IL NOSTRO PROGRAMMA per la PROVINCIA

PROGRAMMA per la PROVINCIA di LATINA

AGRICOLTURA

Il territorio provinciale, in linea con l’evoluzione riscontrabile a livello regionale, sta subendo da diversi decenni un progressivo processo di artificializzazione legato alle dinamiche dell’espansione delle aree urbane, delle infrastrutture, comprese le aree industriali dismesse.

Noi proponiamo:
Bloccare il fenomeno, comunemente definito come “consumo di suolo”, ovvero la perdita delle caratteristiche di naturalità che preclude alla desertificazione, che è la causa della contrazione progressiva e irreversibile delle superfici naturali e agricole. Evitare gli effetti negativi sulla riduzione delle superfici permeabili, scongiurare così le conseguenze sul clima e sugli assetti idrogeologici, sulla contrazione delle potenzialità produttive dell’agricoltura, sulla riduzione della biodiversità, migliorando così la funzionalità ecologica del suolo. Agricoltura 4.0 e potenziamento della formazione tecnica e manageriale. Nuova PAC (politica agricola comune) coerente con i principi con l’Agenda 2030 sullo Sviluppo Sostenibile. Crescita esponenziale della agricoltura biologica, maggior investimento sulle aziende agrituristiche, aumento del riconoscimento e delle approvazioni dei prodotti provinciali con certificazione comunitaria DOP, IGP e STG. Agricoltura protagonista della transizione energetica: vendita delle eccedenze energetiche, sviluppo dell’agri-voltaico, del biogas e del biometano. L’impiego del fotovoltaico in agricoltura, in particolare per incrementare l’efficienza energetica.

AMBIENTE/ CAMBIAMENTI CLIMATICI / TRANSIZIONE ECOLOGICA

Valutiamo fondamentale il paesaggio in provincia di Latina, le sue risorse, i suoi equilibri, considerati sia fine a sé stessi che nelle trasformazioni operate dall’uomo e nei nuovi equilibri che non siano distruttivi. L’aumento delle temperature modificano i modelli meteorologici e sconvolgono il normale equilibrio deli ecosistemi naturali. Questo comporta molti rischi sull’assetto del territorio sugli abitanti e su tutte le altre forme di vita presenti sulla nostra regione. Eccessiva è la plastica presente nel territorio soprattutto sul litorale.
Noi proponiamo:
Scelte politiche ritenute più idonee da perseguire per: – mitigare/risolvere i problemi socio economici e ambientali causati sul territorio della nostra provincia dagli effetti del cambiamento climatico; – contrastare/ridurre/fermare il cambiamento climatico stesso; – sollecitare, ove riscontrato il mancato rispetto/attuazione della normativa di riferimento, la sua puntuale attuazione. Dobbiamo proseguire il percorso di decarbonizzazione, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 55% rispetto al livello del 1990, possibilmente entro il 2030. Dobbiamo riconoscere che pale eoliche e fotovoltaico lavorano per il bene comune. Abbassare i consumi di energia, migliorando l’efficienza energetica degli edifici e aumentando il calore generato da fonti rinnovabili non nocive per l’ambiente, tetti fotovoltaici di tutte le strutture pubbliche. La tutela degli habitat della la biodiversità come la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono. Portare al 30% le aree protette in provincia collegando il Parco nazionale e i parchi regionali esistenti attraverso corridoi ecologici. Sostenere il processo di adesione graduale degli enti locali alla gestione dell’acqua come bene pubblico, lotta alla dispersione idrica, oggi ancora vicina al 70%, affiancando delle proposte per incrementare l’azione dei comuni nel controllo dell’operato della società gestore e nel potenziamento degli investimenti. Gestione sostenibile delle aree boschive in provincia con incrementi e restauri ambientali, tali da garantire un aumento del 40% dell’assorbimento di carbonio. Una mobilità sostenibile attraverso investimenti sul trasporto pubblico per raggiungere la media europea. Proporre la smart mobility in quanto il trasporto urbano è responsabile di circa un quarto delle emissioni di CO2 .La graduale eliminazione dei veicoli “alimentati convenzionalmente” con veicoli completamente elettrici , possono contribuire in modo significativo alla riduzione degli attuali livelli di inquinamento dall’ambiente urbano è un importante contributo alla significativa riduzione della dipendenza dal petrolio, delle emissioni di gas a effetto serra e dell’inquinamento atmosferico e acustico locale. La vera transizione ecologica passa attraverso tutti mezzi completamente elettrici per il trasporto pubblico e privato. Nel lungo termine la nostra Provincia dovrà lavorare allo sviluppo di servizi di bike sharing integranti altri mezzi free footing come ad esempio i monopattini e/o macchine elettriche per favorire la mobilità sostenibile interprovinciale. Vogliamo che tutti i Comuni della Provincia dovranno diventare Plastic free.

