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TRASPARENZA nota dolens

img_0513La trasparenza non può essere sindacata da cavilli o esercitata a corrente alternata: è una scelta di vita politica e amministrativa. O si attua la massima trasparenza o si vuole nascondere qualcosa. (Mi riferisco agli atti di una gara espletata da ABC che un consigliere dell’opposizione non riesce ad avere.)

E proprio in quanto a trasparenza questa amministrazione rischia di essere ricordata come quella che ha inciampato più volte e si è “difesa” da chi invece deve controllare.

Una nemesi.

Non è qualificante da parte di un’amministrazione che rivendica onestà, trasparenza, e partecipazione, perdersi in un bicchier d’acqua quando un consigliere dell’opposizione chiede di conoscere i dettagli e i documenti relativi ad una gara. Non importa se la gara sia stata fatta dall’azienda speciale: l’azienda speciale è una derivazione del Comune di Latina e sebbene sia giuridicamente altro dal Comune di Latina, è sempre una creatura dell’amministrazione Coletta. In primis dovrebbe essere l’amministrazione tutta a supportare e dare importanza ad una richiesta del genere.

Per quale motivo ci si attacca ad un cavillo invece di garantire, anche per se stessa, il diritto di conoscenza di tutti i particolari di una gara, quella dei panni usati, ormai così tanto attenzionata, tanto più se si è convinti che sia stata fatta a regola d’arte?

Se poi si va a controllare il sito dell’azienda speciale vediamo che pecca proprio in trasparenza, ancora mancano infatti documenti fondamentali: i bilanci, la carta dei servizi, controlli e rilievi sull’amministrazione, i servizi erogati, le informazioni ambientali, i pagamenti, la prevenzione della corruzione… ed è quasi un anno ormai che l’azienda è operativa.

Un ente che si nasconde dietro un cavillo proprio di fronte ad una richiesta di trasparenza o è in cattiva fede o non comprende la portata del proprio ruolo, a beneficio di tutti e non a difesa di qualcuno. Casomai la difesa deve essere del sacrosanto diritto di conoscenza.

E questo va fatto per legge, una legge schiacciante tutta a favore del consigliere anche con l’ultima sentenza che dà ragione alla mozione del PD sul diritto dei consiglieri ad avere password e id per accesso diretto al protocollo e agli atti dell’Ente bocciata da LBC (sentenza 3486/2018)

Il sindaco metta fine a questa spiacevole quanto incredibile episodio e dimostri che il potere esercitato per il bene collettivo è generoso e va ben oltre i cavilli quando si tratta di trasparenza.

La trasparenza non può essere a corrente alternata: è una scelta di vita politica.

 

Altro che trasparenza…

Dopo la presentazione della mozione in cui chiediamo un accesso agli atti più immediato, (leggi la mozione) e quindi una garanzia di maggior controllo e di trasparenza, la Segretaria Generale invia una nota a tutti i Dirigenti dell’Ente e a tutti i consiglieri per informare di cambiamenti sull’iter riservato all’accesso agli atti dei consiglieri comunali.

La mozione chiede un acceso diretto così da non impegnare dipendenti e uffici in aperture di istruttorie inutili, visto che i consiglieri, per legge possono accedere illimitatamente a tutti i documenti in possesso dell’Ente, anche quelli secretati.

E invece, l’amministrazione Coletta cosa fa?

schermata-2018-10-31-alle-10-20-27Nell’attesa del Regolamento (che doveva essere pronto per giungo 2018 e che deve essere approvato in Consiglio Comunale), la Giunta decide un iter che, in barba alla semplificazione, allunga, aggiunge passaggi, impone procedure più macchinose e di fatto attiva un controllo sui consiglieri invece di facilitare il controllo che i consiglieri sono tenuti ad esplicare per mandato.

Il TUEL art.43 comma 33 dice che “Le modalità della presentazione di tali atti e delle relative risposte sono disciplinate dallo statuto e dal regolamento consiliare.

Ripeto, Statuto e Regolamento che esprimono indirizzi dei rappresentanti dei cittadini, non della Giunta.

E invece la Giunta e la Segretaria Generale impongono un diverso iter per soli due mesi che ci separerebbero dal Regolamento che, nella nota, si lascia intendere sia imminente (o forse ci vorrà molto di più??)

E poi c’è una questione relativa alla data di protocollazione: se un consigliere chiede dei documenti in una certa data nell’ufficio che li detiene, l’ufficio deve farli passare per forza per l’Ufficio del Consiglio che li protocolla e li rimanda al primo ufficio: quale data è da considerare per calcolare i 30 giorni entro i quali la legge impone di dare i documenti?

