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VIDEO TRAP pro-Travali: cosa non ha funzionato? 8 proposte.

Riporto qui il mio intervento fatto oggi in Consiglio Comunale sulla questione VIDEO TRAP pro-Travali.
Dobbiamo chiederci cosa non ha funzionato?
Al termine 8 proposte concrete del PD, frutto di confronto con i cittadini del quartiere e con i giovani.

Non appena ho saputo della diffusione di questo video trap realizzato ragazzi del mio quartiere che conteneva un esplicito sostegno a malavitosi della nostra città ho pensato: ma questi ragazzi sono figli di questa comunità, figli di questo territorio!

E poi la domanda.
Che cosa non ha funzionato?
Perché si è generata questa devianza?
Cosa ha permesso che si creasse questa aberrazione?

Mi sono fatta questa domanda perché io vivo nel quartiere del video, i miei figli sono cresciuti qui, gomito a gomito con quei ragazzi, hanno frequentato la stessa scuola, hanno giocato insieme a pallone, hanno fatto catechismo insieme…

Quando c’è qualcosa che non funziona, quando c’è qualcosa che non va non bisogna tanto dirsi: “io ho fatto il mio dovere, non può essere dipeso da me“.

Una riflessione va fatta e non può coinvolgere solo il singolo individuo.

Prendiamo il nostro quartiere come esempio di una periferia come tante.
Siamo oltre 20.000 abitanti, lontani dagli uffici, distanti dal centro… Fino ad alcuni anni fa Q4-Q5 era considerato un “quartiere dormitorio“ per la mancanza di servizi. Poi ha cominciato a comparire l’ufficio postale, sportelli bancari, farmacie, il collegamento viario con viale Le Corbusier oltre la ss148.
Avevamo anche la sede della polizia municipale e il 118.
Ora non più.
Abbiamo un meraviglioso polmone verde, l’Oasi verde Susetta Guerrini frequentata anche da chi non vive in questo quartiere.

Nel quartiere sono presenti alcuni lotti di case popolari che ospitano tante persone e famiglie dignitose, ma alcune con enormi difficoltà socio economiche, situazioni che hanno costituito humus per il messaggio del video che inneggia alla malavita e la prende come modello.
Persone con le quali condividiamo la scuola dei figli, i negozi, le strade, il verde, il condominio…

Torno alla mia domanda iniziale: cosa non ha funzionato?

Guardo alla presenza importantissima della SCUOLA come come importante e fondamentale presidio educativo.

Credo, come tanti, nella scuola pubblica e credo che la convivenza di bambini provenienti da diverse condizioni economiche, culturali e sociali sia un diritto di ogni individuo, una opportunità educativa ed una ricchezza umana.

La fortuna di avere un luogo dove bambini, le loro famiglie e genitori, nonni di diverse estrazioni sociali condividono una quotidianità è una cosa preziosa perché lì la comunità può e deve far sentire il suo peso e il suo sostegno. È un importante elemento che può assorbire, attutire situazioni di tensione e neutralizzarle (penso ad esempio alla difficoltà che certe famiglie hanno sempre avuto nel far partecipare i figli a gite scolastiche o ad attività pomeridiane che richiedevano magari un costo: in queste occasioni le famiglie della classe non di rado hanno attivato un fondo cassa per poter consentire a tutti di poter partecipare, o per i buoni mensa…)

La scuola è, per la sua funzione educativa, un presidio di opportunità di crescita per tutti.
La scuola è anche un presidio di controllo e di monitoraggio rispetto ai segnali deboli o meno deboli che evidenziano malesseri che vanno subito valutati e attenzionati e che devono far mettere subito in moto la rete istituzionale a servizio delle fragilità.
La scuola è il luogo dove si formano i piccoli cittadini ad una vita socialmente corretta, consapevole e proattiva; si formano le donne e gli uomini di domani.

E allora ripeto la mia domanda: cosa non ha funzionato?

La domanda dobbiamo farcela anche come COMUNITÀ del quartiere.
Lo abbiamo fatto quando ci siamo incontrati con una quarantina di persone del quartiere per riflettere su cosa abbia generato una devianza così profonda.
Ci sono grossi vuoti.

I palazzoni sono un madornale errore sociale. L’idea di creare una struttura di case popolari così grande, ha creato un ghetto dove l’assenza delle istituzioni e la presenza di queste “forze nutrite dall’illegalità” hanno deteriorato l’ambiente.
Il guaio è che queste “forze” stanno sempre piu’ avvicinando ed “arruolando” i figli di famiglie normalissime che mai si sarebbero sognate di avere i propri figli tra le fila di questo gruppo ma che, a causa del nulla che c’è nel quartiere, li vedono entrare in contatto con queste presenze perché magari sono compagni di scuola. Ci vuole poco poi a “passare” il confine ed il gioco è fatto.

Un altro luogo di vuoto:

Il Centro Lestrella versa in una condizione di abbandono totale. E’ diventata, lo sappiamo tutti, una piazza di spaccio a cura delle giovanissime generazioni. Nel piano superiore del Centro Lestrella, sia l’area sopra il negozio di cineserie, per intenderci, che quello spora il bar “Paganini” ci sono tantissimi immobili liberi da anni, che giacciono nell’abbandono.

La Parrocchia San Luca, titolare di strutture sportive all’interno del quartiere manca di educatori, quelle figure di giovani adulti che animano le attività.
Le pochissime strutture sportive improvvisate esistenti (ai piedi dei palazzoni, in via Cherubini…) sono inutilizzate, non gestite da nessuno.

Non c’è una piazza in questo quartiere.
Non c’è un centro sociale.
Non c’è una di biblioteca.
Eppure siamo oltre 20mila abitanti, una città! Con tantissimi bambini, ragazzi e giovani.

C’è l’importante presenza della PARROCCHIA di San Luca.

Pensate che la Parrocchia di San Luca ha ogni anno oltre 500 bambini a catechismo.
500.
Pensate all’importanza di una rete relazionale come quella che si crea per l’organizzazione del ritiro di fine anno, per l’organizzazione della cerimonia della comunione, della cresima; ci sono gruppi scout, viene organizzata dalla parrocchia un’attività di sostegno per le fragilità scolastiche con lezioni e ripetizioni pomeridiane, c’è la Caritas con tutta la sua rete di sostegno alle povertà con aiuti concreti.

