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Azienda Speciale dei rifiuti: approvata.

Un Consiglio lunghissimo quello di ieri ma doverosamente lungo. Il comune di Latina si dota, investendo soldi dei cittadini, di un’azienda per la raccolta dei rifiuti: la ABC. Solo per la raccolta. Per il resto (conferimento agli impianti di compostaggio, RIDA ecc..) resta tutto uguale.

La tipologia di azienda si chiama “speciale” ed ha la caratteristica di rispondere alle finalità dettate dal comune attraverso il Consiglio Comunale, di pareggio di bilancio e, nell’eventualità di perdite, sarà il comune a ripianarle. (consulta tutti i documenti)

A mio avviso è un’”avventura” che in questo momento non potevamo permetterci visto il quadro di grave incertezza organizzativa (uffici con dirigenti che rinunciano all’incarico, carenza cronica di personale, avvicendamenti continui di dirigenza, assessore al personale dimissionario…) ed economico-finanziaria (diverse “spade di Damocle” pendono sulla nostra testa: i contenziosi milionari della Latina Ambiente e Metro Latina).

Per creare questa azienda il Consiglio ha approvato un finanziamento di €400mila per garantirci il leasing dei mezzi da gennaio ad aprile 2018 e ci accolleremo un mutuo da €12ML che ripagheremo in 10 anni. Tutto questo si poteva risparmiare affidando il servizio ad una ditta esterna che si faceva carico del rischio d’impresa (che invece ci prendiamo noi senza essere imprenditori) e sulla quale avremmo potuto eventualmente rivalerci con penali qualora non avesse raggiunto gli obiettivi che il comune fissava (così invece paghiamo in prima persona e di tasca nostra tutti i discostamenti dagli obiettivi).

Le Aziende Speciali funzionano bene nelle piccole realtà urbane (paesi come Roccagorga, Pontinia, Busto Arsizio…); in città grandi o si radicano in comuni solidi e virtuosi (Reggio Emilia è un esempio) o fanno molta difficoltà e richiedono contributi comunali per ripianare il bilancio ogni anno di centinaia di migliaia di euro (comuni consorziati della provincia di Pescara, del Trentino…)

I CONTROLLI
I controlli sono un tema importante. Da una recente conversazione che ho avuto con i nostri Revisori dei Conti ho appreso che l’amministrazione è inadempiente rispetto all’attuazione dei controlli sulle partecipate per carenza di personale: figuriamoci per il controllo analogo richiesto sull’Azienda Speciale! La risposta degli uffici alla mia richiesta se fossero riusciti a sopportare il carico di lavoro che il controllo dell’azienda speciale comportava, è stata che la funzione  sarebbe stata gravosa, e senza risorse umane aggiuntive non si poteva garantirla. Attualmente il servizio non è assegnatario di questa funzione. Mi chiedo chi dovrebbe esserlo.

Non sarebbe stato allora più prudente lavorare sodo per organizzare meglio la macchina amministrativa per poi arrivare all’Azienda Speciale con un substrato più solido su cui costruire?

La CORRETTEZZA degli ATTI
Un altro nodo non sciolto (per la rigidità del presidente Colazingari che non mi ha concesso 3 minuti in più quando ad altri ha concesso anche oltre) è la questione della conformità degli atti. Mi rendo conto che ai più possa sembrare un tema poco comprensibile e per nulla interessante, ma come amministratori abbiamo anche questo obbligo: accertare che gli atti siano conformi a quanto la legge stabilisce. La fretta con cui LBC e la giunta hanno chiuso l’iter – voglio ricordare che sono state fatte solo 2 commissioni sull’ABC mentre ben 8, ad esempio, sono state dedicate all’osservatorio sulla ZTL – ha causato diverse irregolarità che si sarebbero potute accertare con un parere di conformità da parte della Segretaria Generale che è come il notaio dell’Ente.
Ebbene, nel Consiglio del 3 agosto LBC ha respinto la proposta di richiesta parere di conformità, gettando così un’ombra sulla conformità degli atti. In questo modo è stata negata la possibilità di avere la certezza che tutto l’iter fosse conforme alla legge.

Chi fa politica non può fidarsi, deve invece continuamente verificare, controllare ed accertare perché quando si agisce per nome e per conto dei cittadini e per di più gestendo i loro soldi, il proprio compito diventa approfondire, controllare, valutare e poi scegliere, come un buon padre di famiglia, usando principi prudenziali che non mettano a rischio la collettività e i suoi beni. 
Un parere di conformità avrebbe messo tutti con le spalle al riparo, in primis la maggioranza. Invece hanno preferito mettere la testa sotto la sabbia, far finta che tutto fosse conforme consentendo alla Segretaria Generale di non esporsi con una validazione dell’iter che evidentemente non era poi così conforme, eccezione sollevata anche dall’ex assessore Costanzo, punto di riferimento iniziale di LBC,  l’unico forse di cui potevano fidarsi. Si è consentito ad una figura esterna di privare tutti di una certezza, quella del parere di conformità, regalandole la possibilità di tirarsi fuori da una responsabilità che evidentemente non voleva prendersi, che non poteva né voleva sostenere.

Per ammissione della maggioranza, tutti i dubbi sollevati dall’opposizione erano gli stessi dei consiglieri di LBC (a proposito, come mai il presidente Di Trento era assente proprio ieri?). Con approfondimenti fatti solo per loro, ed io aggiungo autoreferenziali, i dubbi sono stati sciolti. Un iter evidentemente portato avanti nelle segrete stanze di LBC, non certo alla luce del giorno durante le commissioni. A noi i dubbi sono rimasti tutti.

Quando si parla di partecipazione…

Intervento Consiglio 6 giu 2017 Marina di Latina

Ascolta il mio intervento in Consiglio Comunale sulla Marina di Latina.