Non avevamo bisogno di questi ulteriori passaggi e mi chiedo, chi ne beneficia?

Questa non è né organizzazione né trasparenza: si chiama burocratizzazione e controllo centralizzato.

L’Amministrazione Coletta farebbe bene a impiegare le sue energie per cose più importanti, non a rendere la vita difficile a impiegati e consiglierI.

UNA MOZIONE per la TRASPARENZA

schermata-2018-10-23-alle-07-27-28Non avrei mai immaginato che con un’amministrazione che aveva la parola TRASPARENZA nel DNA del proprio programma avrei trovato così tanta difficoltà nell’esercizio della mia azione amministrativa proprio su questo elemento.

Eppure la legge e la cultura dei social hanno imposto un sempre crescente livello di trasparenza e accesso a questioni e documenti che riguardano la vita di tutti noi.

Trovo scandaloso ed insopportabile che questioni di grande importanza per la vita della città non siano immediatamente accessibili a chi ha il dovere di controllarne l’iter e rettificarne l’andamento.schermata-2018-10-23-alle-07-27-40

Non è possibile che il Consiglio Comunale, organo preposto al controllo e indirizzo, non sappia cosa accade negli uffici rispetto a problemi che ricadono pesantemente sui cittadini.

Un esempio per tutti la questione di ABC: se non ci fosse stato l’accesso agli atti di due consiglieri di opposizione per avere la relazione semestrale di Cappucci che ha fatto emergere pesanti criticità sull’andamento dell’Azienda Speciale, tutto sarebbe passato in sordina lasciando credere a città e consiglieri che tutto andava bene.

E invece non va bene proprio niente.

E allora?

La proposta che facciamo a tutto il Consiglio è di dotare i consiglieri di un accesso dedicato al protocollo dell’ente per conoscere in tempo reale le vicende che riguardano la città ed esercitare così un maggior controllo a garanzia di tutti.

Si può fare e lo dice il T.A.R. Sardegna n. 29/2007 e n. 1782/2004 affermando che «deve essere accolta la richiesta dei consiglieri comunali di prendere visione del protocollo generale [...] senza alcuna esclusione di oggetti e notizie riservate e di materie coperte da segreto, posto che i Consiglieri comunali sono comunque tenuti al segreto, ai sensi dell’art. 43, comma 2, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267’

Non solo.

Anche il Ministero dell’Interno si è espresso in termini favorevoli all’accesso rilevando, in particolare, che:

«Superando le precedenti decisioni contrarie, fatta salva la necessità di non aggravare la funzionalità amministrativa dell’Ente con richieste emulative, la giurisprudenza (cfr. TAR Sardegna n. 29/2007 e n. 1782/2004, TAR Lombardia, Brescia, n. 362/2005, TAR Campania, Salerno, n. 26/2005), è, infatti, oggi orientata nel ritenere illegittimo il diniego opposto dall’amministrazione di prendere visione del protocollo generale e di quello riservato del Sindaco, comprensivo sia della posta in arrivo che di quella in uscita. [...] Pertanto, si ritiene che la previa visione dei vari protocolli [...] sia necessaria per poter individuare gli estremi degli atti sui quali si andrà ad esercitare l’accesso vero e proprio».

E l’Albo Pretorio? Attualmente alcuni atti sono privi di documento allegato: (un esempio per tutti) non è presente in albo pretorio nella parte storica delle determine dirigenziali la determina n. 1563/2016 riguardante una importante determina della piscina comunale, che figura nell’ elenco come titolo ma non è presente come documento. Tra l’altro, non sono presenti nella parte storica i permessi a costruire (oscurati dopo 15 giorni), come anche non sono direttamente accessibili atti amministrativi risalenti al periodo anteriore a cinque anni dalla data della loro pubblicazione… e in un ente con storie amministrative di decenni è davvero ridicolo toglierli dall’accesso pubblico.

E allora? Si è costretti a fare accesso agli atti alterando così il regolare svolgimento dell’attività degli uffici, come più volte lamentato dal Sindaco e dal SG, occupando il tempo del personale già ridotto all’osso che è obbligato ad aprire un procedimento amministrativo assolutamente inutile se avessimo accesso diretto ai documenti in possesso dell’ente come la legge prevede.

