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Controlli a chi autocertifica: una mozione per una convenzione con la Guardia di Finanza

schermata-2017-05-31-alle-15-46-45Abbiamo appena presentato col  gruppo consiliare del partito democratico due mozioni: la prima riguarda l’adesione nel nostro comune alla Giornata Provinciale del Buon Gioco (leggi la mozione) da poco istituita; l’altra riguarda la richiesta di convenzionare il nostro comune con la Guardia di Finanza (leggi la mozione) per il controllo sostanziale di coloro che, dietro autocertificazione, beneficiano di tutta una serie di contributi e facilitazioni di tipo economico erogati dal nostro Comune. Attualmente gli uffici comunali effettuano controlli di tipo documentale, o formali che riguardano l’esame dei documenti che i cittadini allegano alla domanda. Un Protocollo d’intesa tra il Comune e la Guardia di Finanzaschermata-2017-05-31-alle-15-47-44rende sistematici i controlli di tipo sostanziale che, attraverso l’attivazione di verifiche incrociate, riescono a definire il vero quadro economico familiare. Tutto questo perché potrebbero essere ancora moltissimi coloro che, autocertificando il falso o producendo documenti non veritieri, tolgono risorse per i cittadini che veramente ne hanno diritto.

È l’odiosa prassi che vede genitori evidentemente benestanti ma che pagano rette ridotte, se non completamente esentati, per gli asili, le mense scolastiche, o persone evidentemente in buono stato economico ma che beneficiano magari di residenze popolari o altri benefici togliendoli a chi è veramente bisognoso.

Credo che attivare una collaborazione tra diversi soggetti nel campo dell controllo non possa che far bene alla nostra comunità, da troppo tempo testimone di vere e proprie insopportabili ingiustizie e soprusi.

Dall’usura alla scuola alla Asl: i mondi coinvolti dalle ludopatie.

imageLa mozione sulle Ludopatie è passata e questo rappresenta un segnale importante.

Una mozione è un atto di indirizzo, è un’indicazione di percorso da intraprendere di cui tutto il Consiglio, compresi sindaco e giunta, si fanno carico pubblicamente.
In una mozione non si può elencare tutto quello che secondo il proponente va fatto, né deve necessariamente contenere dettagli vincolanti: è una spinta verso una direzione, ma una direzione chiara e precisa. E che lo abbia fatto un Consiglio Comunale all’unanimità è segnale ancora più forte.
In una mozione non si può essere esaustivi rispetto a tutti gli elementi che devono poi trovare una concretizzazione nei diversi settori, né si può essere dettagliati rispetto ad importi o aspetti economici che richiedono una evidente analisi da parte del dirigente e degli uffici di ragioneria.
Una mozione non pregiudica alcun approfondimento che può essere fatto in sede di Commissione o anche in Consiglio: essendo un atto di indirizzo, segnala una direzione. Infatti, l’adozione di un Regolamento (che gli uffici avevano nel cassetto ma che non era mai stato approvato e quindi non era efficace) è la prima cosa da fare (e la mozione la richiede): un Regolamento entra nella materia della definizione delle tipologie di gioci, dei limiti posti agli esercenti, dei controlli ecc… Poi, sul contenuto preciso degli articoli, la discussione si fa ovviamente in commissione.

Ho citato ad esempio nel mio intervento lo sportello Anti-Slot che non è ancora mai stato attivato: sono stati assegnati al Comune di Latina, come comune capofila, ben 20.000 € con una determina del dicembre 2013 da parte della regione Lazio.
Dei numerosi contatti avuti con l’Ufficio di Piano per sapere quando lo sportello sarebbe stato attivato, l’ultimo risale al marzo scorso: mi veniva detto che l’attivazione sarebbe stata imminente.
In data odierna non c’è ancora alcuno sportello anti-slot al Comune di Latina.
Oggi, con un’Amministrazione insediata, posso formulare un’interrogazione scritta all’Assessore ai Servizi Sociali per conoscere il motivo di un ritardo cosí grave e per sapere finalmente la data di apertura di questo sportello tanto atteso da operatori asl e associazioni.

Gli aspetti che le ludopatie implicano sono molteplici: vanno dalla prevenzione alla cura della malattia (il GAP è stato inserito a pieno diritto nei LEA) per i quali c’è da lavorare a braccetto con la Asl e il terzo settore che realizza progetti finanziati dalla Regione; interessano il tema della sensibilizzazione sociale e culturale del gioco come attività sociale e collettiva, non per come individuo isolato, oppure a quello del sostegno a chi fa una scelta etica rispetto al non installare o dismettere dispositivi di gioco, lotterie istantanee e gratta e vinci. In questo, ad esempio, occorre lavorare sia sul fronte eventualmente degli sgravi fiscali, sia sul fronte della costruzione di una consapevolezza del consumatore che va reso sempre più cosciente e “complice” di buone prassi: qui la scuola, col suo immenso bacino di cittadini e con la capillarità di intervento educativo può garantire un fondamentale ed irrinunciabile apporto.