Nel mio intervento mi sono limitata a leggere il programma di LBC sulla Marina che riporto qui sotto. Nel Documento Unico di Programmazione e nel Piano Esecutivo di Gestione la Marina occupa un posto assolutamente marginale. Non ci si può meravigliare della situazione attuale.

Riporto più sotto parte delle osservazioni e idee (che ho integrato nel mio intervento citandoli), di molti di voi che hanno risposto alla mia richiesta di contributi per essere veramente il portavoce dei miei elettori.

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(Maria)
Il sindaco e la sua giunta Non leggono i giudizi negativi sui social in merito a ciò che non fanno? Degrado assoluto e sporcizia in città e a quella definita eufemisticamente Marina? Coletta Non ci rappresenta più,continui pure a dormire! Siamo stufi del suo Non fare,vergogna! Ad es:un tempo c’era il giardiniere comunale per Piazza del popolo e prefettura,acqua sfavillante Acqua zampillante nella relative fontane etc…sappi che oggi ore 9,40 al n.0773/1533104 per segnalare scempio via respighi Non rispondeva nessuno (assessorato ambiente)

(Maria)
Due punti:
Necessario mettere passerelle per far arrivare al mare alle persone con mobilità ridotta, ai bimbi in passeggino…
Poi pagare 3/4 € per passare una giornata al mare è eccessivo ma per chi come me e tante altre persone andiamo  soltanto 1 o 2 ore è veramente un furto

(Maria)
Ieri ho fatto una passeggiata sulla marina. Sulla duna hanno costruito due parcheggi. Alcuni stabilimenti non rispettano la distanza dalla riva
La legge italiana è disattesa
La duna è parte del patrimonio ambientale che distingue il nostro litorale, La riva è territorio pubblico

(Pietro)
Che ne dici di abolire la “gabella” sul mare visti i livelli dei servizi offerti? Ma anche di pubblicizzare percorsi ed orari dei bus Latina Mare?

Ambra
Senz’altro per rendere più accessibile la marina bisognerebbe migliorare la viabilità e creare dei punti panoramici chefavoriscano il passeggio. Ciao e buona giornata

Anna
Buongiorno Nicoletta, occorre affrontare il problema dello spargimento di sabbia sulla  Strada e sulla pista ciclabile sui  marciapiedi, che non possono stare allo stesso livello delle dune e degli ingressi al mare, anzi spesso sono al di sotto della quota delle dune! Occorre, anzi occorreva che fosse già affrontato! è un problema QUOTIDIANO: di sicurezza poiché la pista ciclabile, la strada, i marciapiedi  non sono sicuri,  ambientale perché la situazione contribuisce all’accelerazione dell’erosione della costa! E’ una situazione che l’Amministrazione, l’Assessorato  Ambiente, gli Uffici tecnici debbono affrontare da tempo. Quest’inverno la strada fu completamente invasa dalla sabbia e ci si è limitati a far intervenire Latina Ambiente. Promuovete un’ interrogazione perché si trovino le soluzioni tecniche. Non solo il vento ma anche il calpestio provocano il fenomeno ogni giorno.
Un’idea? Richiamare il Progettisti, gli Esecutori, i Collaudatori delle opere e insieme agli Enti preposti, studiare le soluzioni a impatto zero e al minimo costo. E’ inutile spendere Milioni nel ripascimento, se non si impedisce la dispersione giornaliera della sabbia

Maura
Innanzitutto bisogna provvedere quanto prima alla riparazione  delle scalette/passerelle, mettere cartelli contro le cicche in spiaggia (sono folle), prevedere un ticket per la mezza giornata, formule non costose.
Negli ultimi anni mi è sembrato che poca gente vada al mare a sinistra.
Buona giornata

Controlli a chi autocertifica: una mozione per una convenzione con la Guardia di Finanza

schermata-2017-05-31-alle-15-46-45Abbiamo appena presentato col  gruppo consiliare del partito democratico due mozioni: la prima riguarda l’adesione nel nostro comune alla Giornata Provinciale del Buon Gioco (leggi la mozione) da poco istituita; l’altra riguarda la richiesta di convenzionare il nostro comune con la Guardia di Finanza (leggi la mozione) per il controllo sostanziale di coloro che, dietro autocertificazione, beneficiano di tutta una serie di contributi e facilitazioni di tipo economico erogati dal nostro Comune. Attualmente gli uffici comunali effettuano controlli di tipo documentale, o formali che riguardano l’esame dei documenti che i cittadini allegano alla domanda. Un Protocollo d’intesa tra il Comune e la Guardia di Finanzaschermata-2017-05-31-alle-15-47-44rende sistematici i controlli di tipo sostanziale che, attraverso l’attivazione di verifiche incrociate, riescono a definire il vero quadro economico familiare. Tutto questo perché potrebbero essere ancora moltissimi coloro che, autocertificando il falso o producendo documenti non veritieri, tolgono risorse per i cittadini che veramente ne hanno diritto.

È l’odiosa prassi che vede genitori evidentemente benestanti ma che pagano rette ridotte, se non completamente esentati, per gli asili, le mense scolastiche, o persone evidentemente in buono stato economico ma che beneficiano magari di residenze popolari o altri benefici togliendoli a chi è veramente bisognoso.

Credo che attivare una collaborazione tra diversi soggetti nel campo dell controllo non possa che far bene alla nostra comunità, da troppo tempo testimone di vere e proprie insopportabili ingiustizie e soprusi.

Commissioni in streaming audio = + trasparenza.

Ho inviato una nota a Sindaco, Assessore alla Trasparenza, Presidente del Consiglio di Latina e Segretaria Generale per sollecitare ad una maggiore solerzia e ad una soluzione rapida al problema dell’accessibilità a temi importanti che vengono discussi nelle Commissioni Consiliari. Attualmente, diversamente dalle sedute di Consiglio Comunale, il lavoro delle Commissioni può essere eseguito solo da chi si reca fisicamente nella sala che si trova in cima all’edificio comunale. Diverso sarebbe se le commissioni fossero trasmesse in streaming, anche solo audio, seguite comodamente dal luogo in cui cittadini si trovano magari con il proprio smartphone. Ritengo che il piccolo costo che questo servizio comporterà, sarà ampiamente ripagato e compensato dalla qualità della trasparenza e partecipazione che se ne ricaverebbe.