AMMINISTRAZIONE E TERRITORIO

Un’amministrazione più moderna ed efficiente, in grado di promuovere lo sviluppo del proprio territorio, richiede che essa sia capace di fare sistema con altre PP.AA. e con i cittadini e le imprese del proprio territorio e di poter competere con le PP.AA. ed i territori di tutta l’Unione europea.
Noi proponiamo:
In quest’ottica le PP.AA. devono impegnarsi a: Partecipare agli eventi ed alle reti anche europee per reperire idee, competenze e risorse non presenti nel proprio territorio dando in cambio le proprie idee, competenze e risorse;
Partecipare ai bandi per il reperimento delle risorse finanziare al fine di realizzare gli obiettivi di politica territoriale ed indirettamente gli obiettivi di politica nazionale e dell’Unione europea;
Creare sistemi anche comunicativi trasparenti che consentano al territorio (cittadini, imprese terzo settore, etc.) di partecipare attivamente nelle scelte discrezionali della P.A.;
Selezionare e sintetizzare le posizioni e gli interessi del territorio per poterli integrare con quelli della P.A., proporli e proteggerli rispetto a quelli di altri territori.
In pratica si deve favorire la collaborazione tra gli enti e la trasparenza di comunicazione della P.A. mediante il rafforzamento dei rapporti tra enti locali apertura di nuovi percorsi di partecipazione nelle attività ed azioni di una P.A. che interessa le altre P.P.A.A.
Tutto questo al fine di avere amministrazione più moderna ed efficiente e capace di trarre vantaggio dalle opportunità europee per il proprio territorio.
La Regione Lazio sostiene le provincie e i comuni per l’adesione al “Patto dei Sindaci” e per la redazione e attuazione del “PAESC” e del “PAESC congiunto”.
Il PAESC è un documento redatto dai comuni che su base volontaria sottoscrivono il Patto dei Sindaci per documentare e dimostrare in che modo le amministrazioni comunali intendono raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni CO2 e combattere gli effetti che derivano dai cambiamenti climatici.
I firmatari si impegnano ad agire, singolarmente o collettivamente insieme ai comuni limitrofi (PAESC congiunto), per raggiungere entro il 2030 l’obiettivo di ridurre del 40% le emissioni di gas serra e ad adottare politiche di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici.
L’adesione al Patto dei Sindaci rappresenta per gli Enti Locali un’occasione per ridurre le emissioni di CO² nel proprio territorio garantendo cosi una maggiore sostenibilità ambientale e favorendo le relative opportunità economiche derivanti come ad esempio lo sviluppo dell’offerta locale, la creazione di posti di lavoro, il risparmio sui consumi energetici, maggior efficienza nei servizi etc.
Il PAESC se valorizzato, promosso, supportato e coordinato, rappresenta uno strumento efficace per tradurre l’impegno politico in misure e progetti concreti.

BLU ECONOMY

La Blue Economy è un modello di business sostenibile, ovvero capace di generare un impatto positivo e di lungo termine soprattutto sulla salute del nostro mare.  Vogliamo che le attività economiche che hanno a che fare con il mare, le coste e i fondali, come la la pesca e il trasporto marittimo siano basate sull’uso sostenibile delle risorse.
Pesca e acquacoltura, energie rinnovabili, turismo costiero, trasporti marittimi, biotecnologie, movimentazione portuale, servizi digitali legati all’universo sono gli obiettivi di un campo di applicazione definito dal Blue Economy Report 2021.
In Europa, il comparto più ricco è al momento quello legato al turismo costiero, che tra il 2009 e il 2018 è cresciuto del 20%. Positivo anche l’andamento di trasporto marittimo (+12%) e attività portuali (+14,5%). Il settore che ha fatto il balzo più ampio è però quello delle “risorse viventi” (che include pesca e acquacoltura): nel 2018 ha generato 7,3 miliardi di profitti, il 43% in più rispetto al 2009.
Non bisogna dimenticare che il mare rappresenta un patrimonio straordinario per tutti. Purtroppo, però, si sta trasformando in una grande discarica a cielo aperto: bottiglie, buste, imballaggi ed altri rifiuti hanno formato delle vere e proprie “isole di plastica” che rischiano di soffocare la vita negli ambienti acquatici. È giunto il momento di modificare i nostri modelli comportamentali: il contrasto all’inquinamento ambientale e l’abbandono degli schemi tradizionali potrebbero essere le uniche soluzioni per mitigare il rischio.

