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Perdere i finanziamenti non è una maledizione: è incapacità.

schermata-2017-06-24-alle-16-40-09Siamo alle solite. Sembra una maledizione. Altri soldi da restituire perché il Comune non è stato capace di utilizzarli. Questa volta però è per responsabilità dell’Amministrazione Coletta.

Sull’albo pretorio è apparsa una determina, la 2886/2017 per la restituzione di somme non utilizzate. La somma è ingente: circa €300mila (per l’esattezza €199.515 per spese in conto corrente e €89.678 per spese in conto capitale) messi a bando nel 2011-2012 dalla provincia destinati alla riduzione, recupero e raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Avete capito bene: dobbiamo ridare €300mila perché non li abbiamo utilizzati come da progetto per la raccolta differenziata.

A dir la verità la posta era praticamente il doppio.

Funziona così: il finanziamento è di circa €600mila, il 50% viene erogato subito ed entra nella cassa del comune, il secondo 50% viene erogato con la rendicontazione della spesa. Ebbene, abbiamo perso il primo 50% e quindi anche  l’altro.

schermata-2017-06-24-alle-16-42-24Possibile che in quest’anno di Amministrazione l’Assessore Lessio abbia snobbato questa somma che ora dobbiamo rimandare indietro? Perché non si è attivato per utilizzare quella somma? Ma la notizia (funesta) non finisce qui. Nel periodo commissariale il Comune di Latina ha risposto ad un ulteriore bando sempre per lo stesso obiettivo, ma stavolta la somma è molto più alta: circa €1ML. Che fine farà questo finanziamento è tutto ancora da capire.

E non sono noccioline: i servizi e i beni che avremmo pagato con quei €600mila dovranno essere pagati dai cittadini nelle bollette dei rifiuti!!! Invece di alleggerire il PEF e di conseguenza le bollette, perdendo questo finanziamento le andiamo ad appesantire!!

Non credo che l’Assessore Lessio abbia messo questo risultato nella sua relazione annuale.

Rifiuti: contro ogni regola, ecco le proroghe…

LA NON SCELTA
Ancora un vuoto decisionale caratterizza il Comune di Latina: Coletta, come Di Giorgi, proroga.
All’amministrazione DI GIORGI abbiamo imputato la responsabilità di non aver scelto ed alla fine, con un atto che è costato caro al vecchio sindaco, il 12 maggio 2015 il Consiglio ha votato per la esternalizzazione  del servizio cui poi è seguita la caduta dell’amministrazione ed il Commissariamento del comune di Latina.

L’ANAC BACCHETTA CHI PROROGA

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L’ispezione che ha interessato la Latina Ambiente per un periodo che va dal 2013 al 2016 compreso il periodo commissariale, ha rilevato “ che non è stata attivata per tempo alcuna procedura volta alla soluzione dei problemi della LATINA AMBIENTE e/o alla scelta di un nuovo esecutore del servizio o del socio privato della società. Con la proroga, infatti, si è proceduto ad affidare per ulteriori 18 mesi la gestione dei servizi ambientali in via diretta senza il rispetto delle necessarie procedure ad evidenza pubblica, alla scadenza di una convenzione della durata di ben 18 anni.” Pur riconoscendo le oggettive difficoltà in cui si è venuto a trovare il commissario straordinario, la relazione imputa anche al lui gravi responsabilità. Tanto più si può dire di Coletta e la sua amministrazione che si è insediata con una gara in corso e che si è preso la responsabilità di sospenderlo per prorogare l’esercizio provvisorio di una società che in qualche modo ha contribuito a far fallire.

Allora mi chiedo: per quale motivo l’amministrazione Coletta non fa ricorso all’ANAC per sapere se è corretto e legittimo permettere una ulteriore proroga ad una società fallita in esercizio provvisorio già da cinque mesi? Forse perché sa già che l’ANAC bacchetta chi proroga?

ATTI DI INDIRIZZO CONTRASTANTI
Oggi ci troviamo di fronte ad una sostanziale sovrapposizione di atti di indirizzo che sussistono contemporaneamente: qual’è quello valido ed efficace?
L’Amministrazione Coletta faccia chiarezza!
Il 12 maggio 2015 viene dato un chiaro indirizzo dall’ente nella direzione della esternalizzazione della raccolta e gestione rifiuti: DCC nr.24/2015, tanto che il commissario BARBATO dà seguito a questo atto e predispone il bando di gara.
Con l’insediamento di COLETTA il bando viene sospeso – con nota inviata dal sindaco alla dirigente del servizio ambiente – in attesa di un parere ANAC che neanche sappiamo se mai arriverà in tempo utile per darci la certezza che quel bando fosse davvero fatto male.
Intanto l’amministrazione sovrappone all’indirizzo del maggio 2015 una delibera di consiglio comunale, quella dell’11 novembre 2016, dove (cito dalla delibera)“si rileva che l’attuale bando non corrisponde agli obiettivi programmatici di questa amministrazione sulla gestione dei rifiuti, la loro raccolta e riciclaggio, [quindi] l’ipotesi più idonea è senza dubbio la gestione in-house.

