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Perdere i finanziamenti non è una maledizione: è incapacità.

schermata-2017-06-24-alle-16-40-09Siamo alle solite. Sembra una maledizione. Altri soldi da restituire perché il Comune non è stato capace di utilizzarli. Questa volta però è per responsabilità dell’Amministrazione Coletta.

Sull’albo pretorio è apparsa una determina, la 2886/2017 per la restituzione di somme non utilizzate. La somma è ingente: circa €300mila (per l’esattezza €199.515 per spese in conto corrente e €89.678 per spese in conto capitale) messi a bando nel 2011-2012 dalla provincia destinati alla riduzione, recupero e raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Avete capito bene: dobbiamo ridare €300mila perché non li abbiamo utilizzati come da progetto per la raccolta differenziata.

A dir la verità la posta era praticamente il doppio.

Funziona così: il finanziamento è di circa €600mila, il 50% viene erogato subito ed entra nella cassa del comune, il secondo 50% viene erogato con la rendicontazione della spesa. Ebbene, abbiamo perso il primo 50% e quindi anche  l’altro.

schermata-2017-06-24-alle-16-42-24Possibile che in quest’anno di Amministrazione l’Assessore Lessio abbia snobbato questa somma che ora dobbiamo rimandare indietro? Perché non si è attivato per utilizzare quella somma? Ma la notizia (funesta) non finisce qui. Nel periodo commissariale il Comune di Latina ha risposto ad un ulteriore bando sempre per lo stesso obiettivo, ma stavolta la somma è molto più alta: circa €1ML. Che fine farà questo finanziamento è tutto ancora da capire.

E non sono noccioline: i servizi e i beni che avremmo pagato con quei €600mila dovranno essere pagati dai cittadini nelle bollette dei rifiuti!!! Invece di alleggerire il PEF e di conseguenza le bollette, perdendo questo finanziamento le andiamo ad appesantire!!

Non credo che l’Assessore Lessio abbia messo questo risultato nella sua relazione annuale.

VERSO UNA NUOVA PROROGA ALL’ATRAL

Nonostante siano stati pubblicati gli atti di gara, non avremo un nuovo gestore del servizio pubblico locale a luglio 2017 e l’Amministrazione lo sa. Avremo invece ancora una proroga all’ATRAL, che continua a ringraziare.

Nonostante tutti i documenti per la gara fossero pronti già dal 27 febbraio, a disposizione del sindaco e della giunta, si è atteso un tempo incomprensibile per approvare la delibera di giunta del 4 aprile scorso con la quale l’esecutivo ha deciso di affidare la nuova gestione del servizio attraverso gara pubblica ad evidenza europea. Da quel momento in poi, anche se si volesse, i tempi tecnici non ci sarebbero.

Questo dannoso temporeggiare ha reso di fatto impossibile rientrare nei termini stabiliti dalla legge, che prevedono fasi ben precise e tempi tecnici non modificabili – a meno che l’Amministrazione non intenda derogare alle disposizioni sui procedimenti di gara, ovvero, ritagliarsi le regole a proprio piacimento. Infatti, dalla pubblicazione del bando di gara, alla quale dobbiamo aggiungere il tempo per la ricezione delle buste cui segue il lavoro della commissione aggiudicatrice che individua il vincitore della gara, dobbiamo aggiungere poi non meno di due mesi prima della stipula del contratto, non un giorno di più, non un giorno di meno.

Non basta dire che sono stati pubblicati gli atti di gara. L’Amministrazione Coletta deve dire chi sarà il gestore dei trasporti a Lugliosarà interessante leggere il Piano Economico di Gestione del servizio trasporti nel quale si esplicitano obiettivi e tempi di realizzazione, documento che aspettiamo di leggere in Commissione.

Perché non ammettere chiaramente e pubblicamente che si dovrà prorogare  ancora all’ATRAL? Certo poi si dovrà motivare anche il perché, visto che sarà già la seconda proroga all’ATRAL  dell’era Coletta.

… e le proroghe non vanno tanto d’accordo con la legge.

Scuole al gelo: che si poteva fare?

IMG_6380Ogni anno si ripresenta il solito problema: al rientro dalle vacanze di Natale qualcosa succede alle caldaie delle scuole comunali. Il problema è annoso e si ripete ogni anno, quindi, significa che si può prevedere e si può in qualche modo prevenire o attenuare.