Noi proponiamo:
Pieno appoggio alla politica europea in quanto il settore potrà:

  1. potenziare l’offerta di posti di lavoro ad alto valore dagli attuali 5,4 milioni ai 7,5 milioni attesi per il 2022;
  2. ridurre le emissioni di carbonio;
  3. rivitalizzare i settori tradizionali dell’economia e individuare i nuovi settori emergenti;
  4. assicurare che gli ecosistemi marini rimangano sani e salvaguardati.

Nell’ultimo decennio, l’economia blu ha dimostrato di saper crescere velocemente e di saper resistere efficacemente alla crisi finanziaria, attenuando in parte gli effetti della recessione sulle economie costiere.

Il settore della finanza e l’economia blu a basso impatto ambientale sono indispensabili per raggiungere gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e per contrastare i cambiamenti climatici. Bisogna quantificare i costi degli impatti dell’inquinamento che rischia di esaurire il capitale naturale blu, così come calcolare i benefici economici, ambientali e di benessere derivanti dalla conservazione degli ecosistemi.
Gli ecosistemi marini possono fornire la loro miriade di servizi ecosistemici alla cittadinanza solo se sono governati e gestiti in modo sostenibile attraverso un’efficace governance del mare e delle coste.
Sono, proprio le arre naturali protette che presentano vantaggi per la qualità della vita dei cittadini, che assicurano, attraverso l’istituzione e la corretta gestione, la salvaguardia della natura nonché la tutela della costa e del mare compreso il paesaggio, ma che deve essere finalizzato a giusto rapporto con le istituzioni per un’economia circolare e che stessi dovrebbero considerarsi parte attiva al processo di sviluppo.

Bisogna andare su un innovativo modello di business basato sul recupero e la remissione di materie prime e scarti nel circuito produttivo, modello circolare. Questo nuovo modello economico si chiama “Blue Economy” ed è destinato a rivoluzionare le nostre attività produttive.
Attenzione con nuove tecnologie al ripascimento morbido come interventi di drenaggio mediante BDS (Beach Drainage System) già realizzati ad Ostia. Obiettivi sono: rallentamento dell’erosione della spiaggia emersa; avanzamento della linea di riva i principi di funzionamento sono: stabilizzazione del sedimento sabbioso; abbassamento del livello della water table e riduzione del back-rush. Ovviamente il principio guida è abbassare l’energia delle onde come farebbe la posidonia oceanica, sparita dalla nostra coste. I risultati ottenuti dallo studio confermano la validità del sistema di drenaggio come strumento capace di ridurre l’erosione delle spiagge e aumentare la deposizione di sedimenti sulla parte emersa. Questo effetto deve essere inserito all’interno di un programma di management della spiaggia,
In conclusione ci sono due elementi che ci possano guardare al futuro per la Blue Economy.
Il primo è la necessità di proteggere – e ripristinare dove necessario – l’esistente base di risorse marine che già forniscono cibo e mezzi di sussistenza a tantissime persone.
Il secondo è dove possono esistere opportunità per nuove o potenziate attività economiche sostenibili derivate dal mare, ai progressi e le prospettive per l’energia legata al mare.

ISTRUZIONE E CULTURA

In provincia di Latina come nell’intera Nazione abbiamo tra i tassi di dispersione scolastica e NEET (giovani che non studiano e non lavorano) più alti d’Europa. Dobbiamo recuperare efficacia e offrire ai giovani concrete prospettive di crescita culturale e professionale. Ci sono tutti gli strumenti per dare a ogni talento la possibilità di trovare la propria strada. Un investimento nell’istruzione restituirebbe la speranza di preparare le nuove generazioni al meglio per un avvenire di successo e gratificazioni. I luoghi della cultura sono aree dove si possano acquisire strumenti per attivare processi di emancipazione culturale, la costruzione di spettacoli teatrali, la realizzazione di performances musicali, la realizzazione di documentari, la presentazione di libri.
Noi proponiamo:
A scuola fino a 18 anni e tempo pieno per tutti, valorizzazione delle professionalità e creazione della carriera di un docente, potenziare l’educazione civica, aumentare il sostegno agli studenti con bisogni educativi speciali e riqualificare in dieci anni tutti gli edifici scolastici, rendendoli luoghi economicamente accessibili in cui i giovani possano avvicinarsi e praticare arte, musica, teatro in condizioni di sicurezza e di socialità sana. Apertura delle scuole in orario pomeridiano e serale per consentire ai bambini e ai ragazzi di poter fruire di attività sociali, culturali, sportive nelle ore pomeridiane fornendo un presidio di legalità e di cultura in ogni porzione di territorio dove sono presenti plessi scolastici. Le attività possono essere gestite dalle Associazioni Culturali, Musicali, Artistiche, Sportive.
In questo modo si sopperisce anche alla carenza di strutturale di sedi per le associazioni culturali.
Associare le pratiche artistico-culturali a pratiche di benessere psico-fisico e quindi riportare il cittadino al centro dell’intento di sviluppo del territorio provinciale.  Promuovere l’educazione lungo tutto il corso della vita, così come l’apprendimento esperienziale, inoltre, si vogliono diventare capisaldi della facilitazione nell’acquisizione di competenze utili alla ricollocazione di NEETs (not in training and not in education) dei giovani residenti sul territorio provinciale.

