Category Archives: cultura

Referendum Trivelle: sì o no? I ragazzi di Latina protagonisti

image“Conoscere per capire e valutare consapevolmente è la base di ogni scelta politica”

Al referendum meglio votare sì oppure no? È la domanda che si sono posti i ragazzi del gruppo  Awareness (in italiano: “consapevolezza”) di Latina, che hanno quindi deciso di organizzare, in collaborazione con Nicoletta Zuliani, candidata al consiglio comunale del Partito Democratico per Enrico Forte sindaco, un incontro-dibattito sul tema delle trivellazioni in mare.
L’appuntamento è per martedì 12 aprile alle 18:00 presso l’Open Point di Corso della Repubblica, 88. A sostenere il fronte del “sì” sarà Gustavo Giorgi di Legambiente, mentre a spiegare le ragioni del “no” sarà Giorgio De Marchis, esponente del Partito Democratico.

imageNon è possibile restare indifferenti quando sono i ragazzi stessi a chiedere di partecipare alle scelte politiche. Scelte importanti, perché in questo caso influenzeranno il futuro dell’ambiente che li circonda e quindi anche il loro futuro – spiega Zuliani – Per loro, neo maggiorenni, sarà la prima volta alle urne e si sono messi a disposizione per l’organizzazione purché si organizzasse questo incontro, perché ci tengono ad agire in modo informato e consapevole, dopo le opportune valutazioni. La caratteristica dell’approfondimento sarà infatti l’equilibrio delle posizioni sostenute, a scopo puramente informativo. Sono molto felice di aver collaborato con loro, perché credo nella politica come risposta ai bisogni delle persone ed il bisogno di conoscenza è sacrosanto. Poi quando questa necessità arriva dai giovani, diventa a maggior ragione un dovere di cittadino, prima ancora che politico”.

Da poco finiti i lavori: museo di Satricum allagato.

imageIl museo di Satricum lo scorso novembre si è allagato a causa delle abbondanti piogge ed è successo a pochi mesi dalla conclusione dei lavori di ristrutturazione che hanno interessato la struttura.

Omar Sarubbo: “ecco cosa dice la delibera: “Nei giorni 6 e 7 novembre 2014 l’area di Satricum è stata interessata da copiose piogge che hanno determinato un parziale allagamento dei locali che ospitano la mostra e che per gli stessi la Sovraintendenza dei Beni culturali ha richiesto apposti interventi nel merito”.

Ma se i lavori di ristrutturazione e adeguamento dello stabile sono terminati solo qualche mese prima come è possibile che a novembre si sia allagato tutto? E perché una notizia così importante è passata in sordina?» Vogliamo vederci chiaro e capire come tutto ciò è potuto accadere a soli cinque mesi dall’inaugurazione della mostra, come e da chi sono stati effettuati i lavori, quanto sono costati, quanto costerà “rimetterci mano” e rimediare al danno.

Per questo insieme al collega Omar Sarubbo abbiamo chiesto una convocazione urgente della commissione Cultura con audizione del responsabile comunale dei musei e di quello dei lavori pubblici. Ci aspettiamo di sapere

  • quali motivazioni hanno determinato gli allagamenti nonostante gli interventi di ristrutturazione e adeguamento fossero stati eseguiti pochi mesi prima;
  • la porzione e il relativo costo dei lavori a carico dell’amministrazione comunale;
  • quali interventi dovranno essere nuovamente realizzati (o sono già stati realizzati) per mettere in sicurezza il sito in via definitiva ed evitare in futuro il presentarsi delle stesse problematiche;
  • se le strutture e i reperti archeologici hanno subito danni.

«Siamo da sempre convinti sostenitori della necessità di investire nella valorizzazione della cultura, del sito di Satricum e del sistema museale nel suo complesso ma vogliamo che si proceda con coscienza e professionalità, dunque chiediamo che emergano le eventuali responsabilità amministrative di chi ha operato con pericolosa approssimazione».

“Nella scuola che vorrei…” eccoci

imageUn evento riuscitissimo quello di venerdì pomeriggio al circolo cittadino di Latina.

Nove tavoli per discutere su nove temi scottanti che riguardano la scuola: le varie proposte apporteranno modifiche al documento della Buona Scuola del governo Renzi.

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Il gruppo de Partito Democratico che ha lavorato all’organizzazione dell’evento ha dimostrato freschezza, competenza e grande creatività.