Siamo ancora in assenza di un Regolamento di accesso agli atti per i Consiglieri Comunali che, secondo gli obiettivi del DUP, era previsto entro il mese di giugno 2018.

Insomma, dopo due anni e mezzo di governo della città è arrivata l’ora di dimostrare per davvero che la Trasparenza non era solo uno slogan elettorale.

Ecco il testo della mozione.

 

aggiornamento 18apr2018

Molte cose sono successe in queste ultime settimane.

ELEZIONI PROVINCIALI e mie DIMISSIONI da Presidente

A seguito della mia firma a sostegno della candidatura di Coletta a Presidente della Provincia (il 29 aprile si rinnova la carica di Presidente), ho presentato le mie dimissioni da Presidente della Commissione Trasparenza.

Qui trovi i dettagli in una mia dichiarazione esplicativa https://www.facebook.com/nicoletta.zuliani/posts/10214231395271889

e un’intervista video che mi ha fatto Ivan Eotvos https://www.facebook.com/nicoletta.zuliani/posts/10214247432512810 .

CONSIGLIO COMUNALE del 17apr2018

Ieri c’è stato Consiglio Comunale con all’odg diversi Regolamenti e una mia proposta sugli spazi acqua comunali della piscina che il comune non utilizza (spazi destinati alle fasce più deboli).

Qui i dettagli che la giornalista Rita Cammarone ha ben documentato. Molte cose sono successe in queste ultime settimane. https://www.latinacorriere.it/2018/04/17/latina-zuliani-le-categorie-fragili-ottiene-lunanimita-dei-presenti/

SCUOLA FORMAZIONE POLITICA

Sono stata contattata dai vertici della Lega di Latina per un convegno di formazione rivolto ai giovani (e non) della Lega in qualità di relatrice.

Il tema sarà il Populismo.

Ci sarà anche un esponente storico della destra di Latina, Cesare Bruni. Io rappresento, evidentemente, l’altra parte politica.

PD a Latina

Il partito comunale si sta organizzando per la metà di maggio con un incontro aperto a tutti dove portiamo all’attenzione temi su cui vogliamo offrire a LBC un contributo concreto. Siamo consapevoli e vogliamo costituire un fronte comune alla crescente destra. Vogliamo poter dimostrare che Latina può essere governata da una forza alternativa alla destra e lo possiamo fare solo facendo fronte comune con le altre forze in campo alternative alla destra.

Un abbraccio.

Nicoletta.

Contratti cimiteriali in Trasparenza.

La prossima commissione trasparenza tratterà il tema dei contratti cimiteriali. Questa è una questione che come presidente della commissione trasparenza e legalità ho l’obbligo di tornare a sottoporre con forza all’amministrazione Coletta che, ad un anno e mezzo dall’insediamento, ancora lascia i cittadini ancora senza risposta ed in balia di false notizie.

E le risposte non sono velleitarie, bensì obbligatorie perché questo vuoto sta portando numerosissimi cittadini a rinnovare (e pagare) concessioni di tombe e loculi sul cui rinnovo ci sono fortissimi dubbi di legittimità. Sono infatti in capo al Comune i loculi cimiteriali che di fatto sono beni demaniali, ovvero non alienabili (non si possono vendere né acquistare). Il Comune li ha dati in gestione attraverso un progetto di finanza ed un privato se ne occupa dal 2009 stipulando contratti di concessione trentennali. Ma per chi ha seppellito il proprio caro prima di quella data la durata della concessione aveva un tempo diverso: di certo era più lunga di 30 anni. Perché si dovrebbero allora rinnovare e pagare concessioni ancora valide? Perché nessun cittadino è in possesso di un contratto firmato dal comune dove viene esplicitata la durata della concessione?

Diverse sono state le sollecitazioni collaborative del PD: in commissione trasparenza, poi in commissione bilancio, poi in consiglio comunale con una mozione in cui si chiedeva, per la complessità e muldidisciplinarietà del tema, di costituire una commissione speciale, strumento messo a disposizione dell’Ente per lo studio e l’analisi condivisa di questioni complesse. Questa proposta è stata respinta da LBC a marzo 2017: a quest’ora avrebbe già ben prodotto i suoi frutti. E invece siamo ancora all’anno zero.

A dicembre dello scorso anno va in pensione il dirigente che sin dall’inizio si era occupato dei rapporti con Ipogeo. Relaziona a Buttarelli, l’assessore di riferimento.
La nuova dirigente ad aprile 2017 in commissione Bilancio ha chiesto 6 mesi di tempo per studiare la questione.
Cambio di guardia: Buttarelli che aveva la competenza del cimitero, ora passa il testimone al nuovo assessore che ha chiesto del tempo per studiare la questione.