COMUNITÀ CULTURALI

La recente pandemia, la crisi economico-finanziaria, la scarsità delle risorse pubbliche, l’abbandono dei piccoli borghi, il cambiamento climatico sono solo alcuni dei fattori che hanno determinato un deficit di tutela del patrimonio culturale italiano. Per questa ragione, bisogna riflettere sui modelli tradizionali di governance dei beni culturali e sulle strategie di sviluppo. In particolare, il presente punto programmatico ha lo scopo di dimostrare la possibilità di uno sviluppo sostenibile in senso economico, sociale e ambientale delle comunità locali attraverso la combinazione dell’innovazione sociale e della trasformazione digitale nella governance e nella tutela dei beni culturali, visti come risorsa e non più come fonti di spesa.
Noi proponiamo:
La proposta si sostanzia nella promozione da parte della Regione Lazio di queste comunità culturali o start-up per la cultura attraverso una legge ad hoc che incoraggi finanziariamente la costituzione di tali network e favorisca la conclusione di accordi tra gli enti pubblici proprietari dei siti di interesse culturali e i network medesimi, utilizzando tutti gli strumenti innovativi che derivano dalla promozione dal basso, mediante ricercando risorse usando strumenti innovativi come crowfounding, networking e social lending.

GIOVANI E SINERGIE CULTURALI
Il 60% dei lavoratori tra i 20 e i 24 anni guadagna meno del Reddito di Cittadinanza (780 euro).
Noi proponiamo:
• zero tasse fino ai 25 anni;
• meno 50% fino ai 29 anni. fino ai 25 anni;
• meno 50% fino ai 29 anni
Il nostro territorio è ricco di luoghi edifici storici da valorizzare.
Non tutti gli istituti scolastici prevedono l’insegnamento di storia dell’arte.
La presenza sul territorio di associazioni che si occupano di valorizzazione di edifici e luoghi culturali, artistici e storici impone un ripensamento rispetto alla fruizione e alla gestione nonché alla trasmissione di un valore grandissimo come la cultura.
Noi proponiamo:
L’istituzione di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) strutturali creando delle sinergie tra le associazioni che si occupano di valorizzazione di luoghi artistici storici e culturali del territorio e le scuole secondarie superiori.
I ragazzi si cimentano nel ruolo di guide turistiche/culturali previo studio delle strutture, aree e luoghi oggetto di attenzione ed elaborazione dei percorsi.

NEXT GENERATION EU – PNRR

L’obiettivo è creare un secondo motore dell’economia per rendere questa provincia attrattiva per gli investimenti e ricca di opportunità per i giovani. È necessario coinvolgere i cittadini e tutte quelle realtà di associazioni o di partito, coordinate e ospitate dagli enti locali, in modo tale da garantire un’alta e concreta partecipazione nel processo decisionale delle azioni politiche che determineranno il futuro del nostro territorio.

Noi proponiamo:
Sviluppare infrastrutture digitali di qualità per connettività diffusa nel territorio provinciale. Sostenere la nascita di aziende innovative e la transizione digitale delle imprese esistenti. Portare a 750 milioni di euro l’anno i fondi a disposizione dei comuni per le spese di progettazione necessarie per realizzare le opere previste dal PNRR. Consentire ai comuni e alle regioni maggiore flessibilità nelle assunzioni e nella nomina dei RUP (Responsabile Unico di Procedimento). Di istituire una cabina di regia sia nei singoli comuni che a livello provinciale che possa fare da raccordo per tutte le parti chiamate in causa.
Inoltre si propone di avere una particolare attenzione ai giovani usando lo strumento della “Missione 5 C1.2”, con specifico riferimento ai Giovani da coinvolgere e valorizzare nell’ottica di una maggiore coesione sociale ed inclusione, mediante il ricorso al previsto strumento del Servizio Civile Universale.
Per l’Italia il programma Next Generation EU non rappresenta solo l’occasione per realizzare una piena transizione ecologica e digitale, ma anche per recuperare i ritardi storici che penalizzano storicamente il Paese e che riguardano le persone con disabilità, i giovani, le donne e il Sud.
In particolare, la Missione 5 C1.2 (Coesione ed inclusione) con lo strumento del Servizio Civile Universale) si rivolge ai Giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni soprattutto in termini di incremento delle prospettive occupazionali e di inclusione rispetto a situazioni di marginalità.