Continueremo a confrontarci con chi vive le situazioni critiche sulla propria pelle, perché solo attraverso una sana e generosa partecipazione la politica tornerà al suo ruolo di servizio alla comunità.

L’inconsistenza delle proposte e le promesse tardive

Due notizie mi hanno colpito questa mattina sui siti online: lo scandalo della gestione delle biciclette prima concesse agli Scout e poi ritirate, e la decisione del sindaco di metter mano alla questione delle partecipate, Ipogeo ecc…

Il micro e il macro.

20140608-084326-31406785.jpgLa questione delle biciclette, triste epilogo di un inizio di collaborazione attiva tra associazioni e Comune, è l’emblema della confusione che regna nelle stanze del Comune.
L’assessore al turismo (Di Cocco) concede le biciclette temporaneamente, a mo’ di esperimento, all’associazione AGESCI che insieme ad altre associazioni avrebbero messo su un sistema di “ripristino e riciclo” delle biciclette comunali. Ad uso pubblico, naturalmente – esempio di come i cittadini desiderano donarsi e “costruire” una città migliore.
Poi assessore al Commercio (Tripodi) e presidente della Strategica (Patarini), in un comunicato stampa, annunciano un’iniziativa di rastrelliere private davanti ai bar con bici messe a disposizione dall’esercente ad uso pubblico.
Successivamente arriva una comunicazione ufficiale dall’assessorato all’ambiente (Cirilli) per comunicare la revoca della concessione delle 10 biciclette date alle associazioni.

Poi ci sono altri privati che si attivano per incentivare l’uso delle biciclette – senza alcun coordinamento da parte dell’amministrazione -: lodevole l’iniziativa di un chiosco a mare (lato sx) che mette una rastrelliera per bici nel suo parcheggio garantendo uno sconto sui lettini. 20140608-090310-32590931.jpg
Ricordiamo, rastrelliere a mare erano state promesse dal comune prima dell’estate 2013…

Pasticcio è parola troppo generosa. Confusione è quella che meglio definisce lo stile dei rapporti tra i vari assessorati, tra i politici che guidano questa macchina senza navigatore e senza meta.

ESISTE UN PROGETTO COMPLESSIVO sulla ciclabilità?
È prevista o no la compartecipazione delle associazioni?

A tre anni dall’insediamento di questa amministrazione abbiamo solo il PLUS, grazie a Dio, che ci obbliga a tempi contingentati o non vedremo mai i soldi. Se l’amministrazione non è “costretta“, non riesce a completare nulla.
O meglio: tutto ciò che è costruzione (urbanistica e lavori pubblici) desta grande interesse e grande fermento in amministrazione; tutto il resto – cultura, musei, progetti di sostenibilità, città a misura di infanzia e di disabili, turismo, lavoro, pari opportunità e tutto il resto… siamo all’anno zero.

Sulle partecipate e le grandi questioni (Metro Latina, Ipogeo, LatinAmbiente, SLM…) il sindaco dice che vuole iniziare a metterci mano: beh, dopo tre anni direi che è un po’ difficile. Man mano che il tempo passa – ed è già passato oltre il limite – le decisioni sono sempre più soggette al ricatto dell’urgenza.
Il ricatto dell’urgenza.
Quando si è costretti a decidere a ridosso delle scadenze, le decisioni sono SEMPRE a scapito del pubblico e a favore del privato che ha un contratto in mano con clausole chiare e a tutela del proprio interesse. Contratti sottoscritti dall’amministrazione Zaccheo e approvati dal Consiglio Comunale che ha ancora oggi rappresentanti importanti in maggioranza risalenti a quel tempo.

Anche qui, a tre anni dall’insediamento, abbiamo ancora solo annunci e dichiarazioni di intento.

Ma, mi chiedo, basta questo per governare una città con pesantissime ipoteche sul suo futuro?
20140608-090733-32853873.jpgLa questione della metro ci peserà per oltre €12ML nel caso di una rescissione del contatto.
Cosa stiamo facendo?

20140608-090929-32969194.jpgLa LatinAmbiente è ormai superata: si deve pensare al POST LatinAmbiente: quale modello di gestione dei rifiuti vogliamo? Quali servizi diamo al gestore e quali teniamo inhouse? Vogliamo darli tutti al gestore del servizio? La gara europea doveva essere già redatta o si va in proroga. Vogliamo allora la proroga? Ovviamente data alla LatinAmbiente? Le maestranze – i lavoratori – che fine faranno? E quelli del riassetto dei cassonetti? E i debiti che la società ha, come verranno ripianati?

