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Suoni di Fine Estate: una manifestazione tutta abusiva.

“Una manifestazione, purtroppo, tutta abusiva quella di “Suoni di Fine IMG_1684Estate” perché priva di titoli autorizzatori. Il Comune di Latina ha concesso il proprio Patrocinio – anche oneroso – ad un evento che però non ha ottenuto alcuna autorizzazione da parte degli uffici preposti. Eppure è scritto che doveva ottenerli o non se ne faceva niente.

E a quanto ammontano le entrate e le spese relative al provvedimento adottato dalla giunta che recepiva le richieste della Pro Loco di Latina? Questo non è dato saperlo.

Altra domanda: perché non sono stati effettuati i controlli da parte del Comune attraverso la Polizia Locale?”.

Sono queste le domande che Nicoletta Zuliani, consigliera comunale del Partito Democratico, pone all’Amministrazione Comunale ed in particolare all’Assessore Antonella Di Muro, titolare della delega alla Cultura e promotrice della manifestazione. La consigliera democratica ha infatti depositato un’interrogazione che dovrebbe essere discussa nel prossimo Question Time.

Nella delibera di giunta si riporta che un successivo Provvedimento Dirigenziale avrebbe quantificato le entrate e le spese relative alla manifestazione. A parte che la quantificazione va fatta PRIMA di dare un permesso, il fatto è che ad oggi non risulta ancora quantificato.

“Dov’è questo documento? L’amministrazione comunale deve delle risposte ai cittadini, anche alla luce di tutti i problemi sollevati nelle settimane scorse dai commercianti del centro storico. Sorprende infatti – continuna Zuliani – la celerità con la quale la giunta del sindaco Coletta si sia riunita: il giorno successivo alla richiesta pervenuta dall’associazione richiedente, concedendo il patrocinio del Comune praticamente ad occhi chiusi.

Ricordiamo che per avere un permesso per musica dal vivo con almeno 200 partecipanti occorre la bellezza di 30 giorni. Ma qui non c’è neanche il permesso di occupazione di suolo pubblico. Il tutto veniva subordinato, infatti, all’ottenimento da parte del Presidente della Pro Loco, delle prescritte autorizzazioni previste dalle vigenti normative, per una manifestazione che si sarebbe tenuta nel successivo fine settimana: venerdì 26 e domenica 28 agosto.
Agli uffici comunali preposti al rilascio delle autorizzazioni non è pervenuta nessuna richiesta.

La manifestazione risulta, quindi, totalmente priva di autorizzazioni.

Nell’elenco dei locali comunali richiesti a titolo gratuito e senza fideiussione dalla Pro Loco comparivano, peraltro, il Museo Cambellotti e il Procoio di Borgo Sabotino, che fanno parte della lista sale concesse a titolo oneroso.

Un comportamento, a mio avviso, di evidente disparità da parte dell’amministrazione comunale rispetto a chi invece sceglie la strada della legalità, facendo una trafila lunga e piena di ostacoli per organizzare eventi culturali, il che va chiarito al più presto nel rispetto del principio della trasparenza e soprattutto della legalità”.

Il “patto indelebile”.

imageA seguito di un’operazione con indagini durate un anno, la nostra polizia di Stato è riuscita ad  inchiodare un sistema malavitoso che aveva messo le radici nella nostra città da molto tempo, operando in diversi settori e ingraziandosi benevolenze presso alcuni politici.
Tutti sapevano, tutti ne parlavano.
In tanti si osservava e ci si chiedeva come potevano taluni agire indisturbati e alla luce del giorno ostentando arroganza e disprezzo delle regole.

Un sistema, un’organizzazione che evidentemente godeva di coperture politiche perché la spavalderia che caratterizzava le loro azioni non poteva essere che protetta, a sua volta, da un qualche burattinaio potente che poteva muovere anche altri fili e decidere chi toccare e chi non toccare: da qui il nome dell’operazione Don’t Touch.