PARITA’ DI GENERE

Pari opportunità vuol dire soprattutto combattere le disparità di genere potenziando il ruolo delle donne nella società con azioni positive. Per intervenire sulle disparità effettive nel trattamento tra i generi abbiamo bisogno di riformare in modo strutturale il sistema di welfare e di investimenti, di permettere alle donne di perseguire gli stessi obiettivi degli uomini in una dinamica di equa competizione ed uguali responsabilità e riconoscimento.

Noi proponiamo:
Valorizzare le energie e i talenti delle donne per costruire insieme una nuova economia del territorio provinciale con idonei investimenti. Sostenere l’autonomia economico-finanziaria delle donne. Contrasto alla violenza sulle donne. Promuovere la condivisione del lavoro di cura all’interno del nucleo familiare. Ripensare i servizi territoriali rivolti alle famiglie, potenziandone l’offerta. Migliorare le condizioni di lavoro delle donne anche in termini qualitativi, di remunerazione e di ruolo e promuovere la trasparenza sui processi lavorativi nelle imprese. Sostenere l’imprenditoria femminile, soprattutto in ambito innovativo attraverso progetti mirati nel nostro territorio. Attuazione del Family Act per investire sul lavoro femminile e il sostegno alla natalità

POLITICHE SOCIALI

Maggiore attenzione, alla tutela dell’infanzia in termini di educazione funzionale all’utilizzo dei dispositivi mobili, al fenomeno delle migrazioni e un’attenzione particolare alla gestione efficiente dei beni confiscati alle mafie.
L’EQUITA’ SOCIALE è considerata da AZIONE come un fattore sinergico di sviluppo umano ed economico e di partecipazione democratica, la società che noi vogliamo è una SOCIETA’ GIUSTA che investe sul valore della persona, sulla sua autonomia e responsabilità

Noi proponiamo:
Azioni di consapevolezza specifica diretta a particolari attori del terzo settore in un’ottica sempre meno assistenzialista e sempre più orientata alla massimizzazione del profitto socio-ambientale e della sostenibilità economico-finanziaria delle azioni.
L’idea è implementare degli “WELFARE HUB” (con accesso fronte strada) in tutto il territorio di Latina, dove possano operare più attori del panorama sociosanitario della città (operatori pubblici, associazioni profit, associazioni di volontariato, liberi cittadini) che possano prendersi carico dei bisogni dei cittadini e fungere interfaccia con gli interlocutori del territorio.
La valutazione dei bisogni e delle risorse della persona sarà fondamentale per definire le attività accompagnamento attraverso un percorso multidimensionale, che necessita cioè di uno sguardo unitario ma con ottiche provenienti da più punti di vista professionali (educatore, assistente sociale, medico, psicologo).

PRODUTTIVITA’ E CRESCITA

È necessario concentrare le risorse su strumenti fiscali semplici ed automatici a supporto degli investimenti di cittadini ed imprese in provincia. Questa è l’unica strada per aumentare salari e posti di lavoro. È fondamentale quindi implementare una politica di formazione che consenta di colmare la differenza tra le competenze richieste dal mercato.

Noi proponiamo:
Zero tasse per i giovani che avviano un’attività imprenditoriale, ripristinare e rafforzare industria 4.0 – depotenziata dai precedenti Governi – aggiornando la lista dei beni agevolati (includendo le nuove tecnologie) e aumentando il tetto massimo per gli investimenti. Lo scopo è favorire l’innovazione, la crescita e la tutela dei consumatori, in modo che possano avere una maggiore quantità di beni e servizi a disposizione e a prezzi inferiori. Istituzione di due Zone Economiche Speciali, la prima nel Golfo di Gaeta e la seconda a Latina recuperando l’area fieristica, con autorizzazione unica, sportello unico, conferenza dei servizi semplificata, ruolo del commissario con norme dedicate alla sburocratizzazione Occorre dare attuazione alla riforma delle concessioni balneari, nel pieno rispetto della Direttiva 2006/123/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 12 dicembre 2006, prestando particolare attenzione ai nuclei familiari che hanno nella concessione la fonte di reddito prevalente e riconoscere alla imprese che hanno effettuato investimenti nelle strutture balneari. Aiutare le piccole e micro-imprese artigiane in provincia che sono i luoghi culturali e dei talenti dove spesso si originano le esperienze del Made in Italy maggiormente di successo.
GESTIONE dei RIFIUTI

