Azienda Speciale dei rifiuti: approvata.

Un Consiglio lunghissimo quello di ieri ma doverosamente lungo. Il comune di Latina si dota, investendo soldi dei cittadini, di un’azienda per la raccolta dei rifiuti: la ABC. Solo per la raccolta. Per il resto (conferimento agli impianti di compostaggio, RIDA ecc..) resta tutto uguale.

La tipologia di azienda si chiama “speciale” ed ha la caratteristica di rispondere alle finalità dettate dal comune attraverso il Consiglio Comunale, di pareggio di bilancio e, nell’eventualità di perdite, sarà il comune a ripianarle. (consulta tutti i documenti)

A mio avviso è un’”avventura” che in questo momento non potevamo permetterci visto il quadro di grave incertezza organizzativa (uffici con dirigenti che rinunciano all’incarico, carenza cronica di personale, avvicendamenti continui di dirigenza, assessore al personale dimissionario…) ed economico-finanziaria (diverse “spade di Damocle” pendono sulla nostra testa: i contenziosi milionari della Latina Ambiente e Metro Latina).

Per creare questa azienda il Consiglio ha approvato un finanziamento di €400mila per garantirci il leasing dei mezzi da gennaio ad aprile 2018 e ci accolleremo un mutuo da €12ML che ripagheremo in 10 anni. Tutto questo si poteva risparmiare affidando il servizio ad una ditta esterna che si faceva carico del rischio d’impresa (che invece ci prendiamo noi senza essere imprenditori) e sulla quale avremmo potuto eventualmente rivalerci con penali qualora non avesse raggiunto gli obiettivi che il comune fissava (così invece paghiamo in prima persona e di tasca nostra tutti i discostamenti dagli obiettivi).

Le Aziende Speciali funzionano bene nelle piccole realtà urbane (paesi come Roccagorga, Pontinia, Busto Arsizio…); in città grandi o si radicano in comuni solidi e virtuosi (Reggio Emilia è un esempio) o fanno molta difficoltà e richiedono contributi comunali per ripianare il bilancio ogni anno di centinaia di migliaia di euro (comuni consorziati della provincia di Pescara, del Trentino…)

I CONTROLLI
I controlli sono un tema importante. Da una recente conversazione che ho avuto con i nostri Revisori dei Conti ho appreso che l’amministrazione è inadempiente rispetto all’attuazione dei controlli sulle partecipate per carenza di personale: figuriamoci per il controllo analogo richiesto sull’Azienda Speciale! La risposta degli uffici alla mia richiesta se fossero riusciti a sopportare il carico di lavoro che il controllo dell’azienda speciale comportava, è stata che la funzione  sarebbe stata gravosa, e senza risorse umane aggiuntive non si poteva garantirla. Attualmente il servizio non è assegnatario di questa funzione. Mi chiedo chi dovrebbe esserlo.

Non sarebbe stato allora più prudente lavorare sodo per organizzare meglio la macchina amministrativa per poi arrivare all’Azienda Speciale con un substrato più solido su cui costruire?

La CORRETTEZZA degli ATTI
Un altro nodo non sciolto (per la rigidità del presidente Colazingari che non mi ha concesso 3 minuti in più quando ad altri ha concesso anche oltre) è la questione della conformità degli atti. Mi rendo conto che ai più possa sembrare un tema poco comprensibile e per nulla interessante, ma come amministratori abbiamo anche questo obbligo: accertare che gli atti siano conformi a quanto la legge stabilisce. La fretta con cui LBC e la giunta hanno chiuso l’iter – voglio ricordare che sono state fatte solo 2 commissioni sull’ABC mentre ben 8, ad esempio, sono state dedicate all’osservatorio sulla ZTL – ha causato diverse irregolarità che si sarebbero potute accertare con un parere di conformità da parte della Segretaria Generale che è come il notaio dell’Ente.
Ebbene, nel Consiglio del 3 agosto LBC ha respinto la proposta di richiesta parere di conformità, gettando così un’ombra sulla conformità degli atti. In questo modo è stata negata la possibilità di avere la certezza che tutto l’iter fosse conforme alla legge.

Chi fa politica non può fidarsi, deve invece continuamente verificare, controllare ed accertare perché quando si agisce per nome e per conto dei cittadini e per di più gestendo i loro soldi, il proprio compito diventa approfondire, controllare, valutare e poi scegliere, come un buon padre di famiglia, usando principi prudenziali che non mettano a rischio la collettività e i suoi beni. 
Un parere di conformità avrebbe messo tutti con le spalle al riparo, in primis la maggioranza. Invece hanno preferito mettere la testa sotto la sabbia, far finta che tutto fosse conforme consentendo alla Segretaria Generale di non esporsi con una validazione dell’iter che evidentemente non era poi così conforme, eccezione sollevata anche dall’ex assessore Costanzo, punto di riferimento iniziale di LBC,  l’unico forse di cui potevano fidarsi. Si è consentito ad una figura esterna di privare tutti di una certezza, quella del parere di conformità, regalandole la possibilità di tirarsi fuori da una responsabilità che evidentemente non voleva prendersi, che non poteva né voleva sostenere.

