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Dimensionamento: scuola oggetto.

Leggendo e conoscendo della vicenda del dimensionamento, non posso fare a meno di consigliare a questa amministrazione di usare percorsi più partecipativi e più trasparenti: se si vuole costruire una comunità, occorre lavorare INSIEME, non PER. Quello che la Consulta della Scuola farebbe se venisse attivata. Purtroppo sento lo stesso ritornello che c’era nella precedente consiliatura e vedo anche la stessa reticenza nell’attivare la Consulta: “decisioni che piovono dall’alto, non si è toccato quella scuola perché sono amici del sindaco…”, tutte voci che manifestano che il percorso decisionale NON HA coinvolto le parti interessate e le ha invece considerate come OGGETTI, numeri da spostare un po’ di qua e un po’ di là.
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Le domande che fanno i dirigenti, gli operatori e i genitori di una scuola OGGETTO di dimensionamento sono: perché proprio a noi? Perché ci piove dall’alto questa decisione? Perché l’abbiamo saputo solo all’ultimo? Se la risposta è (come è stata) “questa era l’unica soluzione possibile studiando il flusso degli studenti” è evidente che la scelta è stata completamente arbitraria, unilaterale, senza confronto alcuno con la parte in causa. Appunto, considerando la scuola OGGETTO di dimensionamento invece che SOGGETTO.
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Certo che considerare la scuola un SOGGETTO con le sue complessità, problematiche, varianti, comporta un gran lavoro di strutturazione di percorsi decisionali, di scelta condivisa dei criteri, di nuove regole, di trasparenza… non è uno scherzo.
Il problema è che ad oggi non vedo nulla che possa neanche lontanamente somigliare a tutto ciò.
La comunità scolastica di Latina merita più considerazione.

Dimensionamento: trasparenza e partecipazione ancora tradite

Non è cambiato niente: ogni volta che il Comune avanza una proposta di dimensionamento scolastico lo fa senza coinvolgere nessuno se non una delle parti coinvolte: conseguenze? Salgono inevitabilmente le proteste.

Questa volta due sono le scuole: coinvolte: l’IC della G. Cena/Piazza Dante e l’IC A.Volta.

Per rafforzare l’Istituto Comprensivo Volta che è ridotto a numeri al limite dell’autonomia, gli viene trasferita la competenza del plesso della scuola primaria di Piazza Dante, togliendo a questa un pezzo considerato vitale.

Lo scempio iniziale era stato operato nel 2012 quando alla Volta sono stati attribuiti plessi molto distanti ovvero Giochetto, Pantalonaccio laddove invece il bacino di studenti in uscita dalle elementari arrivava spontaneamente dalla scuola elementare di Piazza Moro-Via Tasso ora però appartenente ad altro IC e ad altro dirigente il quale ha istituito classi di scuola media al proprio interno dirottando le scelte sulla propria scuola media.

E fu sempre il 2012 che venne aggiunto un ulteriore istituto comprensivo, il 12º fatto di tanti piccoli pezzetti sparsi in diversi borghi creando non poche difficoltà dal punto di vista strutturale e amministrativo interno alle scuole e di cui oggi si deve discutere la sostenibilità visto il calo della popolazione scolastica.

Ma la questione a mio avviso più grave emersa in commissione cultura scuola sport altro giorno cui erano presenti una rappresentanza di entrambi gli istituti, è stata la totale inadeguatezza di questa amministrazione nel settore scuola. È iniziata con il problema delle strutture a settembre, ma continua per quanto riguarda la questione della gestione della popolazione scolastica.

Accusavo continuamente la precedente amministrazione di non aver creato un luogo istituzionale in cui far convergere tutti i presidi degli istituti comprensivi per ragionare insieme rispetto alle priorità sia strutturali che di tipo amministrativo e relative al dimensionamento per discuterle in piena trasparenza scegliendo il metodo della partecipazione alle decisioni, ma nulla è stato fatto nella precedente amministrazione e nulla sta facendo questa amministrazione.

Il problema è una totale assenza degli stakeholder a livello di processi decisionali: le scelte vengono prese dall’assessore con qualche preside e poi vengono fatte piovere in testa alle persone, in questo caso le famiglie che si ritrovano una scuola smembrata senza sapere il perché.