Le questioni sono tante, ma la volontà di risolverle evidentemente non c’è: rimandare tutto a ridosso delle elezioni è certamente più comodo.
Per fare poi altre promesse.

Le donne di Latina e la “cultura della maggioranza”

La maggioranza sta rimpallando la decisione se e come intervenire sulla questione della toponomastica femminile.
Dal Consiglio di gennaio, (leggi la mozione) si è rimandata la discussione in Commissione (che non è mai stata riunita);  mozione di nuovo in consiglio ma “congelata” per ridiscuterla in commissione…
Ho presentato e abbiamo chiesto di votare degli emendamenti al Regolamento sulla Toponomastica per dare un indirizzo nella direzione del riconoscimento di un ritardo nella valorizzazione di figure femminili (leggi le modifiche proposte). 4 voti contrari, un astenuto e tre voti favorevoli: le modifiche non sono passate.
È passata la proposta avanzata dal mio collega Porcari di inserire nella Commissione Toponomastica (quella cha vaglierà i nominativi) la figura della Presidente della Commissione Pari Opportunità. Questa proposta è passata. Ma se consideriamo che ad oggi non c’è né Commissione Pari Opportunità né Presidente… si capisce perché l’indirizzo in un regolamento faccia più paura.
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Le donne sono invisibili nel linguaggio, nella segnaletica stradale e nella toponomastica così che siamo considerate più corpi che persone, con tutte le conseguenze che ne derivano.
La toponomastica è importante perché sintomo di un disvalore.
I nostri politici cittadini faticano a riconoscere questo debito storico e culturale nei confronti delle figure femminili che hanno contribuito alla storia della nostra città e del nostro paese.
Per agire e ripristinare l’equilibrio di una valorizzazione occorre prima riconoscere un “debito“. La maggioranza, fatta esclusione per il consigliere Bruni, preferisce dire “no” a questa proposta con la scusa che “da nessuna parte è vietato intitolare luoghi pubblici a donne”.
Il fatto culturale non è preso minimamente in considerazione.
Prendiamo atto, e riporteremo la discussione in Consiglio: credo siamo l’unica città italiana ad avere problemi di questo tipo.

Mozione sui matrimoni gay

Questo il mio intervento in occasione della dscussione sui c.d. matrimoni gay: purtroppo la semplificazione mortifica la complessità della realtà e allora, per amore della verità, va detto che la mozione nasce dalla richiesta di una coppia di omosessuali che hanno contratto matrimonio in Olanda e ne hanno chiesto la trascrizione sui registri comunali di Latina.
Nel nostro paese, come al solito, non riusciamo a legiferare celermente su questioni che poi trovano da sole la strada per autodeterminarsi in assenza di un quadro normativo nazionale.
Nel Comune di Grosseto la richiesta di trascrizione è stata soddisfatta iscrivendo l’unione nel registro dei matrimoni.
L’epilogo della ricca discussione in Consiglio Comunale è stato un emendamento ed un subemendamento del dispositivo votati a maggioranza, come a maggioranza è stata votata la mozione.
Io ho votato a favore successivamente alle modifiche apportate.

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Cari colleghi di Consiglio, in questo momento mi trovo, ma credo non solo io, in una posizione non semplice perché di fatto, con questa mozione, siamo chiamati, quasi COSTRETTI a prendere iniziative, che non attengono al nostro ruolo.
Vengo al punto e non mi voglio nascondere: il “quid” è la parola MATRIMONIO.

L’incapacità dei parlamentari che avrebbero dovuto legiferare sul tema delle unioni di persone dello stesso sesso, costringe la magistratura a “dettare legge” su questioni spinose, difficili, su materie che non possono più aspettare, che non possono più essere rimandate perché non sono semplici questioni: sono PERSONE. La fecondazione assistita, il riconoscimento dei diritti delle unioni di fatto o delle unioni omosessuali, non sono questioni, sono PERSONE che chiedono una regola per l’esercizio dei propri diritti. E questi diritti vanno definiti, vanno regolamentati, vanno condivisi con una comunità che non è solo quella di Grosseto o di Latina. E non è giusto attribuire agli amministratori locali, che per vicinanza ai bisogni reali dei nostri concittadini si sentono in dovere di dare delle risposte, l’onere di decisioni di competenza nazionale.