Per ammissione della maggioranza, tutti i dubbi sollevati dall’opposizione erano gli stessi dei consiglieri di LBC (a proposito, come mai il presidente Di Trento era assente proprio ieri?). Con approfondimenti fatti solo per loro, ed io aggiungo autoreferenziali, i dubbi sono stati sciolti. Un iter evidentemente portato avanti nelle segrete stanze di LBC, non certo alla luce del giorno durante le commissioni. A noi i dubbi sono rimasti tutti.

Quando si parla di partecipazione…

Sempre più nubi nere sull’ABC di Coletta

img_8531Ieri ore 16:00 Commissione Ambiente/Bilancio su Azienda Speciale ABC

Per dichiarazione dell’Assessore all’Ambiente Roberto Lessio, gli uffici del settore ambiente sono al collasso, e noi che facciamo? Un’Azienda Speciale per la raccolta e smaltimento rifiuti che avrebbe dovuto coinvolgere quel servizio al 100%, sin dalla sua progettazione.
Neanche un funzionario dell’ufficio ambiente ha partecipato al gruppo di lavoro che si è occupato del percorso prodromico alla costituzione dell’Azienda Speciale, tutti esterni (scrivono e poi la palla resta a noi): dalla Cooperativa Erica al gruppo di lavoro dell’Università di Napoli Federico II del prof. Lucarelli (costatoci €47mila).

Perché i funzionari del settore ambiente non sono stati coinvolti?
Non erano all’altezza?
Abbiamo degli incompetenti, oppure si temeva che sarebbero stati d’intralcio al progetto?

Di fatto la delibera per la costituzione dell’Azienda che verrà portata in Consiglio non è firmata da NESSUN dirigente del settore ambiente (bensì dalla Segretaria e Direttore Generale che non ha competenze tecniche di tipo ambientale), come neanche la Relazione ex art.34 (che deve spiegare il cambio di indirizzo da servizio appaltato a esterni a servizio svolto da azienda creata all’uopo) riporta NESSUNA firma di dirigente o funzionario competente di ambiente del nostro Comune.

Insomma, il settore ambiente del Comune è al collasso in quanto a personale, quello che c’è non è minimamente coinvolto non si sa perché (l’assessore dice che erano troppo impegnati e non voleva sovraccaricarli…), e noi tiriamo su un’Azienda tra le più grandi del Lazio senza una solidità organizzativa di base e soprattutto senza il coinvolgimento del settore ambiente del comune…
Alla faccia della partecipazione.

Progetto aleatorio, approssimativo e soprattutto non rispettoso delle più semplici procedure che un “buon padre di famiglia” sa di dover usare.

Azzardato è poco.
È da irresponsabili.

Azienda speciale con atti pasticciati, Lbc crea il pretesto per nuovi contenziosi

img_7584La stampa riporta del rischio risarcimento danni da parte di una società che aveva risposto al bando rifiuti, poi annullato.

È legittimo cambiare idea, è legittimo cambiare orientamento, è legittimo cambiare indirizzo, ma se non lo si fa con atti chiari ed inconfutabili si fa solo danno.

L’amministrazione Coletta non è stata chiara e netta rispetto all’indirizzo da prendere sui rifiuti, non tanto dal punto di vista ideologico, ma dal punto di vista degli atti amministrativi. Dalla campagna elettorale ad oggi le idee sono mutate più volte, ma ad oggi nessun atto di Consiglio Comunale, che è l’unico organismo preposto alla scelta rispetto al servizio rifiuti, si esprime nella direzione dell’Azienda Speciale. E questo, purtroppo, sarà uno degli elementi che verranno usati contro l’Amministrazione.

Con una maggioranza compatta come LBC si sarebbe potuto esprimere un indirizzo chiaro subito, già da dicembre, mentre la nebulosità e l’incertezza dell’amministrazione Coletta espongono oggi la città ad un ulteriore rischio contenzioso.
Ancora oggi ci troviamo di fronte ad una sostanziale sovrapposizione di atti di indirizzo che sussistono contemporaneamente: qual’è quello valido ed efficace? Ricordo che è il Consiglio Comunale l’unico ad avere  titolo per esprimersi in questo senso.
Il 12 maggio 2015 viene dato un chiaro indirizzo dall’ente nella direzione della esternalizzazionedella raccolta e gestione rifiuti: DCC nr.24/2015, tanto che il commissario BARBATO dà seguito a questo atto e predispone il bando di gara.
Con l’insediamento di COLETTA il bando viene sospeso – con nota inviata dal sindaco alla dirigente del servizio ambiente – in attesa di un parere ANAC che neanche sappiamo se mai arriverà in tempo utile per darci la certezza che quel bando fosse davvero fatto male.
Intanto l’amministrazione sovrappone all’indirizzo del maggio 2015 una delibera di consiglio comunale, quella dell’11 novembre 2016, dove (cito dalla delibera)“si rileva che l’attuale bando non corrisponde agli obiettivi programmatici di questa amministrazione sulla gestione dei rifiuti, la loro raccolta e riciclaggio, [quindi] l’ipotesi più idonea è senza dubbio la gestione in-house.”

Rimaniamo nel campo delle idee e delle opinioni, non degli atti chiari, tanto che nello stesso documento viene rimandato a tempi successivi il Piano Industriale e la relazione ex articolo 34 (documento che deve motivare il cambio di indirizzo che evidentemente ancora non è efficace). Quindi questa delibera non delibera un bel niente.