Il quantitativo globale di rifiuti prodotti continua ad aumentare con un violento impatto significativo sia sull’uomo che sull’ambiente. Fermo restando che bisogna necessariamente realizzare tutte le politiche del caso per chiudere il ciclo dei rifiuti con la massima immediatezza possibile, parallelamente bisogna altresì avviare tutte le possibili soluzioni non solo per frenare questa tendenza, ma anche per invertirla, ovvero bisogna realizzare soluzioni utili in grado di prevenire la produzione di rifiuti ed aumentare il loro riciclo a tutti i livelli, dal produttore di beni al consumatore. Bisogna rivedere la politica regionale e quindi provinciale prevedendo il potenziamento degli impianti di riciclo, l’installazione di impianti di trattamento termico con recupero installazione di impianti di produzione energetica da biomassa, impianti che operano il recupero dalle discariche. Si promuoverà la politica dell’economia circolare che sta portando benefici e risvolti positivi nei singoli Comuni del territorio provinciale. Il fenomeno dell’abbandono di rifiuti presso le discariche illegali di dimensioni più o meno grosse, ovvero dal piccolo o grande cumulo di rifiuti (micro-discariche) che troviamo ai bordi della strada, fino ad arrivare alle discariche abusive attraverso lo sfruttamento di capannoni/siti abbandonati, che spesso sono oggetto di incendi, e la gestione organizzata di rifiuti in assenza di autorizzazioni, ha ormai raggiunto un livello di diffusione inaccettabile non solo per il degrado che i cumoli e le discariche provocano nei luoghi in cui insistono, ma anche per la dispersione nell’ambiente di sostanze a volte anche pericolose e nocive per il territorio (suolo, acqua e aria) e per l’uomo. Un fenomeno che inevitabilmente grava anche sulla società in quanto le spese sostenute per arginare tali fenomeni e per bonificare le aree interessate ricadono sulle tasche di tutti i cittadini. Per ovvi motivi, la lotta e il contrasto a queste attività illegali non può più essere svolta solo con l’ausilio di strumenti e/o mezzi tradizionali come ad esempio le foto-trappole, le ispezioni random etc. che poco possono contro un fenomeno di tali dimensioni.

Noi proponiamo:
Un Piano Rifiuti Zero (Zero Waste) in grado di attuare una strategia impiantata sul modello di economia circolare e salvaguardia delle risorse presenti in natura che possa prima diminuire e poi fermare definitivamente questa tendenza, ovvero l’enorme quantità di rifiuti da smaltire
Gestione dei rifiuti a monte, sia per la provincia di Latina che per l’intera Regione, attraverso l’istituzione degli ATO, ormai non più procrastinabile. Installazione e potenziamento impianti di compostaggio, incluso impianti di compostaggio ad-hoc per bioplastiche. Riteniamo fondamentale che tutti i Comuni della Provincia possano sviluppare percorsi di raccolta differenziata adeguati e capaci di premiare i cittadini virtuosi. Inoltre, è importante dotare gli enti locali di tutti gli strumenti necessari per avviare l’iter per il passaggio dalla TARI alla TARIP (Tassa sui rifiuti puntuale) affermando così il principio secondo cui il pagamento del servizio di raccolta è direttamente proporzionale alla quantità di rifiuti prodotti.
Sorveglianza avanzata gestione rifiuti (SAVAGER) Per poter efficacemente contrastare questo fenomeno serve un piano di sorveglianza avanzato come ad esempio quello adottato dall’ARPA Lombardia che sfrutta tecnologie della Geospatial Intelligence e dell’osservazione della terra da satellite, aereo e drone per il presidio ambientale su tutto il territorio regionale, che ha già riscosso un grande successo. Sfruttiamo l’intelligenza artificiale che attraverso la visione computerizzata delle immagini della terra acquisite dall’alto è in grado di riconoscere e scoprire, in tempi rapidissimi, potenziali situazioni illecite di abbandono di rifiuti, di discariche abusive etc. su tutto il territorio della regione.I fondi per realizzare il progetto possono essere reperiti dall’ecotassa sui rifiuti.

SANITA

La rete ospedaliera della provincia di Latina, con il primo atto aziendale della Asl di Latina, mantiene inalterata gli ospedali della Provincia, con le medesime specificità e la vera novità sono le future case di comunità ed ospedali di comunità, previsti per ogni comune, che saranno strutture socio sanitarie che si occuperanno di medicina del territorio.
Attualmente la media nazionale dei posti letto per 100.000 abitanti è 314, valore nettamente inferiore alla media europea, che è 570, in provincia di Latina è di poco superiore ai 100 posti su 100.000 abitanti.

