Tag Archives: PD

Congresso PD a Latina: si riparte.

Il Partito Democratico è una risorsa per il nostro paese e per la nostra città nella misura in cui riesce a diventare comunità di persone. Ciò che noi dirigenti di partito riteniamo importante non può essere diverso da ciò che ritengono importante le persone fuori del PD.

I problemi delle persone siano la nostra bussola per la scelta delle priorità.

Ecco il mio intervento integrale in video.

Ecco la trascrizione.
INTERVENTO Congresso PD
Nicoletta Zuliani
(29 giugno 2017)

Oggi è un giorno importante. Io lo sento come tale. Quando ho preparato questo intervento non sapevo se saremmo stati pochi o tanti. Quello che vale è essere qui per dare una forma e una sostanza al nostro impegno di cittadini iscritti al Partito Democratico.
Chi è qui oggi sicuramente ha delle aspettative, ma anche voglia di contribuire col proprio tempo, competenze, energie a rendere vivi dei valori, dei valori che dovranno guidarci per arrivare a dare delle risposte alla nostra comunità latinense. Valori e risposte.
Esatto.
Noi siamo proprio nel mezzo. Noi siamo tra i valori che ci hanno portato qui oggi e i problemi dei nostri concittadini ai quali dobbiamo dare delle risposte.

IL COMPITO DEL PARTITO
Probabilmente si dimentica spesso quello che è il vero compito dei partiti.
Probabilmente è per questo che i cittadini dentro le urne (ma anche fuori delle urne scegliendo l’astensionismo), è per questo che i cittadini non ci scelgono.

Le ultime vicende elettorali devono portarci a riflettere su ciò che non deve essere il nostro partito. Non farò una analisi del voto: voglio osservare ciò che questi ultimi risultati mi dicono rispetto a come il partito non deve essere.

Il partito non può essere il luogo in cui arriva dall’alto un ordine che viene eseguito.
Il partito non può essere un mero comitato elettorale di qualcuno che ha bisogno di essere eletto.
Il partito, o crea un senso di appartenenza, o è inutile alla collettività.
No, anzi, è dannoso. E la collettività lo punisce non scegliendolo alle elezioni.

I CIVICI
Osserviamo ora il “fascino” che i civici esercitano sugli elettori. Non mi riferisco ai falsi civici, quelli che si spogliano solo nominalmente dei vessilli dei partiti per disconoscere in modo ipocrita il proprio operato e la propria storia da politico con lo scopo di riacquistare una verginità presso gli elettori: non parlo quindi degli ex-PdL, ex-FI, ex-AN, ex-PD, ex-“qualsiasi partito” che fingono di essere civici. Parlo dei civici veri, quelli della società civile che si impegna.

Perché qui è molto sottile la differenza che forse non si è colta a sufficienza.
La scelta del civismo non è rifiuto dei cosiddetti partiti politici tout court: di fatto i movimenti civici sono associazioni di persone che contribuiscono alla vita politica del loro paese. (art. 49 della Costituzione)
I civici scelgono persone che rappresentano ciò che sono: onestà, dedizione al lavoro, spirito di gruppo, successo professionale, carica umana, saper parlare la stessa lingua della gente, ma anche semplicità e ordinarietà…
Poi si dotano di un progetto di buon senso per la città, affatto ambizioso, anzi.
E questo è sufficiente per farli vincere, spinti anche dal vuole non votare chiunque sia stato al potere prima di loro.

VALORE DELLA PERSONA
Guardiamo chi votano i cittadini che scelgono i civici, che caratteristiche hanno gli eletti. Vedete, oggi è molto più apprezzato chi si mette a disposizione senza aspettarsi nulla in cambio, senza un interesse collaterale… loro, questi civici, non hanno nulla da perdere, e il guadagno che ne ricavano è tutto nel gruppo.

Il loro concetto di persona è diverso da come i partiti lo hanno inteso oggi. I partiti tradizionali invece di vedere la persona, la intendono come pacchetto di voti, portatore di voti, garante di relazioni e di consenso elettorale. Si è portati ad usare le persone per arrivare ad una certa percentuale di consenso che, secondo i calcoli, possa garantire questa o quest’altra cosa.
Tatticismi.

Io credo invece che le persone siano portatori di valori.

Allora, quando definiamo le liste dei candidati o per gli organismi del partito, chiediamoci: quale valore rappresenta questa persona? Quale valore, non CHI rappresenta, da chi è portata. Chiediamoci: cosa rappresenta questa persona per la sua storia, le sue scelte, la sua vita?
C’è da attuare uno spostamento di peso: dalle persone ai valori che quella persona rappresenta e per cui è riconoscibile; spostiamo il peso dai nomi ai progetti; dai nomi a ciò che le persone veicolano e che “raccontano” all’esterno con il loro essere.

E allora capite quanto sia importante la scelta dei valori, degli indirizzi, dei metodi, e dei criteri di scelta delle persone che li rappresentano!!
Questo ci farà ricostruire la nostra entità di gruppo. O diventiamo un gruppo così, una comunità, o saremo inutili alla nostra città.

I NOSTRI VALORI
Ai civici mancano però gli strumenti della politica, della conoscenza dello “spazio” amministrativo e questo vanifica molto del loro affannarsi a fare le cose; sono lenti ed inefficaci.
A loro manca una visione radicata in valori ben precisi, una visione che è il risultato di una percorso fatto di tradizione politica quella bella, quella che ti muove il cuore;
A loro manca il collegamento a politiche territoriali di più ampie che danno consistenza e solidità. Tutte cose che i partiti hanno nel loro DNA e nella loro storia. Tutte cose che noi abbiamo.

Allora, ripartiamo da persone credibili, vere, generose.