Ma anche qui un vuoto pericoloso: mancano educatori. Mancano quelle figure di giovani grandi che diventano i riferimenti, i modelli, quegli exemplum positivi di cui si è parlato.
Mancano.
Nell’assemblea di quartiere che abbiamo fatto un paio di settimane fa, ha partecipato una famiglia momentaneamente in Francia ad Aix-en-provence, stesse i di Latina.
Sapete quante piscine ci sono ad Aix-en-Provence? 20.
Mi pare evidente che fino ad oggi, probabilmente, la programmazione e la pianificazione di un territorio hanno tenuto conto più dell’esigenza dei costruttori che delle esigenze dei cittadini che lo avrebbero abitato.
Diversamente non si spiega la totale mancanza di strutture sportive, sociali, culturali…
Il vuoto creato da questa mancanza è stato riempito da chi svolge attività illecite.

La mancanza di luoghi che fanno vivere i valori dello sport, della solidarietà, della buona socialità, dell’arte, della cultura, della musica e che offrono modelli di riferimento positivi, la mancanza di tutto questo ha creato dei buchi neri che hanno risucchiato anche giovanissimi e li hanno affascinati con modelli che fanno capo ai clan mafiosi.

Guardate, qui non parlo evidentemente solo del quartiere Q4-Q5. Lo ripeto, è una fattispecie è una modello che ritroviamo in altri quartieri difficili della città.
È anche altrettanto evidente che le singole azioni delle singole parti, (e qui intendo individui di buona volontà che si attivano sul territorio, oppure la scuola che attiva alcuni percorsi al proprio interno, oppure la parrocchia, oppure i servizi sociali…) non possono garantire l’efficacia che vogliamo.

E qui ripeto la domanda che dobbiamo farci anche come AMMINISTRATORI e POLITICI di questa città.
Cosa non ha funzionato?

Qui occorre attivarsi con una rete intelligente di attività coordinate.
È altrettanto evidente che non si possono calare dall’alto misure, soluzioni, che invece dobbiamo ricercare insieme a chi vive in quei territori.
Se qui vogliamo cambiare questa città dobbiamo per davvero attivare un percorso di partecipazione dei cittadini, dei ragazzi, una partecipazione organizzata, in grado di deliberare e di scegliere, e quindi correttamente informata, in grado di pesare nelle scelte dell’amministrazione.
Parlo di democrazia deliberativa, che non è una cosa che si può improvvisare.
Va strutturata, e va ben organizzata.
E va istituzionalizzata a partire da una delibera di indirizzo di questo Consiglio.

Intanto ci sono due livelli di intervento: prevenzione, e repressione.

È evidente che l’azione di repressione dei reati non sta a noi, e da questo punto di vista prefettura e questura ci garantiscono.
Come molti ragazzi mi hanno detto, è importante che si veda che chi prende una cattiva strada, chi commette dei reati, sia effettivamente punito e sanzionato.
Se passa il messaggio che si può oltrepassare il limite della legalità tanto non succede niente, anche tutto quello che è una comunità, tutto quello che la scuola e l’amministrazione comunale fa rischia di essere vanificato.

Quello che noi possiamo fare ovviamente tutto il resto che è tantissimo.

PROPOSTE:

  1. Abbiamo approvato una mozione un paio di mesi fa sulla creazione di spazi studio su tutto il territorio comunale in tutti i quartieri: uno di questi spazi potrebbe essere, ad esempio, la biblioteca delle scuole sia degli istituti comprensivi che degli istituti di secondo grado.
  2. Dobbiamo garantire una presenza, una visibilità dello Stato in tutti i quartieri: un ufficio comunale decentrato, un presidio delle forze dell’ordine, un ufficio della asl, un servizio pubblico… Dobbiamo “mettere la bandierina noi”, dobbiamo dire: qui ci siamo noi, qui c’è lo Stato.
  3. C’è carenza di animatori nelle strutture come l’oratorio che, abbiamo visto, è un luogo fondamentale per la crescita e la socialità delle nuove generazioni: avviamo protocolli tra comune, parrocchie e servizio civile per dotare di animatori gli oratori.
  4. Avviamo protocolli tra enti per poter utilizzare le strutture scolastiche di proprietà comunale e provinciale per realizzare quello che la legge 107 / 2015 prevede, ovvero l’apertura al territorio delle scuole. Questi importanti presidi di cultura e di legalità devono poter essere aperti al territorio oltre l’orario scolastico attraverso attività promosse dalle numerosissime associazioni culturali e di volontariato che sono presenti sul nostro territorio, associazioni troppo spesso e limitate nelle loro attività a causa della mancanza di strutture.
  5. là dove sono presenti spazi commerciali inutilizzati, lasciati all’incuria e spesso utilizzati per lo spaccio, intervenire come comune e prendere in affitto quei locali, e darli alle associazioni a titolo gratuito per due anni del quartiere per attività di musica, teatro, graffiti, arte…
  6. affidare le strutture sportive esistenti non utilizzate a ASD per attivare immediatamente attività per il quartiere
  7. PATTO X LATINA: destinare una quota parte annua del fondo del Patto per Latina a borse di studio per i meno abbienti per dare opportunità a chi non le avrebbe altrimenti
  8. inserire nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche strutture sportive e fare una programmazione a medio e lungo termine soprattutto sulle periferie

PD e LBC insieme alle elezioni.

60c127a2-59e6-4816-9e53-85af72d92436Venerdì scorso (15/01/2021) in Direzione PD abbiamo deciso all’unanimità di formare una coalizione con LBC e Coletta per le prossime elezioni.
Non è stata una scelta semplice: siamo stati (e siamo tuttora) all’opposizione.

Cosa ci ha spinto a questa scelta?

La maggior parte dei punti programmatici di LBC erano sovrapponibili ai nostri, nonostante noi avremmo usato modalità e tempi diversi per attuarli, e l’area politica cui afferisce Coletta e tutti i suoi, è esattamente quella che sta al governo del paese e della Regione oggi.