Un altro punto importante è la mancanza nella home page del Comune di Latina the un link che riporti settimana per settimana quali commissioni si riuniscono e con quali punti all’ordine del giorno. Sfido chiunque a trovare queste informazioni in modo agevole e veloce e farlo più volte alla settimana. Dopo la prima volta si demorde, si lascia perdere. Questo non è esattamente quello che la legge impone alle amministrazioni: pubblicazione ma anche facilità di accesso a tutte le informazioni e a tutti gli atti.

Ecco la mia nota.

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Si al Regolamento delle sale giochi, No a regolamento del Cimitero.

Due notizie, una positiva ed una negativa.

Da oggi il Comune di Latina ha il Regolamento per le sale giochi e giochi leciti per il contrasto e la prevenzione del GAP. La mozione nr.1 di questa consiliatura è stata proprio quella a mia prima firma insieme a quelle dei colleghi del PD e, dopo un iter che è durato 8 mesi, abbiamo approvato un regolamento che, siamo coscienti, costituisce solo un primo passo. Con i miei colleghi della provincia stiamo lavorando alacremente per dotare tutti i comuni della provincia di questo regolamento. Ma stiamo facendo molto di più. La prossima settimana si terrà il Consiglio Provinciale in cui verrà istituita su nostra proposta, la Settimana del Buon Gioco contro le ludopatie da tenersi ogni terza settimana di settembre. In questo modo ogni anno si dedicheranno momenti di approfondimento, studio, convegnistica, eventi pubblici per incentivare al buon gioco, quello sociale contro le modalità isolanti delle cosiddette “macchinette”.
Sono quindi molto felice ed orgogliosa per questo passo in avanti.

Purtroppo questa amministrazione non si è dimostrata altrettanto pronta a comprendere l’urgenza e la serietà della proposta di istituire una Commissione Consiliare Temporanea (Commissione Speciale) per studiare e concludere il percorso di definizione del Regolamento di Polizia Mortuaria in un tempo relativamente breve e che scioglierebbe tanti dei nodi che attualmente “soffocano” i nostri cittadini. Tutti conosciamo i problemi che i cittadini hanno rispetto alla questione cimitero: concessioni di 90 anni che vengono ricontrattate e soggette a rinnovo, spese per il mantenimento, servizi carenti perché non presenti nel contratto di project financing, un regolamento attuale parziale, uno risalente al 1938… Una commissione speciale avrebbe garantito un iter dedicato ad una questione molto intricata e che comporta ricadute economiche sui nostri cittadini.

Hanno detto no perché lo faranno con i metodi tradizionali. Ho chiesto loro: “Visto che la definizione e l’approvazione di questo regolamento non è presente nella vostra programmazione triennale degli obiettivi, quando verrà portata a completamento? Nel 2020 con il prossimo DUP? Quali tempi prevedete di impiegare per questo iter?”
Non hanno risposto. Hanno fatto finta che non avessi proprio formulato la domanda…
Devo dedurre che si prenderanno molto tempo per studiare la questione e che ci vorranno almeno 4 anni.

Mi dispiace.

Mio intervento sul Rendiconto di Gestione 2016

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Fare una discussione su consuntivo potrebbe sembrare quasi superfluo perché di fatto dobbiamo prendere atto di ciò che è stato e che non si può modificare. Ebbene, così non è. 

Dobbiamo premettere che di questo consuntivo 2016 è responsabile al 50% il commissario Barbato, e al 50% la presente amministrazione Coletta.

Detto questo voglio dimostrare in questi minuti che mi sono concessi come i numeri risentano fortemente delle scelte che apparentemente possono sembrare distantei da un discorso di bilancio, fatto di numeri, fatto di tecnicismi nei quali non mi addentrerò primo perché non sono un’esperta né sono tenuta d’esserlo, secondo perché quello che a noi politici attiene per funzione sono le scelte fatte a monte.

E ritengo che seppur limitate dai numeri o dalla “coperta corta”, come si suol dire, le scelte sono quelle che caratterizzano e possono sciogliere questioni annose.

PROGRAMMARE

Sappiamo che governare bene implica una attenta programmazione. Per quanto attiene al ruolo che condivido con i miei colleghi di minoranza, a noi sta espletare la funzione di controllo che può avvenire quando si posseggono tutti gli elementi per poter valutare e poi dare indirizzi. Purtroppo devo constatare che gli elementi a disposizione dei consiglieri sono molto carenti. Ci siamo ritrovati a parlare dei DFB solo qualche giorno prima del Consiglio Comunale in cui avremmo dovuto approvare la delibera di riconoscimento del DFB, e questo è meno del minimo sindacale perché è un obbligo di legge.

I contenziosi storici non mancano e le questioni si conoscono già da diversi anni e sicuramente sono state ben studiate, ben citati da tutti in campagna elettorale anche da voi.

Faccio un esempio: registro che non c’è stato alcun tipo di premura nel portare in commissione bilancio questioni come CONDOTTE e il terreno di nostra proprietà che perderemo: quando cadrà dal cielo questa spada di Damocle?

Verrà portata all’attenzione della commissione bilancio quando sarà già caduta.

Il punto è quindi intervenire e avere noi il controllo dei problemi, non farci governare dai problemi.

Un punto che ci affligge come amministrazione sono i DFB. Siamo davvero “fuori con l’accuso” si dice.

Abbiamo accantonato solo €3ML ma ne avremmo dovuti accantonare altrettanto e lo abbiamo fatto come escamotage per effetto dello slittamento di sei mesi delle eventuali notifiche di ingiunzioni che ci in questo modo ci permettono di aspettare il prossimo bilancio: un anno per respirare, ma andremo presto in apnea.