Ripartiamo dai valori inossidabili del nostro stare insieme: li dico in tre parole
democratici
solidali
aperti

Democratici
Questa parola racchiude sostanza e metodo: Chi decide? Cosa viene deciso? Come viene deciso? Basta con i cosiddetti caminetti o con le cene o pizze dei maggiori rappresentanti che si mettono d’accordo o che si dichiarano guerra. Nel documento presentato dal nostro gruppo poniamo questo come punto inderogabile e questo mi aspetto dal nuovo segretario.
Si decide dentro gli organismi, e le persone che compongono gli organismi siano portatori di valori che la gente vuole: onestà, lealtà, rispetto.
Gli organismi non possono ratificare solamente decisioni prese dai maggiori rappresentanti: devono proporle, discuterle, elaborarle…
Per decidere bisogna conoscere. Per ciò, collegamento costante tra gli eletti e la base garantito dal partito: incontri periodici, aggiornamenti accessibili a tutti con una canale di feedback a doppia via. La base deve sapere cosa fanno gli eletti, e gli eletti devono ascoltare le proposte della base.

Solidali
I problemi che vivono i nostri concittadini siano la nostra bussola. Questo ci detterà l’agenda delle priorità. Per questo, il partito si attrezzerà per recepire dalle diverse aree territoriali le voci che descriveranno i problemi e le proposte.
Ci sono problemi pesantissimi ed è urgente, urgentissimo che il Partito Democratico si faccia presente e promuova soluzioni.
La gestione dei rifiuti, l’igiene pubblica, la gestione dei rifugiati, l’emergenza idrica, la crisi produttiva, lo stallo amministrativo del settore edilizio, l’assenza di pianificazione e di creazione di presupposti per un futuro diverso da oggi, non posso elencarli tutti… Essere solidali significa non staccarsi mai da quelli che sono i problemi di tutti i giorni che i Latinensi e i borghigiani vivono e soffrono. I loro problemi sono la nostra bussola.

Aperti
Lasciamoci contaminare da ciò che è fuori del partito. La vita si è velocizzata, viaggia su canali mediatici diversi da quelli che i partiti avevano. Le cosiddette classi sociali e le categorie con le quali eravamo abituati a confrontarci sono totalmente diverse da quelle di soli 20 anni fa. Non siamo più un paese di produzione, e la scuola e la formazione devono cambiare rapidamente o restiamo fuori da tutti i mercati. Ci saranno conseguenze massicce ed epocali sul fronte della demografia e della migrazione dei popoli…
Ciò che è fuori del nostro piccolo partito, le grandi sfide iniziano e si evolvono secondo schemi che non fanno più parte delle nostre vecchie categorie.
Non temiamo il nuovo, dobbiamo ben ponderarlo ma dobbiamo essere aperti, perché il futuro non è niente di ciò che abbiamo già visto. Il futuro potranno farcelo intravedere solo i giovani, e quelle poche menti illuminate spesso inascoltate.
Dobbiamo aprirci al contributo di chi vuole dare forza al nostro partito democratico e in chi si riconosce nei nostri valori.

Democratici, solidali, aperti.
In questo nuovo inizio riponiamo tanta speranza. Non solo noi. Fuori ci aspettano tantissimi cittadini, stanno guardando e aspettano di valutarci secondo le loro categorie, le loro categorie.

Democratici, solidali, aperti.
Alessandro, il nostro contributo andrà in questa direzione, e solamente in questa.

RENZI VINCE: ora riorganizziamo insieme il PD a Latina

img_7477

Il risultato è netto e chiaro: la proposta di Renzi vince anche a Latina e provincia.

Sono 2.300 i latinensi che sono andati ad esprimere la propria preferenza per scegliere il segretario del Partito Democratico che, secondo l’attuale statuto, sarà anche il candidato premier nelle prossime competizioni politiche. Anche se i dati comparati alle primarie del 2013 (3200 votanti) e alle primarie per la scelta del candidato sindaco del novembre 2015 (6.200 votanti) fanno registrare un calo, la vitalità del PD è reale e ne va preso atto.

Mi è piaciuta la campagna portata avanti da Renzi a livello nazionale. Ogni incontro era tematico e proponeva progetti concreti e percorsi ben studiati e realizzabili: lavoro, scuola, immigrazione, Europa… non critiche o polemiche. Le dichiarazioni di Orlando ed Emiliano preparano la strada ad un partito che vuole e accoglie il segnale della sua comunità per governare responsabilmente questo paese, senza inutili e dannosi populismi.

LAVORIAMO ORA PER IL PD A LATINA.
Certamente questo ci incoraggia a lavorare di più e meglio per il partito di Latina, che evidentemente, ha avuto diversi problemi.
Le persone sono il valore più importante di un partito: non si è riusciti a valorizzare e ad attivare tutte quelle risorse umane, di esperienza, e di linfa nuova che si sono fatte avanti nella campagna elettorale: che fine hanno fatto i candidati delle liste a sostegno di Forte nelle ultime elezioni? Un partito di esperienza e inclusivo avrebbe immediatamente valorizzato e attivato tutte le forme di partecipazione possibili per organizzare una forza politica invidiabile.
E’ seguito invece un “coma farmacologico” indotto.
Ci ritroviamo oggi commissariati, di fatto immobilizzati per qualsiasi tipo di iniziativa o presenza sul territorio. Solo iniziative legate a singole personalità sono state portate avanti e partecipate sempre da singoli o piccoli gruppi legati a quel singolo politico.