Rimaniamo nel campo delle idee e delle opinioni, non degli atti chiari, tanto che nello stesso documento viene rimandato a tempi successivi il Piano Industriale e la relazione ex articolo 34 (documento che deve motivare il cambio di indirizzo che evidentemente ancora non è efficace). Quindi questa delibera non delibera un bel niente.

Il 24 marzo 2017 (dopo la bacchettata dell’ANAC) con la delibera di giunta nr.97/2017 la Giunta propone di deliberare in consiglio comunale un’altra forma di gestione del servizio rifiuti: l’Azienda Speciale, senza citare la revoca o l’annullamento delle precedenti due delibere di consiglio.
Ricapitolando, oggi abbiamo tre atti: due di questi confusi e pasticciati e che dicono tre cose diverse: il primo l’esternalizzazione (affidamento a società esterna); il secondo la municipalizzata (l’ente gestisce il servizio); il terzo l’Azienda Speciale (l’ente costituisce un’azienda per perseguire uno scopo).
In tutto questo il bando di gara è ancora in piedi.

LATINA AMBIENTE REDIVIVA
schermata-2017-04-06-alle-19-27-22La società per cui l’Amministrazione Coletta – come quella Di Giorgi – non ha voluto certificare la situazione debito-creditoria, oggi è ancora attiva pur essendo fallita dal 7 dicembre 2016. Oggi opera in modalità di esercizio provvisorio con proroga da gennaio fino al 31 marzo, e dal 1 Aprile con proroga fino al 30 giugno.
Ancora proroghe.
La società sta producendo utili (€110mila al mese) da quasi un anno e l’amministrazione Coletta, che ha contribuito a decretarne la morte formale con il fallimento, continua a beneficiarne anche se morta, perché la società continua a raccogliere i rifiuti e li gestisce ancora per noi, fa corsi di formazione e collabora con le scuole per la differenziata.
Secondo l’assessore all’ambiente Lessio ci vuole un’altra proroga, nel frattempo che l’amministrazione cerca di studiare come e in che forma gestire i rifiuti.
Intanto, se avessimo dato corso alla gara a quest’ora avremmo da tempo una nuova società già attiva, con mezzi nuovi, un sistema nuovo, e il comune avrebbe dovuto solo occuparsi di controllare (non di gestire), con notevoli risparmi sulle bollette. Ricordiamolo: più scegliamo di andare avanti a colpi di proroghe con il vecchio sistema, più saremo costretti a continuare a conferire a RIDA con i costi impossibili che ci impone sull’indifferenziata.
In questo l’amministrazione Coletta si sta prendendo la responsabilità di un costo erariale che poteva risparmiare a tutti i cittadini (sarà la Procura della Corte dei Conti a stabilire se ci sarà danno o meno per l’Ente). Si poteva completare la gara, e invece ancora proroghe

Il sogno dell’AZIENDA SPECIALE
L’ultimo sogno di Coletta è un’Azienda Speciale. Nel frattempo ne abbiamo visti altri di sogni che ci hanno fatto perdere tempo prezioso: l’ATO dei trasporti, per esempio, che ci è costato ulteriori proroghe all’ATRAL; l’in-house (l’ipotesi municipalizzata), miseramente affondata con la legge Madia; la partecipazione al consorzio Formia Rifiuti Zero.
Ora abbiamo l’Azienda Speciale che presenta però delle criticità.
Quanto ci costerà una azienda speciale per i rifiuti? Quanto investiamo per i mezzi? Quanto per le spese di personale? Il personale avrà un contratto disciplinato dal Codice dei Contratti Pubblici: quanto ci costerà? Ci sarà bisogno di fare trattative con i sindacati: quanto tempo occorrerà? Quali saranno le modalità operative della raccolta dei rifiuti? Dove verranno allocati i materiali prima del conferimento per le varie destinazioni finali? Come verranno calcolate le bollette? Si farà la tariffa puntuale? Come vengono gestite le varie zone di raccolta della nostra variegata città? (Marina, borghi, alta densità, centro…)
Il piano è un piano complesso che richiederà minimo 9 mesi di tempo per essere definito.
Nel frattempo, chi raccoglie l’immondizia se Latina Ambiente chiude i conti?

Il personale dell’Azienda Speciale.
Una ulteriore criticità si presenta in ordine di gestione del personale.
Un Decreto Legislativo, infatti, il nr.24 del 2012 stabilisce che dal 2013 le aziende speciali sono soggette a patto di stabilità interno, sono soggette al rispetto della disciplina del Codice dei Contratti pubblici nonché delle disposizioni che stabiliscono, a carico degli enti locali, il divieto o la limitazione alle assunzioni di personale. Sono escluse solamente quelle aziende speciali che si gestiscono servizi socio-assistenziali, educativi, culturali e farmacie.
E non è certo il nostro caso. Come verranno configurati 150 lavoratori, o forse più, all’interno di questo quadro normativo?