Si è anche scoperto in commissione il motivo per cui è stata creata una scuola media all’interno della struttura della di Piazza Dante: l’inagibilità di un intero piano della Giovanni cena che il Comune ancora non mette in sicurezza. Ho trovato molto pesanti ed imbarazzanti le accuse da parte dell’assessora DI MURO nei confronti della scuola di piazza Dante di voler ghettizzare la parte che ricade nell’area della Giovanni cena spostando alcune classi di scuola media all’interno della struttura di piazza Dante, là dove mi sembra palese l’inadempienza del Comune che ha interdetto un intero piano dell’edificio della Giovanni cena precludendone la presenza di classi.

Ho chiesto un accesso agli atti rispetto alla verbalizzazione delle conferenze dei dirigenti scolastici, quel tavolo che all’inizio del mandato l’assessora alla scuola aveva dichiarato di voler avviare: non mi risultano infatti convocazioni rilevanti a questo tavolo composto da tutti i dirigenti per discutere questioni. Ad oggi è evidente che le decisioni vengono prese senza il coinvolgimento di tutte le parti interessate e soprattutto senza un confronto veramente trasparente, cosa che la Consulta della Scuola, istituita all’unanimità dalla precedente amministrazione ma mai attivata neanche dall’amministrazione Coletta, sarebbe in grado di garantire.

Anche su questo fronte siamo ben lontani dalla trasparenza e la partecipazione che questa amministrazione ripete come un mantra senza concretizzarla in fatti.

Cimitero: è silenzio assordante

La questione cimitero non può più aspettare.
La politica deve pronunciarsi.
I cittadini hanno aspettato anche troppo.
Cinque sono le questioni di grosso calibro che pendono nella questione della gestione del cimitero e sulle quali ancora non abbiamo una parola dall’amministrazione:
1 – l’ampliamento: il commissario aveva dato l’ok ma nel frattempo, a forza di aspettare e di studiare, la variante urbanistica per l’ampliamento è scaduta e se vogliamo farla va ora riproposta in consiglio; i vincoli relativi agli espropri sono scaduti e si allontana il completamento dell’opera che nel frattempo si è dotata di loculi provvisori che dovranno diventare definitivi variando la progettazione originaria.
2 – fatturazioni sospese (tutti quei servizi non compresi dalla convenzione ma risultati necessari o configurati come tali) e quindi extra project financing attualmente oggetto di contenzioso e che si configureranno come debiti fuori bilancio per diversi milioni di euro
3 – lavori di manutenzione straordinaria per le quali la concessionaria ha certificato dei costi ma il comune deve controllare sia i lavori che la corrispondenza dei costi
4 – sottoscrizione dei contratti
5 – richiesta di adeguamento alle norme degli uffici della Ipogeo srl interni al cimitero.
La questione che interessa più da vicino i cittadini è quella relativa ai CONTRATTI: se un cittadino ha pagato al comune per una concessione di una sepoltura nel 1997, è tenuto a rinnovare la concessione prima della scadenza? Nessun destinatario di concessione di sepoltura ha in mano un contratto perché il Comune di Latina non ne ha mai rilasciata copia, e molti ignorano se la scadenza delle concessioni è a 99, 60 o 30 anni. L’avviso della Ipogeo a recarsi presso gli uffici per rinnovare i contratti non ha fatto altro che creare ulteriore disorientamento e rabbia nei cittadini.
E’ ora che il comune si pronunci.
Nello spirito di collaborazione e per accelerare le operazioni di “studio” da parte della nuova amministrazione avevo proposto di istituire una Commissione Consiliare ad hoc solo per la questione cimitero per accelerare il percorso conoscitivo e chiuderlo in pochi mesi per avere tutti gli elementi e poi dare un indirizzo: il “niet” dell’amministrazione Coletta che ha voluto fare da sola non ha prodotto che tempi morti e una accresciuta confusione e malcontento da parte dei cittadini.
Perché non si approva il nuovo Regolamento di Polizia Mortuaria (già pronto) visto che quello vigente risale al periodo del Podestà? Solo il Regolamento Comunale può dirimere certe questioni. Perché non viene portato in Commissione?
Perché non si chiarisce quali rinnovi sono legittimi e quali no?
E’ agli atti una richiesta ufficiale urgente di convocazione di Commissione Lavori Pubblici e Bilancio congiunta per conoscere un chiaro indirizzo politico sul caso dei contratti per la concessione delle sepolture.

Costanti smentito da Capirci: SLM sparirà.