In effetti, la vera discrasia era che il PD fosse all’opposizione di un’amministrazione dovunque riconosciuta come di “centrosinistra”.
Ma eravamo distinti nel percorso elettorale che ha visto Coletta vittorioso su tutti.
Abbiamo rispettato il risultato delle elezioni e la non disponibilità di Coletta e LBC a realizzare una alleanza politica in Consiglio.
Il nostro dovere di opposizione era controllare l’attività amministrativa e fare proposte.
E l’abbiamo fatto.
Le nostre critiche hanno messo in evidenza criticità e soluzioni.

Non c’è dubbio che molto può e deve essere migliorato.
E’ per questo motivo che, valutando positivamente l’apertura ai partiti politici da parte di Coletta ed LBC, vogliamo considerarla un’opportunità per unire le forze e fare un grande passo avanti perché molto è ancora da fare, e insieme siamo più forti.

A.A.A. chiarezza cercasi e il vero senso di fare politica.

schermata-2019-03-24-alle-10-45-45Cosa deve pensare un elettore del PD delle “manovre-non-manovre” in atto questi giorni con l’incontro organizzato da Piazza Grande? PD e LBC sono insieme?

Zingaretti diventa segretario del PD con un’adesione alle primarie che implora un’azione politica forte di contrasto alla deriva delle destre.
Ma il Partito Democratico a Latina non sembra avere una posizione chiara.

Il quadro.
La destra si riorganizza e riaggrega il suo elettorato in forme anche molto eclatanti e inaspettate per gli stessi leader; Calandrini è senatore; si riposizionano gli ex-Cuori Italiani nell’alveo dei Fratelli d’Italia e la Lega è sulla cresta dell’onda.
Il centrosinistra, da 10 consiglieri nella consiliatura Di Giorgi passa ai 2 odierni: dimostra pensiero debole a azioni politicamente contraddittorie.

schermata-2019-03-24-alle-11-07-06Zingaretti vuol mettere insieme tutto quello che c’è e che sa di sinistra: l’invito è rivolto ai civici. Moltissimi, in tutta Italia, hanno lasciato il PD per metter su liste civiche ed è esattamente a queste che Zingaretti si rivolge.
Coletta compreso.
Ma a Latina nel 2016, il PD si distingue dai civici proponendo un progetto diverso. E perde.
Siamo in opposizione e molto critici nei confronti dell’operato di chi ha forzato le norme e creato ABC con una frettolosità da incoscienti. La politica sull’urbanistica di Coletta è tutta sbagliata e abbiamo puntando il dito sulle varianti in odore di illegittimità con tanto di indagini dei magistrati presentando anche osservazioni.

Eppure l’incontro di Piazza Grande, capitanato da Di Francia “tentava-non-tentava” un avvicinamento.
Un fatto politico?
Amministrativo?
Nell’incontro si è detto che piano amministrativo e quello dei valori devono essere tenuti distinti…

Le basi sono sbagliate.
Se abbiamo valori comuni, gli atti amministrativi e le azioni politiche devono rispecchiare i nostri valori, altrimenti smentiamo ciò che affermiamo o è talmente debole che non vale la pena di essere considerato.
Se Zingaretti mette su un’alleanza con Italia in Comune, qual è la conseguenza? Chi se ne fa carico? Chi la vuole? Chi non la vuole?
Cosa ne pensa l’elettore del partito democratico?
L’ambiguità fa da paravento a chi non ci crede fino in fondo ed è per questo che c’è bisogno di chiarezza.

L’incontro organizzato dall’assessore Di Francia a nome di Piazza Grande potrebbe essere un bluff che non porta a nulla perché sono state eluse le importanti questioni amministrative: se non si trova la soluzione a queste partendo dai valori a noi comuni, è tutta una finzione. Il senso della politica non è il posizionamento ora su uno o sull’altro leader, ma come diventiamo operativi e miglioriamo la vita dei nostri concittadini.

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A Latina le cose stanno così: la maggioranza dei cittadini che hanno votato Coletta di sono pentiti di averlo votato, tanto che tre consiglieri LBC sono usciti dal gruppo LBC e sono confluiti nel gruppo misto. Non credo proprio che salire sulla barca piena di falle della maggioranza a due anni dalla fine del mandato, sia la scelta migliore per riproporsi ai cittadini e chiedere la fiducia alle prossime elezioni.

Cosa ne pensano gli elettori del 2016 che hanno votato Coletta e non Forte?
Cosa si aspettano? Li abbiamo consultati?
Non perché Zingaretti abbia vinto il congresso nazionale e dice che il PD deve collaborare con il partito di Coletta, il sindaco di Latina sia diventato ora improvvisamente bravo e più accettato dai Latinensi delusi.

Se vogliamo farci carico per davvero di una inversione di tendenza rispetto alle destre che prendono consensi, non basta il tentativo di un gruppo di assessori PD/LBC/Piazza Grande per “rimettere insieme la ditta”.

Il PD di faccia carico di avviare gli Stati Generali di chi si riconosce nei valori democratici, aperti per davvero ai contributi della società civile: un luogo dove affrontare, discutere e mettere sul piatto le controverse questioni amministrative che attualmente ci vedono su fronti indiscutibilmente e motivatamente opposti, dove ogni parte ha eguale peso e pari dignità, senza diritti di prelazione politica.
Solo se si riparte da uno schietto ed onesto confronto tra pari si riuscirà a mettere la pietra angolare su cui costruire una proposta davvero credibile…

… e soprattutto che abbia conseguenze concrete positive sulla vita dei cittadini.

Congresso Regionale PD 2018: la mia scelta.

schermata-2018-10-24-alle-19-36-09Ancora una volta mi ritrovo a fare una scelta #controcorrente.
Eh si. Proprio non riesco a pensare una cosa e farne un’altra,  e quello che penso è che se il PD non si rigenera dal midollo, diventerà presto  una sigla del passato.

Per questo sostengo Andrea ALEMANNI come candidato regionale alla segreteria del partito.

Andrea è un giovane amministratore del II Municipio di Roma  (37 anni) eletto per la seconda volta con più voti che nella prima: una voce fuori dal coro.schermata-2018-10-24-alle-15-28-20

#Controcorrente è il nome del gruppo di giovani amministratori che lo sostengono, perché l’energia e le idee che vengono da una politica fatta sul campo sono quelle che al PD sono mancate da troppo tempo. Inutile qui fare analisi di come siamo diventati partito ad una cifra in provincia, di quanto manchi la vera politica nella scelta delle alleanze (leggi le mie considerazioni a margine dell’evento di Zingaretti Piazza Grande): se non c’è l’umiltà di riconoscere i fallimenti, se non abbiamo il coraggio di scelte coerenti, se non facciamo camminare le nostre idee su gambe di persone credibili, se non abbandoniamo le logiche di prepotenza il nostro partito si spegnerà fino a scomparire.
Ora è il momento di dire e fare qualcosa che rigeneri questo partito, per davvero.