Il 24 marzo 2017 (dopo la bacchettata dell’ANAC) con la delibera di giunta nr.97/2017 la Giunta propone di deliberare in consiglio comunale un’altra forma di gestione del servizio rifiuti: l’Azienda Speciale, senza citare la revoca o l’annullamento delle precedenti due delibere di consiglio.
Ricapitolando, oggi abbiamo tre atti: due di questi confusi e pasticciati e che dicono tre cose diverse: il primo l’esternalizzazione (affidamento a società esterna); il secondo la municipalizzata (l’ente gestisce il servizio); il terzo l’Azienda Speciale (l’ente costituisce un’azienda per perseguire uno scopo).

Questo scenario pasticciato non farà bene alla città, anzi presta il fianco a chi ritiene di essere stato danneggiato e questo renderà la nostra città più fragile.

 

Azienda speciale per i rifiuti, un salto nel vuoto: il rischio d’impresa a carico dei cittadini

schermata-2017-06-24-alle-16-42-24Nella commissione ambiente di ieri l’Assessore Lessio ha illustrato l’Azienda Speciale che si occuperà della igiene urbana e raccolta e smaltimento rifiuti nella nostra città. Un’azienda tutta del Comune, tutta dei cittadini, che garantirà una maggiore pulizia, bollette più basse, nessun inquinamento e rispetto dei parametri europei. (leggi i documenti relativi all’Azienda Speciale ABC)

Non mi piace la lettura manichea della realtà: non è vero che i servizi gestiti dal pubblico siano migliori di quelli gestiti dal privato perché il privato cerca solo il guadagno a danno della collettività. Questo è frutto di un approccio molto ideologico e di scarso buon senso da parte di chi, per propria ammissione nuovo in tutto, “alle prime armi” tanto che la città è costretta a portare pazienza, perché bisogna dar tempo alla maggioranza di studiare ed imparare come si amministra una città.

Sperando forse nella fortuna del principiante l’amministrazione Coletta si azzarda a costituire un’Azienda propria (o meglio, con i soldi dei cittadini di Latina) per un servizio tra i più complessi: raccolta e gestione dei rifiuti urbani. Secondo il loro approccio, “noi facciamo meglio perché controlliamo in prima persona tutte le fasi”, chiunque al di fuori di noi non fa i nostri interessi.

Semplificazione pericolosa e completamente anacronistica, perché il privato deve essere invece considerato un partner importante del pubblico visto che anche il privato vive dentro la comunità di cui tutti facciamo parte: il privato si specializza nella fornitura di servizi qualitativamente alti (ricordiamo che è il pubblico a stabilire il capitolato nel bando di gara), e il pubblico deve specializzarsi nel controllo.

Credo che la buona gestione non sia appannaggio di chi possiede un bene: credo si stia confondendo la proprietà con la modalità di gestione considerando il “mercato” estraneo ai valori del bene comune.

Nessuno si permetterebbe mai di dire che un parco pubblico appartiene a chi ha un chiosco al suo interno, che fornisce un servizio di ristorazione e si occupa di tener pulita e sorvegliata l’area.

Gli imprenditori privati non sono per antonomasia dei furbacchioni: sono persone che hanno una specifica vocazione quella di innovare. E’ grazie a loro che da uno stato stazionario, ovvero la situazione in cui le imprese realizzano soltanto attività ordinarie, un imprenditore spezza questo stato introducendo un’innovazione,  - che può essere un’invenzione tecnica, una nuova formula organizzativa, la creazione di nuovi prodotti o di nuovi mercati – riducendo i costi medi e creando nuova ricchezza. E questa non è una teoria di oggi: È una teoria di oltre 100 anni quando Schumpeter individuò nella rincorsa tra innovatori ed imitatori la dinamica dell’economia di mercato. Gli imprenditori non possono intendersi soltanto come cercatori di profitto: il profitto è solo un segnale che dice che c’è innovazione. Dopo che l’innovazione è riconosciuta come valida, inizia l’imitazione che svolge un’importantissima funzione di bene comune perché fa sì che i vantaggi derivanti dalle operazioni non restino solo confinati all’impresa che ha innovato, ma si estendano all’intera società riducendo i prezzi e aumentando il benessere collettivo.

L’imprenditore, ben diverso dallo speculatore, può essere un partner delle amministrazioni della cosa pubblica: anzi deve, perché anche lui fa parte della nostra comunità.

Avere paura degli imprenditori e rispondere con la costituzione di un’azienda al 100% del comune (con tutti i rischi di impresa che il Comune coprirà se le cose vanno male), con un risparmio attuale di soli €49mila (senza calcolare il ribasso d’asta della gara che ci avrebbe fatto ottenere un vero risparmio), senza avere alcuna esperienza, mi sembra un azzardo. Questo progetto sta risucchiando tantissimo tempo ed energie che non vengono impiegate per la risoluzione degli altri problemi che abbiamo: trasporti, verde, lido…

Lo spirito di imprenditoria si paga con i propri soldi, non con i soldi dei cittadini: un’amministrazione saggia avrebbe prima consolidato le proprie competenze, l’organizzazione degli uffici, le dirigenze, il bilancio; avrebbe prima messo in sicurezza i minimo sindacale di una città (viabilità, verde, disinfestazioni, attività estive, trasporti…), avrebbe fatto il bando sui rifiuti controllando per 6 anni e poi, vincendo le elezioni, avrebbe messo su una signora Azienda Speciale, se proprio voleva.