INDIVIDUALISMI
Ma come singoli individui non si va da nessuna parte: c’è un “bene più grande” al quale bisogna lavorare (e non è affatto detto che coincida con quello personale…). Dobbiamo ricostruire un tessuto, riattivare una comunità di persone che collaborano e scelgono insieme la direzione verso cui andare. Va ricostruito quel contenitore comune permeabile, onesto e leale che darà spessore e credibilità al nostro agire come Democratici.
Se fino ad oggi il PD di Latina si è caratterizzato per la litigiosità e le “battaglie politiche” interne, è arrivato il momento di liberare il partito da logiche personalistiche ingombranti, vecchi metodi e insanabili rancori. Chi non riesce ad uscire fuori dalla logica del “proprio orticello” faccia un passo indietro: il PD ha bisogno di Politici generosi e coraggiosi, perché anche se c’è il traino di Renzi a livello nazionale, localmente dobbiamo guadagnarci la stima dei più che ti portano a vincere un’elezione dimostrando onestà, trasparenza e compattezza.

CON CHI GOVERNARE?
Il  mantra di questi giorni è: con la sinistra o con Forza Italia?
Ho sempre creduto che la proposta politica si caratterizzi attraverso un proprio obiettivo, un progetto per realizzarlo e la capacità aggregativa di saper lavorare con chi condivide quell’obiettivo e quel progetto. Ecco perché sono nate, proliferate ed hanno avuto successo le liste civiche: spogliate di qualsiasi ideologismo che frena  e mette muri alle parti, sono capaci di “assemblare” al loro interno diverse “nature” ideologiche e culturali tutte però funzionali al raggiungimento del comune obiettivo.

C’è bisogno di stabilità, c’è bisogno di formulare proposte sensate che abbiano ricadute possibili e reali sulla cittadinanza, non proposte populiste come quelle fatte da coloro che non hanno la responsabilità di governo. C’è bisogno di trovare dei punti di mediazione, e di lavorare ad un progetto serio, sostenibile e lungimirante.
In un contesto frammentato e di stampo proporzionale,  il discrimine va trovato nel chi vuole dare forza ai nostri progetti.
Altro è aderire ai progetti degli altri.

 

Amministratori PD no-slot prov. Latina: i primi risultati

img_7325Il lavoro del comitato degli Amministratori PD no-slot comincia a dare i suoi primi risultati: a seguito di una richiesta di dati inerenti la presenza di macchinette slot e VLT nel Comune di Fondi da parte della consigliera dem  di Fondi, Maria Civita Paparello, si scatena una miriade di controlli in tutte le sale gioco e slot del territorio da parte dei Vigili urbani che, congiuntamente ai carabinieri, hanno potuto accertare la presenza di minori e numerose irregolarità documentali da parte dei gestori.

img_7314“Al di là dei colori e delle appartenenze politiche, si ha la responsabilità di intervenire per regolamentare e limitare il gioco d’azzardo sia pure  legalizzato, che ha creato una vera e propria patologia da dipendenza.” – così dichiara la Paparello a seguito della totale disponibilità dell’amministrazione di Fondi ad andare nella direzione della lotta al Gioco d’Azzardo Patologico.

“A Fondi  – continua la Paparello – sono circa settanta tra bar, tabaccherie, agenzie di scommesse  gli esercizi dove è possibile giocare d’azzardo e non è ancora stato approvato un regolamento, ma la sollecitudine con cui si è iniziato un percorso condiviso di monitoraggio e controllo lascia ben sperare che in breve si giunga ad approvare all’unanimità un documento che disciplini il settore.”

IMG_7041Il Comitato degli Amministratori Dem no-slot è nato solo un mese fa ma sta lavorando sodo con i suoi oltre 60 amministratori per colmere il vuoto normativo e dettare norme chiare a livello di orari e distanze. Così la presidente del comitato amministratori PD no-slot, consigliera dem di Latina Nicoletta Zuliani: “Svilupperemo il nostro lavoro a vari livelli: a livello di legislazione nazionale, ANCI, ASL, Regione, attraverso la prevenzione nelle scuole, nelle famiglie… perché gli interventi amministrativi possano essere realmente efficaci”. La  Zuliani aggiunge: “Latina, Sermoneta, Fondi, Minturno, Maenza, Roccagorga… ci stiamo mobilitando in tutti i comuni dove siamo presenti e presto presenteremo alla presidente della Provincia Eleonora Della Penna proposte concrete per contrastare il fenomeno anche coinvolgendo l’Amministrazione Provinciale: è una lotta che deve coinvolgere tutti i livelli politico-amministrativi perché è a rischio la coesione sociale di un intero territorio e sappiamo bene chi ne trae vantaggio.” Infatti è proprio la malavita che trae una fetta di guadagno cospicua dall’investimento nel settore dei giochi leciti, sia obbligando i gestori a installare macchinette di loro proprietà che alimentando il giro di usura che gravita inevitabilmente intorno ai locali in cui si esercitano dette attività: secondo le ultime relazioni della DIA i casalesi detengono circa l’80% del settore.

Contrasto alle ludopatie: un impegno forte del PD

Sono oltre 60 gli amministratori PD – tra consiglieri, assessori e sindaci – che hanno sottoscritto il documento che dichiara guerra alla ludopatia. Lo scorso 10 marzo si è costituito il Comitato Amministratori PD antislot che coordinerà tutte le azioni amministrative in contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico in diretto contatto con gli amministratori con cui si progetteranno le varie misure.

nicEpatCrediamo che un problema così importante e che presenta incongruenze sotto tanti punti di vista vada affrontato con estrema decisione e compattezza”, affermano con forza Nicoletta Zuliani consigliera di Latina che da anni si occupa del tema e Patrizia Menanno assessore alla Legalità di Formia, comune “di punta” nella lotta al GAP.