E come in un campo coltivato esiste erbaccia, zizzania ma anche piante buone, così la nostra Latina ha dimostrato di essere anche qualcos’altro, non solo una città pigra ed assuefatta. Ieri tanti di noi hanno colto la bellissima occasione per dimostrare che l’ABC della convivenza sta nel riconoscimento e nel rispetto delle regole che ne sono alla base, e che senza queste regole si vivrebbe come in un Far West: paura e dominio del più forte di turno.

E invece no. E non dipende solo dalla polizia.

Dovunque lavoriamo, dovunque operiamo, dovunque siamo anche con il nostro semplice respiro dobbiamo esprimere che la legalità e il rispetto delle regole sono l’ossigeno che deve scorrere nelle vene della nostra città, attraverso i rapporti interpersonali, attraverso la limpidezza delle nostre relazioni, attraverso la trasparenza del nostro agire, nella scelta di cui è carica ogni nostra azione quotidiana: dal rispettare il rosso, dal fare una segnalazione, dal rispettare gli orari di lavoro, all’andare a raccontare quello che viviamo sulla nostra pelle, come ci ha chiesto il Questore De Matteis, sicuri di trovare nei poliziotti “chi lavora senza orario, con grande sacrificio e fatica, che rinuncia alla famiglia, che rischia la pelle tutti i giorni“.

Siamo in tanti, tantissimi che vogliamo il rispetto delle regole senza deroghe e ieri abbiamo alzato una denuncia corale nei confronti di chi se ne beffa, e abbiamo alzato forte un grido di riconoscenza a chi si è esposto per farla rispettare: GRAZIE.

imageUn grazie CORALE.

Ieri abbiamo stretto un patto indelebile tra noi cittadini e forze di polizia, un patto che in quanto cittadini, ci domanda di più, esige un surplus di reattività: non più spettatori, non più osservatori critici, ma protagonisti e padroni del nostro territorio.

Ieri, in coro, abbiamo cantato un meraviglioso canto di libertà.

GOMMALANDIA: il Commissario chiuda il caso.

Il commissario restituisca al pubblico l’area verde
Il fatto:

Subito il Comune deve redigere il contratto vincolante per la società che gestisce il parco da 9 anni senza obblighi nei confronti dell’Ente

Torno sul caso di Gommalandia ora che ho un diverso interlocutore, il Commissario.

L’area verde sulla quale sorge il parco giochi, in viale Pierluigi Nervi, è di proprietà comunale, ma la gestione dello spazio . Ho combattuto a più riprese la battaglia contro la situazione di irregolarità di cui è senza dubbio colpevole il Comune di Latina da ormai 9 anni, lasciando di fatto godere la società che gestisce il parco di tutti i benefici di quella che è una vera e propria inadempienza dell’amministrazione comunale.

Ho quindi deciso di esporre direttamente il caso al commissario prefettizio Giacomo Barbato, perché analizzi la situazione e ponga fine alla lunga attesa dei cittadini di Latina per la fruizione gratuita dell’area verde pubblica, come sarebbe loro diritto. Il parco, inoltre, da Gommalandia non viene utilizzato in estate, perché l’attività si trasferisce per qualche mese sul lungomare. In questo modo, l’area resta chiusa completamente. L’accesso al parco deve essere regolamentato secondo gli orari stabiliti dalla delibera e la società deve essere vincolata, finalmente, da un contratto perché l’area venga resa accessibile da un ingresso separato.

Portai in evidenza il caso nell’estate del 2012, prima con un video, (guarda il video) poi con diversi interventi in consiglio comunale, tra cui anche un’interrogazione a risposta scritta rivolta all’assessore al Patrimonio, che all’epoca era Pasquale Maietta, oggi onorevole alla Camera dei Deputati, ed alla quale dall’amministrazione dell’ex sindaco Giovanni Di Giorgi non è mai stata data risposta.

Sono passati esattamente tre anni da quell’interrogazione e la concessione del parco è ancora senza contratto.