Noi proponiamo:
Creazione in tutto il territorio di strutture di pronto intervento che risolvano le richieste di minore gravità, in maniera da costituire delle strutture di Pronto Soccorso veramente operative con unità di terapia intensiva, strutture di cardiologia, esami adeguati per offrire una risposta pronta e efficace Nelle strutture locali devono trovare spazio ambienti che consentano prestazioni specialistiche mediche per ridurre le liste di attesa, Inserendo prestazioni di tipo sociale, assistenziale e di welfare. Vogliamo la creazione in ogni comune di uno sportello salute per accogliere le istanze dei cittadini da indirizzare direttamente all’attenzione del sindaco che deve farsi portavoce con la ASL.
Rafforzamento delle case della salute come presidio di prevenzione non solo come primo intervento (in questo senso la casa della salute dovrebbe alleggerire l’affluenza nel pronto soccorso per i “danni minori”). L’utilizzo delle strutture di prevenzione più intensivo anche individuando spazi per le associazioni di volontariato che si occupano della prevenzione.
Valutare la messa in opera dei due futuri nuovi ospedali di Latina e del Golfo a Formia, per adattarli alle esigenze dei cittadini e non a politiche di vantaggi per pochi, impedire la chiusura di strutture di qualsiasi tipo anche in caso di nuove aperture, preventivamente fare un’analisi del territorio per razionalizzare i reparti e le disponibilità delle strutture: diventa necessario un piano di indagine del territorio In particolare gli Ospedali di Fondi e Terracina: razionalizzare spazi e reparti sia in base agli operatori e ai settori disponibili. Valutare la fattibilità di creare un reparto di malattie infettive (COVID) presso l’ospedale di Formia per avere al centro sud della Provincia un servizio diagnosi e cura di tutte le patologie infettive. Investire sullo sport significa risparmiare sulla sanità perché esiste una forte correlazione tra l’attività fisica e la spesa sanitaria.
Stabilità delle strutture ospedaliere anche attraverso la stabilizzazione di chi ci lavora: sostegno economico vero operatori sulla falsariga di quanto avviene in Emilia Romagna, dove gli operatori in servizio presso centri disagiati hanno una indennità che li stimola ad operare presso quei territori.
Piano di ripristino degli ospedali attualmente depotenziati: servono con urgenza almeno 500 nuovi posti letto per migliorare il rapporto letti/popolazione, si propone un piano di ripristino di alcuni ospedali, come Sezze, Terracina e Fondi per sopperire questa problematica.
Sì al MES ma anche su questo verificare su cosa servono i fondi e come vengono spesi per evitare finanziamenti errati, in tal senso verificheremo su come impattano i fondi stanziati nell’ottica del miglioramento della situazione attuale.

TRASPORTI
La mobilità verde dovrebbe essere un nuovo modo di pensare e di vivere che tende ad affermare una nuova cultura del movimento. Rendere le persone consapevoli degli impatti ambientali e sociali di scelte di viaggio non sostenibili ed educare le persone sono la chiave del successo di qualsiasi politica sostenibile. Come mostra il rapporto Ifort sull’uso dell’italiano in mobilità, i viaggi in auto sono sempre preponderanti rispetto ad altre modalità di spostamento anche se è stata segnalata una propensione al cambiamento nell’uso dell’auto. I trasporti sono il settore in più rapida crescita in termini di consumo di energia ed è anche il settore che produce circa 300 milioni di tonnellate di CO2 all’anno nelle città. L’impegno europeo a raggiungere una riduzione almeno del 20% delle emissioni di gas serra nel 2020 invita a fare qualcosa per questa situazione. Qualcosa sta succedendo almeno a livello sociale. Le persone sembrano essere più consapevoli e disponibili a modificare il proprio stile di vita, allo stesso tempo sono difficili da accontentare e meno pazienti nei confronti delle procedure governative. Questo è “il capitale sociale” in grado di governare il cambiamento verso città più vivibili. L’esperienza delle città in transizione, ad esempio, mostra una soluzione “dal basso” basata sull’impegno nel cambiare il modello di sviluppo attuale fortemente dipendente dal petrolio. Obiettivo prioritario è l’urgenza di rispondere al cambiamento climatico globale nei centri urbani – ma una metodologia diversa per testare come e quanto è l’impegno del governo e delle persone per affrontare questa sfida.
Ciò che spicca è la consapevolezza che gli stili di vita attuali devono necessariamente cambiare per assicurare la vivibilità alle generazioni future.
La situazione logistica nel territorio è veramente disastrata, il collegamento nella direttrice Nord-Sud è sovraccarico e obsoleto, sia quello stradale che ferroviario, quello in direzione trasversale ancora da definire.