Due cose andavano fatte appena insediati: il bando dei trasporti e quello dei rifiuti. Ed è quello che il PD ha più volte affermato sin dall’inizio di questa consiliatura.
Per i trasporti forse capiremo cosa succederà per la fine dell’anno.
Per i rifiuti vedo solo una grande confusione, e a rimetterci sono ancora i cittadini costretti ad aspettare e a pagare.

Biogas, Latina ambiente fallita e lo spettro dei rifiuti non raccolti.

Mercoledì 14 dicembre
pomeriggio

Commissione Ambiente.
L’assessore Roberto LESSIO ha relazionato in merito al fallimento della Latina Ambiente. Io penso che riguardo questo tema l’amministrazione stia prendendo una strada completamente sbagliata e alla fine ci porterà a sbattere.

Hanno detto di voler fare una società interna al Comune (in-house) nonostante le pessime condizioni organizzative e di personale dell’ente.
Nel frattempo rimanevano pendenti le sorti della nostra società partecipata della quale deteniamo il 51% delle azioni, ne siamo quindi i soci di maggioranza. A seguito di vicende che affondano le radici nel passato – ma che vanno gestite ancora oggi – la società vantava nei nostri confronti una serie di crediti e presentava anche una serie di debiti. Per verificare quanto dovevamo come comune nel 2013 è stato costituito un tavolo di tecnici del Comune di Latina che dovevano appurare lo stato dei crediti e dei debiti. Il lavoro svolto da tre dirigenti ed un funzionario era di tutto rispetto ed era arrivato ad una conclusione per la quale il Comune di Latina aveva un debito di circa 10 milioni nei confronti della LATINA AMBIENTE. Ebbene, l’assessore e l’amministrazione del sindaco Coletta non ha nemmeno ascoltato questi dirigenti e tecnici del Comune che avevano redatto questo lavoro ignorando completamente ciò che era stato fatto e le conclusioni.
La società da qualche giorno è stata dichiarata fallita ed io sono convinta che questa mancata certificazione dei crediti/debiti sia stata determinante a far decidere il tribunale a dichiarare fallita la società.
In queste condizioni il quadro normativo attuale non consente ai comuni che hanno avuto una società partecipata fallita, di costituirne una nuova per almeno cinque anni (se hai fatto fallire una tua società, come puoi pensare di essere in grado di farne una nuova?)
Nel frattempo abbiamo in corso una gara per l’affidamento esterno che al momento è sospesa perché non ha i requisiti che il sindaco e LBC vogliono ma che non può essere bloccata per volontà politica: è un atto gestionale, non politico!
Ci troviamo quindi nella condizione di

  • aver sospeso un bando pubblico (fatto dal prefetto BARBATO) al momento dell’apertura delle buste con rischio di contenziosi da parte delle ditte che hanno risposto
  • aver iniziato un percorso per la costituzione di una in-house con una legge che non ce lo consente (la Madia)
  • abbiamo portato la società Latina Ambiente al fallimento perché non abbiamo certificato quanto dovevamo (ora decideranno i giudici il quantum che noi dobbiamo alla società che probabilmente sarà molto più alto di quanto potevamo certificare)
  • ora i rifiuti vengono raccolti da una società fallita per la quale c’è un limite di operatività (30 giugno 2017);

se non costituiamo la nuova società per il 30 giugno o non terminiamo la gara affidando il servizio al vincitore della gara, non avremo chi ci raccoglie i rifiuti d’estate.

Centrale biogas a borgo Montello
Per completare il quadro della questione rifiuti, l’Assessore Lessio non si è presentato ad una importantissima conferenza dei servizi convocata dalla Provincia per la costruzione di un impianto biogas da 2,6 MWth nella discarica di Borgo Montello: la mancata partecipazione ha significato assenso alla costruzione di questa biogas.

Con Enrico Forte abbiamo presentato una interrogazione per conoscere i motivi della mancata partecipazione del Comune di Latina a questa importante riunione. Ma non avevamo deliberato in Consiglio Comunale che non si sarebbero dovuti fare ulteriori impianti in quel sito? Non avevamo deliberato tutti insieme che la discarica doveva essere chiusa?

Ebbene, in questo modo è stata favorita la costruzione di un impianto biogas a borgo Montello che non sappiamo a cosa altro porterà.

Consiglio Comunale 11 nov. 2016 (rifiuti)

Nel Consiglio di oggi (qui un resoconto molto dettagliato dei vari interventi eiportato dalla giornalista Rita Cammarone) c’è stata l’occasione di chiedere con più forza quanto avevo già chiesto nelle Commissioni Bilancio e Ambiente ma che non aveva avuto risposta: una maggiore chiarezza rispetto alle questione dei debiti e dei crediti nei confronti della Latina Ambiente. Ecco il mio intervento. Le motivazioni che inducono a chiedere una maggiore chiarezza sono state scritte in un Ordine del Giorno sottoscritto dal PD, Marchiella, Celentano e Calandrini (leggi la nostra proposta) che ha avuto esito negativo perché LBC ha votato contro. Nel suo intervento l’assessore al bilancio Giulio Capirci ha dichiarato che i conti sono tutti chiari, non c’è pericolo che fallendo la società il Comune debba pagare alcun debito, e non è neanche detto che la legge Madia impedisca che si possa, come Comune di società partecipata fallita, aderire ad un consorzio (Formia Rifiuti Zero) o fare una municipalizzata. Devo quindi desumere che quanto detto dai revisori dei conti fino ad oggi siano stati allora un mucchio di errori. (Ho riportato nel testo dell’OdG le loro parole) Vedremo. Un Ordine del Giorno più fortunato è stato quello che abbiamo presentato per scongiurare l’utilizzo della discarica di Borgo Montello (leggi): dopo aver riconosciuto che andavamo nella stessa direzione, il voto di questo OdG è stato unanime.