Ecco il documento che raccoglie le sue idee che qui in breve riassumo in alcuni punti:

  • Creazione di una scuola di formazione per una militanza consapevole e per formare una nuova classe dirigente di qualità
  • Riunioni periodiche tra esponenti del governo regionale e il partito per discutere i problemi letterati che più importanti della regione: un modello da riprodurre a cascata sui territori
  • Ripensare i circoli on-line e creare forum di discussione aperti a tutti gli iscritti
  • Corretta comunicazione e gestione trasparente senza aver paura del confronto fra pensieri differenti
  • Convocare almeno una volta l’anno la conferenza di tutti i segretari di circolo della regione
  • Massima trasparenza nella governance

Una posizione importante, quella del segretario regionale, se ben usata, perché le scelte politiche nei territori, le alleanze alle elezioni, la formazione di un vivaio di classe dirigente, le candidature, il raccordo con tutti gli amministratori passano proprio per quella posizione.

Per il momento tra il 26 e il 28 voteranno solo gli iscritti al PD, ma si chiederà, il 25 novembre, anche la partecipazione aperta di tutti i non iscritti. I partiti sono importanti perché le loro decisioni ricadono sulla vita dei cittadini ed è per questo che il PD coinvolge tutti nella scelta dei propri alti dirigenti.

“Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo” 

Ecco perché c’è bisogno di nuove teste.

Ecco cosa voterò e perché

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Ecco come voterò alle prossime elezioni 2018 e perché.
Il 4 Marzo si rinnoveranno:

  1. Camera dei Deputati,
  2. Senato
  3. Consiglio Regionale

CONSIGLIO REGIONALE LAZIO
Zingaretti ha fatto bene, molto bene per me.
Qui quello che ha fatto per la nostra provincia di Latina in breve.

Qui il programma per il prossimo quinquennio.

Oltre ad eleggere il Presidente della Regione, si possono esprimere due preferenze per il rinnovo del Consiglio Regionale.

Io sosterrò Enrico FORTE e Patrizia SPERLONGA.
Enrico FORTE: con lui siamo in Consiglio Comunale a Latina a rappresentare il PD. Abbiamo condiviso scelte, percorsi e decisioni con grande lealtà reciproca. E’ una persona esperta e collaborativa che garantisce efficacia di intervento.
Patrizia SPERLONGA: è attualmente vice-sindaco di Pontinia. Una bravissima donna e politica, che stimo e sostengo in questa scelta di rappresentare il PD in regione.
Per avere notizie anche sugli altri candidati PD, vai qui.

PARLAMENTO: sono superconvinta di sostenere il PD.
Persone come Minniti, Calenda, Gentiloni, Franceschini, Del Rio, Padoan e molti altri sono risorse validissime che non trovano pari negli altri schieramenti. La squadra che ha governato senza troppo clamore, ha fatto bene e voglio che continui il lavoro solido ed equilibrato che abbiamo iniziato come PD e che i numeri ISTAT confermano (Leggi i fatti dal Sole24Ore).

Ecco le cento cose fatte dal PD negli ultimi 3 anni, quello che faremo.

Il clamore non aiuta a ragionare.

CAMERA e SENATO
La legge elettorale ha previsto che i partiti scegliessero i candidati per
- i collegi uninominali (es.: la prov.di Latina è un collegio=un unico nome) e
- una lista di 4 per la percentuale che verrà assegnata col metodo proporzionale (a seconda di quanti voti prende il partito, entrano in ordine i nomi della lista)
Per votare basta barrare il simbolo PD come mostrato nel fac-simile.

Solo per la regione, scheda verde, va scritto il nome (o due nomi diversi per genere).

Voglio sostenere chi ha fatto cose sensate e per questo ti invito a sostenere il PD.
Nicoletta Zuliani.

Congresso PD a Latina: si riparte.

Il Partito Democratico è una risorsa per il nostro paese e per la nostra città nella misura in cui riesce a diventare comunità di persone. Ciò che noi dirigenti di partito riteniamo importante non può essere diverso da ciò che ritengono importante le persone fuori del PD.

I problemi delle persone siano la nostra bussola per la scelta delle priorità.

Ecco il mio intervento integrale in video.

Ecco la trascrizione.
INTERVENTO Congresso PD
Nicoletta Zuliani
(29 giugno 2017)

Oggi è un giorno importante. Io lo sento come tale. Quando ho preparato questo intervento non sapevo se saremmo stati pochi o tanti. Quello che vale è essere qui per dare una forma e una sostanza al nostro impegno di cittadini iscritti al Partito Democratico.
Chi è qui oggi sicuramente ha delle aspettative, ma anche voglia di contribuire col proprio tempo, competenze, energie a rendere vivi dei valori, dei valori che dovranno guidarci per arrivare a dare delle risposte alla nostra comunità latinense. Valori e risposte.
Esatto.
Noi siamo proprio nel mezzo. Noi siamo tra i valori che ci hanno portato qui oggi e i problemi dei nostri concittadini ai quali dobbiamo dare delle risposte.

IL COMPITO DEL PARTITO
Probabilmente si dimentica spesso quello che è il vero compito dei partiti.
Probabilmente è per questo che i cittadini dentro le urne (ma anche fuori delle urne scegliendo l’astensionismo), è per questo che i cittadini non ci scelgono.

Le ultime vicende elettorali devono portarci a riflettere su ciò che non deve essere il nostro partito. Non farò una analisi del voto: voglio osservare ciò che questi ultimi risultati mi dicono rispetto a come il partito non deve essere.

Il partito non può essere il luogo in cui arriva dall’alto un ordine che viene eseguito.
Il partito non può essere un mero comitato elettorale di qualcuno che ha bisogno di essere eletto.
Il partito, o crea un senso di appartenenza, o è inutile alla collettività.
No, anzi, è dannoso. E la collettività lo punisce non scegliendolo alle elezioni.