La prima concessione del parco giochi risale al 2002, quando Gommalandia si trovava ancora nella sede di viale Le Corbusier. Poi il Comune aveva autorizzato il trasferimento nell’attuale posizione, a partire dal 4 marzo 2005 (con deliberazione n.99/2005) con concessione di “utilizzo, mantenimento e custodia dell’intera area tale da poter garantire la pulizia e l’efficienza del parco pubblico, tramite la discreta presenza del personale dipendente della stessa società“. Nella delibera venivano poi indicati gli adempimenti ai quali si sarebbe dovuta attenere la società: la realizzazione di un chiosco bar che ancora oggi, dopo 9 anni, non risulta esistere all’interno dell’area verde, così come l’accesso separato all’area verde pubblica, costituito da due colonne di tufo alte tre metri, ed i tre bagni pubblici (uomini, donne, portatori di handicap) in un gazebo di legno pavimentato in cemento con mattonelle antiscivolo.

Ad oggi l’accesso al parco giochi è ancora unico e prevede il pagamento di una tariffa d’ingresso, come se l’area anziché del Comune fosse del privato, il quale continua a trarre profitto da un bene pubblico. Questo per colpa del Comune stesso, che glielo lascia fare da 9 anni e che, a partire dal giorno della firma del contratto dovrà lasciargli l’area in concessione per ben 19 anni, perché così prevede la delibera. Però gli adempimenti contenuti in quella stessa delibera possono non essere ancora rispettati dal privato, che senza contratto non è soggetto ad alcun vincolo”. Il 5 novembre del 2013 però la società ha fatto arrivare agli uffici di Piazza del Popolo una perizia giurata in cui veniva descritta una serie di lavori da scomputare dal pagamento che dovrà effettuare in favore del Comune.

La città aspetta giustizia.

Numeri e legalità: intervento in Consiglio Comunale

Sindaco, oggi abbiamo vissuto un momento speciale nella nostra città. La manifestazione organizzata dagli studenti, dai giovani di latina, che hanno gridato la propria vicinanza al giudice Lucia AIELLI con uno stile assolutamente efficace e da seguire: dichiarandosi contro l’illegalità.

Ma soprattutto chiedendo a gran voce di agire contro quei comportamenti che inibiscono la legalità.

Credo che per tutti noi politici sia stato un colpo quando i ragazzi hanno detto che non volevano noi alla manifestazione.
La percezione, evidentemente, è quella che non sia visibile una condizione di legalità nella nostra società, ma soprattutto nella nostra Latina.
Sono rimasta colpita quando hanno detto: “fateci vedere cosa siete capaci di fare contro la criminalità“. Cosa siamo capaci di fare noi contro la criminalità  che, ormai è noto, è radicata nel nostro territorio?Non credo che possiamo relegare il compito del contrasto alla criminalità solo alle forze dell’ordine.
Non credo che possiamo relegare il compito di contrastare la criminalità solo all’educazione quindi lasciare alle scuole questo onere.
Non credo neanche che possiamo ritenere di fare abbastanza soltanto partecipando ad una manifestazione che si dice contro le mafie e contro l’illegalità.Sembra che il documento che oggi andiamo a votare, l’assestamento di bilancio,  sia distante anni luce da quello che abbiamo vissuto questa mattina. Sembra distante anni luce il tema di un assestamento di bilancio comunale dall’entusiasmo, la forza, l’esuberanza dei giovani che chiedono a gran voce di vivere in una città più equa, più giusta, più legale.
Sembra distante anni luce dalle minacce che il giudice AIELLI ha ricevuto,  dalla condizione di paura che una famiglia è costretta a vivere perché si è vulnerabili: chi lavora per la legalità è vulnerabile.E allora il nostro compito di politici non è soltanto affiancarci a queste forze positive, buone come i nostri giovani, che ci chiedono più legalità e più coraggio.
A noi sta agire con atti amministrativi, numeri di bilancio, scelte di indirizzo, che sembrano non avere nulla a che fare con l’esuberanza  che abbiamo visto questa mattina.E invece no.
Sono il nostro DOVERE.

Guai partecipare ad una manifestazione senza aver dato la certezza a questi giovani che noi stiamo lavorando, che stiamo operando a favore della legalità!
Guai aver partecipato a questa manifestazione e non dare i frutti del nostro lavoro, non far vedere le conseguenze del nostro operare per la legalità!