Ora è fondamentale capire quanto di questi contenziosi è in itinere.

In Commissione Bilancio abbiamo ascoltato i Revisori dei Conti a novembre che ci sollecitavano a

  1. esercitare un più attento monitoraggio,
  2. a capire come poter arrivare ad una possibile conciliazione.

Siamo alla fine di maggio ed io non ricordo che abbiamo fatto nessuna commissione bilancio con questo punto all’ordine del giorno nonostante abbia sollecitato più volte in questa direzione.

E come possiamo effettuare il nostro controllo dei problemi? E lo ricordo, che controllare è un obbligo anche dei consiglieri di maggioranza! Voi non siete lì solo per dire quello che i vostri assessori vi dicono di dire: voi siete qui per controllare! Il controllo va esercitato in Consiglio e nelle Commissioni!

I DFB sono sempre originati da un cattivo procedimento amministrativo.

Che significa?

Ritardi nel passare le carte tra uffici, mancanze nella sottoscrizione di contratti, una carente chiarezza nella definizione di quanto le parti pattuiscono all’interno di una obbligazione… Ecco tutto questo genera contenzioso. E ci sono situazioni attuali che a mio avviso non si sta monitorando a sufficienza. 

O per lo meno, noi consiglieri non ne sappiamo nulla.

Risultiamo in ritardo col pagamento delle fatture nei confronti delle imprese creditrici al 31/12/2016? Ebbene abbiamo una cifra complessiva altissima 17 milioni E € 800.000. Questo genera contenzioso e genera DFB.

E qual’è il numero delle imprese creditrici? 381.

Se prendiamo come esempio Pescara l’ammontare complessivo del suo indebitamento nei confronti dei suoi creditori è di 4 milioni mezzo.

L’importo che invece il Comune di Bergamo riporta è risalente al 2013, si vede che nel 2014, 2015 e 2016 non ci sono creditori che aspettano. Fornisce anche una griglia con il nome del creditore la data prevista del pagamento le fatture richieste equivalenti di pagamento. Nel primo trimestre del 2017 addirittura indicatore trimestrale di tempestività dei pagamenti È -1, ovvero pagano un giorno prima della scadenza dei 30 giorni previsti dalla legge.

Il Comune di Pescara di ha come indice di pagamento 49,40.

Quello di Latina è 80.

Da qui si capisce che evidentemente c’è molto da lavorare rispetto ai tempi di pagamento e c’è da chiedersi come mai questi tempi di pagamento per il nostro comune siano così lunghi: probabilmente

  1. non riteniamo di dover pagare
  2. le pattuizioni non erano abbastanza chiare e quindi si aspetta di chiarire, oppure
  3. perché riteniamo che i lavori svolti non siano rispondenti al contratto
  4. noi siamo proprio lenti nel procedimento amministrativo che precede il pagamento delle fatture.

Sappiamo che per quanto riguarda le utenze esiste un ristagno di circa 2500 fatture che in qualche modo ingolfano gli uffici. Un altro problema è determinato dai vari settori del comune che, non sospendendo le fatture che richiedono un approfondimento, di fatto bloccano il pagamento delle fatture con ordine cronologico successivo portando grossi problemi ai nostri fornitori di beni e servizi. Ho avuto modo di accertare in commissione la veridicità delle lamentele che diversi fornitori di servizio lamentano ovvero il ritardo dei pagamenti e che questo ritardo non è dovuto al servizio corrispondente, bensì ad un altro settore che non attivando l’istituto della sospensione di quelle fatture dubbie, di fatto blocca tutte le altre fatture in capo agli altri servizi ma che sono cronologicamente legate ad un unico ordine di flusso.

Nonostante abbia chiesto in commissione bilancio di portare questo punto per chiarire e comprendere come ovviare a questo problema non è mai stato dato seguito a questa mia richiesta.

E questo ritengo sia uno dei modi per controllare e prevenire eventuali contenziosi e quindi debiti fuori bilancio.

Voglio ritornare alla prima ipotesi: noi non riteniamo di dover pagare.

Questa è la causa di diversi contenziosi, di ingiunzioni di pagamento, di debiti fuori bilancio.

Infatti io vorrei sapere a che punto siamo con il rapporto con ATRAL che è il nostro gestore del servizio di trasporti e nei confronti del quale noi abbiamo eccepito rispetto a report che non sono stati inviati all’amministrazione e per il quali l’amministrazione ritiene di non dover corrispondere un pagamento. Sarebbe importante analizzare queste questioni che sono ormai in giro da quasi un anno o no?

Sempre con ATRAL abbiamo aperta la questione dei contratti della proroga: la proroga di ottobre non è stata ancora chiusa giuridicamente con la sottoscrizione di una obbligazione. Secondo voi, è possibile che a distanza di sette mesi ancora non sia stato firmato un contratto? Ma chi lo deve firmare questo contratto? Siamo assolutamente fuori legge. E credete che questo non potrà generare un eventuale contenzioso?

Qui il sindaco occorre che a tutela dell’Ente emetta immediatamente un’ordinanza contendibile ed urgente per sopperire a questa grave mancanza. Si prenda questa responsabilità! Si legga la sentenza del TAR Puglia nr.763/2015. Tra l’altro, secondo la sentenza, gli andrebbe pure concessa la rivalutazione del corrispettivo, o andremo incontro ad un ulteriore contenzioso che nel quale potremmo risultare soccombenti!!!

Ma non è finita qui!

Sappiamo che sarà necessaria un’ulteriore proroga del servizio trasporto pubblico locale. I tempi per la chiusura del bando e l’assegnazione del servizio non ci sono. A chi vogliamo affidare questo servizio in proroga di nuovo? Alla stessa ditta alla quale non abbiamo firmato il contratto? Alla stessa ditta alla quale abbiamo contestato modalità di presentazione dei documenti per il pagamento delle fatture? E chi lo firmerà quel contratto? Il dirigente che aveva invece giustamente scritto dicembre 2017 e che si è trovato modificato il termine temporale dalla giunta a giugno 2017 (data evidentemente impossibile per il raggiungimento di quell’obiettivo) o sarà la giunta che si prenderà la responsabilità della scelta fatta attraverso il Segretario Generale di sua nomina? Chi firmerà quel contratto?