Oggi siamo costretti a salire su un aereo con alla guida un neo-patentato di patente B..

 

 

 

Congresso PD a Latina: si riparte.

Il Partito Democratico è una risorsa per il nostro paese e per la nostra città nella misura in cui riesce a diventare comunità di persone. Ciò che noi dirigenti di partito riteniamo importante non può essere diverso da ciò che ritengono importante le persone fuori del PD.

I problemi delle persone siano la nostra bussola per la scelta delle priorità.

Ecco il mio intervento integrale in video.

Ecco la trascrizione.
INTERVENTO Congresso PD
Nicoletta Zuliani
(29 giugno 2017)

Oggi è un giorno importante. Io lo sento come tale. Quando ho preparato questo intervento non sapevo se saremmo stati pochi o tanti. Quello che vale è essere qui per dare una forma e una sostanza al nostro impegno di cittadini iscritti al Partito Democratico.
Chi è qui oggi sicuramente ha delle aspettative, ma anche voglia di contribuire col proprio tempo, competenze, energie a rendere vivi dei valori, dei valori che dovranno guidarci per arrivare a dare delle risposte alla nostra comunità latinense. Valori e risposte.
Esatto.
Noi siamo proprio nel mezzo. Noi siamo tra i valori che ci hanno portato qui oggi e i problemi dei nostri concittadini ai quali dobbiamo dare delle risposte.

IL COMPITO DEL PARTITO
Probabilmente si dimentica spesso quello che è il vero compito dei partiti.
Probabilmente è per questo che i cittadini dentro le urne (ma anche fuori delle urne scegliendo l’astensionismo), è per questo che i cittadini non ci scelgono.

Le ultime vicende elettorali devono portarci a riflettere su ciò che non deve essere il nostro partito. Non farò una analisi del voto: voglio osservare ciò che questi ultimi risultati mi dicono rispetto a come il partito non deve essere.

Il partito non può essere il luogo in cui arriva dall’alto un ordine che viene eseguito.
Il partito non può essere un mero comitato elettorale di qualcuno che ha bisogno di essere eletto.
Il partito, o crea un senso di appartenenza, o è inutile alla collettività.
No, anzi, è dannoso. E la collettività lo punisce non scegliendolo alle elezioni.

I CIVICI
Osserviamo ora il “fascino” che i civici esercitano sugli elettori. Non mi riferisco ai falsi civici, quelli che si spogliano solo nominalmente dei vessilli dei partiti per disconoscere in modo ipocrita il proprio operato e la propria storia da politico con lo scopo di riacquistare una verginità presso gli elettori: non parlo quindi degli ex-PdL, ex-FI, ex-AN, ex-PD, ex-“qualsiasi partito” che fingono di essere civici. Parlo dei civici veri, quelli della società civile che si impegna.

Perché qui è molto sottile la differenza che forse non si è colta a sufficienza.
La scelta del civismo non è rifiuto dei cosiddetti partiti politici tout court: di fatto i movimenti civici sono associazioni di persone che contribuiscono alla vita politica del loro paese. (art. 49 della Costituzione)
I civici scelgono persone che rappresentano ciò che sono: onestà, dedizione al lavoro, spirito di gruppo, successo professionale, carica umana, saper parlare la stessa lingua della gente, ma anche semplicità e ordinarietà…
Poi si dotano di un progetto di buon senso per la città, affatto ambizioso, anzi.
E questo è sufficiente per farli vincere, spinti anche dal vuole non votare chiunque sia stato al potere prima di loro.

VALORE DELLA PERSONA
Guardiamo chi votano i cittadini che scelgono i civici, che caratteristiche hanno gli eletti. Vedete, oggi è molto più apprezzato chi si mette a disposizione senza aspettarsi nulla in cambio, senza un interesse collaterale… loro, questi civici, non hanno nulla da perdere, e il guadagno che ne ricavano è tutto nel gruppo.

Il loro concetto di persona è diverso da come i partiti lo hanno inteso oggi. I partiti tradizionali invece di vedere la persona, la intendono come pacchetto di voti, portatore di voti, garante di relazioni e di consenso elettorale. Si è portati ad usare le persone per arrivare ad una certa percentuale di consenso che, secondo i calcoli, possa garantire questa o quest’altra cosa.
Tatticismi.

Io credo invece che le persone siano portatori di valori.

Allora, quando definiamo le liste dei candidati o per gli organismi del partito, chiediamoci: quale valore rappresenta questa persona? Quale valore, non CHI rappresenta, da chi è portata. Chiediamoci: cosa rappresenta questa persona per la sua storia, le sue scelte, la sua vita?
C’è da attuare uno spostamento di peso: dalle persone ai valori che quella persona rappresenta e per cui è riconoscibile; spostiamo il peso dai nomi ai progetti; dai nomi a ciò che le persone veicolano e che “raccontano” all’esterno con il loro essere.