Gli impianti termici delle nostre scuole comunali sono vecchi e obsoleti, fatiscenti e mal funzionanti. Sono talmente vecchi (alcuni 40/50 anni) che quando si rompe un pezzo bisogna aspettare del tempo perché si trovi quello giusto per quel modello di caldaia. Nei passati decenni non è mai stata fatta una corretta manutenzione, non sono mai stati messi soldi per le scuole: venivano messi invece per ben altro  come le recenti inchieste hanno fatto emergere e come noi dall’opposizione abbiamo sempre denunciato. Ci sono responsabilità grandi da ascrivere alle precedenti amministrazioni che  hanno mancato in una programmazione seria ed efficace nei confronti delle scuole, anche per quanto riguarda l’organizzazione degli uffici comunali che se ne occupavano.

Già nell’aprile 2015 come gruppo consiliare del partito democratico avevamo presentato una mozione che, tenuto in considerazione lo studio che l’amministrazione aveva commissionato a tre professionisti esterni di valutare il fabbisogno strutturale e manutentivo di tutti i plessi scolastici del Comune di Latina,  chiedeva al sindaco e alla giunta di predisporre nel bilancio previsionale del 2015 una somma pari a €1,5ML per iniziare l’adeguamento alle norme di sicurezza di tutte le scuole: se mai si inizia, mai si finisce.
Lo studio prevedeva una cifra di €18ML per l’adeguamento e la ristrutturazione di tutti i 74 plessi scolastici: una media di €243mila per edificio. Tutti sappiamo com’è finita quella amministrazione e la nostra mozione non fu mai portata in Consiglio Comunale.

Ma anche l’Amministrazione Coletta non brilla per solerzia o per capacità di prevenzione dei rischi. Nonostante conosca bene il mondo ed i bisogni della scuola (ha un assessore insegnante e due consiglieri dirigenti scolastici ed una consigliera ex-rappresentante di istituto degli studenti) s’è fatta revocare l’ammissibilità al finanziamento regionale per la sicurezza e l’adeguamento sismico degli edifici scolastici che risultano, secondo il dossier Ecosistema scuola di Legambiente, le meno sicure d’Italia. Peggio del capoluogo pontino c’è solo Messina. Inoltre solo il 13,5% degli edifici scolastici è stato costruito con sistemi antisismici.

L’altro aspetto riguarda la gestione della criticità gelo (peraltro ampiamente annunciata dalle previsioni meteorologiche): si è verificato che gli impianti siano stati messi in funzione gradualmente e con grande anticipo per evitare bruschi ed improvvisi sovraccarichi ai motori e stress insostenibili per le tubature? L’ordinanza per la chiusura delle scuole, poi rettificata lasciando ai dirigenti la discrezionalità, ha rappresentato una mancanza di punti di riferimento di cui si è sentito la mancanza: è stato un colpo per tutti i bambini e le famiglie rimasti disorientati, come su una nave senza capitano.

Come Partito Democratico presenteremo questa mattina una mozione su questo tema che merita la priorità.

Bambini sordi: condannati all’isolamento.

IMG_6261La storia dei bambini sordi lasciati senza assistenti alla comunicazione a scuola, è veramente una brutta storia.

I bambini con deficit uditivo sin dalla scuola dell’infanzia beneficiano della presenza di un assistente alla comunicazione che li aiuta ad integrarsi nel contesto scolastico. Ho personalmente vissuto questa esperienza perché nella classe di mio figlio c’era Mirco. Una esperienza di grande successo per Mirco che oggi frequenta le scuole superiori e una storia di successo anche per tutti i suoi compagni di scuola che hanno potuto conoscere altre modalità comunicative e vivere così un’esperienza di amicizia vera.

L’ENS, l’Ente Nazionale Sordi, fornisce gli assistenti alla comunicazione da anni alle nostre scuole e il Comune stanzia in bilancio una cifra che varia a seconda del numero dei bambini con deficit uditivo.

A settembre, come sempre, l’ENS invia al Comune la nota con l’importo che va imputato in parte al 2016 (settembre – dicembre) e in parte al 2017 (gennaio – giugno). C’era tutto il tempo, da parte del Comune, per mettere i soldi nel capitolo di bilancio ed impegnarli, ma… qualcosa è andato storto.
Una mera, ma grave, dimenticanza? Era capitato anche al commissario Barbato che aveva dimenticato di mettere in bilancio i €78.000 del 2016 salvo poi, con una variazione di bilancio successiva, garantirli per tempo.