Perché queste sono scelte che hanno ricadute economiche. che noi vogliamo evitare.

Fino ad oggi si è perso molto tempo, sono state fatte scelte sbagliate e che ci costeranno forse nel prossimo bilancio. Potremmo addirittura incorrere nel danno erariale per aver prorogato un servizio evidentemente insoddisfacente pur avendo avuto il tempo e i documenti pronti per espletare nei tempi giusti un regolare bando. Lo voglio ricordare il 28 febbraio tutti i documenti erano a disposizione del Segretario Generale pronti e prossimi per la pubblicazione del bando.

E tutto questo rientra nel discorso nel bilancio perché queste sono scelte economiche, sono scelte le cui ricadute sono economicamente pesanti in termini di ipotetici contenziosi, in termini di costi superiori, in termini di possibile danno erariale.

Un altro triste capitolo è la questione della Latina Ambiente. Mi direte: “ Ma che c’entra ora la LtAmbiente col consuntivo?” C’entra eccome!!!

Con la LtAmbiente abbiamo un contenzioso aperto circa fatturazioni commerciali non pagate per lavori svolti e contestati dall’amministrazione. Ed è esattamente il punto tre di cui sopra.

Ora, la LtAmbiente è stata dichiarata fallita il 4 novembre, quindi per quasi tutto il 2016 è stata la nostra società partecipata al 51% e per questo motivo deve essere presente all’interno dl nostro rendiconto di gestione del 2016. Ecco perché ne parliamo.

Vi ricordate nel consiglio di ottobre quando portai all’attenzione del consiglio la mancata conciliazione debiti crediti con la latina ambiente che a me suonava come una grave mancanza?

Ebbene era scritto a chiare lettere da parte dei revisori dei conti del precedente collegio: dovevamo, ed era un obbligo, conciliare debiti e crediti con la latina ambiente.

Anzi, diceva che era una grave inadempienza. Io parlai di bilancio farlocco: i revisori dicevano che “solo raggiungendo la corrispondenza tra le reciproche posizioni dell’ente e della società partecipata si potrà pervenire ad una rappresentazione univoca della situazione finanziaria. Aggiungono: perdurando tale situazione si rischiano disallineamenti che potrebbero gravare sulle casse dell’Ente;” in parole povere questa mancata operazione di conciliazione della situazione debiti crediti sarebbe potuta costarci molto più di quanto potevamo immaginare.

Ora leggiamo cosa dicono gli attuali Revisori: abbiamo oggi una rappresentazione di un quadro indefinito, incerto e incompleto del nostro bilancio perché manca la parte che noi potremmo dover dare alla partecipata. Fosse anche un solo milione di €.

In sostanza non abbiamo rappresentato in questo consuntivo un quadro unico rispetto alle nostre partecipate, cosa che il principio di correttezza e veridicità impone. E questo non riguarda solo La LtAmbiente! Riguarda anche la Società Terme di Fogliano, il Consorzio Roma-Latina, Acqua Latina…

Ora, con la LtAmbiente abbiamo un rapporto piuttosto “sui generis”: l’abbiamo fatta fallire (la certificazione di alcuni debiti avrebbe a mio avviso scongiurato il fallimento) e lei, nonostante sia fallita produce utili nel suo bilancio e lavora in modo più che soddisfacente, e avrà con tutta probabilità una ulteriore proroga per suo esercizio provvisorio fino a dicembre 2017, il tempo per permettere all’Amministrazione di costituire una diversa ipotesi di gestione e raccolta rifiuti.

Vi ricordate che parlavo di elementi da acquisire per poter valutare e dare indirizzi? Anche qui devo segnalare che, nonostante le mie insistenti richieste al presidente della commissione bilancio di invitare i curatori fallimentari della Latina ambiente ad illustrarci la situazione della partecipata fallita ma attiva e produttiva, la richiesta è stata ancora una volta ignorata e si è dovuto procedere con l’audizione in commissione trasparenza nella quale abbiamo acquisito numerosi elementi precedentemente sconosciuti ai consiglieri.

Intanto questa società vanta crediti nei nostri confronti per  €13ML.

Cosa diciamo alla città? Ovvero, che numeri mettiamo nel bilancio?

L’assessore Capirci ha detto alla città che questi crediti vantati dalla Latina Ambiente sono tutti contestati e che perciò dobbiamo aspettare quello che deciderà il giudice (chissà quando, fra tanto tempo, magari il tempo che ci serve per mettere da parte qualche milione di € allo scopo).

Va fatto questo lavoro di conciliazione, e se non lo vogliamo fare dobbiamo per lo meno mettere una quota più che congrua in bilancio previsionale per accantonarla come dice la legge per far fronte al rischio dell’emersione di “passività latenti”.

Ecco come le scelte di oggi influiscono sui numeri di domani.

 

 

 

TPL: confermata la proroga.

schermata-2017-05-05-alle-18-54-32Era esattamente come dicevo io: a giugno non ci sarà nessun nuovo gestore dei trasporti e ATRAL avrà la proroga del servizio.

Ormai è una certezza e a comunicarla è stato il dirigente Aldo Doria. La “novità” è emersa nella Commissione Trasparenza di oggi in cui si iniziavano ad esaminare i dati relativi alle aree a rischio corruzione del primo settore in esame Attività Produttive e Trasporti.