C’è poi l’aspetto più doloroso, quello di devastazione economica delle famiglie coinvolte dal problema: molti si rivolgono al mercato dell’usura e questo è un fronte che vede altri attori, altri scenari, e richiede altri tipi di soluzioni che coinvolgono altri attori ancora, (Istituti di Credito, Associazioni Antiusura, Questura…) con altre implicazioni.

Non bisogna cambiare approccio: qui, al Comune di Latina, l’approccio va impostato da zero.

 

Report consiglio riequilibrio e Ludopatie 28lug2016

Che delusione.
Vi ricordate quando vi raccontavo che, la maggioranza Di Giorgi ci bocciava tutte le mozioni perché non volevano lasciare all’opposizione la paternità di proposte valide seppur condivisibili?
Ebbene, identica alla maggioranza Di Giorgi, LBC ha RESPINTO l’emendamento al riequilibrio da noi proposto che reintegrava €49mila tolti dal commissario alle scuole per la minuta manutenzione (emendamento aveva ricevuto parere FAVOREVOLE da parte del Dirigente del servizio finanziario e dei Revisori dei Conti). E poi che hanno fatto? Hanno presentato un Ordine del Giorno con LA STESSA PROPOSTA!!!! Leggetelo.
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Solo che in un Ordine del Giorno non si può indicare alcuna cifra perché è un atto di indirizzo, ben diverso da un emendamento al bilancio che invece DEVE entrare nello specifico di somme e di capitoli di bilancio. Quindi, come si legge nella foto, tolgono la parte della definizione della somma.
E volevano votarla…
imageHanno respinto la nostra che era certa, e con pareri favorevoli già prodotti, per proporre un indirizzo generico e senza certezza.
A che pro? Non certo a vantaggio del Bene della città: piuttosto a parare una figuraccia di LBC che non “c’aveva pensato prima lei…”
Dopo che il sindaco ha compreso l’impasse ed è intervenuto, si è sospeso il Consiglio per mezz’ora, e nella conferenza dei capigruppo hanno stilato, un nuovo Ordine del Giorno condiviso che è poi stato votato all’unanimità.
Non credevo, sinceramente che con questa maggioranza mi sarei ritrovata a vivere le stesse dinamiche di “ostruzionismo” alle proposte dell’opposizione che ci faceva la destra di Di Giorgi… Ma cosa intendono per bene comune? Solo quello che viene proposto dai loro banchi?

La democrazia è fatta di partecipazione. E anche l’opposizione ha diritto a partecipare e costruire con proprie proposte che hanno pari dignità e, se buone per la città, debbono essere riconosciute come tali e accolte dalla maggioranza.

MOZIONE LUDOPATIE
Erano pronti a votare contro perché volevano che stralciassi il punto che impegnava l’amministrazione a “predisporre incentivi fiscali per gli esercenti che dismettono o dichiarano di non installare slot VLC o gratta e vinci.”
L’assessore sosteneva che la legge regionale dice che l’ente “può prevedere…”, non che debba predisporre. E quindi andava tolto.
Comunque, visto che non me l’avrebbero votata, ho scelto di fare un passo indietro e stralciare  quella parte e farla approvare.
Ecco l’amaro resoconto di un Consiglio di riequilibrio 2016

Una Latina DECOROSA è possibile

La questione del decoro della città è molto sentita dai cittadini di Latina, tanto che sono nati gruppi sui social con discussioni molto partecipate che evidenziano quanto sia importante per il cittadino che il suo spazio urbano sia bello, accogliente, pulito.

Una maggiore mobilità all’estero ci induce ad un confronto impietoso rispetto a come Latina si presenta ed è gestita.

Perché a Latina succede tutto questo?

Non credo sia tutta colpa dei latinensi: non mi risulta che siamo una categoria particolarmente sporca, o storicamente incivile. E non mi risulta neanche che la presenza dei “nuovi latinensi” provenienti da altri paesi abbia accentuato il problema.

È un problema di gestione e di organizzazione.

Esempi, per citarne solo uno che ha fatto scuola, quello del sindaco Giuliani a New York, con un investimento nella tolleranza zero nei confronti del degrado; politica che ha letteralmente trasformato una città che veniva ormai chiamata la “Calcutta del West”.