Il fatto è che l’amministrazione deve essere a servizio dei cittadini e non il contrario.

Abbiamo funzionari e dipendenti che da anni si occupano dei rapporti tra Ipogeo e Comune di Latina, ci sono consiglieri che sono conoscitori della materia, dirigenti che hanno scandagliato e approfondito il tema già nella precedente consiliatura ed ora sono assegnati ad altro servizio, ma pur sempre dentro l’amministrazione… perché si vuole partire sempre da zero? Perché perdere tanto tempo? Perché non mettere a sistema ciò che già c’è facendo tesoro del lavoro di analisi già fatto in precedenza?
Il contributo che attraverso la Commissione Trasparenza e legalità vogliamo dare è proprio questo.

Mi auguro che l’amministrazione si renda conto del danno che procura con il percorso solitario che ha intrapreso sia nello studio che nelle scelte.

La nostra collaborazione è totale.

Nuovo Statuto: la parola ai cittadini!

Nuovo Statuto.    Vecchio Staschermata-2017-11-08-alle-15-42-05tuto

Ritengo fondamentale che i miei concittadini conoscano la nuova “carta di identità” della città e possano parteciparne alla stesura. Ecco perché ne rendo accessibile in piena trasparenza la nuova versione. Giorno ultimo per presentare modifiche sarà il 22 novembre 2017.

Sono lieta che oggi in Commissione Affari Istituzionali si sia arrivati a concedere a chi leggerà il Nuovo Statuto una versione che evidenzi le modifiche apportate, con comparazione col vecchio, e che illustri le modifiche prima di approvarlo in via definitiva in Consiglio Comunale.

 

Una richiesta che abbiamo auspicato venisse accolta (la nostra richiesta era un quadro sinottico) per consentire a chi non ha partecipato ai lavori della commissione di conoscere cosa c’era prima e cosa c’è ora, cosa è stato spostato, cosa eliminato, cosa modificato e perché.

Il 22 novembre avremo in Commissione la Segretaria Generale che renderà il parere tecnico immediatamente per poter quindi poi passare alla votazione.

Ritengo importante che i cittadini di Latina possano leggere questa versione e possano proporre le loro modifiche di cui mi farò personalmente portavoce in commissione.

Nuovo Statuto.    Vecchio Statuto

 

Dimensionamento: trasparenza e partecipazione ancora tradite

Non è cambiato niente: ogni volta che il Comune avanza una proposta di dimensionamento scolastico lo fa senza coinvolgere nessuno se non una delle parti coinvolte: conseguenze? Salgono inevitabilmente le proteste.

Questa volta due sono le scuole: coinvolte: l’IC della G. Cena/Piazza Dante e l’IC A.Volta.

Per rafforzare l’Istituto Comprensivo Volta che è ridotto a numeri al limite dell’autonomia, gli viene trasferita la competenza del plesso della scuola primaria di Piazza Dante, togliendo a questa un pezzo considerato vitale.

Lo scempio iniziale era stato operato nel 2012 quando alla Volta sono stati attribuiti plessi molto distanti ovvero Giochetto, Pantalonaccio laddove invece il bacino di studenti in uscita dalle elementari arrivava spontaneamente dalla scuola elementare di Piazza Moro-Via Tasso ora però appartenente ad altro IC e ad altro dirigente il quale ha istituito classi di scuola media al proprio interno dirottando le scelte sulla propria scuola media.

E fu sempre il 2012 che venne aggiunto un ulteriore istituto comprensivo, il 12º fatto di tanti piccoli pezzetti sparsi in diversi borghi creando non poche difficoltà dal punto di vista strutturale e amministrativo interno alle scuole e di cui oggi si deve discutere la sostenibilità visto il calo della popolazione scolastica.

Ma la questione a mio avviso più grave emersa in commissione cultura scuola sport altro giorno cui erano presenti una rappresentanza di entrambi gli istituti, è stata la totale inadeguatezza di questa amministrazione nel settore scuola. È iniziata con il problema delle strutture a settembre, ma continua per quanto riguarda la questione della gestione della popolazione scolastica.