Oggi in commissione bilancio abbiamo ascoltato la relazione del liquidatore della Società Logistica Merci di cui il Comune di Latina è detentore principale delle quote. La società non è mai “partita” pur avendo una posizione assolutamente invidiabile di vicinanza con la ferrovia, un hangar e un binario al suo interno, possibilità di cubatura a servizio della sua funzione e edifici con uffici, è una di quelle cattedrali nel deserto di cui le precedenti gestioni devono solo vergognarsi. Oggi, la banca che ha concesso il muto alla società è passata all’esecuzione immobiliare pignorando tutti i beni ipotecati. Un’opzione alternativa che salverebbe i beni dal pignoramento è una istanza di concordato preventivo che congelerebbe la proceduta di pignoramento a fronte però di un deposito di denaro per spese di procedura di circa €100mila, cosa che il Comune non può fare perché la legge impedisce agli Enti Locali di metter soldi in società partecipate in perdita.

Ma la cosa più destabilizzante è che nel DUP dell’Amministrazione Coletta 2017-2019, come illustrato dall’Assessore alle Attività Produttive Costanti in una commissione bilancio, la SLM avrebbe avuto un futuro completamente diverso.

Rivalutare la società logistica merci nel quadro delle risorse logistiche del territorio come opportunità per attuare un modello di trasporto merci integrato collegato alla pianificazione regionale e nazionale del trasporto merci. Nel DUP al punto 5.15.2 è scritto che l’amministrazione avrebbe attivato uno studio sul modello di trasporto integrato in collaborazione con regione Lazio e Università per verificare le potenzialità dell’infrastruttura di Latina scalo, con l’obiettivo di valorizzare il potenziale e di meglio salvaguardare il patrimonio nell’attuale situazioni di liquidazione.”

A tale scopo – si cita sempre nel documento unico di programmazione – è necessario stabilire un tavolo di confronto con gli operatori logistici e con le imprese per comprendere quale ruolo può avere la SLM di Latina Scalo.”

Quasi un rilancio dell’assessore Costanti che però non collima affatto con la direzione presa da Capirci che nel febbraio di quest’anno dà l’incarico all’avv. D’Erme di liquidare definitivamente la società. Altro che tavolo per il rilancio della SLM!!

Sembra che si stia parlando di due SLM diverse: una di Capirci e una di Costanti. Ma la SLM è una sola e il liquidatore oggi ha parlato chiaramente.  Andrà messa a bando e venduta.

Il sogno di Costanti si è infranto. Sarebbe stato meglio non metterlo proprio nel DUP. Mi chiedo quali altri sogni sono stati scritti che prima o poi scopriremo tali.

La provincia che tifa per il Buon Gioco

Fortemente voluta da un piccolo comitato di amministratori PD no slot, così si sono chiamati, e approvata senza batter ciglio all’unanimità da destra, sinistra e civici in Consiglio, la provincia di Latina si è dotata di una settimana ad hoc per contrastare le patologie del gioco d’azzardo. A seguire i Comuni della provincia hanno aderito con proprie delibere: Latina, Formia, Fondi, Lenola, Terracina… L’impresa capitanata da tre donne del PD Nicoletta Zuliani, Civita Paparello e Patrizia Menanno sembra ben riuscita.

schermata-2017-09-25-alle-08-08-58Varie le attività organizzate in occasione della Giornata del Buon Gioco per sensibilizzare al problema, informare, e contrastare attraverso buone prassi: a Minturno il 22 settembre c’è stata la presentazione del libro L’ultimo Azzardo con l’autore Gianni Forte.

Fondi per ben due giorni la Festa del Buon Gioco si è protratta coinvolgendo le scuole del territorio con lettura di testi, tornei sportivi, e nel secondo giorno spazi pubblici aperti e allestiti con vari

fullsizerender-4giochi, dal calcio-balilla agli scacchi, dama, burraco… Al Castello Caetani Carlo Cefaloni, giornalista ed esponente di spicco di SLOTMOB nazionale, ha illustrato i meccanismi perversi che in Italia hanno fatto proliferare il gioco d’azzardo in così poco tempo. Maggioranza, minoranza sindaco ed assessori tutti coinvolti nell’iniziativa.

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A Formia e Gaeta Istituzioni pubbliche insieme alla Consulta diocesana hanno animato una domenica densa di partecipazione ed iniziative con interventi – Antonio Maria Mira caporedattore di Avvenire – giochi, concerti.