I nostri amministratori - continuano le promotrici del documento - sono persone che hanno voglia di dare risposte reali e concrete, e con questa rete provinciale sapremo attivarci a corpo, da una parte per sollecitare i Comuni che ancora non hanno regolamentato la materia delle sale da gioco e giochi leciti, e dall’altra a promuovere iniziative di prevenzione e contrasto veicolando anche buone prassi di Comuni italiani che molto prima di noi hanno  iniziato questa battaglia. Non ultima una sana e ferma pressione dal basso nei confronti dei nostri parlamentari: sono ancora in standby diverse proposte di legge per regolamentare la materia a livello nazionale, due di cui a firma del Partito Democratico”. 

 

Trascrizione dell’illustrazione degli emendamenti al bilancio previsionale 2017

CONSIGLIERA ZULIANI NICOLETTA: illustrazione degli emendamenti.

Allora, innanzitutto vorrei dire che questi emendamenti sono stati, non sono degli emendamenti che come pretesto per allungare i tempi del Bilancio io ho scritto, sono stati piuttosto frutto di una specie di sondaggio, diciamo così, le persone che mi seguono in qualche modo hanno ricevuto da parte mia una richiesta, secondo loro ho chiesto che cosa voi vorreste fare? Come vorreste modificare il Bilancio? Quali sono gli aspetti che voi con queste somme, perché è possibile modificare il Bilancio in queste parti, voi che cosa fareste? Più o meno settecento persone alle quali io ho inviato questa richiesta mi hanno risposto, non settecento ma un numero molto alto tanto che sono stata praticamente due giorni anche a rispondere uno per uno per dire, per spiegare tante volte che alcune cose non si potevano fare perché c’è la spesa corrente,

c’è la spesa in conto capitale, quindi è stata anche una occasione per spiegare un attimo come funzionano alcune cose che i cittadini non conoscono.
Sono arrivate, devo dire, delle proposte, tantissime proposte bellissime, di queste ne ho prese cinque, quindi due sono in conto capitale e sono quindici mila euro per la manutenzione straordinaria per il Parco Farroupilha. Il Parco Farroupilha è un parco che si trova nella Q4, è il parco dove c’è anche il bar, quel bar che per fortuna in qualche modo riesce a tenere l’area sorvegliata e riesce a fornire un servizio alle persone che vanno lì, è un parco bellissimo.

Ricordo all’inizio quando tutti i giochi erano in funzione veramente era frequentatissimo, anche adesso lo è, certo in misura inferiore proprio perché i giochi sono ormai rotti e quindi è impossibile poterli utilizzare tutti quanti.

Sono andata a vedere e circa quindici mila euro erano sufficienti, ho parlato con gli uffici e quindici mila euro erano la somma che poteva essere stanziata e distratta da un capitolo per poter rendere questo parco finalmente agibile per tutti i bambini.

Come voi vedrete o come avete già visto tutti i miei emendamenti sono un po’ faziosi perché vanno sempre nella direzione un po’ dell’infanzia perché credo che questo sia… sono super faziosi, io sono super faziosa.

Quindi ritengo che questo intervento non sia soltanto possibile perché lo dicono i Revisori dei Conti, non solo perché lo dice il dirigente Giuseppe Manzi, non solo perché lo dice anche il dirigente che dovrebbe cedere i soldi come quello che dovrebbe prenderli.

Io dico che questo emendamento è sicuramente qualche cosa che va a favore della nostra città, va a favore dei bambini e io spero che voi diciate sì perché hanno detto sì tutti quelli ai quali è stato chiesto il parere.

Tra l’altro io vorrei anche sottolineare una cosa.
Quando si emenda un Bilancio non è che lo si fa per avere visibilità come alcuni di voi hanno detto, ah, perché adesso dovete avere visibilità con questi emendamenti.
Io non credo di avere bisogno di visibilità, non mi interessa, a me interessa dare una risposta alle persone che mi hanno interpellato, mi hanno usato per poter fare arrivare qui la loro richiesta.
Gli emendamenti servono per partecipare e questa è la forma di partecipazione che probabilmente non avete considerato nel vostro annovero dei percorsi partecipativi però il legislatore ci aveva già pensato che quando si fa un Bilancio l’unico modo per poterlo partecipare è la possibilità di emendarlo, la possibilità di emendarlo anche con il Bilancio armonizzato è rimasta perché la politica è sovrana nelle scelte, un politico potrebbe anche fare una scelta scellerata e decidere di andare

contro il pareggio di Bilancio, è una scelta scellerata ma è una scelta politica che può fare prendendosi tutte le responsabilità, questo è il potere del politico.
Io credo che noi non possiamo abdicare a questo potere perché è questo quello che ci fa veramente capaci di andare in contro alle vere esigenze dei cittadini che spesso, nel momento in cui i politici vengono assorbiti da tanti tecnicismi tendono a dimenticare, questo è il primo emendamento.

L’altro emendamento in conto capitale è a 45 mila euro per ripristinare un luogo pubblico che è chiamato Piazza Nuova, che probabilmente nessuno di voi conosce, neanche i funzionari quasi sapevano che si chiamasse Piazza Nuova.

Praticamente è quel piccolo parco vecchio Replastic, ex Replastic che si trova su via Del Lido, via Sant’Agostino che si trova vicino al Grassi, quello è un parco bellissimo, è piccolo ma è bellissimo, c’è una fontana e serve praticamente una zona che prima di oggi era frequentatissima.

Anche lì ci sono dei giochi che sono ormai distrutti, anche lì ci sono delle panchine, c’è una area che è un po’ isolata perché c’è una siepe, è ovviamente una di quelle aree degradate che io ho pensato di poter offrire, rioffrire alla cittadinanza.

Quindi questi sono due emendamenti per le spese in conto capitale e ci sono sempre i bambini.
Poi c’è un altro emendamento la cui idea mi è stata sottoposta da più persone che hanno a che fare con lo sport. Voi sapete che quando i bambini iniziano a fare uno sport devono obbligatoriamente presentare una certificazione medica che è arrivata al costo di cinquanta euro.