La proroga è un istituto eccezionale che deroga alla norma che impone un concorso di evidenza pubblica per settori di grandi importi economici e di servizi pubblici che richiedono ingenti capacità di investimento e di gestione. Nella illustrazione del dirigente è emerso come i tempi per affidare il servizio trasporti al nuovo gestore oggi non ci siano  - e io aggiungo, nonostante l’Amministrazione Coletta abbia avuto tempi larghi per mettere a punto un bando di gara dal suo insediamento.  Il bando di gara era praticamente già redatto dal commissario prefettizio e richiedeva solo piccolissime modifiche per inserirvi la clausola del famoso ATO.

L’elemento a mio avviso poco chiaro e che per questo approfondiremo nella prossima seduta di Commissione Trasparenza è che esistono due PEG dei Trasporti: uno datato 18 aprile 2017 che riporta come tempi per l’affidamento del nuovo servizio TPL  dicembre 2017 come redatto dal dirigente Doria, e l’altro, quello approvato in Giunta e datato 20 aprile, che riporta invece il mese di giugno 2017, data che il dirigente in audizione ha dichiarato palesemente impossibile da rispettare. E’ chiaro che la Giunta abbia modificato il termine all’interno del PEG, termine palesemente impossibile da rispettare.

Inviterò l’Assessore ai trasporti Buttarelli a motivare la modifica e a chiarirci la posizione dell’Amministrazione Coletta in merito.

Nella gestione del tema trasporti è evidente la confusione che regna nella maggioranza: questo andare avanti e poi fare passi indietro continui è sintomo di di una visione non chiara che crea disorganizzazione e  che purtroppo genera pasticci ed errori. E gli errori si pagano.

E purtroppo a pagarli sono i cittadini senza però averne alcuna responsabilità…

VERSO UNA NUOVA PROROGA ALL’ATRAL

Nonostante siano stati pubblicati gli atti di gara, non avremo un nuovo gestore del servizio pubblico locale a luglio 2017 e l’Amministrazione lo sa. Avremo invece ancora una proroga all’ATRAL, che continua a ringraziare.

Nonostante tutti i documenti per la gara fossero pronti già dal 27 febbraio, a disposizione del sindaco e della giunta, si è atteso un tempo incomprensibile per approvare la delibera di giunta del 4 aprile scorso con la quale l’esecutivo ha deciso di affidare la nuova gestione del servizio attraverso gara pubblica ad evidenza europea. Da quel momento in poi, anche se si volesse, i tempi tecnici non ci sarebbero.

Questo dannoso temporeggiare ha reso di fatto impossibile rientrare nei termini stabiliti dalla legge, che prevedono fasi ben precise e tempi tecnici non modificabili – a meno che l’Amministrazione non intenda derogare alle disposizioni sui procedimenti di gara, ovvero, ritagliarsi le regole a proprio piacimento. Infatti, dalla pubblicazione del bando di gara, alla quale dobbiamo aggiungere il tempo per la ricezione delle buste cui segue il lavoro della commissione aggiudicatrice che individua il vincitore della gara, dobbiamo aggiungere poi non meno di due mesi prima della stipula del contratto, non un giorno di più, non un giorno di meno.

Non basta dire che sono stati pubblicati gli atti di gara. L’Amministrazione Coletta deve dire chi sarà il gestore dei trasporti a Lugliosarà interessante leggere il Piano Economico di Gestione del servizio trasporti nel quale si esplicitano obiettivi e tempi di realizzazione, documento che aspettiamo di leggere in Commissione.

Perché non ammettere chiaramente e pubblicamente che si dovrà prorogare  ancora all’ATRAL? Certo poi si dovrà motivare anche il perché, visto che sarà già la seconda proroga all’ATRAL  dell’era Coletta.

… e le proroghe non vanno tanto d’accordo con la legge.

Rifiuti: contro ogni regola, ecco le proroghe…

LA NON SCELTA
Ancora un vuoto decisionale caratterizza il Comune di Latina: Coletta, come Di Giorgi, proroga.
All’amministrazione DI GIORGI abbiamo imputato la responsabilità di non aver scelto ed alla fine, con un atto che è costato caro al vecchio sindaco, il 12 maggio 2015 il Consiglio ha votato per la esternalizzazione  del servizio cui poi è seguita la caduta dell’amministrazione ed il Commissariamento del comune di Latina.

L’ANAC BACCHETTA CHI PROROGA

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L’ispezione che ha interessato la Latina Ambiente per un periodo che va dal 2013 al 2016 compreso il periodo commissariale, ha rilevato “ che non è stata attivata per tempo alcuna procedura volta alla soluzione dei problemi della LATINA AMBIENTE e/o alla scelta di un nuovo esecutore del servizio o del socio privato della società. Con la proroga, infatti, si è proceduto ad affidare per ulteriori 18 mesi la gestione dei servizi ambientali in via diretta senza il rispetto delle necessarie procedure ad evidenza pubblica, alla scadenza di una convenzione della durata di ben 18 anni.” Pur riconoscendo le oggettive difficoltà in cui si è venuto a trovare il commissario straordinario, la relazione imputa anche al lui gravi responsabilità. Tanto più si può dire di Coletta e la sua amministrazione che si è insediata con una gara in corso e che si è preso la responsabilità di sospenderlo per prorogare l’esercizio provvisorio di una società che in qualche modo ha contribuito a far fallire.

Allora mi chiedo: per quale motivo l’amministrazione Coletta non fa ricorso all’ANAC per sapere se è corretto e legittimo permettere una ulteriore proroga ad una società fallita in esercizio provvisorio già da cinque mesi? Forse perché sa già che l’ANAC bacchetta chi proroga?