I CIVICI
Osserviamo ora il “fascino” che i civici esercitano sugli elettori. Non mi riferisco ai falsi civici, quelli che si spogliano solo nominalmente dei vessilli dei partiti per disconoscere in modo ipocrita il proprio operato e la propria storia da politico con lo scopo di riacquistare una verginità presso gli elettori: non parlo quindi degli ex-PdL, ex-FI, ex-AN, ex-PD, ex-“qualsiasi partito” che fingono di essere civici. Parlo dei civici veri, quelli della società civile che si impegna.

Perché qui è molto sottile la differenza che forse non si è colta a sufficienza.
La scelta del civismo non è rifiuto dei cosiddetti partiti politici tout court: di fatto i movimenti civici sono associazioni di persone che contribuiscono alla vita politica del loro paese. (art. 49 della Costituzione)
I civici scelgono persone che rappresentano ciò che sono: onestà, dedizione al lavoro, spirito di gruppo, successo professionale, carica umana, saper parlare la stessa lingua della gente, ma anche semplicità e ordinarietà…
Poi si dotano di un progetto di buon senso per la città, affatto ambizioso, anzi.
E questo è sufficiente per farli vincere, spinti anche dal vuole non votare chiunque sia stato al potere prima di loro.

VALORE DELLA PERSONA
Guardiamo chi votano i cittadini che scelgono i civici, che caratteristiche hanno gli eletti. Vedete, oggi è molto più apprezzato chi si mette a disposizione senza aspettarsi nulla in cambio, senza un interesse collaterale… loro, questi civici, non hanno nulla da perdere, e il guadagno che ne ricavano è tutto nel gruppo.

Il loro concetto di persona è diverso da come i partiti lo hanno inteso oggi. I partiti tradizionali invece di vedere la persona, la intendono come pacchetto di voti, portatore di voti, garante di relazioni e di consenso elettorale. Si è portati ad usare le persone per arrivare ad una certa percentuale di consenso che, secondo i calcoli, possa garantire questa o quest’altra cosa.
Tatticismi.

Io credo invece che le persone siano portatori di valori.

Allora, quando definiamo le liste dei candidati o per gli organismi del partito, chiediamoci: quale valore rappresenta questa persona? Quale valore, non CHI rappresenta, da chi è portata. Chiediamoci: cosa rappresenta questa persona per la sua storia, le sue scelte, la sua vita?
C’è da attuare uno spostamento di peso: dalle persone ai valori che quella persona rappresenta e per cui è riconoscibile; spostiamo il peso dai nomi ai progetti; dai nomi a ciò che le persone veicolano e che “raccontano” all’esterno con il loro essere.

E allora capite quanto sia importante la scelta dei valori, degli indirizzi, dei metodi, e dei criteri di scelta delle persone che li rappresentano!!
Questo ci farà ricostruire la nostra entità di gruppo. O diventiamo un gruppo così, una comunità, o saremo inutili alla nostra città.

I NOSTRI VALORI
Ai civici mancano però gli strumenti della politica, della conoscenza dello “spazio” amministrativo e questo vanifica molto del loro affannarsi a fare le cose; sono lenti ed inefficaci.
A loro manca una visione radicata in valori ben precisi, una visione che è il risultato di una percorso fatto di tradizione politica quella bella, quella che ti muove il cuore;
A loro manca il collegamento a politiche territoriali di più ampie che danno consistenza e solidità. Tutte cose che i partiti hanno nel loro DNA e nella loro storia. Tutte cose che noi abbiamo.

Allora, ripartiamo da persone credibili, vere, generose.

Ripartiamo dai valori inossidabili del nostro stare insieme: li dico in tre parole
democratici
solidali
aperti

Democratici
Questa parola racchiude sostanza e metodo: Chi decide? Cosa viene deciso? Come viene deciso? Basta con i cosiddetti caminetti o con le cene o pizze dei maggiori rappresentanti che si mettono d’accordo o che si dichiarano guerra. Nel documento presentato dal nostro gruppo poniamo questo come punto inderogabile e questo mi aspetto dal nuovo segretario.
Si decide dentro gli organismi, e le persone che compongono gli organismi siano portatori di valori che la gente vuole: onestà, lealtà, rispetto.
Gli organismi non possono ratificare solamente decisioni prese dai maggiori rappresentanti: devono proporle, discuterle, elaborarle…
Per decidere bisogna conoscere. Per ciò, collegamento costante tra gli eletti e la base garantito dal partito: incontri periodici, aggiornamenti accessibili a tutti con una canale di feedback a doppia via. La base deve sapere cosa fanno gli eletti, e gli eletti devono ascoltare le proposte della base.

Solidali
I problemi che vivono i nostri concittadini siano la nostra bussola. Questo ci detterà l’agenda delle priorità. Per questo, il partito si attrezzerà per recepire dalle diverse aree territoriali le voci che descriveranno i problemi e le proposte.
Ci sono problemi pesantissimi ed è urgente, urgentissimo che il Partito Democratico si faccia presente e promuova soluzioni.
La gestione dei rifiuti, l’igiene pubblica, la gestione dei rifugiati, l’emergenza idrica, la crisi produttiva, lo stallo amministrativo del settore edilizio, l’assenza di pianificazione e di creazione di presupposti per un futuro diverso da oggi, non posso elencarli tutti… Essere solidali significa non staccarsi mai da quelli che sono i problemi di tutti i giorni che i Latinensi e i borghigiani vivono e soffrono. I loro problemi sono la nostra bussola.

Aperti
Lasciamoci contaminare da ciò che è fuori del partito. La vita si è velocizzata, viaggia su canali mediatici diversi da quelli che i partiti avevano. Le cosiddette classi sociali e le categorie con le quali eravamo abituati a confrontarci sono totalmente diverse da quelle di soli 20 anni fa. Non siamo più un paese di produzione, e la scuola e la formazione devono cambiare rapidamente o restiamo fuori da tutti i mercati. Ci saranno conseguenze massicce ed epocali sul fronte della demografia e della migrazione dei popoli…
Ciò che è fuori del nostro piccolo partito, le grandi sfide iniziano e si evolvono secondo schemi che non fanno più parte delle nostre vecchie categorie.
Non temiamo il nuovo, dobbiamo ben ponderarlo ma dobbiamo essere aperti, perché il futuro non è niente di ciò che abbiamo già visto. Il futuro potranno farcelo intravedere solo i giovani, e quelle poche menti illuminate spesso inascoltate.
Dobbiamo aprirci al contributo di chi vuole dare forza al nostro partito democratico e in chi si riconosce nei nostri valori.