Probabilmente un “copia incolla” operato dalla nuova amministrazione rispetto al lavoro del commissario (senza notare che c’era stata una variazione successiva) ha fatto di nuovo “dimenticare” che l’importo non era completo; una nota della dirigente del 15 novembre 2016 con la richiesta esplicita di una variazione di bilancio doveva però allertare sindaco e assessore, anche perché il 30 novembre è il termine ultimo per fare variazioni in bilancio. Tempo ce n’era, e infatti ne sono state fatte a decine.

E invece niente. Da gennaio a giugno potrebbe essere il buio completo per questi bambini.

Perché questo servizio non viene considerato una priorità? Perché non si trovano subito i soldi per farlo continuare?

È una scelta politica?
Beh, non la condivido affatto.

Se si vuole, i soldi possono essere trovati. Si sono trovati oltre €40mila per dare un incarico ad un consulente esterno per il piano di fattibilità di una ipotetica (quanto incerta) municipalizzata per i rifiuti; si trovano per dare costose proroghe all’ATRAL in attesa di capire se l’ipotetico (quanto incerto) ATO dei trasporti si possa fare o meno…

Per garantire il servizio ai bambini sordi mancano all’appello €52mila. Ho fatto un piccolo controllo: se ne potrebbero prendere €40mila, ad esempio, dal capitolo “utilizzo proventi da mense scolastiche”, poi i restanti €12mila non sarebbe un problema trovarli.

Non capisco come un assessore all’istruzione non si preoccupi di andare a trovare le risorse e non si faccia carico di un problema come questo.

Non sa che pesci prendere o è una scelta politica?
Beh, io non la condivido affatto.

Biogas, Latina ambiente fallita e lo spettro dei rifiuti non raccolti.

Mercoledì 14 dicembre
pomeriggio

Commissione Ambiente.
L’assessore Roberto LESSIO ha relazionato in merito al fallimento della Latina Ambiente. Io penso che riguardo questo tema l’amministrazione stia prendendo una strada completamente sbagliata e alla fine ci porterà a sbattere.

Hanno detto di voler fare una società interna al Comune (in-house) nonostante le pessime condizioni organizzative e di personale dell’ente.
Nel frattempo rimanevano pendenti le sorti della nostra società partecipata della quale deteniamo il 51% delle azioni, ne siamo quindi i soci di maggioranza. A seguito di vicende che affondano le radici nel passato – ma che vanno gestite ancora oggi – la società vantava nei nostri confronti una serie di crediti e presentava anche una serie di debiti. Per verificare quanto dovevamo come comune nel 2013 è stato costituito un tavolo di tecnici del Comune di Latina che dovevano appurare lo stato dei crediti e dei debiti. Il lavoro svolto da tre dirigenti ed un funzionario era di tutto rispetto ed era arrivato ad una conclusione per la quale il Comune di Latina aveva un debito di circa 10 milioni nei confronti della LATINA AMBIENTE. Ebbene, l’assessore e l’amministrazione del sindaco Coletta non ha nemmeno ascoltato questi dirigenti e tecnici del Comune che avevano redatto questo lavoro ignorando completamente ciò che era stato fatto e le conclusioni.
La società da qualche giorno è stata dichiarata fallita ed io sono convinta che questa mancata certificazione dei crediti/debiti sia stata determinante a far decidere il tribunale a dichiarare fallita la società.
In queste condizioni il quadro normativo attuale non consente ai comuni che hanno avuto una società partecipata fallita, di costituirne una nuova per almeno cinque anni (se hai fatto fallire una tua società, come puoi pensare di essere in grado di farne una nuova?)
Nel frattempo abbiamo in corso una gara per l’affidamento esterno che al momento è sospesa perché non ha i requisiti che il sindaco e LBC vogliono ma che non può essere bloccata per volontà politica: è un atto gestionale, non politico!
Ci troviamo quindi nella condizione di

  • aver sospeso un bando pubblico (fatto dal prefetto BARBATO) al momento dell’apertura delle buste con rischio di contenziosi da parte delle ditte che hanno risposto
  • aver iniziato un percorso per la costituzione di una in-house con una legge che non ce lo consente (la Madia)
  • abbiamo portato la società Latina Ambiente al fallimento perché non abbiamo certificato quanto dovevamo (ora decideranno i giudici il quantum che noi dobbiamo alla società che probabilmente sarà molto più alto di quanto potevamo certificare)
  • ora i rifiuti vengono raccolti da una società fallita per la quale c’è un limite di operatività (30 giugno 2017);

se non costituiamo la nuova società per il 30 giugno o non terminiamo la gara affidando il servizio al vincitore della gara, non avremo chi ci raccoglie i rifiuti d’estate.