Noi proponiamo:

  1. Direzione stradale Nord-Sud:
  2. Progetto realizzazione autostrada Roma – Latina
  3. Potenziamento di percorsi alternativi (es Laurentina)
  4. Realizzazione variante SS7 Formia – Gaeta (pedemontana)
  5. Collegamento con l’autostrada A1 e AVFR :
  6. Realizzazione Raccordo Cisterna – Valmontone
  7. Completamento SR 156 – Monti Lepini
  8. Potenziamento e messa in sicurezza della Formia – Cassino
  9. La metropolitana del mare nel Golfo di Gaeta
  10. Raccordo veloce con la l’autostrada per il MOF, si ricorda che il MOF è il secondo mercato europeo per movimento merci in Europa, snodo principale per tutta la merce proveniente dal Sud Italia, e importante centro di lavorazione dell’ortofrutta.

Il livello di servizio del TPL è molto carente  nelle zone peri urbane

Proponiamo:

  1. Introduzione di servizi di mobilità a chiamata per le zone a domanda debole ed ottimizzazione direttrici ad alto traffico
  2. Integrazione servizi passeggeri con servizi sociali
  3. Potenziamento servizi per accessibilità al traffico Ferroviario ed Aereo
  4. Potenziamento accessibilità alle stazioni FS (TPL + parcheggi)
  5. Completamento del tratto Formia – Gaeta (Littorina)

TURISMO

Come individuato dalla nuova legge regionale, anche nel territorio provinciale si dovranno prevedere progetti finalizzati al rilancio e alla promozione delle destinazioni turistiche espresse nel Piano Turistico Triennale con il fine valorizzare le eccellenze presenti nei più importanti segmenti turistici: culturale, artistico, archeologico, storico, naturalistico, religioso, enogastronomico e sportivo con il rilancio dell’aree collinari e la stabilizzazione e incremento di un turismo green sul litorale.

Noi proponiamo:
La verifica sull’adeguamento della nuova legge regionale, attraverso la nuova Direzione regionale, preposta al coordinamento e alla gestione delle attività amministrative e tecniche di competenza regionale in materia di turismo; l’istituzione, presso l’assessorato competente in materia, dell’Osservatorio regionale del turismo. Favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro turistico- culturale attraverso una politica di detrazioni fiscali per gli under 40 che puntano a creare nuove realtà imprenditoriali nel comparto. Generare un sistema che tuteli il lavoro delle nuove leve, favorendone le idee, la sperimentazione e l’innovazione tecnologica. Ridurre la pressione fiscale in capo alle imprese del settore. Potenziare la formazione turistica. Incentivare il partneriarato . Pubblico Privato per investire sullo sport in provincia come volano del turismo attraverso manifestazioni regionali e nazionali. La diversificazione delle opportunità turistiche, con inclusione e coinvolgimento delle innumerevoli possibilità offerte dal territorio (arte, storia, cucina, mestieri, cultura, turismo lento e destagionalizzazione). Sorvegliare i D.M.O. (Destination Management Organization) gli organismi di natura pubblica o pubblico-privata, finanziati dalla Regione attraverso il marketing delle destinazioni turistiche provinciali mediante la gestione coordinata di tutti gli elementi che compongono una destinazione.
Diventa urgente coordinare e armonizzare la proposta turistica del territorio che può essere varia e ricca.
Per questo si propone di creare un’agenzia, che articolata al livello provinciale, organizzi e armonizzi tutta la proposta turistica.

I compiti che questa agenzia dovrà adempiere sono:
1) Analisi del territorio e della proposta turistica in termini di offerta e di risorse
2) Analisi delle dinamiche turistiche a livello nazionale e internazionale
3) Partecipazione ad eventi di promozione turistica e creazione di relazioni a livello nazionale e intenzionale
4) Armonizzazione indirizzo della proposta turistica Finalizzata alla creazione di un brand turistico che sia riconoscibile a livello sia provinciale che regionale
5) Coordinamento tra i vari soggetti (Proloco, associazioni, enti locali, DMO) per la promozione dell’esperienza turistica
6) Promozione turistica (comunicazione)
L’attenzione all’evoluzione delle concessioni demaniali marittime alle norme di adeguamento in approvazione governativa e regionale dopo la verifica dell’approvazione dei PUA (Piano Utilizzo Arenile) da parte dei Comuni della Provincia. In tal senso l’assegnazione terrà conto del pregresso, ovvero delle migliorie effettuate nelle aree in concessione, e della conservazione dell’ambiente.