Democratici, solidali, aperti.
In questo nuovo inizio riponiamo tanta speranza. Non solo noi. Fuori ci aspettano tantissimi cittadini, stanno guardando e aspettano di valutarci secondo le loro categorie, le loro categorie.

Democratici, solidali, aperti.
Alessandro, il nostro contributo andrà in questa direzione, e solamente in questa.

RENZI VINCE: ora riorganizziamo insieme il PD a Latina

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Il risultato è netto e chiaro: la proposta di Renzi vince anche a Latina e provincia.

Sono 2.300 i latinensi che sono andati ad esprimere la propria preferenza per scegliere il segretario del Partito Democratico che, secondo l’attuale statuto, sarà anche il candidato premier nelle prossime competizioni politiche. Anche se i dati comparati alle primarie del 2013 (3200 votanti) e alle primarie per la scelta del candidato sindaco del novembre 2015 (6.200 votanti) fanno registrare un calo, la vitalità del PD è reale e ne va preso atto.

Mi è piaciuta la campagna portata avanti da Renzi a livello nazionale. Ogni incontro era tematico e proponeva progetti concreti e percorsi ben studiati e realizzabili: lavoro, scuola, immigrazione, Europa… non critiche o polemiche. Le dichiarazioni di Orlando ed Emiliano preparano la strada ad un partito che vuole e accoglie il segnale della sua comunità per governare responsabilmente questo paese, senza inutili e dannosi populismi.

LAVORIAMO ORA PER IL PD A LATINA.
Certamente questo ci incoraggia a lavorare di più e meglio per il partito di Latina, che evidentemente, ha avuto diversi problemi.
Le persone sono il valore più importante di un partito: non si è riusciti a valorizzare e ad attivare tutte quelle risorse umane, di esperienza, e di linfa nuova che si sono fatte avanti nella campagna elettorale: che fine hanno fatto i candidati delle liste a sostegno di Forte nelle ultime elezioni? Un partito di esperienza e inclusivo avrebbe immediatamente valorizzato e attivato tutte le forme di partecipazione possibili per organizzare una forza politica invidiabile.
E’ seguito invece un “coma farmacologico” indotto.
Ci ritroviamo oggi commissariati, di fatto immobilizzati per qualsiasi tipo di iniziativa o presenza sul territorio. Solo iniziative legate a singole personalità sono state portate avanti e partecipate sempre da singoli o piccoli gruppi legati a quel singolo politico.

INDIVIDUALISMI
Ma come singoli individui non si va da nessuna parte: c’è un “bene più grande” al quale bisogna lavorare (e non è affatto detto che coincida con quello personale…). Dobbiamo ricostruire un tessuto, riattivare una comunità di persone che collaborano e scelgono insieme la direzione verso cui andare. Va ricostruito quel contenitore comune permeabile, onesto e leale che darà spessore e credibilità al nostro agire come Democratici.
Se fino ad oggi il PD di Latina si è caratterizzato per la litigiosità e le “battaglie politiche” interne, è arrivato il momento di liberare il partito da logiche personalistiche ingombranti, vecchi metodi e insanabili rancori. Chi non riesce ad uscire fuori dalla logica del “proprio orticello” faccia un passo indietro: il PD ha bisogno di Politici generosi e coraggiosi, perché anche se c’è il traino di Renzi a livello nazionale, localmente dobbiamo guadagnarci la stima dei più che ti portano a vincere un’elezione dimostrando onestà, trasparenza e compattezza.

CON CHI GOVERNARE?
Il  mantra di questi giorni è: con la sinistra o con Forza Italia?
Ho sempre creduto che la proposta politica si caratterizzi attraverso un proprio obiettivo, un progetto per realizzarlo e la capacità aggregativa di saper lavorare con chi condivide quell’obiettivo e quel progetto. Ecco perché sono nate, proliferate ed hanno avuto successo le liste civiche: spogliate di qualsiasi ideologismo che frena  e mette muri alle parti, sono capaci di “assemblare” al loro interno diverse “nature” ideologiche e culturali tutte però funzionali al raggiungimento del comune obiettivo.

C’è bisogno di stabilità, c’è bisogno di formulare proposte sensate che abbiano ricadute possibili e reali sulla cittadinanza, non proposte populiste come quelle fatte da coloro che non hanno la responsabilità di governo. C’è bisogno di trovare dei punti di mediazione, e di lavorare ad un progetto serio, sostenibile e lungimirante.
In un contesto frammentato e di stampo proporzionale,  il discrimine va trovato nel chi vuole dare forza ai nostri progetti.
Altro è aderire ai progetti degli altri.

 

Amministratori PD no-slot prov. Latina: i primi risultati

img_7325Il lavoro del comitato degli Amministratori PD no-slot comincia a dare i suoi primi risultati: a seguito di una richiesta di dati inerenti la presenza di macchinette slot e VLT nel Comune di Fondi da parte della consigliera dem  di Fondi, Maria Civita Paparello, si scatena una miriade di controlli in tutte le sale gioco e slot del territorio da parte dei Vigili urbani che, congiuntamente ai carabinieri, hanno potuto accertare la presenza di minori e numerose irregolarità documentali da parte dei gestori.

img_7314“Al di là dei colori e delle appartenenze politiche, si ha la responsabilità di intervenire per regolamentare e limitare il gioco d’azzardo sia pure  legalizzato, che ha creato una vera e propria patologia da dipendenza.” – così dichiara la Paparello a seguito della totale disponibilità dell’amministrazione di Fondi ad andare nella direzione della lotta al Gioco d’Azzardo Patologico.

“A Fondi  – continua la Paparello – sono circa settanta tra bar, tabaccherie, agenzie di scommesse  gli esercizi dove è possibile giocare d’azzardo e non è ancora stato approvato un regolamento, ma la sollecitudine con cui si è iniziato un percorso condiviso di monitoraggio e controllo lascia ben sperare che in breve si giunga ad approvare all’unanimità un documento che disciplini il settore.”