Anche a Latina si può cambiare: ma la politica qui è determinante.

Non siamo ai tempi di Giuliani, dove la volontà, un piano efficace ed un massiccio investimento hanno raggiunto l’obiettivo. Qui siamo in tempi di “magra” ma… abbiamo una risorsa ancora ignorata: il coinvolgimento e la partecipazione del cittadino.

decoro urbano

Da questo principio prende le mosse  “Decoro Urbano” (www.decorourbano.org), lo strumento gratuito per tutti i Comuni d’Italia a cui propongo di aderire. Il portale offre un pannello di controllo per gestire le segnalazioni, un indirizzo internet e una app per smartphone personalizzati, oltre a materiale divulgativo. Per aderire basta una firma del sindaco o di un suo delegato, o anche una delibera di giunta inviata via Pec. Il sistema permette la pubblicazione di foto e si avvale della geolocalizzazione per una maggiore precisione nelle segnalazioni: uno strumento all’avanguardia e al passo con i tempi che aiuta le amministrazioni nella gestione delle aree pubbliche.  “Decoro Urbano” è un network che finora raccoglie le segnalazioni, secondo l’Istat, di 3.074.668 di cittadini per centinaia di Comuni italiani, tra cui – per la provincia pontina – Sperlonga, Itri, San Felice Circeo e Terracina.

È arrivato il momento di prendere sul serio i cittadini che vogliono collaborare.“È interesse di questa amministrazione – si legge nel testo della mozione – vigilare affinché lo spazio urbano venga rispettato e valorizzato per rispondere alle attese e alle funzioni sociali cui è destinato. Atti vandalici, problemi alle segnaletiche, dissesti stradali, abbandono/maltrattamento di animali, affissioni abusive, discariche abusive e situazioni simili, se segnalate tempestivamente, consentono all’amministrazione di agire per il ripristino del decoro prevenendo situazioni di pericolo sanitario”. La mozione invita anche il Comune ad organizzare i propri uffici per ottimizzare il lavoro. (leggi il testo integrale della mozione)

Il problema per l’amministrazione è che si teme un grande flusso di segnalazioni che gli uffici, per carenza di personale o risorse economiche, non riescono poi a gestire.

Ma qui si vede chi vuole veramente dare una svolta all’insegna della trasparenza e del vero coinvolgimento dei cittadini in un percorso di risanamento della città, e chi vuole nascondersi dietro alla scusa della mancanza di soldi.

Ma, si sa, è in tempi di crisi che si fa la differenza: o si muore o si vince.

Protocollo di Partecipazione: scuole più efficienti e sicure con i genitori “in campo”

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Sono anni ormai che i genitori, stufi delle lungaggini burocratiche, si impegnano in prima persona per riparare maniglie e serrande, tinteggiare le aule, mettere le tende per rendere più sicuro e vivibile l’ambiente scolastico dei propri figli. Il contributo dei genitori per lavori di miglioramento o di piccola manutenzione delle scuole oggi non è regolamentato e viene svolto in modo un po’ ufficioso. In altri Comuni d’Italia lo si può fare, invece, e alla luce del giorno.

La mozione che la consigliera del Partito Democratico Nicoletta Zuliani presenterà come prima firmataria, riguarda proprio la possibilità, da parte dei genitori, di entrare nella gestione della piccola manutenzione dei plessi scolastici cosa che, fino ad oggi, veniva spesso negata a malincuore dai dirigenti scolastici per problemi legati ad un vuoto regolamentare.

Si tratta dell’introduzione di un Protocollo di Partecipazione – spiega Zuliani – del tutto simile a quello già adottato da anni, con successo, da altri Comuni italiani. L’intento della mozione è sostenere e regolamentare la disponibilità che i genitori degli alunni danno – come già spesso accade – per effettuare piccoli lavori nei plessi frequentati dai loro figli, mettendo a disposizione gratuitamente le loro capacità per velocizzare, risolvere o prendere l’iniziativa rispetto ad urgenze della struttura scolastica costituendo un Comitato dei Genitori ed un Albo dei volontari. Quando i genitori contribuiscono in questo senso, non solo garantiscono immediatezza nella risoluzione di piccoli problemi strutturali che altrimenti richiederebbero infinita burocrazia tra dirigente scolastico e comune, ma soprattutto contribuiscono a creare un forte senso di appartenenza ad un bene pubblico, come la scuola, che già viene vissuta come una “casa comune“.