In questi frangenti è come se ci ritrovassimo a “legiferare” in qualche modo a livello locale, e quindi ad operare una FORZATURA.

Dal febbraio 2001 in Germania è in vigore il cosiddetto ‘Eingetragene Lebenspartnerschaft’, regolamento giuridico per le unioni civili. Il testo applica ai conviventi disposizioni analoghe a quelle del matrimonio. La legge assicura pieno riconoscimento alla coppia dal punto di vista contributivo e assistenziale, e conferisce gli stessi diritti del matrimonio in materia di cittadinanza. In caso di morte di uno dei partner, al convivente sono attribuiti i diritti successori.
In questo particolare caso di questa mozione posta in discussione oggi dai miei colleghi ci troviamo una proposta di trascrizione di un matrimonio celebrato in Olanda sul registro comunale di Latina.
La richiesta che ha motivato questa mozione è assolutamente legittima, ma dovremmo chiamarla con il suo nome: è purtroppo una scorciatoia. È, nostro malgrado, una forzatura e non per colpa nostra, ma per colpa dell’inerzia parlamentare.

Credo che sia vero quando si dice che sono le PAROLE che danno FORMA alla REALTÀ.
Dentro la parola MATRIMONIO, riportata in questa mozione, ci sono risvolti, c’è una sensibilità derivante da una cultura e da un convincimento che è iscritto anche nella nostra Costituzione, proprio a sancire il comune sentire sulla cui base è ancora fondata la nostra società e cioè il matrimonio e la famiglia intesa come unità generativa ed educativa.
È vetusta, mi direte.
Ok. Può essere.
Possiamo cambiarla, ma non possiamo farlo noi, non abbiamo gli strumenti, e non è questa la nostra funzione di consiglieri comunali.

Ci sono implicazioni che noi, qui, oggi non possiamo sottovalutare e non possiamo liquidare con un semplice voto favorevole o contrario. C’è un comune sentire che non possiamo forzare, perché forzarlo significherebbe forzare il comune sentire, che è la Magna Carta della nostra convivenza.

La complessità di questo tema ci obbliga, per senso di responsabilità nei confronti dei nostri concittadini che rappresentiamo, ad affrontarla ma non con tempi non così compressi. La discussione di oggi ci dimostra che stiamo “strozzando una discussione ricca, che necessiterebbe di uno spazio con più ossigeno riducendolo ad una mera questione di trascrizione di atti, mentre invece implica sviluppi importanti che non vogliamo ignorare.

Credo urga istituire subito, da oggi un registro per le unioni di fatto e fare pressione presso gli organismi che devono legiferare per regolamentare questo status perché è giusto che trovi il suo posto nella casa comune della nostra comunità.

UNA ROTONDA ESAGERATA…

Insieme a Giuseppe Pannone, consigliere democratico della provincia, rileviamo le incongruenze e le scelte scellerate di chi ci governa.

foto (1)Questa mattina si svolgerà una seduta straordinaria della 1^ commissione provinciale (viabilità e sicurezza stradale) per “celebrare” la fine lavori del ponte rotatoria in località Le Ferriere.

“Anche in segno di protesta e comunque di non condivisione non parteciperò alla commissione convocata in loco – afferma il Consigliere Provinciale del PD Giuseppe Pannone – Si tratta di un’opera faraonica e devastante, costata centinaia di migliaia di euro, del tutto sproporzionata e certamente non realizzata per gli abitanti del borgo. Al contrario di fatto è stato cancellato il ponte del 1580 del tutto coperto da una gettata di cemento e asfalto ed è stato eliminato il passaggio pedonale originariamente previsto proprio per consentire il transito delle persone anche per accedere senza pericolo al nucleo storico”.

“Il pericolo, già ampiamente verificatosi altrove, è che il borgo diventi un passaggio per la viabilità pesante: non bus turistici ma camion che dalla Pontina avranno comodo collegamento con Nettuno e con la discarica.- precisa la Consigliera Comunale PD Nicoletta Zuliani – inutile parlare di turismo per giustificare l’opera: l’attrattività di quanto presente in zona è stata di fatto ignorata, se non vilipesa o disprezzata, proprio per l’incuria di chi amministra questo territorio che ha votato a favore di questo progetto del ponte e della relativa rotonda.”

