremazioni.

Il concessionario del cimitero comunale di Latina, la società Ipogeo, ha fatto di recente ricorso al Tar per una somma ritenuta dovuta di circa 1 milione e mezzo di euro. Il ricorso è stato respinto, ma – afferma la consigliera comunale del Partito democratico Nicoletta Zuliani – per l’amministrazione comunale deve restare un campanello d’allarme sulla situazione, non più procrastinabile, di completo disordine normativo in tema di servizi cimiteriali. Proprio su una serie di contraddizioni del regolamento comunale si basava infatti quel ricorso e il disordine genera discrezionalità, nonché situazioni al limite della legittimità, se non addirittura illegittime. Il Comune di Latina basa oggi il suo Regolamento Cimiteriale su una norma risalente al 31 dicembre 1938: il cosiddetto Regolamento di Polizia Mortuaria del Podestà”.

La situazione che si presenta oggi al cimitero comunale di Latina è paradossale: l’ente, e quindi tutti i cittadini, si accolla il costo della manutenzione di sepolture di oltre 70 anni, di cui non sa chi siano i familiari eredi e recentemente ha pagato 87mila euro per cercarli attraverso un sistema fallace, che non ha portato risultati soddisfacenti. “Non ha alcun senso – affonda Zuliani – pagare per sepolture che non non risultano avere alcun erede interessato. Questi ‘fantasmi’ pare che esistano solo per movimentare denaro a carico di tutti i cittadini”.

Evidentemente aveva notato il problema anche il commissario prefettizio Guido Nardone, che con una delibera nel luglio 2010 aveva concesso solo per due anni alla Ipogeo questo contributo, solo per il tempo necessario per aggiornare l’anagrafe dei titolari ai quali inviare la fatturazione per la manutenzione delle sepolture (18,50 euro Iva inclusa a sepoltura, che fa 540mila euro all’anno). Il lavoro è stato fatto e risulta pagato dal Comune con 87mila euro, ma non ha portato i risultati auspicati: la Ipogeo, infatti, ancora avanza al Comune la richiesta dei costi di mantenimento per lo stesso numero di sepolture, come se la ricognizione anagrafica, che ripeto risulta pagata e quindi completata, non avesse avuto alcun effetto. La soluzione a questo paradosso, ora, può essere soltanto quella di eseguire quanto indicato del Regolamento del 1938, l’unico vigente: esporre un avviso pubblico ed espropriare le sepolture di cui non si trovano gli eredi, liberandole dalle salme e facendo rientrare il Comune in possesso dei loculi per reintrodurli nella disponibilità dei defunti di oggi.

Un altro punto di grande vulnus è il risarcimento di 500mila euro chiesto dalla Ipogeo al Comune per il ritardo dell’approvazione del progetto definitivo per la costruzione di nuove sepolture, e di altri 500mila per l’apertura forzata del cimitero per l’intera settimana.

Per quanto riguarda l’approvazione del progetto definitivo, vorrei capire: abbiamo veramente bisogno della costruzione di tutte queste nuove sepolture? A parte il recupero di quelle senza eredi che ammontano a oltre 20.000, ci sono da considerare anche i posti non richiesti da chi, invece del loculo, chiede la cremazione. Su 8.700 decessi negli ultimi 10 anni, infatti, le richieste di cremazione sono state del 40%, ed il numero è in aumento pari a circa l’80% ogni anno. Non ritengo ci sia dunque una situazione di emergenza. Piuttosto mi porrei il problema di fare un semplice lavoro di pianificazione e capire, con i numeri alla mano, come vanno modificati i termini che ci legano al concessionario. L’amministrazione sembra essere però anche in questo caso ‘affetta’ da una sorta di sindrome bipolare: da una parte dà’ ragione alla Ipogeo e vuole andare avanti con l’approvazione del progetto definitivo per la costruzione di nuovi loculi e predisponendo atti per il riconoscimento dei crediti, dall’altra ritiene illegittimo il riferimento al Regolamento di Gestione non deliberato (e quindi come inesistente) ed istituisce una commissione per redigere un Regolamento di Polizia Mortuaria, che viene completato, viene trasmesso alla Commissione di cui è presidente il consigliere Giorgio Ialongo, ma che non è mai stata convocata  con questo punto in discussione. Ora va pagato il debito con i cittadini”.