Da giovani si vive e si è pronti a morire per delle idee, per degli ideali forti: lo abbiamo visto in Cina, lo abbiamo visto in Argentina, lo abbiamo visto in Turchia. La giovanissima afghana che rischiava la vita per andare a scuola ne è un esempio  illuminante.
Da adulti bisogna faticare per cambiare le cose. Bisogna creare le condizioni perché quegli ideali diventino realtà.

Ed Ecco che dobbiamo arrivare ai numeri.
Da adulti capiamo che i numeri contano, parlano, stabiliscono, realizzano, in poche parole dentro ai numeri è racchiusa la capacità del cambiamento.

Un assestamento di bilancio non è altro che una piccola manovra per mantenere i conti pari: le entrate e le uscite devono essere sempre in equilibrio, ciononostante i numeri parlano. Ma non parlano solo i numeri che ci sono: ci sono anche i numeri che mancano, che non sono presenti, e che quindi, proprio per la loro assenza, parlano, anzi gridano forte.
I numeri che mancano sono i numeri delle scelte non fatte che pesano come macigni.

Cominciamo dal cimitero: solo oggi si comincia sul serio a valutare l’ipotesi di una annullamento del contratto oppure di una transazione tra le parti, tra noi e il concessionario. Ma la cosa non si risolve con l’ipotesi di una semplice transazione che, comunque, comporterebbe un onere per l’Ente milionario.

Esistono elementi che vanno considerati meglio perché anche i numeri hanno un nome: si potrebbe profilare una situazione di debiti fuori bilancio che non possono essere risolti con una semplice transazione tra lente ed il concessionario. I debiti fuori bilancio vengono valutati anche dalla corte dei conti, devono passare in commissione ed in consiglio, devono essere votati, tutto questo comporta un iter che valuta ed analizza.
La questione delle sepolture ante 1993 è una questione ancora aperta. Chi ha in mano il contratto non può vederselo annullato da una transazione tra l’ente ed il concessionario: andremmo incontro a contenziosi. E già ci sono casi in cui persone con in mano il contratto hanno visto accolto la propria richiesta a non pagare ulteriori soldi per una regolare concessione che non può essere invalidata da un accordo fatto oggi tra ente e concessionario.
Queste sono cose importanti che vanno analizzate, prese in considerazione, cosa che fino ad oggi non è stata fatta seriamente o forse è meglio dire che sono state analizzate, sono state prese in considerazione, ma non è stata fatta una scelta.
Aspettiamo  il parere dei revisori dei conti in merito alla transazione.Altra questione la s.l.m. e le terme: se non riusciamo a vendere le quote della s.l.m. entro un mese, perderemo tutti i diritti sulle quote e passeremo dall’altra parte saremo debitori invece di essere possessori di un bene. Questo significherà una perdita patrimoniale con tutto quello che ne consegue: questa è una condizione risultante da un atteggiamento di attendismo, dal non voler scegliere.
Siamo ormai a fine mandato e chi sceglierà per la città? Saranno le scadenze a scegliere per noi: non saremo più noi ad avere il pallino in mano, non saremo più noi a scegliere sindaco, saranno le scadenze.Altro gioiello di attendismo e di non scelta: la metro.
Ma ci rendiamo conto che solo pochi giorni fa il sindaco ha inviato una lettera Zingaretti in proposito?
Ma ci rendiamo conto che abbiamo già acquistato e pagato delle vetture ormai obsolete che anche se le volessimo usare oggi non potremmo usarle perché vecchie di concetto?
Ci rendiamo conto che se mettiamo in fila tutti soldi che già abbiamo speso per la Metro senza averla, probabilmente ci avremmo guadagnato a costruirla?
E invece abbiamo solo buttato soldi.
Sindaco, lei era presidente della commissione viabilità, avrà certamente studiato affondo tutto il sistema metro e quello che ha comportato! Certamente una volta diventato sindaco, avrà avuto tutti gli elementi per poter scegliere e magari cambiare in itinere. Magari potevate cambiare il percorso, svilupparlo verso la marina, pensare qualcosa di diverso, qualcosa che nascesse da un’idea di città… e invece siamo ancora qui a dirci: il Consiglio ha deciso per la sospensione del progetto…
Qui il problema è che nell’una o nell’altra opzione dobbiamo mettere in conto dai €20 ai €30 ML.
Ma lasciate la scelta ai posteri, meglio non essere ricordati per una scelta impopolare ed economicamente stressante.
E la LatinAmbiente? Sappiamo già tutto. Ma io mi chiedo: possibile che una partecipata a maggioranza nostra, non riesce a chiarire i numeri riguardanti la parte creditoria/debitoria?