Come noto l’Ente Provincia intende procedere all’abbattimento di due antiche case cantoniere (in ciò contrastato dall’Amministrazione Comunale) giustificando tale necessità con presunti motivi di tutela della incolumità delle persone e dal fatto che gli stessi costituirebbero una “interferenza” alla viabilità.

“Tale affermazione è del tutto infondata e fuorviante – rilevano i due Consiglieri – Da un lato la Provincia ha lasciato in stato di completo abbandono per anni i due immobili che testimoniano comunque le origini di fondazione dell’agro pontino, determinando i presupposti del loro stato di precarietà; dall’altro gli stessi non interferiscono affatto con l’assetto viario, semmai è vero il contrario, ovvero che il nuovo contesto è del tutto stravolto da una rotonda dalle dimensioni esagerate, circondata da un cordolo di cemento armato di circa un metro e con una piccola montagna-giradino che supera i due metri di altezza. Questa struttura non solo altera l’assetto urbanistico dell‘antico borgo , ma, per come è conformata, impedisce una completa visuale dell’incrocio, rivelandosi essa stessa pericolosa per la circolazione e per l’incolumità delle persone”.

In vista della cerimonia di questa mattina, nella settimana scorsa è stata realizzata una seconda asfaltatura di tutta l’area, con conseguente ritinteggiatura della segnaletica orizzontale, interventi dei quali non si comprende la necessità e che, ovviamente, costituiscono un ulteriore ed incomprensibile costo.

“Speriamo che allo scempio costituito dalla stessa rotonda, che offende il paesaggio ed il contesto urbano asserviti alle esigenze del traffico pesante per le discariche – concludono Zuliani e Pannone – non si aggiunga l’abbattimento degli edifici storici. Vigileremo affinché ciò non accada”.

Nicoletta Zuliani Cons. Com.le gruppo PD

Giuseppe Pannone Cons. Prov.le gruppo PD

 

Edifici di fondazione: storia vs interessi, ma di chi?

Stano come la destra di questa provincia intenda la propria storia…

La Provincia di Latina intende “liberarsi” di due edifici storici, due case cantoniere situate in B.go Le Ferriere, per far posto ad esigenze connesse alla viabilità ed a parcheggi. L’Ente per giustificare la propria pretesa invoca motivi di pubblica incolumità, avendo per decenni lasciato in completo stato di abbandono gli immobili.

Anche a seguito di notizie riportate dalla stampa, ho presentato un’interrogazione urgente a S. De Monaco e F. Bianchi – precisa il Consigliere Provinciale del PD Giuseppe PannoneNella risposta pervenutami alcuni giorni fa l’Amministrazione confessa e conferma la propria intenzione di procedere alla demolizione precisando che la procedura è stata sospesa solo a causa della mancata autorizzazione da parte del Comune di Latina”.

In breve, secondo quanto affermano in Provincia, l’atteggiamento del Comune sarebbe meramente “dilatorio”perché gli edifici non rientrerebbero tra quelli individuati e riconosciuti ex D.Lgs 42/04 di interesse paesaggistico.

_DSC5359Risulta invece che i due immobili sono tutelati dalla deliberazione di variante al PRG n. 186/89 ed è comunque paradossale ritenerli del tutto privi di pregio ed interesse storico e culturale – precisa la Consigliera Comunale del PD Nicoletta Zulianinei prossimi giorni chiederò all’Amministrazione Comunale l’approvazione di una specifica delibera a tutela di tutti gli edifici di fondazione e degli immobili che siano testimonianza storica, urbanistica e sociale del nostro territorio.

La cosa paradossale è che l’Amministrazione Provinciale possa considerare le due case cantoniere come delle “interferenze” rispetto ad un intervento di riassetto dell’area interessata ai “lavori di ampliamento del ponte in località Le Ferriere e sistemazione dell’incrocio” e ritiene utile sostituirle con un bel parcheggio!

Ci chiediamo quale senso abbiano le affermazioni dei rappresentanti della Giunta Provinciale e perché tale Amministrazione arrivi a considerare il patrimonio storico, culturale ed architettonico della terra pontina una sorta di impedimento – attaccano i due rappresentanti del PD – Adotteremo ogni forma di iniziativa per la tutela di tali beni e di ogni altro edificio di proprietà degli Enti Comune e Provincia, sfidando le due Amministrazioni a far conoscere quali strumenti concreti e quali progetti intendano adottare per tutelarne la conservazione e la destinazione e per provuoverne la fruibilità a fini culturali e turistici”.