Gara rifiuti: che fine ha fatto il parere all’ANAC?

IMG_4843Se il bando di gara è stato “sospeso” per attendere il parere dell’ANAC e la richiesta di parere non è stata inviata, c’è qualcosa che non quadra.

Ecco il testo dell’interrogazione posta al Sindaco e all’Assessore Lessio riguardo al  parere all’ANAC.

Question Time
richiesta parere all’ANAC – gara rifiuti
(2 ottobre 2016)

Al Presidente del Consiglio Comunale
Olivier Tassi
Al Sindaco Damiano Coletta
All’Assessore all’Ambiente
Roberto Lessio

Posto che

  • il giorno 4 agosto con nota prot.107205 il sindaco chiede di sospendere il bando per l’affidamento del servizio rifiuti con la seguente motivazione “al fine di consentire la richiesta di parere preventivo all’Autorità Nazionale Anticorruzione, fino al pronunciamento della suddetta Autorità e comunque per almeno 30 giorni”.
  • il giorno 5 agosto 2016 durante una conferenza stampa veniva dichiarato “l’Amministrazione ha richiesto un parere all’ANAC per verificare i dubbi sollevati sul bando pubblico” in riferimento alla gara per la raccolta e gestione dei rifiuti
  • il giorno 10 agosto 2016 in una seduta della Commissione Ambiente, l’Amministrazione, rappresentata dall’Assessore Roberto Lessio, dichiarava “si attende la risposta dell’ANAC rispetto alla congruità della gara. [...] I rilievi li abbiamo inviati all’ANAC e attendiamo una loro risposta”.
  • il giorno 11 agosto 2016 in una nota dell’Assessore all’Ambiente Lessio si legge “E’ stato richiesto il parere all’ANAC sui rilievi tecnici del bando”
  • secondo la nota prot.107205 la sospensione della gara era subordinata al “pronunciamento dell’Autorità e comunque per almeno 30 giorni”
  • Il giorno 23 agosto compare sul quotidiano locale Latina Oggi la notizia che, a seguito di un’ultima revisione da parte degli uffici, il bando con i relativi quesiti sarebbe stato inviato all’ANAC per mezzo della pec.
  • il 18 settembre, intervistato da Il Giornale di Latina, il sindaco Coletta dichiara che la richiesta di parere all’ANAC non era ancora stata inviata

si chiede di conoscere

  • se è vero che la richiesta non sia stata mai inviata
  • perché dal 5 agosto al 18 settembre si è sempre parlato di richiesta di parere già inviata
  • quali sono le motivazioni per cui si è voluto far credere ai cittadini per oltre un mese che fosse stata inviata da parte dell’Amministrazione una richiesta di parere all’ANAC quando invece non era vero
  • per quale motivo non si è agito secondo il principio della trasparenza rispetto all’invio di richiesta di parere all’ANAC
  • non avendo ritenuto di chiedere alcun parere all’ANAC, per quale motivo non si è proceduto con gli atti di gara
  • con quali atti gestionali e secondo quale indirizzo politico dato da quale organo si mantiene ancora “sospesa” una gara
  • come questa Amministrazione intende procedere rispetto ai rilievi citati dal sindaco di “rischio di infiltrazioni e illegalità” contenuti nella nota precedentemente citata