Ora da alcune associazioni sportive mi è stato segnalato che questa spesa all’inizio dell’anno è esosa, non ce la fanno, cinquanta euro con l’inizio dell’anno, la scuola, tutte le spese che una famiglia deve affrontare, questa dei cinquanta mila euro per le certificazioni mediche veramente è una cosa che non riescono tanto che o procastinano la adesione a gruppi sportivi oppure non lo fanno proprio.

Beh, alcuni di questi mi hanno detto che personalmente ci mettono di tasca loro però sentono che, visto che ovviamente lo sport, e noi come Consiglieri abbiamo avuto modo più di una volta di confrontarci su questo e sappiamo quanto lo sport sia anche un presidio proprio di legalità, quanto sia importante tenere i ragazzini, i bambini impegnati in una attività sociale sotto sorveglianza ma in un ambiente tutelato che li controlli e li aiuti a crescere al di fuori del bullismo, al di fuori di tutta una serie di violenze che spesso sono sottoposti.

Allora in questo senso voglio ipotizzare un piccolo fondo, io qui avevo pensato cinque mila euro per poter fare una convenzione con l’ASL e sostenere le famiglie per poter fare  delle certificazioni ai meno ambienti.

Questo è ovvio, poi è una forma che noi dovremmo capire come fare, lì ci sarà bisogno di confrontarci e capire come, a chi, cercare anche con l’Assessore ai servizi sociali, cercare di comprendere in che modalità erogare questi soldi però è dare una risposta a un settore che secondo me lo merita.
Un altro emendamento sempre di cinque mila euro era stato, voglio essere pessimista, voglio essere ottimista, spero che verrà creato per offrire un servizio di traduzione Lis all’interno del nostro Comune.
Noi abbiamo una comunità di sordomuti nella nostra città abbastanza nutrita e pensate già noi quando dobbiamo andare in un ufficio comunale a presentare una difficoltà spesso non ci si capisce, immaginate se si è sordomuti. C’è bisogno per forza di concordare l’incontro con i nostri uffici insieme a una persona che sia in grado di comprendere il linguaggio dei sordomuti perché il sordomuto altrimenti come farebbe a parlare di una pratica edilizia oppure una qualsiasi altra pratica che comunque implica una conoscenza di un linguaggio specifico e tante volte la burocrazia è talmente intricata che anche noi riusciamo a capirci.
Quindi molti Comuni l’hanno adottato questo servizio Lis, ovviamente questi sono pochi soldi ma sono un segno di attenzione molto grande rispetto alla integrazione di persone che altrimenti rimarrebbero emarginate e che comunque trovano nella comunicazione una grande barriera che non è architettonica ma è una barriera di comunicazione, è una barriera di integrazione.
Ovviamente questo servizio verrebbe fatto a certi giorni, soltanto a certe ore, perché è ovvio che cinque mila euro non possono coprire un grande tempo, un grande arco di tempo però è un inizio, è un segno, è un modo per integrare questo Bilancio e renderlo un po’ più anche delle persone perché questa, vi devo dire, non è una idea mia, ve lo ripeto, queste sono tutte idee che mi sono state date dalle persone che mi hanno scritto.
Quindi non intendete questo come un emendamento proposto da Zuliani, dalla Consigliera politica che magari prima chissà che ha combinato nella precedente consiliatura, Zuliani e Forte, il Partito Democratico, con tutto quello che queste parole vi possono evocare.
Pensate che sono proposte di persone, le persone che io rappresento e che non sono poche e che vogliono partecipare a questo Bilancio, che lo vogliono sentire anche un po’ loro perché l’emendamento è questo, è far sentire un Bilancio anche di chi non l’ha redatto, anche di chi è qui e rappresenta quella parte della città che vuole sentirsi rappresentata e vuole trovare una voce.
Quindi io spero di avere aperto una breccia perché veramente adesso quando, non so che cosa dirò a queste persone rispetto a quello che deciderà LBC. Una persona mi ha detto: “Nicoletta, ti va proprio di andare a mendicare queste cose alla Maggioranza”? Io ho detto: “hai ragione, è vero, è un po’ mendicarle, però sai cosa c’è? Io lo faccio volentieri perché sento che è una cosa che faccio veramente per le persone che me l’hanno chiesto per cui io mendico con molta dignità e con molto orgoglio”.

Grazie.

BILANCIO 2017: no alle polemiche, ma i tempi sono proibitivi.

Si sta facendo polemica sulle modalità di analisi e discussione del bilancio.

20140329-215804.jpgNon polemizzo, ma devo ammettere che così com’è , l’iter sembra costruito per non dare spazio alla minoranza che invece deve svolgere il proprio mandato di controllo ed indirizzo e in quanto minoranza va rispettata e tutelata. Il bilancio approntato in poco tempo è una cosa davvero buona ed apprezzabile, anche se non per iniziativa dell’amministrazione, bensì per obbligo di legge che ha imposto un termine senza possibilità di proroga. Il termine verrà rispettato ma… bisogna ammettere che la minoranza è stata sacrificata in nome di un rigore che cozza con il buon senso. Si sarebbe potuto agire certamente con più tolleranza. E da parte di chi governa con certi numeri, la disponibilità diventa un fatto di eleganza politica.

La questione riguarda la tempistica e le azioni.