Giuseppe Pannone – Nicoletta Zuliani

Cons. Prov.le gruppo PD Cons. Com.le gruppo PD

Il PD ascolta la scuola: il mio intervento

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Punto focale e rivoluzionario è la qualità: qualità del corpo docente, qualità dell’offerta formativa di una scuola, qualità dell’intervento didattico, qualità del risultato.
Non so se vi è mai successo: ragazzi studiosissimi, bravi scolasticamente parlando, ma incapaci di inserirsi in modo assertivo nella società, incapaci di scegliere, fragili se la vita impone loro un cambio improvviso di direzione.
Mi chiedo: ma cosa insegniamo a questi ragazzi?
Perché usiamo criteri e parametri prettamente scolasti per valutarli quando il mondo non li valuta allo stesso modo? Perché i parametri e i criteri di valutazione della scuola si distaccano così tanto dalla prassi con cui la vita li valuta, li premia o li punisce?

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Noi cerchiamo di dimostrare che chi vale va avanti, chi lavora sodo ottiene risultati. Ma funziona così fuori della scuola?
I ragazzi sono sempre più svegli e disincantati e sanno che fuori della scuola purtroppo il merito vale poco. Ecco che allora a scuola si fa fatica a motivarli: tra scuola e società c’è incoerenza, se non schizofrenia. Il principio che loro vedono muovere le cose è “riesci se hai gli agganci giusti”, non credono che se sono veramente capaci potranno vincere nella vita.
Familismo ottocentesco, mentalità paternalistica e foriera di cultura mafiosa.
Primo obiettivo, dunque, sincronizzare la società con la scuola, (non il contrario).

C’è un gran discutere su come valutare i docenti: voglio risolverla con un concetto molto semplice, perché, secondo me, non vogliamo osservarla dalla prospettiva più vera.

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La valutazione delle scuole e dei docenti è già in atto.
I genitori sanno benissimo dove mandare i propri figli. Sanno distinguere gli insegnanti che vogliono e quelli che non vogliono per i loro figli. Sanno decidere quale scuola è la migliore per la formazione dei propri figli: riconoscono la qualità.
Basta applicare a noi insegnanti i criteri che usiamo noi stessi, se genitori, per scegliere la scuola o gli insegnanti per i nostri figli.
Come voglio che sia l’insegnante di mio figlio? Sono sicura che le risposte sarebbero le stesse. Ecco i criteri e i parametri per valutare i docenti.

Sempre sul versante docenti, assistiamo ad una palese incapacità da parte dei vertici della scuola di gestire casi, chiamiamoli così, “critici“: ci sono, e non sono tantissimi per fortuna, ma ci sono insegnanti che causano danni importanti sui bambini o gli adolescenti. Questi casi di docenti “problematici” vanno affrontati dal punto di vista normativo in modo coraggioso.
Perché i dirigenti non hanno gli strumenti per tutelare i ragazzi prima che sia troppo tardi? Spesso si arriva al “caso” per risolverlo nel momento in cui i media costringono a venire ad una soluzione. Perché arrivare a questo punto?
In Commissione Istruzione nel mio comune c’è la proposta, condivisa da tutta la maggioranza, di valutare l’ipotesi di istallare delle videocamere nelle aule degli asili nido perché i genitori possano controllare… E perché non nelle scuole dell’infanzia? E alle elementari?
Ebbene, dobbiamo essere capaci di intervenire prima noi come istituzione.

E da ultimo vorrei sottoporre un errore di sistema: l’Italia è l’unico paese, L’UNICO PAESE in cui le lingue straniere vengono insegnate in classi di abilità miste fatte di studenti appartenenti a livelli che vanno da principiante a intermedio. Le lingue straniere devono essere insegnate per classi di competenze omogenee o l’azione è inefficace. Tra le materie con risultati meno buoni nel biennio delle superiori c’è appunto l’inglese.
La valutazione in decimi per le lingue straniere è assolutamente fuori da ogni standard internazionale di valutazione. Le competenze di uno studente possono solo chiamarsi beginner, elementary, pre-intermediate, intermediate, upper-intermediate o advanced: tutto il resto non ha alcun riscontro nel quadro internazionale.