A Latina all’interno del Palazzo Comunale, nei giardini si è tenuto un pomeriggio all’insegna del Buon Gioco con moltissimi tavoli di buon gioco e una grandissima partecipazione di bambini. L’esperienza è stata molto apprezzata, molto partecipata dai consiglieri di maggioranza e minoranza uniti nello sforzo per contribuire a diffondere buone prassi di gioco sociale vs il gioco d’azzardo autodistruttivo.

Ecco alcune foto.

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Commissioni in streaming audio = + trasparenza.

Ho inviato una nota a Sindaco, Assessore alla Trasparenza, Presidente del Consiglio di Latina e Segretaria Generale per sollecitare ad una maggiore solerzia e ad una soluzione rapida al problema dell’accessibilità a temi importanti che vengono discussi nelle Commissioni Consiliari. Attualmente, diversamente dalle sedute di Consiglio Comunale, il lavoro delle Commissioni può essere eseguito solo da chi si reca fisicamente nella sala che si trova in cima all’edificio comunale. Diverso sarebbe se le commissioni fossero trasmesse in streaming, anche solo audio, seguite comodamente dal luogo in cui cittadini si trovano magari con il proprio smartphone. Ritengo che il piccolo costo che questo servizio comporterà, sarà ampiamente ripagato e compensato dalla qualità della trasparenza e partecipazione che se ne ricaverebbe.

Un altro punto importante è la mancanza nella home page del Comune di Latina the un link che riporti settimana per settimana quali commissioni si riuniscono e con quali punti all’ordine del giorno. Sfido chiunque a trovare queste informazioni in modo agevole e veloce e farlo più volte alla settimana. Dopo la prima volta si demorde, si lascia perdere. Questo non è esattamente quello che la legge impone alle amministrazioni: pubblicazione ma anche facilità di accesso a tutte le informazioni e a tutti gli atti.

Ecco la mia nota.

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Gommalandia: atto secondo.

schermata-2017-05-04-alle-20-30-25È dal lontano agosto 2012 che mi sto battendo per far ripristinare l’uso pubblico di un bene pubblico che i cittadini (e quindi i legittimi proprietari di quel bene) non possono usare. Purtroppo non ho in potere di fare nulla se non interrogare (leggi la mia interrogazione appena depositata), controllare, sollecitare, proporre, portare in Commissione assessore e dirigente (come ho fatto a novembre 2016)… ma oltre non posso, non è nel potere della minoranza.

Nel lontanissimo 2005 è stata fatta una delibera di giunta (Zaccheo) che assegnava l’area comunale alla società Gommalandia s.a.s. che avrebbe dovuto garantire la manutenzione di un lotto verde adiacente al tendone dei giochi i cui lavori per l’adeguamento a parco pubblico sarebbero stati scomputati dal corrispettivo che la società doveva al comune. Nella delibera di giunta veniva anche stabilito l’orario di apertura e chiusura del parco pubblico ai cittadini. A seguito dei lavori si sarebbe stipulato un contratto/convenzione. A partire dalla data della convenzione si sarebbero calcolati i 19 anni del periodo di assegnazione.

I lavori comprendevano un chiosco bar, bagni anche per disabili, giochi e varie attrezzature ludiche per bambini, panchine ecc…

Come stanno le cose dopo 12 anni dall’assegnazione dell’area?

Il parco non è attrezzato, il chiosco non c’è e neanche i bagni, è recintato e può accedervi solo chi è cliente di Gommalandia. E nel frattempo la società non ha corrisposto un bel nulla al comune, ma ha fatto profitto. La società afferma che l’area verde è ben tenuta e che il Comune ancora non ha fatto il contratto… (dopo 12 anni!!!!).

E io aggiungo che se lo facesse oggi, partirebbe da oggi il calcolo dei 19 anni!!!

LBC e tutti i cittadini di Latina lo sanno. Ma la differenza tra i cittadini e LBC è che LBC sta governando a pieni poteri, mentre i cittadini continuano impotenti a vedere che un  loro bene viene usato da un privato per svolgere la sua attività economica.

Se la situazione non si risolve subito, non mi resta che inviare l’esposto alla Corte dei Conti per danno erariale causa inerzia.

VERSO UNA NUOVA PROROGA ALL’ATRAL

Nonostante siano stati pubblicati gli atti di gara, non avremo un nuovo gestore del servizio pubblico locale a luglio 2017 e l’Amministrazione lo sa. Avremo invece ancora una proroga all’ATRAL, che continua a ringraziare.