Consigliera Comunale
Nicoletta Zuliani

I RIFIUTI VIRTUOSI

Via Respighi - Q5

Via Respighi – Q5

Scenario
La gestione ottimale dei rifiuti necessita un approccio globale nella visione di una città. Fondamentale è informare e formare ad una nuova cultura di gestione del rifiuto che ogni cittadino produce. Le tre R: Ridurre, Riusare, Riciclare devono indicare le modalità di gestione di questo cruciale tema.
Occorre modificare l’approccio del cittadino alla differenziata e certamente un modo già applicato con successo può essere l’utilizzo dell’incentivo attraverso dei punti per cui vige la regola “meglio riciclo, più guadagno“.
In questo momento storico di crisi mondiale, questo semplice sistema premiale, oltre ad essere un incentivo per risparmiare potrebbe essere anche una fonte di lavoro per quelle categorie di persone fragili e disagiate. In altri paesi come il Brasile, ad esempio, questo sistema funzione e contribuisce a tenere più pulite ed in ordine le città. Ad esempio i magazzini che acquistavano materiale dai robivecchi, incluso stoffe, batterie esauste e pentole rotte, erano presenti ed attivi un po’ in tutta la nostra penisola e la novità dell’idea sta nel rendere “franchising” lo scambio di merci particolari come i rifiuti: tu porti un chilo di lattine, vetro, plastica, carta o ferro e con il “Cambio Verde” ti viene accreditato un punteggio variabile in base al materiale consegnato. Insomma, un sistema di incentivazione al non buttare nell’indifferenziato risorse preziose e trasformare l’attuale sistema di raccolta, basato sul patriottico spirito ambientalista dei cittadini, in un sistema incentivante, che solletichi la tasca del cittadino, mostrandogli un immediato ritorno economico.
Più varianti di questo meccanismo vengono già utilizzate, a noi non resta che prendere spunto. Una delle proposte da rielaborare è quella realizzata anni fa in una città del Brasile, Curitiba, Il Cambio Verde: con quattro chili di rifiuti differenziati ti porti a casa un chilo di ortaggi e verdure freschi e locali.
La città aveva due grandi problemi: un surplus di produzione agroalimentare, che teneva troppo bassi i prezzi facendo calare il reddito degli agricoltori, e la povertà diffusa tra la popolazione non agricola. E’ nato, per questo, il programma Cambio Verde: l’amministrazione comunale compra

Cutiriba - Brasile

Cutiriba – Brasile

le eccedenze alimentari dai produttori e le distribuisce ai meno abbienti in cambio dei loro rifiuti. In questo modo la raccolta differenziata ha subito un fortissimo incremento, i rifiuti sono diminuiti in maniera drastica, la popolazione più povera ha avuto un sostegno alimentare e, per finire, i prezzi dei prodotti agricoli sono diventati più stabili e più alti per gli agricoltori.

Progetto
Apertura di cinque “negozi” (cambio verde – la bottega del baratto) in cui, senza l’ausilio di particolare impiantistica, si possa pesare ed acquistare dai cittadini i loro rifiuti da pagare con punti accreditati sulla carta. Procedura: Viene passata ad un lettore scanner la tessera a punti emessa dal gestore della raccolta rifiuti, viene pesato il materiale da riciclare ed in base al tipo di materiale vengono accreditati dei punti sulla tessera. Una volta raggiunta una soglia minima di punti il cliente può chiedere in base ai punti di barattare gli stessi con prodotti alimentari che possono essere pasta sfusa, legumi secchi, farina zucchero, conserve, possibilmente prodotte sul territorio stesso e quindi a km zero. Successivamente i punti potrebbero essere scambiati anche in servizi tipo: abbonamenti per trasporti urbani, voucher per libri scolastici, sconti per acquisti di biciclette, o di qualsiasi cosa che vada ad incrementare il rispetto per l’ambiente. La sera o la mattina dovrebbe passare il gestore della raccolta rifiuti a ritirare il materiale da riciclare raccolto.

Risorse
Regione Lazio – incentivi per la differenziata

Tempi di realizzazione
24 mesi

Strumento Amministrativo
Bando per il finaziamento regionale
Bando per la gestione punti raccolta rifiuti

ViaggioXLatina a Trento

DSCF6889Domani mattina partirò per la città di Trento.

Si, voglio iniziare la mia campagna elettorale come candidata in Consiglio Comunale proprio da lì. Saremo una piccola delegazione da Latina. Ci sarà con me anche Roberto Cerocchi candidato nella lista del PD e “new entry” dell’agone politico di Latina con il quale abbiamo scelto di condividere questa campagna elettorale.

Perché Trento?
Sono molto legata a questa città che ha dato i natali ad una donna per me speciale, Chiara Lubich, e a molti altri miei amici tra cui il sindaco, l’assessora alle politiche sociali Maria Chiara Franzoia, diversi consiglieri comunali del PD, e poi le politiche Lucia Fronza, Letizia De Torre.
Panoramica_della_piazza_del_Duomo_-_Trento Trento è la città in vetta alle classifiche per vivibilità, gestione dei rifiuti, qualità della vita…

Ho sempre pensato che un amministratore onesto e concreto dovesse porsi anche con un approccio comparativo nei confronti del proprio territorio: le buone prassi amministrative dei comuni virtuosi vanno acquisite e declinate sulla propria città.

Giovani, rifiuti, welfare di comunità e integrazione: questi i temi che mi propongo di approfondire.
I giovani
Il primo incontro sarà proprio loro. Ci incontreremo con i giovani latinensi che sono oggi a Trento per studio. Voglio ascoltare loro: in cosa Latina deve cambiare? Quali buone prassi dobbiamo riprodurre a Latina perché diventi “youth-friendly”? Cosa c’è a Trento che a Latina non c’è?

E poi la mattina di lunedi incontreremo il dirigente del settore ambiente e rifiuti, pranzo con il sindaco Alessandro Andreatta e gli assessori e il pomeriggio entreremo nello specifico delle politiche del welfare che a Trento sperimentano continuamente e attuano modelli avanti di qualche decennio, ma che noi vogliamo realizzare invece subito: welfare di comunità, welfare generativo…

Vogliamo imparare da chi è più bravo di noi.
La mia Latina merita di essere portata in alto.