IMG_7041Il Comitato degli Amministratori Dem no-slot è nato solo un mese fa ma sta lavorando sodo con i suoi oltre 60 amministratori per colmere il vuoto normativo e dettare norme chiare a livello di orari e distanze. Così la presidente del comitato amministratori PD no-slot, consigliera dem di Latina Nicoletta Zuliani: “Svilupperemo il nostro lavoro a vari livelli: a livello di legislazione nazionale, ANCI, ASL, Regione, attraverso la prevenzione nelle scuole, nelle famiglie… perché gli interventi amministrativi possano essere realmente efficaci”. La  Zuliani aggiunge: “Latina, Sermoneta, Fondi, Minturno, Maenza, Roccagorga… ci stiamo mobilitando in tutti i comuni dove siamo presenti e presto presenteremo alla presidente della Provincia Eleonora Della Penna proposte concrete per contrastare il fenomeno anche coinvolgendo l’Amministrazione Provinciale: è una lotta che deve coinvolgere tutti i livelli politico-amministrativi perché è a rischio la coesione sociale di un intero territorio e sappiamo bene chi ne trae vantaggio.” Infatti è proprio la malavita che trae una fetta di guadagno cospicua dall’investimento nel settore dei giochi leciti, sia obbligando i gestori a installare macchinette di loro proprietà che alimentando il giro di usura che gravita inevitabilmente intorno ai locali in cui si esercitano dette attività: secondo le ultime relazioni della DIA i casalesi detengono circa l’80% del settore.

Contrasto alle ludopatie: un impegno forte del PD

Sono oltre 60 gli amministratori PD – tra consiglieri, assessori e sindaci – che hanno sottoscritto il documento che dichiara guerra alla ludopatia. Lo scorso 10 marzo si è costituito il Comitato Amministratori PD antislot che coordinerà tutte le azioni amministrative in contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico in diretto contatto con gli amministratori con cui si progetteranno le varie misure.

nicEpatCrediamo che un problema così importante e che presenta incongruenze sotto tanti punti di vista vada affrontato con estrema decisione e compattezza”, affermano con forza Nicoletta Zuliani consigliera di Latina che da anni si occupa del tema e Patrizia Menanno assessore alla Legalità di Formia, comune “di punta” nella lotta al GAP.

I nostri amministratori - continuano le promotrici del documento - sono persone che hanno voglia di dare risposte reali e concrete, e con questa rete provinciale sapremo attivarci a corpo, da una parte per sollecitare i Comuni che ancora non hanno regolamentato la materia delle sale da gioco e giochi leciti, e dall’altra a promuovere iniziative di prevenzione e contrasto veicolando anche buone prassi di Comuni italiani che molto prima di noi hanno  iniziato questa battaglia. Non ultima una sana e ferma pressione dal basso nei confronti dei nostri parlamentari: sono ancora in standby diverse proposte di legge per regolamentare la materia a livello nazionale, due di cui a firma del Partito Democratico”. 

 

Trascrizione dell’illustrazione degli emendamenti al bilancio previsionale 2017

CONSIGLIERA ZULIANI NICOLETTA: illustrazione degli emendamenti.

Allora, innanzitutto vorrei dire che questi emendamenti sono stati, non sono degli emendamenti che come pretesto per allungare i tempi del Bilancio io ho scritto, sono stati piuttosto frutto di una specie di sondaggio, diciamo così, le persone che mi seguono in qualche modo hanno ricevuto da parte mia una richiesta, secondo loro ho chiesto che cosa voi vorreste fare? Come vorreste modificare il Bilancio? Quali sono gli aspetti che voi con queste somme, perché è possibile modificare il Bilancio in queste parti, voi che cosa fareste? Più o meno settecento persone alle quali io ho inviato questa richiesta mi hanno risposto, non settecento ma un numero molto alto tanto che sono stata praticamente due giorni anche a rispondere uno per uno per dire, per spiegare tante volte che alcune cose non si potevano fare perché c’è la spesa corrente,

c’è la spesa in conto capitale, quindi è stata anche una occasione per spiegare un attimo come funzionano alcune cose che i cittadini non conoscono.
Sono arrivate, devo dire, delle proposte, tantissime proposte bellissime, di queste ne ho prese cinque, quindi due sono in conto capitale e sono quindici mila euro per la manutenzione straordinaria per il Parco Farroupilha. Il Parco Farroupilha è un parco che si trova nella Q4, è il parco dove c’è anche il bar, quel bar che per fortuna in qualche modo riesce a tenere l’area sorvegliata e riesce a fornire un servizio alle persone che vanno lì, è un parco bellissimo.

Ricordo all’inizio quando tutti i giochi erano in funzione veramente era frequentatissimo, anche adesso lo è, certo in misura inferiore proprio perché i giochi sono ormai rotti e quindi è impossibile poterli utilizzare tutti quanti.

Sono andata a vedere e circa quindici mila euro erano sufficienti, ho parlato con gli uffici e quindici mila euro erano la somma che poteva essere stanziata e distratta da un capitolo per poter rendere questo parco finalmente agibile per tutti i bambini.

Come voi vedrete o come avete già visto tutti i miei emendamenti sono un po’ faziosi perché vanno sempre nella direzione un po’ dell’infanzia perché credo che questo sia… sono super faziosi, io sono super faziosa.

Quindi ritengo che questo intervento non sia soltanto possibile perché lo dicono i Revisori dei Conti, non solo perché lo dice il dirigente Giuseppe Manzi, non solo perché lo dice anche il dirigente che dovrebbe cedere i soldi come quello che dovrebbe prenderli.

Io dico che questo emendamento è sicuramente qualche cosa che va a favore della nostra città, va a favore dei bambini e io spero che voi diciate sì perché hanno detto sì tutti quelli ai quali è stato chiesto il parere.