Il Protocollo di Partecipazione si occupa proprio di questi aspetti: il documento, infatti, ottemperando al principio di sussidiarietà orizzontale promosso dall’articolo 118 della Costituzione e a numerosi altri articoli di legge elencati nella mozione, impegnerebbe l’Ente a stipulare un Protocollo con i Dirigenti Scolastici che consenta a comitati di genitori costituiti all’interno dell’Istituto Scolastico, di intervenire nelle scuole su base volontaria e senza aggravio economico per le famiglie che spesso si vedono costrette ad acquistare esse stesse materiali come vernici, armadietti, tende e così via. Le spese dei materiali e della copertura assicurativa, laddove la scuola non l’avesse già, sarebbero infatti a carico del Comune. Il Protocollo, quindi, oltre che valorizzare e tutelare le risorse progettuali e professionali interne alla comunità scolastica, soprattutto dei genitori rispetto ai lavori di piccola manutenzione nelle scuole, permetterebbe anche all’amministrazione di potersi dedicare alle altre mille urgenze che i 70 plessi scolastici comunali presentano.

“Il valore della partecipazione è immenso: è importante regolamentarlo in accordo con la normativa vigente. Si può formulare un accordo tra le parti (Comune e Istituti Comprensivi) dove nell’Istituto scolastico si sia costituito un Comitato Genitori che di anno in anno fornisce un elenco di competenze professionali/volontarie messe a disposizione ed elencate in un Albo delle Competenze. Il Comune paga l’assicurazione e i materiali ed al resto pensano il comitato genitori e la scuola. Nei momenti difficili una vera comunità si distingue per la sua capacità di far fronte a problemi grandi attraverso una partecipazione compattezza creativa e generosa.
E i genitori, questo, lo hanno sempre dimostrato.
Non mortificarla e lasciarla esprimere con l’amore tipico di una famiglia, significa moltiplicare davvero le grandi energie della nostra città”.

La destra di Latina ha paura delle donne

Oggi in consiglio abbiamo dato alla città la possibilità di convergere su una proposta di buon senso che molte città italiane stanno adottando: il riequilibrio della toponomastica scegliendo nomi di strade, vie, luoghi pubblici ecc… che tengano conto della parità di genere.

20140218-221524.jpgAvevo precedentemente proposto, in Commissione, di modificare alcuni articoli del Regolamento di Toponomastica in discussione, per favorire un maggior riequilibrio di figure femminili nell’intitolazione di strade, piazze e luoghi pubblici della città.

Hanno votato contro le mie proposte. (leggi le modifiche).

Ho scritto allora una mozione che i consiglieri di maggioranza oggi NON HANNO VOLUTO VOTARE.
Sarà interessante, quando pronto, leggere la trascrizione degli interventi: vi prometto che la metterò online e lascerò a voi valutare.

La mia valutazione è la seguente: non riescono proprio a votare nulla che sia proposto da me o dalla minoranza: lo vivono come un’umiliazione. Addirittura hanno minacciato di presentare una mozione identica e votarsela. Forse non sanno che il regolamento questo lo vieta :-)

Allora, visto che volevano bocciare la mozione (che obiettivamente condividevano ma non potevano ammetterlo), hanno proposto di “congelare” la mozione per portare le idee in commissione e li discuterle. La votazione della mozione si sarebbe tenuta alla prossima seduta consiliare.

Ecco le proposte difficili da votare:
- promuovere le iniziative necessarie affinché nelle prossime assegnazioni di toponimi venga costantemente perseguito l’equilibrio di genere nella toponomastica cittadina
- promuovere per il prossimo, anno scolastico 2014-2015, un progetto per le scuole secondarie di primo grado (scuole medie) di Latina che individui e proponga alla Commissione Toponomastica figure di donne di rilievo culturale, scientifico, storico cui intitolare le prossime piazze, strade, scuole, o luoghi pubblici con allegata relazione della motivazione alla scelta.

Come capirete, troppo “difficili” da votare così su due piedi… “E poi”, hanno detto, “il Consiglio non era il contesto adatto a questa discussione”.

Valutate voi.

COMUNE INADEMPIENTE: le consulte aspettano

Un’amministrazione lenta, sorda e cieca. Praticamente inadatta a governare una complessità che dimostra di non conoscere. Un’amministrazione da cancellare. Invece di realizzare quanto essa stessa ha deliberato all’unanimità, si gingilla con il riassetto delle poltrone, lo scambio dei ruoli, la “pesa” dei voti.