Ma se siamo proprietari per il 51%, perché non convochiamo immediatamente un’assemblea dei soci e imponiamo una condotta? Perché non decidiamo di sciogliere questo nodo? Perché cambiare continuamente presidente e membri dell’assemblea? Perché non chiarire i numeri?Voglio concludere con le parole della fine della manifestazione per bocca dei giovani: “noi amiamo la politica ed è l’agire politico che ci permette di portare avanti i nostri ideali, i nostri sogni, le nostresperanze.” Ci dicono: “non voltate le spalle ai problemi, non restate immobili. Vogliamo vedere il cambiamento”.

E il cambiamento, sindaco, non è immobilismo, non è attendismo.

Auguro alla nostra città di vedervi dinamici nelle scelte.

Di chi è Latina?

Un magistrato che indaga viene minacciato di MORTE.
Avvertimenti incendiari rivolti ad attività commerciali vengono considerati “bravate estive”.
Il GOVERNO della città è da troppo tempo in BILICO.

Stiamo dando un messaggio pericoloso alla malavita.

La politica ha il dovere di dare un messaggio UNIVOCO e non soggetto ad interpretazioni: dobbiamo dire che questa è una terra di LEGALITÀ.

I mezzi ce li ha: TRASPARENZA, RIGORE e RISOLUTEZZA.

Quando si decide in pochi – e qui penso alle varianti dei piani particolareggiati per cui si è scelto di non passare in consiglio – quando si deroga sistematicamente alle norme per piegarle ad interessi estranei alla collettività , quando si sceglie di aspettare, lasciando una città nel limbo dell’INCERTEZZA, il messaggio che passa è: QUESTA CITTÀ SE LA PUÒ PRENDERE IL PIÙ FORTE.

Chi si fa interlocutore di interessi privati ed estranei al Bene Comune FACCIA UN PASSO INDIETRO.

Chi ha il potere di modificare gli assetti della macchina amministrativa che favoriscono comportamenti compiacenti abbia il coraggio di rimuovere le zone opache.

Chi sa, faccia emergere le zone grigie.

E poi, dobbiamo mettere in campo un diverso modo di intendere il lavoro PER la città da parte anche dei movimenti civici ed associazioni: non più gruppi antagonisti e protagonisti delle proprie iniziative, viziati dal modus operandi tutto politico del “volersi contare” per capire il proprio PESO, ma collaboratori e cooperanti, ognuno a coprire uno spazio dove l’altro gruppo non arriva.
Solo così potremo stendere un rete che, se solida e solidale, salverà la nostra città.

Attacco a Libera, Zuliani: «Basta con gli interventi tampone»

La consigliera del Pd chiede di lavorare a un progetto comune che coinvolga istituzioni e scuole.

«Basta con le misure tampone, servono piuttosto interventi strutturali e un progetto integrato di larga scala su cui lavorino tutte le parti coinvolte, dalle istituzioni alla società civile». A chiedere un cambio di marcia sollecitando una progettualità comune per la cultura della legalità, fatta di cooperazione e sinergia, è la consigliera del Partito democratico Nicoletta Zuliani, a pochi giorni dall’ennesimo atto intimidatorio al Villaggio della Legalità di Borgo Sabotino.