Centrale biogas a borgo Montello
Per completare il quadro della questione rifiuti, l’Assessore Lessio non si è presentato ad una importantissima conferenza dei servizi convocata dalla Provincia per la costruzione di un impianto biogas da 2,6 MWth nella discarica di Borgo Montello: la mancata partecipazione ha significato assenso alla costruzione di questa biogas.

Con Enrico Forte abbiamo presentato una interrogazione per conoscere i motivi della mancata partecipazione del Comune di Latina a questa importante riunione. Ma non avevamo deliberato in Consiglio Comunale che non si sarebbero dovuti fare ulteriori impianti in quel sito? Non avevamo deliberato tutti insieme che la discarica doveva essere chiusa?

Ebbene, in questo modo è stata favorita la costruzione di un impianto biogas a borgo Montello che non sappiamo a cosa altro porterà.

L’urbanistica e il concetto di continuità.

IMG_1690Nelle Linee di Mandato il sindaco aveva scritto che avrebbe riportato i Piani Particolareggiati in Consiglio nonostante lo stop di Regione e Prefetto Barbato. L’assessore Buttarelli ha ribadito nel DUP questa volontà: l’urbanistica ha bisogno di continuità.

Quello che dissi ad agosto è perfettamente valido anche oggi.

11 Agosto :” Io vorrei sapere se i piani particolareggiati del PRG del 1971 sono per voi ancora validi o no. Dite di volerli riportare in Consiglio quindi vuol dire che – approvandoli in Consiglio avranno il “lasciapassare formale” che è mancato a Di Giorgi – quindi vanno bene così. La nostra città è, secondo quel PRG , “programmata” per dare abitazioni ad oltre 200mila abitanti. Noi siamo attualmente 120mila. Questo significa che noi abbiamo ancora delle cubature da assegnare, tantissime costruzioni ancora da fare; questo significa che abbiamo un giacimento di cubature (non necessarie) che potrebbe far gola al malaffare. Quali sono i vostri strumenti? Qui non si parla ad esempio di saldo delle cubature. Quante ce ne sono rimaste? Quante cubature sono ancora da realizzare? Abbiamo già superato la soglia dei 120mila abitanti che siamo? Vogliamo un nuovo PRG (che significa rifare un calcolo delle cubature veramente necessarie alla nostra popolazione) oppure vogliamo finire di realizzare questo (con una valanga di cemento) e poi nel 2032 farne un altro? Costruire per 250mila abitanti significa che saremo pieni di cemento se non cambiano qualcosa.”

Considerazione: mi sembra che non si voglia cambiare nulla. Si sceglie la linea della continuità con le precedenti amministrazioni perché l’urbanistica ha bisogno di tempi lunghissimi per realizzare piani e progetti.

Io non sono d’accordo.

Intervento (seconda parte)

 

Il PD dice NO al Consigliere Delegato

IMG_5239Col mio gruppo consiliare PD (Enrico Forte, Forte, Massimiliano Carnevale ed io) abbiamo fatto delle considerazioni rispetto al comunicato di LBC vengo definita inadeguata a ricoprire il ruolo di presidente della commissione trasparenza: un attacco personale per palese assenza di motivazioni politiche.
Certo è difficile accettare l’accostamento fatto a LBC con la logica della moltiplicazione delle “poltrone“. Ma la scelta parla da sola.
La motivazione che il sindaco e la sua maggioranza adducono a tale proposta è che il 90% dei comuni abbia il Consigliere Delegato. Questo non è garanzia di buona prassi, ma semplicemente che sia una PRASSI. Buona o cattiva è lasciata al giudizio politico e noi siamo convinti che questa non sia affatto una priorità per la nostra città: piuttosto un sintomo di grande debolezza e si presta ad una lettura nel senso di una moltiplicazione delle cosiddette “poltrone”.