Fraternità in politica?

Molti avranno forse sorriso allo stridore della parola fraternità associata alla parola politica. O forse si è pensato a quanto fosse ingenuo associare le due parole.

Ma come si fa a parlare di fraternità in politica? Perché il vescovo Crociata, da poco insediato nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, parla di fraternità in politica? (leggi testo integrale)

Anche io sono convinta che la fraternità è ciò che in questa fase di crisi di riferimenti e di indirizzi può aiutare a scrollarsi di dosso gli orpelli ideologici e le cattive prassi sociali: è l’anello mancante alla rivoluzione che ha segnato la storia culturale d’Europa – LIBERTA’, UGUAGLIANZA, FRATERNITA’ – è la “cenerentola” dei cardini della Rivoluzione Francese che ha trovato nell’idea della solidarietà un surrogato efficace ma non risolutivo delle disuguaglianze ed esclusioni che il capitalismo e liberismo economico hanno generato. (La solidarietà è derivata da una concezione scientistica e materialistica della società che riconosce l’interdipendenza degli esseri umani con uguali bisogni primari non garantiti dal sistema economico vigente e pertanto compensati da un atteggiamento solidarista incoraggiato anche per i suoi effetti coesivi sulla società).

Parliamo chiaramente: la fraternità in politica non è darsi pacche sulla spalla, non è il “volemose bene” tra colleghi di diversi partiti, non è il fine del nostro agire, bensì la forma del nostro agire, uno stile, una pratica quotidiana di gesti comunitari, di gesti sociali e per questo politici.

I molti che sono venuti in contatto con l’idea della fraternità come categoria politica (leggi un approfondimento) spesso cadono nella semplicistica conclusione che fraternità come categoria politica significhi lavorare per giungere ad un orizzonte comune di pensiero, o di orientamento politico, oppure la capacità di trovare dei punti in comune.

Non è così.

Fraternità in politica significa lasciarsi mettere in discussione: lasciarsi mettere in discussione dall’altro, dalla sua vita, dal suo pensiero, dalla sua cultura, dalle sue esigenze…
Fraternità in politica significa sospendere le proprie capacità sintetiche per il tempo che si deve al vero ascolto dell’altro.
Si tratta di una pratica di riconoscimento e di legittimazione dell’altro e della sua alterità (con la pretesa di mantenere questa alterità!)

Nella vita politico-amministrativa succede che questa modalità venga talvolta esplicata all’interno dei lavori delle commissioni: il numero dei consiglieri è ristretto (non più di 12-14) e rappresentativo di tutte le forze politiche elette. Nell’analisi delle proposte, degli atti amministrativi, dei documenti di bilancio, dei regolamenti il riconoscimento e la legittimazione che viene riconosciuta reciprocamente rispetto alle competenze di ogni consigliere e/o della dignità delle proposte porta spesso a trovare unanimità. Su temi come gli asili nido, gli orti sociali, le consulte, le barriere architettoniche è stata trovata unanimità di indirizzi, ma poi, nell’attuazione che necessita del passaggio agli uffici capita che le priorità cambino: la burocrazia rallenta le procedure e il politico responsabile dell’attuazione dell’indirizzo si lascia distrarre da tanti piccoli interessi particolari che affollano le scrivanie.

Mentre l’uguaglianza e la libertà mettono l’accento sui diritti del singolo, il concetto di fraternità decentra l’agire, sposta l’accento sull’altro

  • eliminando i privilegi
  • prendendosi cura dell’altro
  • dando priorità ai rapporti con le persone (comunità, face to face)
  • intendendo l’uguaglianza come appartenenza ad una sola famiglia

I politici non sono solo espressione del popolo (e quindi anche della varietà delle tipologie di persone), ma influiscono sulla vita della collettività ostentando uno stile che per la natura altamente comunicativa che la vita politica ha nella nostra società mediatica, è di per sé imitabile ed imitato.
L’incapacità di sciogliere questioni legate a ruoli, lo stallo rispetto a numerosi temi legati a deliberazioni di Consiglio mai attuate, l’assenza dal proprio ruolo con conseguente stagnazione della vita amministrativa sono tutte sfide che si potrebbero vincere se la propria vita politica fosse vista come un servizio, invece che un privilegio.

Un servizio che svolgiamo nei confronti dei nostri fratelli-concittadini.