Il 2 marzo la giunta approva la delibera di bilancio previsionale (leggi e scarica il bilancio previsionale 2017) con tutti gli allegati. Con l’attuale regolamento di contabilità modificato dal Commissario Barbato, i consiglieri  hanno tempo di depositare gli emendamenti al bilancio entro 10 giorni (di solito solo la minoranza presenta emendamenti perché la maggioranza sostanzialmente predispone il bilancio). Voglio sottolineare che questa è l’unica occasione che un consigliere di minoranza ha di dare un contributo in termini di proposte realizzabili  sia di opere che di servizi per la comunità cittadina.

Abbiamo fatto notare, in una conferenza capigruppo, alla presenza anche del Sindaco Coletta, che il tempo per presentare emendamenti era troppo ravvicinato anche perché non avremmo avuto né il parere dei Revisori dei Conti (il termine per la presentazione del loro parere al bilancio scade il 16) né gli elementi di conoscenza necessari che si acquisiscono durante le Commissioni Bilancio dove ogni assessore illustra quanto e come vengono finanziati i vari servizi. Le Commissioni sono infatti ancora in corso e ne avremo ancora per la prossima settimana.
Come si può apportare eventuali modifiche ad un Bilancio senza il parere dei Revisori e senza le necessarie spiegazioni rispetto alle scelte fatte? Si rischia di fare emendamenti senza senso!

Se ci fosse stata unanimità da parte di tutti avremmo potuto posticipare il termine a conclusione dell’iter nella Commissione Bilancio.

Abbiamo dovuto constatare un irrigidimento veramente incomprensibile da parte del Presidente del Consiglio e di LBC soprattutto perché ha costretto la minoranza ad agire in una condizione di non senso, rischiando di discutere emendamenti strumentali o redatti senza cognizione di causa.

Forse l’inesperienza non ha fatto riconoscere il valore di saper cedere un po’, e questa volta per una causa veramente giusta.

Nasce il Comitato PD anti-slot

IMG_7041Si è costituito il Comitato Amministratori PD No-Slot della provincia di Latina per “fare rete” e muovere decise azioni di contrasto al fenomeno delle ludopatie.
Gli amministratori democratici ritengono che occorra fare della lotta alla ludopatia una battaglia essenziale dell’azione politica, stilando regolamenti per la disciplina delle sale da gioco e dei giochi leciti, adottando ordinanze che disciplinino gli orari di attivazione delle macchinette e sensibilizzando la popolazione sui rischi di dipendenza. La rete di amministratori dem è già al lavoro per la condivisione di materiali ed iniziative amministrative e politiche.

IMG_7099Nel capoluogo dopo 8 mesi siamo ancora in attesa dell’approvazione del Regolamento sale giochi e giochi leciti che è partito da una mozione del PD, la n.1 del 2016 discussa nel primo Consiglio Comunale della nuova amministrazione Coletta, approvata all’unanimità.

Nel Comune di Formia, primo comune della Provincia a dotarsi, nel settembre 2014, di un regolamento e a dettare gli orari di attivazione degli apparecchi, ci sono elementi molto significativi sotto diversi profili.
Il primo riguarda il dato eloquente della riduzione dell’offerta di gioco in Città, dal 2014 ad oggi sono diminuite del 39% le sale giochi, del 9% gli esercizi commerciali con all’interno slot e vlt e del 38% il numero degli apparecchi presenti negli esercizi commerciali. Va rilevato però che contestualmente, sono raddoppiate le licenze rilasciate dalla Questura, non di competenza comunale. Risultati incoraggianti di buone e coraggiose prassi che vanno diffuse.
Il secondo dato è relativo all’orientamento del TAR Lazio di Latina che si è pronunciato sui ricorsi di alcuni gestori annullando l’ordinanza sindacale emessa su indirizzo del Consiglio Comunale e relativa agli orari di attivazione fissata dalle 10:00 alle 20:00 con motivazioni difficili da credere:

  1. un presunto difetto di istruttoria nell’indicare puntualmente il numero dei soggetti ludopatici presenti sul territorio
  2. la violazione del principio di proporzionalità per il quale il TAR afferma esservi grossi dubbi sull’idoneità della misura adottata a far conseguire l’obiettivo di lotta al fenomeno della crescente dipendenza delle persone dal gioco, in quanto sussiste l’agevole possibilità per i soggetti affetti da ludopatia di spostarsi in Comuni limitrofi, dove non siano stabilite le contestate limitazioni di orario”. E, prosegue il TAR ”appare di dubbia utilità un approccio svolto in modo atomistico dal singolo Comune senza nessuna forma di raccordo della sua azione con gli altri Enti locali ed in particolare con i Comuni confinanti”
  3. ad avviso del TAR, la compressione dell’iniziativa economica della società ricorrente accresciuta dalla scelta della P.A. di interdire la fascia serale dalle 20:00 alle 24:00 cioè una fascia oraria posta al di fuori del normale orario di lavoro in cui perciò vi sarebbe maggiore potenzialità di clientela e né per tal profilo ha alcuna rilevanza che detta interdizione fosse stata indicata già dall’atto consiliare di indirizzo

IMG_7100La Corte Costituzionale (sent. n. 300 del 2011 e sent. n. 220 del 2014) ha invece largamente legittimato gli interventi dei comuni in questo particolare settore.

Si pone spesso la motivazione occupazionale che il settore porta per motivare il sostegno al settore gioco, ma il rapporto costi/benefici per lo Stato è irrisorio se solo si pensa ai costi sanitari e sociali (numerosissime sono le famiglie disgregate e altrettanto numerosi i disoccupati e i pensionati che investono nel gioco restando privi di mezzi di sussistenza per cui si rivolgono sempre più spesso ai Servizi Sociali comunali che devono intervenire finanziariamente).

La battaglia dem intende prevenire la diffusione dei fenomeni di dipendenza dal gioco, anche se lecito, ed a tutelare le persone soggette ai rischi che ne derivano, nella consapevolezza che l’iniziativa è purtroppo ancora lasciata all’Ente locale, coadiuvato solo da Associazioni, in un ingiustificabile vuoto legislativo e silenzio Istituzionale.