Nonostante tutti i documenti per la gara fossero pronti già dal 27 febbraio, a disposizione del sindaco e della giunta, si è atteso un tempo incomprensibile per approvare la delibera di giunta del 4 aprile scorso con la quale l’esecutivo ha deciso di affidare la nuova gestione del servizio attraverso gara pubblica ad evidenza europea. Da quel momento in poi, anche se si volesse, i tempi tecnici non ci sarebbero.

Questo dannoso temporeggiare ha reso di fatto impossibile rientrare nei termini stabiliti dalla legge, che prevedono fasi ben precise e tempi tecnici non modificabili – a meno che l’Amministrazione non intenda derogare alle disposizioni sui procedimenti di gara, ovvero, ritagliarsi le regole a proprio piacimento. Infatti, dalla pubblicazione del bando di gara, alla quale dobbiamo aggiungere il tempo per la ricezione delle buste cui segue il lavoro della commissione aggiudicatrice che individua il vincitore della gara, dobbiamo aggiungere poi non meno di due mesi prima della stipula del contratto, non un giorno di più, non un giorno di meno.

Non basta dire che sono stati pubblicati gli atti di gara. L’Amministrazione Coletta deve dire chi sarà il gestore dei trasporti a Lugliosarà interessante leggere il Piano Economico di Gestione del servizio trasporti nel quale si esplicitano obiettivi e tempi di realizzazione, documento che aspettiamo di leggere in Commissione.

Perché non ammettere chiaramente e pubblicamente che si dovrà prorogare  ancora all’ATRAL? Certo poi si dovrà motivare anche il perché, visto che sarà già la seconda proroga all’ATRAL  dell’era Coletta.

… e le proroghe non vanno tanto d’accordo con la legge.

Amministratori PD no-slot prov. Latina: i primi risultati

img_7325Il lavoro del comitato degli Amministratori PD no-slot comincia a dare i suoi primi risultati: a seguito di una richiesta di dati inerenti la presenza di macchinette slot e VLT nel Comune di Fondi da parte della consigliera dem  di Fondi, Maria Civita Paparello, si scatena una miriade di controlli in tutte le sale gioco e slot del territorio da parte dei Vigili urbani che, congiuntamente ai carabinieri, hanno potuto accertare la presenza di minori e numerose irregolarità documentali da parte dei gestori.

img_7314“Al di là dei colori e delle appartenenze politiche, si ha la responsabilità di intervenire per regolamentare e limitare il gioco d’azzardo sia pure  legalizzato, che ha creato una vera e propria patologia da dipendenza.” – così dichiara la Paparello a seguito della totale disponibilità dell’amministrazione di Fondi ad andare nella direzione della lotta al Gioco d’Azzardo Patologico.

“A Fondi  – continua la Paparello – sono circa settanta tra bar, tabaccherie, agenzie di scommesse  gli esercizi dove è possibile giocare d’azzardo e non è ancora stato approvato un regolamento, ma la sollecitudine con cui si è iniziato un percorso condiviso di monitoraggio e controllo lascia ben sperare che in breve si giunga ad approvare all’unanimità un documento che disciplini il settore.”

IMG_7041Il Comitato degli Amministratori Dem no-slot è nato solo un mese fa ma sta lavorando sodo con i suoi oltre 60 amministratori per colmere il vuoto normativo e dettare norme chiare a livello di orari e distanze. Così la presidente del comitato amministratori PD no-slot, consigliera dem di Latina Nicoletta Zuliani: “Svilupperemo il nostro lavoro a vari livelli: a livello di legislazione nazionale, ANCI, ASL, Regione, attraverso la prevenzione nelle scuole, nelle famiglie… perché gli interventi amministrativi possano essere realmente efficaci”. La  Zuliani aggiunge: “Latina, Sermoneta, Fondi, Minturno, Maenza, Roccagorga… ci stiamo mobilitando in tutti i comuni dove siamo presenti e presto presenteremo alla presidente della Provincia Eleonora Della Penna proposte concrete per contrastare il fenomeno anche coinvolgendo l’Amministrazione Provinciale: è una lotta che deve coinvolgere tutti i livelli politico-amministrativi perché è a rischio la coesione sociale di un intero territorio e sappiamo bene chi ne trae vantaggio.” Infatti è proprio la malavita che trae una fetta di guadagno cospicua dall’investimento nel settore dei giochi leciti, sia obbligando i gestori a installare macchinette di loro proprietà che alimentando il giro di usura che gravita inevitabilmente intorno ai locali in cui si esercitano dette attività: secondo le ultime relazioni della DIA i casalesi detengono circa l’80% del settore.