ATTI DI INDIRIZZO CONTRASTANTI
Oggi ci troviamo di fronte ad una sostanziale sovrapposizione di atti di indirizzo che sussistono contemporaneamente: qual’è quello valido ed efficace?
L’Amministrazione Coletta faccia chiarezza!
Il 12 maggio 2015 viene dato un chiaro indirizzo dall’ente nella direzione della esternalizzazione della raccolta e gestione rifiuti: DCC nr.24/2015, tanto che il commissario BARBATO dà seguito a questo atto e predispone il bando di gara.
Con l’insediamento di COLETTA il bando viene sospeso – con nota inviata dal sindaco alla dirigente del servizio ambiente – in attesa di un parere ANAC che neanche sappiamo se mai arriverà in tempo utile per darci la certezza che quel bando fosse davvero fatto male.
Intanto l’amministrazione sovrappone all’indirizzo del maggio 2015 una delibera di consiglio comunale, quella dell’11 novembre 2016, dove (cito dalla delibera)“si rileva che l’attuale bando non corrisponde agli obiettivi programmatici di questa amministrazione sulla gestione dei rifiuti, la loro raccolta e riciclaggio, [quindi] l’ipotesi più idonea è senza dubbio la gestione in-house.

Rimaniamo nel campo delle idee e delle opinioni, non degli atti chiari, tanto che nello stesso documento viene rimandato a tempi successivi il Piano Industriale e la relazione ex articolo 34 (documento che deve motivare il cambio di indirizzo che evidentemente ancora non è efficace). Quindi questa delibera non delibera un bel niente.

Il 24 marzo 2017 (dopo la bacchettata dell’ANAC) con la delibera di giunta nr.97/2017 la Giunta propone di deliberare in consiglio comunale un’altra forma di gestione del servizio rifiuti: l’Azienda Speciale, senza citare la revoca o l’annullamento delle precedenti due delibere di consiglio.
Ricapitolando, oggi abbiamo tre atti: due di questi confusi e pasticciati e che dicono tre cose diverse: il primo l’esternalizzazione (affidamento a società esterna); il secondo la municipalizzata (l’ente gestisce il servizio); il terzo l’Azienda Speciale (l’ente costituisce un’azienda per perseguire uno scopo).
In tutto questo il bando di gara è ancora in piedi.

LATINA AMBIENTE REDIVIVA
schermata-2017-04-06-alle-19-27-22La società per cui l’Amministrazione Coletta – come quella Di Giorgi – non ha voluto certificare la situazione debito-creditoria, oggi è ancora attiva pur essendo fallita dal 7 dicembre 2016. Oggi opera in modalità di esercizio provvisorio con proroga da gennaio fino al 31 marzo, e dal 1 Aprile con proroga fino al 30 giugno.
Ancora proroghe.
La società sta producendo utili (€110mila al mese) da quasi un anno e l’amministrazione Coletta, che ha contribuito a decretarne la morte formale con il fallimento, continua a beneficiarne anche se morta, perché la società continua a raccogliere i rifiuti e li gestisce ancora per noi, fa corsi di formazione e collabora con le scuole per la differenziata.
Secondo l’assessore all’ambiente Lessio ci vuole un’altra proroga, nel frattempo che l’amministrazione cerca di studiare come e in che forma gestire i rifiuti.
Intanto, se avessimo dato corso alla gara a quest’ora avremmo da tempo una nuova società già attiva, con mezzi nuovi, un sistema nuovo, e il comune avrebbe dovuto solo occuparsi di controllare (non di gestire), con notevoli risparmi sulle bollette. Ricordiamolo: più scegliamo di andare avanti a colpi di proroghe con il vecchio sistema, più saremo costretti a continuare a conferire a RIDA con i costi impossibili che ci impone sull’indifferenziata.
In questo l’amministrazione Coletta si sta prendendo la responsabilità di un costo erariale che poteva risparmiare a tutti i cittadini (sarà la Procura della Corte dei Conti a stabilire se ci sarà danno o meno per l’Ente). Si poteva completare la gara, e invece ancora proroghe

Il sogno dell’AZIENDA SPECIALE
L’ultimo sogno di Coletta è un’Azienda Speciale. Nel frattempo ne abbiamo visti altri di sogni che ci hanno fatto perdere tempo prezioso: l’ATO dei trasporti, per esempio, che ci è costato ulteriori proroghe all’ATRAL; l’in-house (l’ipotesi municipalizzata), miseramente affondata con la legge Madia; la partecipazione al consorzio Formia Rifiuti Zero.
Ora abbiamo l’Azienda Speciale che presenta però delle criticità.
Quanto ci costerà una azienda speciale per i rifiuti? Quanto investiamo per i mezzi? Quanto per le spese di personale? Il personale avrà un contratto disciplinato dal Codice dei Contratti Pubblici: quanto ci costerà? Ci sarà bisogno di fare trattative con i sindacati: quanto tempo occorrerà? Quali saranno le modalità operative della raccolta dei rifiuti? Dove verranno allocati i materiali prima del conferimento per le varie destinazioni finali? Come verranno calcolate le bollette? Si farà la tariffa puntuale? Come vengono gestite le varie zone di raccolta della nostra variegata città? (Marina, borghi, alta densità, centro…)
Il piano è un piano complesso che richiederà minimo 9 mesi di tempo per essere definito.
Nel frattempo, chi raccoglie l’immondizia se Latina Ambiente chiude i conti?

Il personale dell’Azienda Speciale.
Una ulteriore criticità si presenta in ordine di gestione del personale.
Un Decreto Legislativo, infatti, il nr.24 del 2012 stabilisce che dal 2013 le aziende speciali sono soggette a patto di stabilità interno, sono soggette al rispetto della disciplina del Codice dei Contratti pubblici nonché delle disposizioni che stabiliscono, a carico degli enti locali, il divieto o la limitazione alle assunzioni di personale. Sono escluse solamente quelle aziende speciali che si gestiscono servizi socio-assistenziali, educativi, culturali e farmacie.
E non è certo il nostro caso. Come verranno configurati 150 lavoratori, o forse più, all’interno di questo quadro normativo?

Due cose andavano fatte appena insediati: il bando dei trasporti e quello dei rifiuti. Ed è quello che il PD ha più volte affermato sin dall’inizio di questa consiliatura.
Per i trasporti forse capiremo cosa succederà per la fine dell’anno.
Per i rifiuti vedo solo una grande confusione, e a rimetterci sono ancora i cittadini costretti ad aspettare e a pagare.