E’ un’azione che soprattutto sottrae alla malavita (in particolare ai clan camorristici e, tra questi, segnatamente i casalesi – che secondo le ultime relazioni della DIA detengono circa l’80% del settore –) una fetta di guadagno cospicua che investe nel settore dei giochi leciti sia obbligando i gestori a installare macchinette di loro proprietà che alimentando il giro di usura che gravita inevitabilmente intorno ai locali in cui si esercitano dette attività.

Cosa è successo al PD di Latina??

IMG_6073Il PD di Latina è stato commissariato.
E perché?
L’art. 17 dello Statuto del PD elenca le condizioni per commissariare un circolo o una unione comunale e cita “gravi e ripetute violazioni“.
A quali gravi e ripetute violazioni si riferisce il decreto di commissariamento?

Non ce ne sono. Anzi.

L’Assemblea Comunale si è auto convocata lo scorso venerdi per inerzia del segretario provinciale  e del presidente che non l’hanno voluta convocare. Ci sono stati numerosi tentativi di mettere in moto il percorso per eleggere un segretario per ricomporre una agibilità politica e operativa. Tentativi soffocati dal commissariamento.

Diversa misura viene usata per gli altre situazioni di partito: Sezze è senza segretario da 2 anni; Priverno è ancora commissariata e il suo commissario si è da poco autosospeso; la Direzione Provinciale si riunisce per votare la lista per le elezioni provinciali senza il numero legale, senza votare, e con la promessa, non mantenuta, di riconvocarla. E invece i lavori sono stati terminati altrove…

Il commissariamento del PD di Latina a me sembra piuttosto un atto di prepotenza, perché molto altro nel PD del nostro terrotirio andrebbe commissariato. Per questo motivo abbiamo presentato ricorso avverso al decreto di commissariamento.

IMG_6071Abbiamo strappato un’assemblea pubblica alla fine di luglio (quella fatta all’Hotel Europa) ritenuta “un errore” dal segretario La Penna e dal presidente comunale Ingellis… e invece era l’unica cosa sensata da fare: uscire fuori dal partito e parlare con i nostri elettori.
C’è chi vuole gestire il partito tutto dall’interno, e chi vuole invece aprire le porte, parlare con la base, ascoltare le proposte per poi prendere le decisioni.

E sbaglia chi vede in questa parte una “corrente di Forte”: nessuno è più diverso per storia politica e scelte da me, De Marchis, Forte, Amici, Porcari, Valente, Fioravante… Se ci stiamo battendo per qualcosa è per ripristinare nel PD  gli elementi base per fare politica nella nostra città, con organismi che si riuniscono e decidono, con persone che vi si dedichino, con attività che si occupino dei problemi dei nostri concittadini e ne studino possibili soluzioni: o il partito si attiva per questo, o viene usato per la carriera politica di qualcuno. Non mi sembra che il PD sia attivo sul fronte delle attività sulla città: delle due, l’una.

La collegialità non è una parola, è un metodo, e va messo in pratica sempre. O si riparte da qui o non esisterà più un Partito Democratico a Latina.

Ho sempre contestato gli accordi fatti a monte per poi essere solo ratificati da “mani che si alzano” in una assemblea di partito: non è dignitoso, e non è rispettoso nei confronti di chi siede nell’assemblea. E non rende un buon servizio al partito e alla città.
Per questo stiamo tenendo il punto, e con questo ricorso vogliamo portare l’attenzione anche dei vertici nazionali su un atteggiamento di pessima prassi politica che invece di rispondere ad una proposta in modo democratico (venire in assemblea e scegliere un segretario o votare per altra proposta), sapendo di non avere i numeri in assemblea chiede di commissariare e di schiacciare con un piede chi vuole alzare la testa.

Queste modalità uccidono qualsiasi voglia di fare e di fatto distruggono un partito: c’è chi vuole un PD diverso ed è pronto a combattere e a metterci la faccia.

Il mio SI al Referendum Costituzionale: ecco perché.

IMG_5509Faccio una premessa: spesso Matteo Renzi non si pone bene (anzi!) ma devo ammettere che fino ad oggi, dal tempo di Prodi, è l’unico che sia riuscito a fare qualcosa.

Non ricordo grandi cose fatte da D’Alema, se non il fallimento della bicamerale per le riforme e gli “aiutini” a Berlusconi; ricordo bene Monti, Letta, e Bersani mai presidente per vistosa inadeguatezza…

Ricordo la strigliata che il presidente Napolitano, all’inizio del suo secondo mandato, il 22 aprile 2013 fece al Parlamento: più li “bastonava” nel suo discorso sottolineando quanto fossero incapaci nel raggiungere una minima decisione, più loro applaudivano… paradossale. Alla fine il Presidente nominò Renzi presidente del consiglio. Appunto, la Costituzione non prevede l’elezione diretta del premier, bensì l’incarico da parte del Presidente della Repubblica scegliendolo tra coloro indicati dalla coalizione che vince le elezioni.

E alla fine la scelta fu Matteo Renzi. Scelse ma ad una condizione: quel governo doveva impegnarsi a fare le riforme e la legge elettorale. Detto, fatto: Matteo Renzi ha fatto le riforme e la legge elettorale (oltre alla legge sulle unioni civili, la riforma della PA, della Scuola, la legge sul Dopo di Noi, la legge contro lo spreco alimentare e dei farmaci, la riforma del Terzo Settore, gli stanziamenti sull’edilizia scolastica, abolizione IMU…).