LATINA AMBIENTE: vertici in fuga.

imageDopo aver incassato una prima vittoria con la proroga di 18 mesi, i vertici della Latina Ambiente si dimettono.

Non appena il commissario Barbato ha affermato di voler dare ad un organismo terzo la valutazione dei crediti e dei debiti tra Comune e società partecipata il Presidente e l’Amministratore Delegato della partecipata che si occupa della raccolta e dello smaltimento rifiuti di Latina, rassegnano entrambi le loro dimissioni.

Le motivazioni addotte sono di tipo personale, ma non ci crede nessuno.

È evidente che una analisi dei debiti e dei crediti avrebbe visto i vertici della società Latina Ambiente in grande difficoltà nel giustificare scelte scellerate che hanno portato ad una situazione debitoria estrema. Ecco che allora i rappresentanti della parte pubblica della partecipata scappano davanti ad una verifica dei debiti/crediti super partes di fronte alla quale il Commissario Barbato non avrebbe opposto alcuna resistenza: se si deve pagare si paga, se si deve riscuotere si riscuote.

L’aspetto più inquietante è che a fronte del crollo dei vertici di Latina Ambiente e EcoAmbiente, che gestisce la discarica di Borgo Montello, il tema “acquisizione discarica a prezzo stracciato” può richiamare personaggi che con le discariche sanno fare grandi affari.

E allora viene da chiedersi: perché scappare davanti ad una valutazione dei debiti/crediti da parte di un organismo terzo? Chi trarrebbe beneficio da un repentino cambio di direzione?

La questione cruciale è sempre stata quella dei controlli.

Ho sempre sottolineato – e come Partito Democratico abbiamo sempre denunciato – la mancanza assoluta di controlli nei confronti di questa partecipata: perché non veniva stabilita una linea di indirizzo da parte del socio pubblico e perché non veniva comunicata a tutti in maniera trasparente e univoca? Perché chi faceva parte del consiglio di amministrazione non riportava mai quanto deciso? Perché non sono mai stati fatti controlli attraverso l’organismo preposto che la partecipata per convenzione aveva? Quali erani i nomi dei componenti di questa fantomatica commissione di controllo? Perché non è mai stato controllato il piano degli investimenti e il piano di risanamento industriale?

Ecco cosa prevedeva il regolamento: reportistica ogni tre mesi, relazioni e conguagli ogni anno sin dall’inizio, e se sin dall’inizio ci si fosse comportati come un “buon padre di famiglia” non ci si sarebbe ritrovati in queste condizioni perché il CONTROLLO avrebbe fatto monitorare i costi e avrebbe fatto emergere le anomalie, le carte di credito, gli appartamenti, le auto di rappresentanza, i compensi esagerati ai componenti del cda, e i conguagli avrebbero mantenuto, di anno in anno, condizioni finanziarie gestibili.

I controlli non sono stati mai fatti e sono stati incautamente accumulati debiti con la buona pace dei politici che “governavano” e non avevano nessun interesse a fare fermare il carrozzone.

Dobbiamo dirlo: la Latina Ambiente è servita ai politici per dare lavoro e garantirsi un elettorato riconoscente e fedele: la gestione allegra serviva a garantirsi sacche di consenso tra i decisori, le poltrone della Latina Ambiente servivano per dare ruoli di peso a chi era fedele al politico di turno.

S’è fatto tutto, tranne che pensare a migliorare il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti della città di Latina che tutti dicono di amare…

Sindaco e Latina Ambiente: impaludati

imageMolti si chiedono cosa abbia a che fare la crisi della Latina Ambiente (“l’emergenza rifiuti” creata ad hoc) e la sfiducia al sindaco.
Provo a spiegare :-)
Da molto tempo si sapeva che la questione della società partecipata Latina Ambiente Spa (51% Comune, 49%Unendo) andava definita, ma è sempre stata rimandata e mai affrontata come si deve.
Sapendo che la situazione debito/creditoria con la Latina Ambiente è sempre stata non chiara, sarebbe stata necessaria un’operazione trasparenza.

Il termine della scadenza della società si è sempre saputo: il 31 dicembre 2015.
Un buon padre di famiglia avrebbe dovuto cominciare a pensare come chiudere l’esperienza preparandosi a ripianare la questione debiti/crediti già da tempo.
Invano i Revisori dei Conti del Comune hanno chiesto più volte negli ultimi anni una relazione chiarificatrice e mai hanno ricevuto dalla Società risposte: ma chi è il socio di maggioranza della società? Perché i bilanci della società hanno sempre problemi ad essere certificati e vengono relazionati in modo non positivo dai vari organi di revisione?
Rispetto alla scelta imposta dalla legge che come scadenza ha il 31 dicembre 2015, la società va chiusa, sia che si scelga di “esternalizzare” sia che si scelga di “municipalizzare” il servizio raccolta e smaltimento rifiuti; ma chiudere una società implica il fare chiarezza sui numeri.