Aspettando il bando: ATRAL ringrazia.

img_7252È un film già visto: il Commissario prefettizio Nardone prepara il bando per il trasporto pubblico locale e il sindaco Di Giorgi sceglie di prorogare.
Il Commissario Barbato prepara il bando per il trasporto pubblico locale e il sindaco Coletta sceglie di prorogare.
Cambia amministrazione, cambia libro, ma le pagine sono le stesse ed anche il protagonista indiscusso: ATRAL.

Cosa diceva LBC
La campagna elettorale di LBC puntava ai nodi di scambio con il trasporto extraurbano, si parlava di alta frequenza, di aumento delle corse e anche di corsie preferenziali o semafori ad azioni intelligenti. Per le zone a bassa densità si parlava di attuare soluzioni di servizi a chiamata, flessibili, da erogare sulla base delle effettive richiesta proveniente dall’utente. Di un ATO nessuna traccia.
Coletta avrebbe chiesto al Commissario Barbato di “non emettere documenti di gara per il trasporto pubblico lasciando alla nuova amministrazione la scelta del come e con chi operare”. Caso mai l’amministrazione stabilisce i criteri e il capitolato: il sindaco non può scegliere assolutamente chi vince, giusto? Una richiesta che, nei termini con cui sarebbe stata fatta, direi quanto meno azzardata.

Per LBC meglio l’ATO che il bando
Il bando per il TPL è sostanzialmente pronto ed approvato dal dirigente sin dal 2015, molto prima dell’insediamento di Coletta, e nelle more dell’espletamento del bando, viene data una ulteriore proroga fino a giugno 2016.
Nonostante le sopraggiunte direttive della UE in tema di concessioni ed appalti pubblici contenute nel DL 50 dell’aprile 2016, in tempo record il 31 maggio 2016 dagli uffici veniva approvata la determina dirigenziale con le modifiche per partire con la gara.
Quindi tutto era super pronto.
Improvvisamente si cambiano le carte in tavola: in una conferenza dei servizi del 22 agosto l’assessore Buttarelli dichiara che il sindaco ha ricevuto una comunicazione dalla città di Aprilia con cui si chiede la possibilità di valutare un servizio in ambito più vasto e quindi propone l’ATO (Cisterna, Aprilia, Cori, Rocca Massima, Lanuvio, Sermoneta). Si sceglie quindi di soprassedere al bando, e l’ATO viene inserito in extremis nel DUP del 2016 e proposto il 3 novembre in Consiglio Comunale.
Nel programma LBC non ve n’era traccia.
Si traccheggia, si perde tempo sostanzialmente, dietro all’ipotesi di questo fantomatico quanto inutile ATO (ditemi che vantaggio ne avrebbe Latina con le sue specificità tra borghi, marina e stazione a cedere i suoi chilometri a Rocca Massima o a Lanuvio…); si fanno presentazioni in pompa magna da parte dei consiglieri Giri e Campagna in Commissione Trasporti; si presenta il progetto in conferenza stampa per poi fare marcia indietro. Il 31 ottobre si determina l’ennesima proroga ad ATRAL fino a giugno 2017.
Ancora ATRAL.

ATRAL senza controlli
Evidentemente l’amministrazione Coletta reputa più importanti altri settori dell’amministrazione perché il funzionario preposto al controllo dell’esecuzione del contratto con ATRAL viene spostato d’ufficio ad altro settore (segreteria del sindaco) e i tre dipendenti addetti al controllo del servizio ATRAL vengono spostati per il servizio di portierato del mercato annonario, lasciando un tempo assolutamente residuale al controllo dei servizi ATRAL. Il gestore del TPL può stare tranquillo senza alcun controllo, tanto più che i cittadini non potranno comunicare disfunzioni con whatsapp o email semplici perché la proposta, pur unanime, non è stata realizzata. Quindi o ti rechi personalmente negli uffici a denunciare una disfunzione, o nessuno riporterà alcun disservizio.
È innegabile che in tutto questo chi ci guadagna è ATRAL, gestore indiscusso da 12 anni (di cui 6 di proroghe) e ormai privo di controlli da parte del comune di Latina.

Chi ci guadagna?
“Follow the money”, si dice quando si vuole capire il motivo di certe scelte, e qui pare che il guadagno non è certo a favore della città che si ritrova con mezzi che cadono a pezzi, e un servizio a dir poco indecente: chi ci guadagna è sempre ATRAL, che, ricordiamolo, detiene quote ragguardevoli della società Metro Latina che potrebbe strozzare il nostro comune se rivendicasse tutto quello che è in suo potere di rivendicare.
Fino ad oggi chi perde ancora sono invece i cittadini, grazie alla nuova amministrazione che preferisce sognare un ATO invece di realizzare immediatamente la gara che avrebbe dato un nuovo gestore, con nuove regole, nuovi mezzi, e avrebbe fatto risparmiare circa un milione di euro di proroga e che invece dobbiamo dare ad ATRAL.
Perché si è perso tutto questo tempo? Perché non si avviano subito le procedure di gara? L’amministrazione deve dirci immediatamente quali sono i tempi per realizzare il bando e i motivi di questo ritardo.
La beffa
L’ultima beffa: di nuovo Giri e Campagna seduti accanto al rappresentante dell’ATRAL a pubblicizzare un abbonamento che è in vigore dal 2005. È scritto nella delibera di consiglio 47/2003 dove si approva il sistema tariffario del sistema trasporti e mobilità urbana. Mi sono chiesta: ma per quale motivo pubblicizzano un abbonamento mensile per soli due mesi che sono rimasti? Perché non l’hanno fatto prima, magari in campagna elettorale? Perché non l’ha comunicato bene l’ATRAL? Oppure si sa già che ci sarà una ulteriore proroga?
Sicuramente ATRAL ringrazia.​