Non sono acritica: vedo benissimo i punti deboli di ogni provvedimento però sono comunque dei passi avanti importanti. Ha fatto quello che il presidente della Repubblica gli aveva chiesto con quelle forze politiche che volevano contribuire. Non mi scandalizzo che Renzi abbia lavorato con Verdini, Alfano… si lavora per obiettivi condivisi, non per affinità elettiva. Questa riforma ha le sue criticità (essendo un prodotto umano non è perfetta) ma queste criticità sono sostenibili rispetto ai vantaggi che se ne trarranno:

  • iter legis più veloce perché ci sarà una sola camera legislativa e quindi meno ricorso ai Decreti Legge oggi abusatissimi
  •  una camera degli Enti Locali con rappresentanti delle città e delle regioni votati dai cittadini, non stipendiati per il loro lavoro al senato (quindi di fatto la categoria dei senatori non esisterà più e neanche il costo che comportava)
  • si elimina la conflittualità di competenze tra regioni e stato
  • si elimina il CNEL, organismo obsoleto e costoso

Dobbiamo fare un passo avanti e uscire dallo stallo di questi ultimi 30 anni: basta dire NO a quello che non è perfetto, nulla sarà mai perfetto come lo vorremmo. Questa, invece, è l’occasione che abbiamo adesso per avanzare di un passo. Non credo ci sarà un’altra occasione a breve guardando alla composizione dell’attuale quadro politico nazionale (Di Maio, Salvini, Meloni, Grillo…). E poi non vorrei che domani ci dicessero “Non possiamo diminuire il numero dei parlamentari perché gli italiani hanno detto di NO.”

Intervista del “Giornale di Latina” sul presente e il futuro del PD.

IMG_9473La vicenda dei numerosi arresti nei confronti di politici da noi contrastati in 4 anni e che alla fine abbiamo sfiduciato mettendo fine ad un’era, non ci coinvolge solo come politici e cittadini: ci coinvolge anche come membri di un partito.
L’inchiesta che nelle sue intercettazioni interessa l’avvocato Mansutti, fa male a tutti noi e mette il partito in una situazione di grande debolezza.
La giornalista Marianna Vicinanza – del Giornale di Latina – mi intervista sul presente e il futuro del Partito Democratico di Latina.
Riporto qui l’intervista come apparsa sul giornale di oggi, domenica 20 novembre 2016.

Restano i cocci del partito democratico [...] Chi dovrà raccoglierli però sono coloro che siedono in consiglio comunale, le leve del partito in assise ovvero coloro che hanno il compito di portare avanti l’azione dei democratici e che rappresentano il presente il futuro dell’azione politica per i prossimi anni nel capoluogo. Come Nicoletta Zuliani, tra i firmatari della lettera che chiede la sospensione di Mansutti, alla quale chiediamo da dove si riparte.

“Le scelte non le fai solo con enunciati e frasi di circostanza ma con azioni identificabili e riconoscibili. Le scelte che deve fare il partito devono andare nella direzione di un cambio di rotta: se fino ad ora il partito ha spesso rappresentato interessi di tipo elettorale, ora non lo può fare più, non può essere individuato come un contenitore per realizzare la propria “legittima aspirazione personale”. In un partito che è a servizio della propria comunità, le aspirazioni personali dei singoli politici non sono mai legittime, perché se sono “personali” non sono per il bene della collettività ma piuttosto per realizzare un proprio personale progetto.
In questo modo si piegano le scelte del partito e si orientano verso la realizzazione del proprio interesse elettorale o di carriera politica  piuttosto che nella direzione che la situazione, le circostanze, il territorio richiedono.
Il tempo di questi meccanismi personalistici è finito. È doveroso mettersi a disposizione del partito con il proprio tempo e le proprie competenze e laddove circostanze e territorio richiedono un candidato con caratteristiche diverse dalle tue è importante farsi da parte e lavorare per dare forza al progetto in un ruolo nuovo, diverso. Non perché si è costruita una rete di rapporti fitta in un territorio  bisogna necessariamente essere il cavallo prescelto per la corsa. Non si può ipotecare le scelte di candidature future su assetti e relazioni costruite oggi: se continuiamo così il partito non sceglierà mai liberamente! Gli equilibri, gli umori, le esigenze di un elettorato cambiano oggi in modo repentino…

Se reiteriamo lo stesso comportamento che ci ha portato al punto di grande conflittualità che viviamo oggi e quindi di grande debolezza, il PD morirà. Quanti di noi vogliono oggi un partito governato da “legittime aspirazioni personali”? Non lo vuole nessuno”.

La Zuliani si sofferma anche sul Mansutti.
“Mi dispiace che Maurizio non abbia fatto un atto elegante nei confronti del partito e della comunità democratica, perché lui è un signore nel suo modo di fare nei suoi atteggiamenti. Questo volersi imporre e costringere delle persone che pensano opportuno un suo passo indietro ad esporsi con un documento, non è da lui. Sono convinta che le sue dimissioni siano attese da tanti democratici e democratiche: il gruppo è più importante del singolo, e il gruppo va tutelato sempre.
Le questioni che riguardano Mansutti sono state identificate con il Partito Democratico, ma va chiarito che lui appare coinvolto in maniera personale e come tale deve agire scostandosi dal partito; non può portare il Partito Democratico dentro un giudizio pubblico orientato a fare sciacallaggio nei nostri confronti: in questo modo esponi il partito ad uno sciacallaggio vero e proprio.

Il percorso dei consiglieri del PD della scorsa consiliatura è un percorso di chiarezza per tutto ciò che abbiamo fatto; nel 2011 tanti di noi erano eletti per la prima volta e non avevamo legami con il passato né con portatori di interesse di nessun tipo. Le nostre battaglie le abbiamo portate avanti nell’interesse pubblico sempre. Questo lo voglio ribadire con forza.”