E allora capite quanto sia importante la scelta dei valori, degli indirizzi, dei metodi, e dei criteri di scelta delle persone che li rappresentano!!
Questo ci farà ricostruire la nostra entità di gruppo. O diventiamo un gruppo così, una comunità, o saremo inutili alla nostra città.

I NOSTRI VALORI
Ai civici mancano però gli strumenti della politica, della conoscenza dello “spazio” amministrativo e questo vanifica molto del loro affannarsi a fare le cose; sono lenti ed inefficaci.
A loro manca una visione radicata in valori ben precisi, una visione che è il risultato di una percorso fatto di tradizione politica quella bella, quella che ti muove il cuore;
A loro manca il collegamento a politiche territoriali di più ampie che danno consistenza e solidità. Tutte cose che i partiti hanno nel loro DNA e nella loro storia. Tutte cose che noi abbiamo.

Allora, ripartiamo da persone credibili, vere, generose.

Ripartiamo dai valori inossidabili del nostro stare insieme: li dico in tre parole
democratici
solidali
aperti

Democratici
Questa parola racchiude sostanza e metodo: Chi decide? Cosa viene deciso? Come viene deciso? Basta con i cosiddetti caminetti o con le cene o pizze dei maggiori rappresentanti che si mettono d’accordo o che si dichiarano guerra. Nel documento presentato dal nostro gruppo poniamo questo come punto inderogabile e questo mi aspetto dal nuovo segretario.
Si decide dentro gli organismi, e le persone che compongono gli organismi siano portatori di valori che la gente vuole: onestà, lealtà, rispetto.
Gli organismi non possono ratificare solamente decisioni prese dai maggiori rappresentanti: devono proporle, discuterle, elaborarle…
Per decidere bisogna conoscere. Per ciò, collegamento costante tra gli eletti e la base garantito dal partito: incontri periodici, aggiornamenti accessibili a tutti con una canale di feedback a doppia via. La base deve sapere cosa fanno gli eletti, e gli eletti devono ascoltare le proposte della base.

Solidali
I problemi che vivono i nostri concittadini siano la nostra bussola. Questo ci detterà l’agenda delle priorità. Per questo, il partito si attrezzerà per recepire dalle diverse aree territoriali le voci che descriveranno i problemi e le proposte.
Ci sono problemi pesantissimi ed è urgente, urgentissimo che il Partito Democratico si faccia presente e promuova soluzioni.
La gestione dei rifiuti, l’igiene pubblica, la gestione dei rifugiati, l’emergenza idrica, la crisi produttiva, lo stallo amministrativo del settore edilizio, l’assenza di pianificazione e di creazione di presupposti per un futuro diverso da oggi, non posso elencarli tutti… Essere solidali significa non staccarsi mai da quelli che sono i problemi di tutti i giorni che i Latinensi e i borghigiani vivono e soffrono. I loro problemi sono la nostra bussola.

Aperti
Lasciamoci contaminare da ciò che è fuori del partito. La vita si è velocizzata, viaggia su canali mediatici diversi da quelli che i partiti avevano. Le cosiddette classi sociali e le categorie con le quali eravamo abituati a confrontarci sono totalmente diverse da quelle di soli 20 anni fa. Non siamo più un paese di produzione, e la scuola e la formazione devono cambiare rapidamente o restiamo fuori da tutti i mercati. Ci saranno conseguenze massicce ed epocali sul fronte della demografia e della migrazione dei popoli…
Ciò che è fuori del nostro piccolo partito, le grandi sfide iniziano e si evolvono secondo schemi che non fanno più parte delle nostre vecchie categorie.
Non temiamo il nuovo, dobbiamo ben ponderarlo ma dobbiamo essere aperti, perché il futuro non è niente di ciò che abbiamo già visto. Il futuro potranno farcelo intravedere solo i giovani, e quelle poche menti illuminate spesso inascoltate.
Dobbiamo aprirci al contributo di chi vuole dare forza al nostro partito democratico e in chi si riconosce nei nostri valori.

Democratici, solidali, aperti.
In questo nuovo inizio riponiamo tanta speranza. Non solo noi. Fuori ci aspettano tantissimi cittadini, stanno guardando e aspettano di valutarci secondo le loro categorie, le loro categorie.

Democratici, solidali, aperti.
Alessandro, il nostro contributo andrà in questa direzione, e solamente in questa.

Perdere i finanziamenti non è una maledizione: è incapacità.

schermata-2017-06-24-alle-16-40-09Siamo alle solite. Sembra una maledizione. Altri soldi da restituire perché il Comune non è stato capace di utilizzarli. Questa volta però è per responsabilità dell’Amministrazione Coletta.

Sull’albo pretorio è apparsa una determina, la 2886/2017 per la restituzione di somme non utilizzate. La somma è ingente: circa €300mila (per l’esattezza €199.515 per spese in conto corrente e €89.678 per spese in conto capitale) messi a bando nel 2011-2012 dalla provincia destinati alla riduzione, recupero e raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Avete capito bene: dobbiamo ridare €300mila perché non li abbiamo utilizzati come da progetto per la raccolta differenziata.

A dir la verità la posta era praticamente il doppio.