Il 12 aprile 2012 il Consiglio Comunale ha deliberato all’unanimità l’istituzione di due importanti consulte, come da Statuto Comunale: la Consulta Scuola/Istruzione e la Consulta Infanzia-Famiglia-Adolescenza. Finalmente avremmo attuato l’articolo 73, comma 2, dello Statuto che prevede l’istituzione delle consulte come organismi di partecipazione popolare per le tematiche inerenti settori sociali di rilievo. Strumenti che non sono stati mai messi in pratica: eppure sono praticamente a costo zero. (leggi la delibera di consiglio, leggi la mozione)

E’ passato un anno e mezzo e nonostante le numerose richieste e sollecitazioni nulla è stato fatto per dare attuazione a quello che il Consiglio Comunale aveva deliberato. E’ una vergogna: un’amministrazione che disattende le proprie direttive.

E allora tre sono le ipotesi:
  • non vuole realizzare ciò che ha deliberato, credendo che bastasse approvare una mozione per azzittire e la minoranza dei Democratici che avanzano istanze di partecipazione popolare e toglierseli di torno
  • non è capace di attuare ciò che delibera, tanto che il presidente della Commissione e l’Assessore di riferimento non hanno mai fatto nulla per concretizzare l’indirizzo del Consiglio
  • ha paura di confrontarsi con i cittadini (soprattutto quelli che non li hanno votati)

In un momento di grande cambiamento che richiede ascolto della base, e attenzione alle richieste dei cittadini lo strumento delle consulte – ripeto a costo zero per l’amministrazione – rappresentano un “must”, un passaggio irrinunciabile per  tutta la classe politica che deve evolvere pena la sua estinzione. L’evoluzione sta nel cambiare lo stile del fare politica: non più operare seguendo le indicazioni dei propri amici o di chi va ripagato per il sostegno dato in campagna elettorale, bensì luoghi istituzionali dove le categorie sociali, gli “stakeholders” collaborano alla definizione degli interventi, e quindi delle politiche che ricadranno su di loro.

Le associazioni di famiglie, di operatori del mondo familiare e dell’infanzia che vivono e operano sul nostro territorio aspettano di offrire il proprio contributo in termini di proposte e prospettive dalle quali osservare la loro realtà che nessun altro conosce meglio di loro. Quale modo migliore per elaborare interventi efficaci? Quale osservatorio migliore per un politico, per un assessore?

Il mondo della scuola con i dirigenti, rappresentanti dei genitori e le associazioni che affiancano le scuole aspettano di poter dire la loro in materia di strutture scolastiche, dimensionamento, mensa, sicurezza, legalità, progetti. Quale luogo migliore di un tavolo istituzionale per osservare l’impatto “scuola” dal punto di vista sociale, economico, produttivo, ed elaborare politiche strategiche per il futuro della nostra città?

Non si creda che ai cittadini bastano le “briciole”delle politche: attenti a farsi belli con le rotonde e con lo sfalcio dell’erba. Occorrono modifiche di sistema. Occorre  coerenza istituzionale. Occorre, almeno, realizzare le delibere di Consiglio Comunale.

Ma ahimé, chi ci governa sta dimostrando di avere un unico interesse per cui spende ore e ore di riunioni: ruoli, rimpasto, spostamenti, poltrone…

 

INCONTRO / SEMINARIO. Latina 2020. Un’Agenda regionale per la crescita

Comitato per Nicoletta Zuliani candidata alla Regione Lazio

www.nicolettazuliani.net

LATINA 2020. UNA AGENDA REGIONALE PER A CRESCITA
Impresa, Formazione, sviluppo: progettare il futuro territorio pontino

“Le proposte di Nicola Zingaretti e del PD per rilanciare l’economia del Lazio e della provincia”

Venerdì 15 febbraio alle ore 18:00
Sala meeting ParkHotel Latina
Via dei Monti Lepini 25

PARTECIPANO
- Emilio Ciarlo – Candidato al Senato per il Partito Democratico
- Nicoletta Zuliani – Candidata capolista al Consiglio regionale per il Partito Democratico

- Rosa Giancola – Candidata nel Listino di Nicola Zingaretti

Sono stati invitati esponenti delle forze sociali e imprenditoriali

scarica la locandina

“Vogliamo provare a “dare al Lazio una Regione”, come dice Zingaretti, e a dare a Latina un progetto di sviluppo, tornando a dare un senso e una organicità strategica e programmata agli interventi pubblici sul nostro territorio”.
Questo il senso dell’iniziativa di venerdi 15 alle 18 presso la Sala Blu del Park Hotel di Latina che vedrà protagonisti Nicoletta Zuliani, candidata per il PD alla Regione Lazio, Emilio Ciarlo, in lista per il Senato della repubblica e Rosa Giancola, candidata nel listino di Nicola Zingaretti.

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