A inizio 2014 il Comune ha istituito un Tavolo Tecnico per definire la riconoscibilità dei crediti e dei debiti accumulatisi negli anni con la Società. A luglio del 2014 è stata redatta una relazione, è stata consegnata al Sindaco e al Capo di Gabinetto e l’iter avrebbe dovuto continuare, perché la riconoscibilità di quei numeri, che non erano altro che i debiti e crediti verso la LATINA AMBIENTE, dovevano essere riconosciuti in consiglio comunale e che avrebbe deliberato di conseguenza.
Dopodiché si sarebbe dovuto lavorare nei confronti di una ipotesi transattiva per evitare un ulteriore contenzioso e pareggiare i conti.

E invece?

Fino ad oggi non è mai stata redatta, formulata una proposta di transazione dai dirigenti (che poi avrebbero trasmesso ai revisori dei conti, al segretario generale e poi al consiglio comunale).
A nulla è valso il richiamo forte del dirigente dei tributi che mesi fa aveva rappresentato in giunta l’urgenza di redigere un accordo transattivo: nessuno si è mosso.

Senza alcuna chiarezza sui conti, ci chiamano, come politici, a decidere se internalizzare la gestione del servizio o se esternalizzare.
Abbiamo fatto diverse commissioni Bilancio/Ambiente congiunte per entrare nel merito, ma le relazioni che sono state fatte dai dirigenti dell’Ambiente e della Ragioneria riportano semplicemente la dicitura “rischi“: ci sono dei rischi sia nella prima ipotesi che nella seconda ipotesi.

Ma dove sono i numeri certi?

Dov’è il computo dei rischi sia nell’uno che nell’altro caso?
Il peso delle valutazioni non può essere dato solo alla parte dei politici che non sono tenuti ad avere nessuna laurea in diritto societario o diritto amministrativo o in economia o in giurisprudenza: un consigliere comunale può anche essere un infermiere, un panettiere, e proprio per questo motivo si avvale dei tecnici dell’Ente che sono tenuti a dare delle risposte in termini numerici e devono prendersi la responsabilità di ciò che dicono.

QUALI IPOTESI?
Bandire una gara
ed affidare all’esterno un servizio così complesso ed oneroso è, in linea di principio, la cosa più logica perché lo dice la legge. Ricordiamo che l’importo del bando di garanè circa €100ML (€20ML per almeno 5 anni).
L’”in-house“, ovvero la costituzione di una nuova società a 100% di proprietà Comunale che riportava al suo interno il sistema e la struttura della Latina Ambiente (che vanta 10 anni di lavoro nel settore) poteva anche essere una soluzione, ma ad oggi che decidiamo, manca la cosa più importante: la chiarezza sui conti di chi “ci portiamo dentro casa” e la certezza che ci sia un beneficio concreto e certo per la collettività.
Come ammortizziamo i debiti? Quanto tempo ci vuole? Posso fare un bilancio consolidato a mia tutela? È stato fatto uno studio sulle spese del personale?
Non si può fare una scelta basandosi semplicemente sulla definizione di una formula societaria: servono elementi che si sarebbero dovuti acquisire prima e che ad oggi ancora non abbiamo.

EMERGENZA FINANZIARIA LATINA AMBIENTE
Giustamente, adesso la società Latina Ambiente richiede come minimo €500.000 al mese perché non ha liquidità. Ma come ci siamo ridotti a questo?
Il problema è che non è stata mai approntata prima una vera e credibile ipotesi per uscire da questa storia.
Quanto riguarda i lavoratori, se una società fallisce c’è il fondo di solidarietà, e l’esercizio provvisorio garantisce ai lavoratori di essere riassorbiti dalla società che subentra alla gestione del servizio.
Dobbiamo dirlo: la Latina Ambiente è servita ai politici per dare lavoro e garantirsi un elettorato riconoscente e fedele. E le poltrone della Latina Ambiente sono servite allo stesso scopo ma verso una categoria di persone diverse, più altolocate.

I controlli non sono stati mai fatti e sono stati incautamente accumulati debiti con la buona pace dei politici che “governavano” e non avevano nessun interesse a fare chiarezza.
Sono stati fatti gli accantonamenti?
È stato fatto l’accantonamento pro-insoluto?
Ecco cosa prevedeva il regolamento: reportistica ogni tre mesi, relazioni e conguagli ogni anno sin dall’inizio, e se sin dall’inizio ci si fosse comportati come un “buon padre di famiglia” non ci si sarebbe ritrovati in queste condizioni perché il CONTROLLO avrebbe fatto monitorare i costi e avrebbe fatto emergere le anomalie, le carte di credito, gli appartamenti, le auto di rappresentanza, i compensi esagerati ai componenti del cda, e i conguagli avrebbero mantenuto, di anno in anno, condizioni finanziarie gestibili.
Ora, costretti dal termine stabilito per legge (31 dicembre 2015) che impone la chiusura delle partecipate, abbiamo dovuto decidere cosa farne e nel Consiglio del 4 maggio è stata deliberata la scelta: esternalizzazione del servizio e gara europea per la scelta del gestore.
Ad oggi, però, nessun atto amministrativo è seguito a quella deliberazione.
Il sindaco e i suoi “irriducibili” (Fratelli d’Italia con a capo l’on.Maietta) non vogliono mollare e, pressati dall’emergenza rifiuti servita sul piatto d’argento dalla società che vuole invece essere municipalizzata, opera una sorta di “ricatto” sulla città: “mi devo occupare della criticità: datemi il potere di farlo, devo restare sindaco”.