Tra l’altro io vorrei anche sottolineare una cosa.
Quando si emenda un Bilancio non è che lo si fa per avere visibilità come alcuni di voi hanno detto, ah, perché adesso dovete avere visibilità con questi emendamenti.
Io non credo di avere bisogno di visibilità, non mi interessa, a me interessa dare una risposta alle persone che mi hanno interpellato, mi hanno usato per poter fare arrivare qui la loro richiesta.
Gli emendamenti servono per partecipare e questa è la forma di partecipazione che probabilmente non avete considerato nel vostro annovero dei percorsi partecipativi però il legislatore ci aveva già pensato che quando si fa un Bilancio l’unico modo per poterlo partecipare è la possibilità di emendarlo, la possibilità di emendarlo anche con il Bilancio armonizzato è rimasta perché la politica è sovrana nelle scelte, un politico potrebbe anche fare una scelta scellerata e decidere di andare

contro il pareggio di Bilancio, è una scelta scellerata ma è una scelta politica che può fare prendendosi tutte le responsabilità, questo è il potere del politico.
Io credo che noi non possiamo abdicare a questo potere perché è questo quello che ci fa veramente capaci di andare in contro alle vere esigenze dei cittadini che spesso, nel momento in cui i politici vengono assorbiti da tanti tecnicismi tendono a dimenticare, questo è il primo emendamento.

L’altro emendamento in conto capitale è a 45 mila euro per ripristinare un luogo pubblico che è chiamato Piazza Nuova, che probabilmente nessuno di voi conosce, neanche i funzionari quasi sapevano che si chiamasse Piazza Nuova.

Praticamente è quel piccolo parco vecchio Replastic, ex Replastic che si trova su via Del Lido, via Sant’Agostino che si trova vicino al Grassi, quello è un parco bellissimo, è piccolo ma è bellissimo, c’è una fontana e serve praticamente una zona che prima di oggi era frequentatissima.

Anche lì ci sono dei giochi che sono ormai distrutti, anche lì ci sono delle panchine, c’è una area che è un po’ isolata perché c’è una siepe, è ovviamente una di quelle aree degradate che io ho pensato di poter offrire, rioffrire alla cittadinanza.

Quindi questi sono due emendamenti per le spese in conto capitale e ci sono sempre i bambini.
Poi c’è un altro emendamento la cui idea mi è stata sottoposta da più persone che hanno a che fare con lo sport. Voi sapete che quando i bambini iniziano a fare uno sport devono obbligatoriamente presentare una certificazione medica che è arrivata al costo di cinquanta euro.

Ora da alcune associazioni sportive mi è stato segnalato che questa spesa all’inizio dell’anno è esosa, non ce la fanno, cinquanta euro con l’inizio dell’anno, la scuola, tutte le spese che una famiglia deve affrontare, questa dei cinquanta mila euro per le certificazioni mediche veramente è una cosa che non riescono tanto che o procastinano la adesione a gruppi sportivi oppure non lo fanno proprio.

Beh, alcuni di questi mi hanno detto che personalmente ci mettono di tasca loro però sentono che, visto che ovviamente lo sport, e noi come Consiglieri abbiamo avuto modo più di una volta di confrontarci su questo e sappiamo quanto lo sport sia anche un presidio proprio di legalità, quanto sia importante tenere i ragazzini, i bambini impegnati in una attività sociale sotto sorveglianza ma in un ambiente tutelato che li controlli e li aiuti a crescere al di fuori del bullismo, al di fuori di tutta una serie di violenze che spesso sono sottoposti.

Allora in questo senso voglio ipotizzare un piccolo fondo, io qui avevo pensato cinque mila euro per poter fare una convenzione con l’ASL e sostenere le famiglie per poter fare  delle certificazioni ai meno ambienti.

Questo è ovvio, poi è una forma che noi dovremmo capire come fare, lì ci sarà bisogno di confrontarci e capire come, a chi, cercare anche con l’Assessore ai servizi sociali, cercare di comprendere in che modalità erogare questi soldi però è dare una risposta a un settore che secondo me lo merita.
Un altro emendamento sempre di cinque mila euro era stato, voglio essere pessimista, voglio essere ottimista, spero che verrà creato per offrire un servizio di traduzione Lis all’interno del nostro Comune.
Noi abbiamo una comunità di sordomuti nella nostra città abbastanza nutrita e pensate già noi quando dobbiamo andare in un ufficio comunale a presentare una difficoltà spesso non ci si capisce, immaginate se si è sordomuti. C’è bisogno per forza di concordare l’incontro con i nostri uffici insieme a una persona che sia in grado di comprendere il linguaggio dei sordomuti perché il sordomuto altrimenti come farebbe a parlare di una pratica edilizia oppure una qualsiasi altra pratica che comunque implica una conoscenza di un linguaggio specifico e tante volte la burocrazia è talmente intricata che anche noi riusciamo a capirci.
Quindi molti Comuni l’hanno adottato questo servizio Lis, ovviamente questi sono pochi soldi ma sono un segno di attenzione molto grande rispetto alla integrazione di persone che altrimenti rimarrebbero emarginate e che comunque trovano nella comunicazione una grande barriera che non è architettonica ma è una barriera di comunicazione, è una barriera di integrazione.
Ovviamente questo servizio verrebbe fatto a certi giorni, soltanto a certe ore, perché è ovvio che cinque mila euro non possono coprire un grande tempo, un grande arco di tempo però è un inizio, è un segno, è un modo per integrare questo Bilancio e renderlo un po’ più anche delle persone perché questa, vi devo dire, non è una idea mia, ve lo ripeto, queste sono tutte idee che mi sono state date dalle persone che mi hanno scritto.
Quindi non intendete questo come un emendamento proposto da Zuliani, dalla Consigliera politica che magari prima chissà che ha combinato nella precedente consiliatura, Zuliani e Forte, il Partito Democratico, con tutto quello che queste parole vi possono evocare.
Pensate che sono proposte di persone, le persone che io rappresento e che non sono poche e che vogliono partecipare a questo Bilancio, che lo vogliono sentire anche un po’ loro perché l’emendamento è questo, è far sentire un Bilancio anche di chi non l’ha redatto, anche di chi è qui e rappresenta quella parte della città che vuole sentirsi rappresentata e vuole trovare una voce.
Quindi io spero di avere aperto una breccia perché veramente adesso quando, non so che cosa dirò a queste persone rispetto a quello che deciderà LBC. Una persona mi ha detto: “Nicoletta, ti va proprio di andare a mendicare queste cose alla Maggioranza”? Io ho detto: “hai ragione, è vero, è un po’ mendicarle, però sai cosa c’è? Io lo faccio volentieri perché sento che è una cosa che faccio veramente per le persone che me l’hanno chiesto per cui io mendico con molta dignità e con molto orgoglio”.

Grazie.