La struttura gestita da Libera per la quinta volta nel giro di due anni finisce nel mirino proprio a ridosso della decisione dei volontari dell’associazione di Don Ciotti di incrementare la propria attività sul territorio pontino, una decisione che il Partito democratico ha sposato con la Zuliani che ha proposto nelle opportune sedi di fare del Villaggio intitolato a Serafino Famà un luogo di formazione per i più giovani, un punto di convoglio per le scuole e un centro propulsivo di legalità e ricostruzione democratica.20131217_libera (1)

«Ma per fare questo – sostiene la Zuliani – è fondamentale, oggi più che mai di fronte a un nuovo atto vandalico, lavorare non su operazioni tampone ma per stabilire insieme qual è l’obiettivo da raggiungere, ognuno nel proprio ruolo e con le proprie specifiche funzioni». La consigliera fa riferimento alla Regione, al Comune, al prefetto, a Libera, alle associazioni del territorio e all’intera società civile quali attori coinvolti in un più ampio progetto di promozione della legalità. «Quando ci si pone un obiettivo così alto come il ripristino di una legalità violata – afferma la Zuliani – non si può prescindere da un lavoro sinergico e coordinato, mosso da un obiettivo condiviso e dichiarato».

«Nel prossimo incontro istituzionale, già richiesto da Libera al prefetto e al sindaco, sarà importante – conclude la democratica – mettere sul tavolo e condividere un progetto a medio e lungo termine, dunque di più ampio respiro. Gli interventi spot utili a tamponare le emergenze o i danni non servono. Serve invece coordinarsi per un lavoro comune che punti a sostenere nel tempo il Villaggio e l’attività di cui si fa promotrice Libera, coinvolgendo per esempio le scuole e tutte quelle realtà che già si battono per contrastare l’illegalità. Solo con un progetto integrato si può pensare di fare scudo a questi attacchi e di coltivare una cultura della legalità e del senso civico sul territorio».

Mio intervento in Consiglio Comunale 21 nov.2013

nicpizzoCari colleghi di Consiglio,
non voglio aggiungere troppe parole ai già validissimi interventi che mi hanno preceduto. Ma sento doveroso esprimere alcune riflessioni.
Non mi stupisco della malvagità di malavitosi, della loro scaltrezza. Non mi stupisco della loro capacità di delinquere, di trarre guadagno dallo “stupro” di un territorio a spese della vita delle persone ignare che ci vivono (nel tempo le persone, poi, sono sempre meno ignare: vedono, osservano, mettono insieme fatti e ricostruiscono).
Mi stupisco, invece, della connivenza dei politici di quel tempo che, evidentemente, anche qui a Latina c’è stata.
Mi stupisco del silenzio e della vigliaccheria di chi sapeva e non si è mosso, chi sapeva e non ha agito.


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Un Consiglio per i rifiuti

Il Consiglio Comunale di lunedì 11 novembre 2013 è stato la continuazione morale e partecipata del suo precedente. Finalmente si è parlato con chiarezza rispetto alle posizioni delle diverse parti politiche sul tema rifiuti e impatto del sistema intero sui borghi nord. http://www.latinatoday.it/cronaca/rifiuti-consiglio-no-inceneritore-montello.html

nicINconsNel mio breve  intervento ho sottolineato 2 elementi: legalità e salute 

1- il Comune DEVE fare muro contro ogni di genere di illegalità, palese o celata, contro qualsiasi operazione di compravendita di terreni circostanti le due discariche INDECO e ECOAMBIENTE: ogni eventuale allargamento favorirebbe i proprietari dei terreni confinanti. Le dichiarazioni di Schiavone pongono questioni di gravità cui non si può restare inerti. Urge andare a fondo degli latinaoggi_13_10_24_Pagina_07interessi che Camorra e Mafie hanno attorno alla discarica per smascherare chi opera a favore di sé e a danno della comunità presente e futura. Bisogna interpellare magistrati, sollecitare indagini, mantenere ALTISSIMA la guardia per difendere il territorio e la sua gente di oggi e di domani. (vedi secondo punto del dispositivo)

2- il Comune non può non preoccuparsi della salute dei cittadini di questo territorio. Vengono segnalate alta incidenza di tumori, patologie del sangue, patologie tiroidee e poliabortività.  Ho sollecitato uno studio epidemiologico per capire se è allarmismo o verità l’alta incidentalità di queste patologie e delle morti che i cittadini segnalano. (vedi quarto punto del dispositivo) Continue reading

Attacco al villaggio della Legalità: rispondiamo con le scuole

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«Agli attacchi reiterati contro il Villaggio della legalità di Libera di Borgo Sabotino dobbiamo reagire in maniera forte, attraverso la scuola, un percorso formativo e i giovani». La consigliera comunale del Partito democratico Nicoletta Zuliani propone di utilizzare il Villaggio della legalità dedicato da Libera ad Serafino Famà come centro di propulsione alla legalità.