Se non è legge, non è obbligo.

La facoltà di sostenere, studiare e aiutare il proprio sindaco non è preclusa a nessuno, e lo si può fare anche senza il “titolo” di una carica politica per la quale si modifica uno Statuto Comunale, tanto più che è senza retribuzione, senza potere di firma, senza valenza esterna: sostanzialmente cambia solo l’ufficialità di un ruolo politico in più.
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Poi, per quanto riguarda l’attacco alla mia persona, ricordo che il ruolo di presidente della commissione trasparenza è dato all’opposizione, ma ciò non significa che il presidente di turno debba essere condiscendente o più “morbido” con la maggioranza a causa del ruolo che riveste: guai! LBC ha la maggioranza e ha il dovere di governare questa città, ha il compito di trovare soluzione alle questioni che attanagliano l’economia e che immobilizzano la macchina amministrativa.

Se qualsiasi membro dell’opposizione ha rilievi, dati di denuncia o critiche da fare rispetto all’operato della maggioranza, ha il dovere di farle perché rientra nel suo ruolo di controllore, e come tale io sto agendo. Conosco il mio ruolo e lo esercito nell’ambito delle mie prerogative senza che intimidazioni o minacce mi possano far retrocedere.
LBC la smetta di fare “opposizione all’opposizione”: il loro ruolo è governare e sarebbe bene che lo facessero riflettendo sulle critiche, non attaccando le persone. Se non condividono le critiche, vadano pure avanti forti della convinzione delle proprie scelte. Cercare di mettere il bavaglio all’opposizione o pretendere che sia malleabile e arrendevole perché un suo componente è Presidente della Commissione Trasparenza, dimostra che c’è confusione nel riconoscere i diversi piani su cui si muovono il ruolo istituzionale e quello politico. In Commissione Trasparenza porto questioni su cui far luce attraverso l’approfondimento e la consultazione dei dirigenti amministrativi e assessori, non porto giudizi politici

La differenza io ce I’ho ben chiara.

Sul Consigliere Delegato esprimo un giudizio politico negativo e lo faccio con tutto il mio gruppo.

Ci preoccupano i toni intimidatori e di attacco personale del comunicato: la politica può assumere toni aspri e le critiche possono farsi dure, ma mai si deve intimare al silenzio o mettere in sordina i propri oppositori: soffocheremmo la democrazia.

La “poltroncina” del Consigliere Delegato o un assessore di sostegno?

IMG_5128Con una inconsueta solerzia e determinazione LBC propone una piccola modifica allo Statuto Comunale: uno si aspetterebbe di trovare qualcosa di determinante per le sorti di questa martoriata città, e invece si ritrova con la proposta di una nuova figura di sistema politico: l’istituzione del Consigliere Delegato.
Quindi, oltre al Sindaco, agli Assessori, ai Presidenti e Vice-presidenti, ai Capigruppo, ai Consiglieri avremo una “poltroncina” in più.

Immagino che nessun latinense sentisse il bisogno di questa nuova “invenzione” tale da  costituire la prima modifica dello Statuto da parte dell’Amministrazione Coletta e sembra quasi avere un potere taumaturgico vista la velocità con cui ci si appressa a legittimarla.

Non sono mai stata d’accordo con questa idea, neanche quando si paventò nella scorsa consiliatura: il sindaco DI GIORGI di fatto nominò il consigliere di maggioranza Patarini delegato alle Smart City, ma non si avventurò nella modifica dello Statuto.

E non sono d’accordo neanche oggi e vi spiego il perché.

Prima di tutto non è una figura prevista dal legislatore quando ha scritto il Testo Unico degli Enti Locali. L’idea era ed è di mantenere ben distinte le funzioni spettanti agli organi di governo (la giunta ha principalmente il compito di collaborare con il sindaco nella gestione del comune come dice l’art. 48) da quelle del consiglio comunale (che ha funzione di indirizzo e controllo politico – amministrativo art. 42), da quelle del sindaco (che ha la responsabilità e la rappresentanza dell’ente art. 50). L’unco caso in cui si prevede un Consigliere Delegato dal TUEL è nell’articolo 54. Detto articolo infatti, concerne esclusivamente una specifica fattispecie relativa alla delegabilità dell’esercizio di funzioni di competenza uncamente statale.