Funziona così: il finanziamento è di circa €600mila, il 50% viene erogato subito ed entra nella cassa del comune, il secondo 50% viene erogato con la rendicontazione della spesa. Ebbene, abbiamo perso il primo 50% e quindi anche  l’altro.

schermata-2017-06-24-alle-16-42-24Possibile che in quest’anno di Amministrazione l’Assessore Lessio abbia snobbato questa somma che ora dobbiamo rimandare indietro? Perché non si è attivato per utilizzare quella somma? Ma la notizia (funesta) non finisce qui. Nel periodo commissariale il Comune di Latina ha risposto ad un ulteriore bando sempre per lo stesso obiettivo, ma stavolta la somma è molto più alta: circa €1ML. Che fine farà questo finanziamento è tutto ancora da capire.

E non sono noccioline: i servizi e i beni che avremmo pagato con quei €600mila dovranno essere pagati dai cittadini nelle bollette dei rifiuti!!! Invece di alleggerire il PEF e di conseguenza le bollette, perdendo questo finanziamento le andiamo ad appesantire!!

Non credo che l’Assessore Lessio abbia messo questo risultato nella sua relazione annuale.

Il sito web del comune di Latina visto dai cittadini

Per quanto riguarda il Suap: il portale non funzione e la Pec del Servizio e’ insufficiente, tenendo conto che dovrebbe essere totalmente informatico da luglio 2016 , l’Amministrazione sta in grave difetto. Le informazioni sui servizi, gli addetti e i recapiti sono sempre non corretti anche per i continui cambiamenti di dirigenti e funzionari, il cittadino che ha bisogno di conoscere chi si occupa di una procedura si deve rivolgere a S. Gennaro. I moduli per le innumerevoli procedure del Suap non sono tutti pubblicati e parliamo delle attivita’ commerciali ed economiche della citta’ .
il nuovo protocollo informatico ha molte carenze e gli uffici non sono attrezzati per poterlo attuare secondo le potenzialita’ che ha. Il problema piu’ importante e’ quello della strumentazione: pochissime postazioni sono dotate di stampante e scanner, indispensabili per scanzionare tutti gli atti e farli viaggiare informaticamente e quelle poche non sono fornite di toner. Quasi tutti i servizi hanno un’unica fotocopiatrice che serve, quando va bene, almeno 10/ 15 persone, l’informatizzazione si ottiene con gli strumenti informatici non con le chiacchiere.
Formazione assente.
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sezione biblioteche: quando si clicca, ci si aspetterebbe di vedere gli orari e le sedi, invece si accede direttamente alla consultazione online (secondo me andrebbe fatto un passaggio preliminare con le info di servizio)
(questo sia per la sezione ragazzi sia per gli adulti)
ah poi cosa importantissima sull’albo pretorio: da quando hanno cambiato il metodo di ricerca interno all’archivio, molti file sono diventati difficili da trovare perchè devi sapere esattamente di cosa si trattasse (determina, delibera, atto dirigenziale etc)

I tab latina verde blu arancio contengono informazioni relative alla gestione Barbato ….. nel settore trasparenza ci dovrebbero essere dati relativi ai vari argomenti presentati sul lato sinistro ma sono vuote
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Cara Nicoletta non dirmi che rompo sempre con il centro sociale . Il comune non ha nei suoi link il sito del centro di via veneto www.centroanziani.it sito che oltre che informare sulle tante ed importanti attività del centro da anche notizie legate a convegni e conferenze su tantissimi argomenti da quelli sociali a quelli sanitari. Inoltre il ns centro opera con l acotral per agli over 70 per il rilascio in forma telematica del prmesso di viaggio sui treni regionali e bus regionali( ne abbiamo rilasciati 400) cosa che il ns comune non fa. Un caro saluto Aldo Pastore
Dimenticavo di dirti che i centri sociali fanno parte della ” rete” dei servizi sociali e non pubblicizzare il loro importante ruolo nel sociale ti dimostra che anche a questa amministrazione, compresi voi dell opposizione, degli anziani non gli ne può importare più di tanto. Scusa lo sfogo.
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Il sito è graficamente brutto, poco pratico, poco veloce, difficilmente si trova quello che si cerca e, sostanzialmente, non sembra altro che un “scatola” dove le cose sono buttate alla rinfusa. Oltretutto non si riesce a capire la logica che sta alla base della scelta di dividere alcune aree tematiche per colori (“latina verde blu e arancione” ).
Le pagine sono lente e non aggiornate, ma per la maggior parte è colpa degli uffici che non comunicano i cambiamenti.
Eppure pare che sia l’orgoglio di chi lo ha pensato e lo gestisce….. (a dire la verità sembra anche che sia stato fatto utilizzando wordpress, ma non ne sono sicuro)
Visto che non lo si può cancellare e ricostruire, credo che ALMENO una modifica utile e importante potrebbe essere quella di inserire una mappa della città (magari utilizzando google map) rendendo chiaramente visibili i luoghi dove sono ubicati gli uffici comunali, sparsi ormai un po’ dappertutto. Sarebbe anche bello che oltre quello fossere evidenziati gli orari di apertura (magari aggiornati) ma sarebbe chiedere troppo credo.
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per quanto riguarda lo streaming i problemi che conosciamo e le difficoltà di accesso alla diretta verificatesi da un mese e mezzo a questa parte. archivio non adeguato.
Albo pretorio
1) pubblicazioni tardive degli atti, a volte anche dopo mesi dall’emissioni
2) Oltre alla regolare pubblicazione della convocazioni di question time, consigli comunali e commissioni consiliari trovare una soluzione grafica che metta in evidenza nella home o in apposita soluzione gli appuntamenti di adunanze pubbliche, diversamente difficili da intercettare poiché catalogati come pubblicazioni genereiche
3) revisione generale dell’archivio degli atti
se uno non ha il numero della delibera è molto difficoltoso trovare le cose
4) più trasparenza negli atti dell’avvocatura. si ricorre ad omissis che sembrano anziché a tutela della privacy a copertura omertosa di situazioni in danno del comune
5) rifare da capo la sezione trasparenza amministrativa. non ci si capisce un cavolo
6) gli avvisi pubblici, ivi compresi manifestazioni di interesse e bandi devono avere una sezione dedicata: attualmente sono sparsi tra la home e la sezione trasparenza amministrativa. a volte li pubblicano da una parte, a volte nell’altra. non ci si capisce niente
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1. non c’è uno spazio , nè un’informazione, su come interloquire con l’amministrazione, su come ad esempio segnalare situazioni di degrado urbano,disservizi. Uno sportello per il cittadino in pratica quanto mai necessario nella situazione ….non buona…..della città.
2. Anche l’Albo, quello dove si pubblicano gli atti,le disposizione dell’Amministrazione, dov’è?? non è visibile . Mi sembra siano state inserite solo le notizie che l’amministrazione vuole far sapere.
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1) astrusità dell’albo pretorio, dove le cose vengono pubblicate senza un criterio preciso
2) follia mentale dei forum di ricerca dell’albo pretorio
3) ritardo nella pubblicazione degli atti sull’albo. Non è possibile che le delibere di giunta arrivino tre giorni dopo la seduta.
4) impossibilità tecnica di seguire le sedute in streaming del consiglio a causa di soluzioni tecniche obsolete
5) istituzione dello streaming anche per le sedute delle commissioni

