Mio intervento in Consiglio Comunale 21 nov.2013

nicpizzoCari colleghi di Consiglio,
non voglio aggiungere troppe parole ai già validissimi interventi che mi hanno preceduto. Ma sento doveroso esprimere alcune riflessioni.
Non mi stupisco della malvagità di malavitosi, della loro scaltrezza. Non mi stupisco della loro capacità di delinquere, di trarre guadagno dallo “stupro” di un territorio a spese della vita delle persone ignare che ci vivono (nel tempo le persone, poi, sono sempre meno ignare: vedono, osservano, mettono insieme fatti e ricostruiscono).
Mi stupisco, invece, della connivenza dei politici di quel tempo che, evidentemente, anche qui a Latina c’è stata.
Mi stupisco del silenzio e della vigliaccheria di chi sapeva e non si è mosso, chi sapeva e non ha agito.


Siamo in ritardo – certo siamo l’unico Comune che a livello di Consiglio Comunale si sta esprimendo – ma ciononostante siamo in ritardo e dobbiamo avere la capacità, come credo che abbiamo, di mettere dei “paletti”, dei limiti invalicabili, dei segni evidenti, dobbiamo dare alla malavita dei messaggi chiari. Questa malavita a Latina è ormai nel tessuto economico e sociale. I figli dei malavitosi vanno scuola con i nostri figli. Le aziende dei malavitosi operano nel nostro territorio. Danno lavoro e interagiscono economicamente con noi.

E, allora, noi dobbiamo lanciare un messaggio chiaro non solo attraverso il documento che andremo redigere tra poco.
Lo dobbiamo dire attraverso uno stile di governo della città, uno stile di amministrazione fatto di trasparenza, di maggiore trasparenza, di ascolto dei cittadini piuttosto che di ascolto dei singoli e delle esigenze dei singoli.
Dobbiamo farlo attraverso percorsi decisionali partecipati, attraverso una democrazia partecipativa.
Dobbiamo farlo attraverso un bilancio approvato con largo anticipo per evitare che si facciano affidamenti discrezionali fatti in modo estemporaneo e ad amici.
Dobbiamo farlo utilizzando i bandi per la concessione di contributi ad associazioni, non arbitrariamente concedere migliaia e migliaia di euro ad associazioni amiche o che hanno sostenuto politicamente chi ha vinto le elezioni.
Dobbiamo farlo attraverso la ricerca di un consenso pulito.
Dobbiamo farlo privilegiando i bisogni dei più piuttosto che privilegiando il bisogno di pochi.
Solo così, solo così, avremo lanciato un messaggio chiaro, indiscutibile alla malavita che è presente nel nostro territorio: “Latina non è con voi: Latina è una città pulita”.

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