È previsto un delegato consigliere solo nell’art.54 c.10: “il sindaco, previa comunicazione al prefetto, [...] può conferire la delega a un consigliere comunale per l’esercizio delle funzioni nei quartieri e nelle frazioni” ma solo per competenze di ordine pubblico e polizia giudiziaria.

Secondo la sentenza n. 04992/2012 del 26/11/2012, il Consiglio di Stato, Sezione Prima ha annullato, previa sospensiva, il decreto con il quale il Sindaco di Fara in Sabina aveva conferito ad alcuni Consiglieri Comunali generiche deleghe in materia di protezione civile, rapporti con i territori e istituti di partecipazione, sport; il motivo dell’annullamento sta nel fatto che “l’ampliamento delle funzioni di taluni consiglieri rispetto agli altri membri dell’organo collegiale e ingenera il rischio di interferenze sul corretto esercizio del mandato conferito dagli elettori. In altri termini, si realizza un disquilibrio tra le attribuzioni dei consiglieri e una confusione di ruoli nel Consiglio stesso, potenzialmente in grado di turbare la regolare e leale dialettica assembleare e, quindi, confliggente con il personale interesse dei consiglieri alla salvaguardia delle proprie prerogative, che sono prioritariamente rivolte a indirizzare e controllare l’attività della giunta comunale.

Tutto questo, dicono i nostri consiglieri di LBC, si supera con una semplice modifica dello Statuto in cui si prevede questo ruolo attribuito ad un Consigliere di fiducia del Sindaco.

Più che il metodo della collegialità e del lavoro cooperativo (questa è la motivazione addotta da LBC) a me sembra un uniformarsi al metodo del 90% dei comuni che hanno trovato l’escamotage per dare importanza a chi è rimasto fuori dai diversi incarichi: semplicemente una “poltroncina in più”. O un sostegno a chi non ce la fa.

Appunto:  invece di elaborare una politica nuova ed innovativa ci uniformiamo a quello che il 90% dei comuni italiani ha elaborato negli ultimi dieci anni. Wow!!! Che innovazione!

Cosa impedisce a tanti volontari di LBC che hanno fornito i loro curricula o a qualsiasi consigliere di LBC di mettersi  comunque a disposizione del  proprio Sindaco, con tempo extra dedicato allo studio e all’approfondimento di una  particolare tematica e di dargli poi il risultato del proprio approfondimento? A prescindere dall’incarico di nuova istituzione?

È necessaria l’ufficialità di una delega – a costo zero, che non comporti l’adozione di atti a rilevanza esterna, senza potere di firma – sostanzialmente uno che ti può solo approfondire e studiare un tema per riportarti le risultanze del suo studio? Il tutto in nome… della collegialità? A meno che l’assessore non sia sufficientemente capace ed abbia bisogno di un sostegno…

Comunque, Sindaco, i cittadini di Latina si aspetterano altro.

Il parere all’ANAC? In fondo non ce ne importa.

Nel suo candore la consigliera Valeria Campagna ha affermato nel suo intervento in Consiglio Comunale che, a prescindere dalle risultanze del parere dell’ANAC, LBC la gara non la vuole e quindi non la manderà avanti comunque.
Brava Valeria, finalmente qualcuno ha detto la verità!

Che non ci fosse un grande interesse nei confronti del parere ANAC era intuibile, anche perché le linee guida da poco uscite sono indicative, di indirizzo, non sono regolamenti attuativi precisi e vincolanti.

Voglio ricordare come abbiamo saputo della intenzione del sindaco e la giunta e tutta la maggioranza di inserirsi nella Formia Rifiuti Zero, il loro vero obiettivo: il Giornale di Latina, attraverso il suo giornalista locale della città di Formia ha riportato di un incontro tra Coletta e Bartolomeo per discutere proprio di questa ipotesi. Non chiamerei uno scoop di un giornale, una dichiarazione ufficiale…

In questa situazione c’è il dichiarato (il bando non risponde ai nostri ediamo parere all’ANAC); c’è il non dichiarato (stiamo lavorando in modo serrato slls realizzazione di una municipalizzata); e c’è quello che dicono i giornali.

Quindi, in Consiglio Comunale formalmente si dice una cosa, ovvero che il bando “non funziona” e quindi vogliamo un parere dell’ANAC; sostanzialmente non importa a nessuno cosa dice l’ANAC perché, tanto, si sta lavorando ad altro.