mancano gli streaming vecchi.

La difficile trasparenza in Comune

img_7350Nella Commissione Trasparenza di oggi discuteva sulla questione “sito Web del Comune di Latina” e “accessibilità dei documenti” nonché “streaming del consiglio comunale“. I problemi legati all’accessibilità degli atti e al riuscire facilmente a trovare ciò che si cerca è un problema un po’ di tutti, anche dei più esperti informatici.

L’assessore alla Trasparenza Paola BRIGANTI ha confermato la volontà dell’amministrazione di voler operare nella direzione di un potenziamento di questi strumenti ma ha fatto presente una serie di problemi, da quelli tecnici a quelli delle risorse economiche, e sembra che difficilmente saranno superati nel prossimo futuro.

Ecco quello che dicono i cittadini.

Qualche esempio?
Il costo di una linea dedicata per potenziare il flusso dei dati per lo streaming del consiglio comunale richiederebbe un costo di 10.000 € l’anno. Dalle parole dell’assessore si comprendeva che il costo era considerato eccessivo.
Io lo ritengo necessario se vogliamo essere davvero trasparenti.

Nel mese di ottobre 2016 la giunta ha approvato una delibera di indirizzo molto generica rispetto al riassetto di alcune parti del sito Web stanziando poco più di €20.000. Fino ad oggi però, ancora non è stato affidato l’incarico a nessuno.

Per vedere qualche cambiamento dovremo aspettare probabilmente circa un anno e questo solo per un parziale piccolo cambiamento.

Epppure il governo va in una direzione diversa, imponendo anche una tempistica e delle modalità assolutamente adeguate ai tempi. Con il Decreto Attuativo del ministero per lo sviluppo economico, il cosiddetto FOIA, del 6 giugno 2017 c’è stata un’ulteriore apertura rispetto ai bisogni di conoscenza della cittadinanza tanto che vengono sollecitate le amministrazioni ad un approccio proattivo della informazione della propria attività, prevenendo le richieste e rendendo disponibili dati, documenti e accessi civici anche attraverso i social come Facebook e Twitter.

Un particolare rilievo viene dato anche alla accuratezza di dati che devono essere comunicati ai watchdogs, ovvero gli operatori della comunicazione, come ad esempio i giornalisti, perché possano lavorare nella direzione di una maggiore chiarezza di informazioni. La partecipazione inizia proprio con la trasparenza.

Facciamo un esempio.
Attualmente il cittadino non sa quando e cosa viene discusso nelle commissioni che sono aperte al pubblico e pochi lo sanno!

Un altro esempio.
Cosa decide l’amministrazione in merito a fatti e questioni (le cosiddette delibere di consiglio, delibere di giunta, come anche tutte le determinazioni dirigenziali…)?
Dove sono disponibili?
Non è affatto semplice informarsi con lo strumento che oggi abbiamo, il cittadino è ancora purtroppo tagliato fuori e non sappiamo ancora per quanto tempo lo sarà.

Intervento Consiglio 6 giu 2017 Marina di Latina

Ascolta il mio intervento in Consiglio Comunale sulla Marina di Latina.

Nel mio intervento mi sono limitata a leggere il programma di LBC sulla Marina che riporto qui sotto. Nel Documento Unico di Programmazione e nel Piano Esecutivo di Gestione la Marina occupa un posto assolutamente marginale. Non ci si può meravigliare della situazione attuale.