Accusavo continuamente la precedente amministrazione di non aver creato un luogo istituzionale in cui far convergere tutti i presidi degli istituti comprensivi per ragionare insieme rispetto alle priorità sia strutturali che di tipo amministrativo e relative al dimensionamento per discuterle in piena trasparenza scegliendo il metodo della partecipazione alle decisioni, ma nulla è stato fatto nella precedente amministrazione e nulla sta facendo questa amministrazione.

Il problema è una totale assenza degli stakeholder a livello di processi decisionali: le scelte vengono prese dall’assessore con qualche preside e poi vengono fatte piovere in testa alle persone, in questo caso le famiglie che si ritrovano una scuola smembrata senza sapere il perché.

Si è anche scoperto in commissione il motivo per cui è stata creata una scuola media all’interno della struttura della di Piazza Dante: l’inagibilità di un intero piano della Giovanni cena che il Comune ancora non mette in sicurezza. Ho trovato molto pesanti ed imbarazzanti le accuse da parte dell’assessora DI MURO nei confronti della scuola di piazza Dante di voler ghettizzare la parte che ricade nell’area della Giovanni cena spostando alcune classi di scuola media all’interno della struttura di piazza Dante, là dove mi sembra palese l’inadempienza del Comune che ha interdetto un intero piano dell’edificio della Giovanni cena precludendone la presenza di classi.

Ho chiesto un accesso agli atti rispetto alla verbalizzazione delle conferenze dei dirigenti scolastici, quel tavolo che all’inizio del mandato l’assessora alla scuola aveva dichiarato di voler avviare: non mi risultano infatti convocazioni rilevanti a questo tavolo composto da tutti i dirigenti per discutere questioni. Ad oggi è evidente che le decisioni vengono prese senza il coinvolgimento di tutte le parti interessate e soprattutto senza un confronto veramente trasparente, cosa che la Consulta della Scuola, istituita all’unanimità dalla precedente amministrazione ma mai attivata neanche dall’amministrazione Coletta, sarebbe in grado di garantire.

Anche su questo fronte siamo ben lontani dalla trasparenza e la partecipazione che questa amministrazione ripete come un mantra senza concretizzarla in fatti.

Il Palabianchini in trasparenza: sport e impianti sportivi sotto la lente d’ingrandimento.

Il Partito Democratico che presiede la Commissione Trasparenza ha dato voce ufficiale rispetto alla questione Palabianchini. La questione della interdizione del palazzetto dello sport ha tenuto col fiato sospeso le tre società sportive di serie A e tanti cittadini, e, pur essendo stata notificata già dal giorno 21 luglio agli assessori Lavori Pubblici, Sport, Patrimonio e al Sindaco nulla è emerso fino a fine agosto.

Presenti alla commissione, convocata dalla presidente Nicoletta Zuliani, gli assessori al patrimonio Capirci e alla Trasparenza e Legalità Briganti e il dirigente Cappiello. Assente l’assessora allo Sport Di Muro.
(qui un resoconto dettagliato della commissione ed un video)
“Fino ad oggi si è venuti a conoscenza di problemi e tempi di possibile soluzione solo attraverso le notizie date dai giornalisti, attraverso indiscrezioni ed interviste a radio private. Nella piena ufficialità, garantita da una commissione consiliare, gli assessori presenti hanno garantito la riapertura del palazzetto per il 30 settembre.

Restano forti perplessità rispetto ai soldi che il commissario aveva stanziato per il Palazzetto per il 2016 e che non sono mai stati utilizzati per inerzia politica, come anche il ritardo con cui tutta l’operazione “messa in sicurezza” è stata avviata.
Il refrain dell’amministrazione è che gli atti sono sparsi nei vari uffici ed è difficile una ricostruzione, quando basterebbe parlare con il dirigente ultimo incaricato per chiedere il quadro completo o istituire la pratica del “passaggio delle consegne”, osserva la presidente.
Buono l’accorpamento nella macrostruttura dei servizi Manutenzione Impianti e LLPP che permetterà maggiore univocità nelle decisioni e garantirà iter amministrativi più chiari ed efficienti.

“Non si può però ignorare il vuoto politico dell’assessora allo sport in questa città. Nessuna dichiarazione, nessun contatto con le società sportive e un’assenza altrettanto politica quella in Commissione Trasparenza. Una città che ha eccellenze in ogni campo non ha trovato ancora un riferimento in amministrazione certo e reale: tutti ricorrono al sindaco in una evidente carenza di politiche sportive e di chi le incarna.

Lo sport è un ingrediente indispensabile per la costruzione e il consolidamento di una comunità; è trasversale alle generazioni, alle appartenenze politiche, ai credi religiosi, è salute fisica e mentale, è un connettivo sociale fortissimo, è impresa e molto altro e merita di più.”