Nulla questio rispetto alla legittimità da parte di un amministrazione di scegliere la forma di gestione dei rifiuti che meglio crede; quello che mi stupisce è come questo percorso venga portato avanti da questa maggioranza: gelosamente chiuso dentro le stanze di LBC e della giunta, quando dovrebbe essere palese, ufficializzato, e soprattutto condiviso.

Perché invece non valutare insieme a tutti i consiglieri nelle varie Commissioni (Ambiente e Bilancio) i pro e i contro? Perché non mettere sul piatto della bilancia una comparazione anche rispetto ai costi di gestione di una o dell’altra ipotesi? Ai rischi? Alle ricadute occupazionali? Alle ricadute sul territorio?
Perché non condividere il percorso con tutti i consiglieri comunali, anche quelli di opposizione che forse meglio di chiunque altro possono far emergere i difetti, i punti critici in ogni proposta?

Nessuno toglie che la scelta sarà della maggioranza che ha i numeri per poter decidere ciò che meglio crede: quello che però non capisco è perché vengono fatti due racconti diversi invece di dire chiaramente cosa stanno facendo.

Il parere all’ANAC non è altro che un distrattore, un diversivo per prender tempo rispetto all’ingresso del Comune di Latina nella Formia Rifiuti Zero, e per questo invito il sindaco e la sua maggioranza a giocare a carte scoperte, ad ufficializzare le loro intenzioni e a portare tutti i conti in Consiglio per le dovute valutazioni.

Ma non ci faccia trovare una delibera già pronta e firmata per la quale dobbiamo solo votare: condividiamo il percorso. Sindaco, avete fatto della condivisione dei percorsi decisionali una vostra bandiera: mi aspetto che lo facciate davvero.

Una scuola per i consiglieri? Non è compito del Comune.

IMG_4846Un corso comunale per consiglieri e assessori?
I partiti avevano le scuole dove venivavo preparati e formati politici e amministratori. Non era – e non è – compito del sindaco formare amministratori. Chi veniva eletto e saliva sulla “nave per farla navigare” doveva sapere cosa andava a fare, e doveva saperlo fare bene, o in lista non ci veniva messo.

Lentamente i requisiti politici sono diventati meno importanti, anzi, meno politico sei e più idoneo risulti come candidato.

Oggi, in diverse città italiane, ci si ritrova con tanta brava gente che però non sa dove mettere le mani.
E per compensare, a Latina, è venuta l’idea di organizzare corsi per i consiglieri inesperti.

Apprezzo l’umiltà e il riconoscere un limite che lo studio e un po’ di tempo possono superare, ma credo che a colmare la lacuna della competenza non debba essere la collettività: ci deve pensare il movimento/partito che li ha candidati e fatti eleggere.
Il Comune, invece, deve pensare a TUTTI i cittadini.

Al posto della scuola per i consiglieri e assessori neofiti della politica, ho proposto in commissione una Scuola Civica di Partecipazione.
Una Scuola Civica per TUTTI i cittadini, per crescere nella conoscenza della struttura articolata della “macchina amministrativa”, degli organi di governo e Istituzionali, nella conoscenza dei diritti dei cittadini e delle modalità civiche di partecipazione alla vita del proprio comune; nella conoscenza delle buone prassi di altri comuni virtuosi e nella conoscenza dei diversi livelli di ordini di governo territoriale ecc…
Per TUTTI i cittadini: per i giovani che vogliono conoscere e iniziare ad impegnarsi in questo campo e per gli adulti, per gli anziani, per gli “italiani acquisiti”, per tutti. Una scuola civica, apartitica, istituzionale, libera.
Perché il Comune deve saper avere lo sguardo aperto su tutta la propria cittadinanza e deve porsi come obiettivo la crescita della comunità intera, senza privilegiare una parte o l’altra.

Una Scuola Civica di Partecipazione promossa dalla Presidenza del Consiglio Comunale, in quanto più alta rappresentanza della città che contiene al suo interno la presenza di tutte le sensibilità, è secondo me la risposta più corretta alla sete di conoscenza di una comunità che vuole crescere in partecipazione.
Di una comunità nella sua interezza.

Per i consiglieri più inesperti che sentono il bisogno di studiare, una scuola serale organizzata dal proprio partito/movimento mi sembra la soluzione più corretta.