Riporto più sotto parte delle osservazioni e idee (che ho integrato nel mio intervento citandoli), di molti di voi che hanno risposto alla mia richiesta di contributi per essere veramente il portavoce dei miei elettori.

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(Maria)
Il sindaco e la sua giunta Non leggono i giudizi negativi sui social in merito a ciò che non fanno? Degrado assoluto e sporcizia in città e a quella definita eufemisticamente Marina? Coletta Non ci rappresenta più,continui pure a dormire! Siamo stufi del suo Non fare,vergogna! Ad es:un tempo c’era il giardiniere comunale per Piazza del popolo e prefettura,acqua sfavillante Acqua zampillante nella relative fontane etc…sappi che oggi ore 9,40 al n.0773/1533104 per segnalare scempio via respighi Non rispondeva nessuno (assessorato ambiente)

(Maria)
Due punti:
Necessario mettere passerelle per far arrivare al mare alle persone con mobilità ridotta, ai bimbi in passeggino…
Poi pagare 3/4 € per passare una giornata al mare è eccessivo ma per chi come me e tante altre persone andiamo  soltanto 1 o 2 ore è veramente un furto

(Maria)
Ieri ho fatto una passeggiata sulla marina. Sulla duna hanno costruito due parcheggi. Alcuni stabilimenti non rispettano la distanza dalla riva
La legge italiana è disattesa
La duna è parte del patrimonio ambientale che distingue il nostro litorale, La riva è territorio pubblico

(Pietro)
Che ne dici di abolire la “gabella” sul mare visti i livelli dei servizi offerti? Ma anche di pubblicizzare percorsi ed orari dei bus Latina Mare?

Ambra
Senz’altro per rendere più accessibile la marina bisognerebbe migliorare la viabilità e creare dei punti panoramici chefavoriscano il passeggio. Ciao e buona giornata

Anna
Buongiorno Nicoletta, occorre affrontare il problema dello spargimento di sabbia sulla  Strada e sulla pista ciclabile sui  marciapiedi, che non possono stare allo stesso livello delle dune e degli ingressi al mare, anzi spesso sono al di sotto della quota delle dune! Occorre, anzi occorreva che fosse già affrontato! è un problema QUOTIDIANO: di sicurezza poiché la pista ciclabile, la strada, i marciapiedi  non sono sicuri,  ambientale perché la situazione contribuisce all’accelerazione dell’erosione della costa! E’ una situazione che l’Amministrazione, l’Assessorato  Ambiente, gli Uffici tecnici debbono affrontare da tempo. Quest’inverno la strada fu completamente invasa dalla sabbia e ci si è limitati a far intervenire Latina Ambiente. Promuovete un’ interrogazione perché si trovino le soluzioni tecniche. Non solo il vento ma anche il calpestio provocano il fenomeno ogni giorno.
Un’idea? Richiamare il Progettisti, gli Esecutori, i Collaudatori delle opere e insieme agli Enti preposti, studiare le soluzioni a impatto zero e al minimo costo. E’ inutile spendere Milioni nel ripascimento, se non si impedisce la dispersione giornaliera della sabbia

Maura
Innanzitutto bisogna provvedere quanto prima alla riparazione  delle scalette/passerelle, mettere cartelli contro le cicche in spiaggia (sono folle), prevedere un ticket per la mezza giornata, formule non costose.
Negli ultimi anni mi è sembrato che poca gente vada al mare a sinistra.
Buona giornata

Controlli a chi autocertifica: una mozione per una convenzione con la Guardia di Finanza

schermata-2017-05-31-alle-15-46-45Abbiamo appena presentato col  gruppo consiliare del partito democratico due mozioni: la prima riguarda l’adesione nel nostro comune alla Giornata Provinciale del Buon Gioco (leggi la mozione) da poco istituita; l’altra riguarda la richiesta di convenzionare il nostro comune con la Guardia di Finanza (leggi la mozione) per il controllo sostanziale di coloro che, dietro autocertificazione, beneficiano di tutta una serie di contributi e facilitazioni di tipo economico erogati dal nostro Comune. Attualmente gli uffici comunali effettuano controlli di tipo documentale, o formali che riguardano l’esame dei documenti che i cittadini allegano alla domanda. Un Protocollo d’intesa tra il Comune e la Guardia di Finanzaschermata-2017-05-31-alle-15-47-44rende sistematici i controlli di tipo sostanziale che, attraverso l’attivazione di verifiche incrociate, riescono a definire il vero quadro economico familiare. Tutto questo perché potrebbero essere ancora moltissimi coloro che, autocertificando il falso o producendo documenti non veritieri, tolgono risorse per i cittadini che veramente ne hanno diritto.

È l’odiosa prassi che vede genitori evidentemente benestanti ma che pagano rette ridotte, se non completamente esentati, per gli asili, le mense scolastiche, o persone evidentemente in buono stato economico ma che beneficiano magari di residenze popolari o altri benefici togliendoli a chi è veramente bisognoso.

Credo che attivare una collaborazione tra diversi soggetti nel campo dell controllo non possa che far bene alla nostra comunità, da troppo tempo testimone di vere e proprie insopportabili ingiustizie e soprusi.