La difficile trasparenza in Comune

img_7350Nella Commissione Trasparenza di oggi discuteva sulla questione “sito Web del Comune di Latina” e “accessibilità dei documenti” nonché “streaming del consiglio comunale“. I problemi legati all’accessibilità degli atti e al riuscire facilmente a trovare ciò che si cerca è un problema un po’ di tutti, anche dei più esperti informatici.

L’assessore alla Trasparenza Paola BRIGANTI ha confermato la volontà dell’amministrazione di voler operare nella direzione di un potenziamento di questi strumenti ma ha fatto presente una serie di problemi, da quelli tecnici a quelli delle risorse economiche, e sembra che difficilmente saranno superati nel prossimo futuro.

Ecco quello che dicono i cittadini.

Qualche esempio?
Il costo di una linea dedicata per potenziare il flusso dei dati per lo streaming del consiglio comunale richiederebbe un costo di 10.000 € l’anno. Dalle parole dell’assessore si comprendeva che il costo era considerato eccessivo.
Io lo ritengo necessario se vogliamo essere davvero trasparenti.

Nel mese di ottobre 2016 la giunta ha approvato una delibera di indirizzo molto generica rispetto al riassetto di alcune parti del sito Web stanziando poco più di €20.000. Fino ad oggi però, ancora non è stato affidato l’incarico a nessuno.

Per vedere qualche cambiamento dovremo aspettare probabilmente circa un anno e questo solo per un parziale piccolo cambiamento.

Epppure il governo va in una direzione diversa, imponendo anche una tempistica e delle modalità assolutamente adeguate ai tempi. Con il Decreto Attuativo del ministero per lo sviluppo economico, il cosiddetto FOIA, del 6 giugno 2017 c’è stata un’ulteriore apertura rispetto ai bisogni di conoscenza della cittadinanza tanto che vengono sollecitate le amministrazioni ad un approccio proattivo della informazione della propria attività, prevenendo le richieste e rendendo disponibili dati, documenti e accessi civici anche attraverso i social come Facebook e Twitter.

Un particolare rilievo viene dato anche alla accuratezza di dati che devono essere comunicati ai watchdogs, ovvero gli operatori della comunicazione, come ad esempio i giornalisti, perché possano lavorare nella direzione di una maggiore chiarezza di informazioni. La partecipazione inizia proprio con la trasparenza.

Facciamo un esempio.
Attualmente il cittadino non sa quando e cosa viene discusso nelle commissioni che sono aperte al pubblico e pochi lo sanno!

Un altro esempio.
Cosa decide l’amministrazione in merito a fatti e questioni (le cosiddette delibere di consiglio, delibere di giunta, come anche tutte le determinazioni dirigenziali…)?
Dove sono disponibili?
Non è affatto semplice informarsi con lo strumento che oggi abbiamo, il cittadino è ancora purtroppo tagliato fuori e non sappiamo ancora per quanto tempo lo sarà.

Commissioni in streaming audio = + trasparenza.

Ho inviato una nota a Sindaco, Assessore alla Trasparenza, Presidente del Consiglio di Latina e Segretaria Generale per sollecitare ad una maggiore solerzia e ad una soluzione rapida al problema dell’accessibilità a temi importanti che vengono discussi nelle Commissioni Consiliari. Attualmente, diversamente dalle sedute di Consiglio Comunale, il lavoro delle Commissioni può essere eseguito solo da chi si reca fisicamente nella sala che si trova in cima all’edificio comunale. Diverso sarebbe se le commissioni fossero trasmesse in streaming, anche solo audio, seguite comodamente dal luogo in cui cittadini si trovano magari con il proprio smartphone. Ritengo che il piccolo costo che questo servizio comporterà, sarà ampiamente ripagato e compensato dalla qualità della trasparenza e partecipazione che se ne ricaverebbe.

Un altro punto importante è la mancanza nella home page del Comune di Latina the un link che riporti settimana per settimana quali commissioni si riuniscono e con quali punti all’ordine del giorno. Sfido chiunque a trovare queste informazioni in modo agevole e veloce e farlo più volte alla settimana. Dopo la prima volta si demorde, si lascia perdere. Questo non è esattamente quello che la legge impone alle amministrazioni: pubblicazione ma anche facilità di accesso a tutte le informazioni e a tutti gli atti.

Ecco la mia nota.

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