Rifiuti: contro ogni regola, ecco le proroghe…

LA NON SCELTA
Ancora un vuoto decisionale caratterizza il Comune di Latina: Coletta, come Di Giorgi, proroga.
All’amministrazione DI GIORGI abbiamo imputato la responsabilità di non aver scelto ed alla fine, con un atto che è costato caro al vecchio sindaco, il 12 maggio 2015 il Consiglio ha votato per la esternalizzazione  del servizio cui poi è seguita la caduta dell’amministrazione ed il Commissariamento del comune di Latina.

L’ANAC BACCHETTA CHI PROROGA

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L’ispezione che ha interessato la Latina Ambiente per un periodo che va dal 2013 al 2016 compreso il periodo commissariale, ha rilevato “ che non è stata attivata per tempo alcuna procedura volta alla soluzione dei problemi della LATINA AMBIENTE e/o alla scelta di un nuovo esecutore del servizio o del socio privato della società. Con la proroga, infatti, si è proceduto ad affidare per ulteriori 18 mesi la gestione dei servizi ambientali in via diretta senza il rispetto delle necessarie procedure ad evidenza pubblica, alla scadenza di una convenzione della durata di ben 18 anni.” Pur riconoscendo le oggettive difficoltà in cui si è venuto a trovare il commissario straordinario, la relazione imputa anche al lui gravi responsabilità. Tanto più si può dire di Coletta e la sua amministrazione che si è insediata con una gara in corso e che si è preso la responsabilità di sospenderlo per prorogare l’esercizio provvisorio di una società che in qualche modo ha contribuito a far fallire.

Allora mi chiedo: per quale motivo l’amministrazione Coletta non fa ricorso all’ANAC per sapere se è corretto e legittimo permettere una ulteriore proroga ad una società fallita in esercizio provvisorio già da cinque mesi? Forse perché sa già che l’ANAC bacchetta chi proroga?

ATTI DI INDIRIZZO CONTRASTANTI
Oggi ci troviamo di fronte ad una sostanziale sovrapposizione di atti di indirizzo che sussistono contemporaneamente: qual’è quello valido ed efficace?
L’Amministrazione Coletta faccia chiarezza!
Il 12 maggio 2015 viene dato un chiaro indirizzo dall’ente nella direzione della esternalizzazione della raccolta e gestione rifiuti: DCC nr.24/2015, tanto che il commissario BARBATO dà seguito a questo atto e predispone il bando di gara.
Con l’insediamento di COLETTA il bando viene sospeso – con nota inviata dal sindaco alla dirigente del servizio ambiente – in attesa di un parere ANAC che neanche sappiamo se mai arriverà in tempo utile per darci la certezza che quel bando fosse davvero fatto male.
Intanto l’amministrazione sovrappone all’indirizzo del maggio 2015 una delibera di consiglio comunale, quella dell’11 novembre 2016, dove (cito dalla delibera)“si rileva che l’attuale bando non corrisponde agli obiettivi programmatici di questa amministrazione sulla gestione dei rifiuti, la loro raccolta e riciclaggio, [quindi] l’ipotesi più idonea è senza dubbio la gestione in-house.

Rimaniamo nel campo delle idee e delle opinioni, non degli atti chiari, tanto che nello stesso documento viene rimandato a tempi successivi il Piano Industriale e la relazione ex articolo 34 (documento che deve motivare il cambio di indirizzo che evidentemente ancora non è efficace). Quindi questa delibera non delibera un bel niente.

Il 24 marzo 2017 (dopo la bacchettata dell’ANAC) con la delibera di giunta nr.97/2017 la Giunta propone di deliberare in consiglio comunale un’altra forma di gestione del servizio rifiuti: l’Azienda Speciale, senza citare la revoca o l’annullamento delle precedenti due delibere di consiglio.
Ricapitolando, oggi abbiamo tre atti: due di questi confusi e pasticciati e che dicono tre cose diverse: il primo l’esternalizzazione (affidamento a società esterna); il secondo la municipalizzata (l’ente gestisce il servizio); il terzo l’Azienda Speciale (l’ente costituisce un’azienda per perseguire uno scopo).
In tutto questo il bando di gara è ancora in piedi.