«Non possiamo non interpretare questi attacchi – continua la Zuliani – come una pressione che sta continuando a fare chi evidentemente si sente disturbato da una tale presenza. Noi come amministrazione, come Comune e come cittadini dobbiamo rispondere in maniera organizzata, forte e intelligente, recuperando la struttura non solo attraverso finanziamenti per rimetterla a posto, ma attraverso un protocollo di intesa tra Csa (ex provveditorato), Comune e dirigenti scolastici di ogni ordine e grado per programmare un triennio in cui si concentrino in questo villaggio momenti formativi ed eventi che le scuole organizzano ogni anno per mettere in rilievo di i risultati delle attività didattiche e per esaltare la parte artistica e creativa dei ragazzi».
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Una riflessione in risposta a Panigutti

Panigutti scrive sul suo editoriale di domenica e non posso fare a meno di fare una riflessione. Profonda.

http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5df0befcb/pag01_prima.pdf

http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b39fc5df0befcb/pag03_latina.pdf

Ho molto riflettuto dopo aver letto l’editoriale di Panigutti di domenica mattina.

L’accusa alla “politica locale” – consiglieri, sindaci, assessori ecc… – era rivolta anche a me.
Ciononostante, non mi sono sentita coinvolta dalla critica che, di primo acchitto suonava vera, attesa, definitiva.
No. Il mio agire politico e quello del mio gruppo non può essere accusato di essere “assuefatto alla cronaca” o di non avere “la società come materia di propria competenza“.
Alla crescita e allo sviluppo, che nell’editoriale vengono citati come “unici antidoti capaci di arginare i fenomeni della devianza e della criminalità” ne manca uno, il più importante: la CULTURA.
  • I fenomeni di criminalità non attecchiscono laddove il tessuto sociale è COESO, PARTECIPE ed IMPEGNATO.
  • I fenomeni di criminalità non attecchiscono laddove si INVESTE nella SCUOLA che vede TUTTI i bambini insieme, poveri, ricchi, figli di professori e figli di criminali. Insieme a crescere nel rispetto delle regole, ad imparare a relazionarsi tra loro, a convivere con i propri limiti e a scoprire le proprie qualità.
  • I fenomeni di criminalità non attecchiscono laddove esiste il MERITO invece che le CONOSCENZE che ti garantiscono posizioni di dirigenza, di lavoro, di responsabilità al di là delle tue reali capacità.
  • I fenomeni di criminalità non attecchiscono laddove esiste TRASPARENZA e contatto diretto tra amministrazione e cittadini, non come ora, che i consiglieri sono utilizzati per espletare le pratiche dei propri elettori perché “si fa prima”. Questo alimenta personalizzazioni pericolose quando il Comune dovrebbe trattare i cittadini tutti allo stesso modo.
  • I fenomeni di criminalità non attecchiscono laddove esiste un BILANCIO che rispetta i tempi per non favorire il lavoro svolto in dodicesimi che a sua volta parcellizza gli incarichi e non fa indire gare ad evidenza pubblica.
  • I fenomeni di criminalità non attecchiscono laddove esistono istituzioni che non si lasciano scappare occasioni come quella della 17esima Giornata Nazionale in ricordo per le Vittime delle Mafie per rendersi fortemente ed indiscutibilmente PRESENTI per non lasciare dubbi in merito alla volontà di combattere le mafie su tutti i fronti.

 Su tutti questi versanti noi del Partito Democratico abbiamo cercato di spendere la nostra azione politica e continueremo a farlo, anche se significa lavorare su temi che sembrano non eclatanti, ma che, invece, impongono un cambio di rotta a livello culturale-sociale, culturale-amministrativo, culturale-politico.

“Un politico si preoccupa delle prossime e lezioni, invece lo statista si preoccupa della prossima generazione”.
Direi che chiunque abbia buon senso, farebbe bene a fare proprie queste parole, soprattutto per il bene della nostra città.