Ma i pieni poteri il sindaco li ha sempre avuti, sin dal suo insediamento nel maggio del 2011. Come li ha usati nei confronti della Latina Ambiente?
Il piano industriale redatto nel 2013 si reggeva su alcune condizioni: sono state rispettate tutte? Il sindaco, dai pieni poteri, le ha controllate?
Su questo piano industriale era prevista la scadenza della società per il 31 dicembre 2015? È chiaro che si sarebbe dovuta predisporre la procedura per un “atterraggio morbido” della società partecipata vista la sua data di conclusione definita per legge.
Nell’eventualità di un fallimento, come si prospetta oggi, se la Latina Ambiente viene a chiedere il pagamento dei debiti nei suoi confronti, come fa a pretendere quelle somme che il Comune non ha riconosciuto?
Il Tavolo Tecnico si è espresso rispetto alla riconoscibilità dei debiti e dei crediti, ma ad oggi non è stato fatto nessun atto amministrativo in questo senso: era il Consiglio Comunale che doveva deliberare rispetto alla riconoscibilità dei debiti e dei crediti della LATINA AMBIENTE.

Cosa pagheremo alla LATINA AMBIENTE, debiti non accertati?

Altra anomalia: nel Piano della Razionalizzazione delle partecipate sono citati 14 milioni di debito nei confronti della LATINA AMBIENTE: sono stati riconosciuti da quale organo dell’ente? Appunto la riconoscibilità doveva essere sancita con un atto deliberato dal consiglio comunale che mai è avvenuto. Il Sindaco, che ha firmato quel documento che conteneva la dicitura di 14 milioni inviato alla Corte dei Conti, può anche rischiare di aver fatto un riconoscimento di quella somma con forti ripercussioni sul bilancio della città, cosa che compete invece solo al Consiglio Comunale, unico organo che delibera in materia di Bilancio.

Il sindaco non è credibile quando dice che l’emergenza rifiuti richiede che lui se ne faccia carico da sindaco al 100%.
Diciamolo: si continua ad usare la Latina Ambiente come strumento a servizio dei propri fini, e la storia lo conferma.

Latina Ambiente: ultimo atto.

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Un Consiglio Comunale molto importante quello di ieri, 12 maggio 2015, che si è prolungato fino a notte fonda per decidere le sorti della Società partecipata Latina Ambiente.
Nello sfondo si è ben percepito il sostanziale crollo dell’amministrazione Di Giorgi.

Il Consiglio si è espresso votando a maggioranza una mozione unica frutto di sintesi tra le proposte del Partito Democratico, Forza Italia e Insieme per Latina firmata dai 10 consiglieri PD, i 9 di Forza Italia e con il voto favorevole di Fabio Cirilli.

La mozione chiedeva di mettere in liquidazione la società partecipata e avviare una gara europea per l’individuazione del soggetto che si occuperà del servizio raccolta e smaltimento rifiuti, questa volta totalmente privato.

imageTensioni e folla dal primo minuto fino al termine della seduta che si è protratta fino oltre la mezzanotte tanto da richiedere DIGOS, Carabinieri e forze di Polizia per tutto il tempo: i lavoratori della Latina Ambiente temevano di perdere il lavoro e le forze politiche Fratelli d’Italia, NDC e gruppo misto (ovvero i fuoriusciti dai vari partiti che non si sono politicamente ricollocati) sostenevano l’ipotesi che ci fosse il pericolo per gli operai di perdere il proprio lavoro.
imageimageDi fatto la normativa nazionale tutela i livelli occupazionali perché obbliga l’impresa che si aggiudicherà la gara ad assumere gli operai già in forza all’impresa cessante. Anzi, nella relazione dei dirigenti all’Ambiente e del settore Finanziario del Comune di Latina si legge che l’implementazione del “porta a porta” per una differenziata spinta richiederà di fatto un aumento della forza lavoro. Potrebbero invece essere a rischio i posti degli amministrativi e dei dirigenti della Latina Ambiente.
L’opzione del partito del sindaco, NCD e indipendenti era invece di internazlizzare il servizio, ovvero municipalizzare la società e gestire il servizio raccolta e smaltimento dai nostri uffici.

Ma vi immaginate? Non siamo stati capaci di controllare l’operato di una società pubblica/privata, figuriamoci di gestirlo noi in prima persona. Tra l’altro gli operai non sarebbero mai stati internalizzati al Comune perché nell’amministrazione pubblica si entra solo per concorso pubblico.

Non potevamo che chiudere l’esperienza di una società mista che ha “sprecato” risorse pubbliche, ha generato debiti, conti non chiari e non verificabili, e soprattutto non ha mai aumentato il livello di differenziata (da anni fermo al 32%), quando invece la Comunità Europea ci impone il 65%.

Un costoso “carrozzone” usato per acquisire consenso elettorale.