LATINA AMBIENTE REDIVIVA
schermata-2017-04-06-alle-19-27-22La società per cui l’Amministrazione Coletta – come quella Di Giorgi – non ha voluto certificare la situazione debito-creditoria, oggi è ancora attiva pur essendo fallita dal 7 dicembre 2016. Oggi opera in modalità di esercizio provvisorio con proroga da gennaio fino al 31 marzo, e dal 1 Aprile con proroga fino al 30 giugno.
Ancora proroghe.
La società sta producendo utili (€110mila al mese) da quasi un anno e l’amministrazione Coletta, che ha contribuito a decretarne la morte formale con il fallimento, continua a beneficiarne anche se morta, perché la società continua a raccogliere i rifiuti e li gestisce ancora per noi, fa corsi di formazione e collabora con le scuole per la differenziata.
Secondo l’assessore all’ambiente Lessio ci vuole un’altra proroga, nel frattempo che l’amministrazione cerca di studiare come e in che forma gestire i rifiuti.
Intanto, se avessimo dato corso alla gara a quest’ora avremmo da tempo una nuova società già attiva, con mezzi nuovi, un sistema nuovo, e il comune avrebbe dovuto solo occuparsi di controllare (non di gestire), con notevoli risparmi sulle bollette. Ricordiamolo: più scegliamo di andare avanti a colpi di proroghe con il vecchio sistema, più saremo costretti a continuare a conferire a RIDA con i costi impossibili che ci impone sull’indifferenziata.
In questo l’amministrazione Coletta si sta prendendo la responsabilità di un costo erariale che poteva risparmiare a tutti i cittadini (sarà la Procura della Corte dei Conti a stabilire se ci sarà danno o meno per l’Ente). Si poteva completare la gara, e invece ancora proroghe

Il sogno dell’AZIENDA SPECIALE
L’ultimo sogno di Coletta è un’Azienda Speciale. Nel frattempo ne abbiamo visti altri di sogni che ci hanno fatto perdere tempo prezioso: l’ATO dei trasporti, per esempio, che ci è costato ulteriori proroghe all’ATRAL; l’in-house (l’ipotesi municipalizzata), miseramente affondata con la legge Madia; la partecipazione al consorzio Formia Rifiuti Zero.
Ora abbiamo l’Azienda Speciale che presenta però delle criticità.
Quanto ci costerà una azienda speciale per i rifiuti? Quanto investiamo per i mezzi? Quanto per le spese di personale? Il personale avrà un contratto disciplinato dal Codice dei Contratti Pubblici: quanto ci costerà? Ci sarà bisogno di fare trattative con i sindacati: quanto tempo occorrerà? Quali saranno le modalità operative della raccolta dei rifiuti? Dove verranno allocati i materiali prima del conferimento per le varie destinazioni finali? Come verranno calcolate le bollette? Si farà la tariffa puntuale? Come vengono gestite le varie zone di raccolta della nostra variegata città? (Marina, borghi, alta densità, centro…)
Il piano è un piano complesso che richiederà minimo 9 mesi di tempo per essere definito.
Nel frattempo, chi raccoglie l’immondizia se Latina Ambiente chiude i conti?

Il personale dell’Azienda Speciale.
Una ulteriore criticità si presenta in ordine di gestione del personale.
Un Decreto Legislativo, infatti, il nr.24 del 2012 stabilisce che dal 2013 le aziende speciali sono soggette a patto di stabilità interno, sono soggette al rispetto della disciplina del Codice dei Contratti pubblici nonché delle disposizioni che stabiliscono, a carico degli enti locali, il divieto o la limitazione alle assunzioni di personale. Sono escluse solamente quelle aziende speciali che si gestiscono servizi socio-assistenziali, educativi, culturali e farmacie.
E non è certo il nostro caso. Come verranno configurati 150 lavoratori, o forse più, all’interno di questo quadro normativo?

Due cose andavano fatte appena insediati: il bando dei trasporti e quello dei rifiuti. Ed è quello che il PD ha più volte affermato sin dall’inizio di questa consiliatura.
Per i trasporti forse capiremo cosa succederà per la fine dell’anno.
Per i rifiuti vedo solo una grande confusione, e a rimetterci sono ancora i cittadini costretti ad aspettare e a pagare.