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aggiornamento 18apr2018

Molte cose sono successe in queste ultime settimane.

ELEZIONI PROVINCIALI e mie DIMISSIONI da Presidente

A seguito della mia firma a sostegno della candidatura di Coletta a Presidente della Provincia (il 29 aprile si rinnova la carica di Presidente), ho presentato le mie dimissioni da Presidente della Commissione Trasparenza.

Qui trovi i dettagli in una mia dichiarazione esplicativa https://www.facebook.com/nicoletta.zuliani/posts/10214231395271889

e un’intervista video che mi ha fatto Ivan Eotvos https://www.facebook.com/nicoletta.zuliani/posts/10214247432512810 .

CONSIGLIO COMUNALE del 17apr2018

Ieri c’è stato Consiglio Comunale con all’odg diversi Regolamenti e una mia proposta sugli spazi acqua comunali della piscina che il comune non utilizza (spazi destinati alle fasce più deboli).

Qui i dettagli che la giornalista Rita Cammarone ha ben documentato. Molte cose sono successe in queste ultime settimane. https://www.latinacorriere.it/2018/04/17/latina-zuliani-le-categorie-fragili-ottiene-lunanimita-dei-presenti/

SCUOLA FORMAZIONE POLITICA

Sono stata contattata dai vertici della Lega di Latina per un convegno di formazione rivolto ai giovani (e non) della Lega in qualità di relatrice.

Il tema sarà il Populismo.

Ci sarà anche un esponente storico della destra di Latina, Cesare Bruni. Io rappresento, evidentemente, l’altra parte politica.

PD a Latina

Il partito comunale si sta organizzando per la metà di maggio con un incontro aperto a tutti dove portiamo all’attenzione temi su cui vogliamo offrire a LBC un contributo concreto. Siamo consapevoli e vogliamo costituire un fronte comune alla crescente destra. Vogliamo poter dimostrare che Latina può essere governata da una forza alternativa alla destra e lo possiamo fare solo facendo fronte comune con le altre forze in campo alternative alla destra.

Un abbraccio.

Nicoletta.

AGGIORNAMENTO Consiglio Comunale 8 marzo 2018

AGGIORNAMENTO Consiglio Comunale 8 marzo 2018

(e linkato volendo approfondire):

1- PEF immondizia: il piano economico finanziario dei rifiuti che rappresenta il costo complessivo che determina le bollette, contiene criticità che l’assessore ha pensato bene di non evidenziare. Io gliele ho elencate carte e numeri alla mano. Ho espresso il mio voto contrario.

(Guarda il mio intervento dal minuto 37:56 in poi)

2- DUP (documento di indirizzo e operativo): si è rivelato un libro dei sogni con l’80% non fatto di quanto programmato. Perché scrivono 100 cose se poi ne fanno 20? Il mio voto è stato contrario. (Guarda il mio intervento)

3- Personale: i migliori funzionari se ne vanno dal nostro comune perché non sono valorizzati (o forse solo alcuni) e sono trascurati. Il personale è invece la parte più importante di tutta la macchina amministrativa. Questo articolo sintetizza bene il problema che ho sollevato.

4- E’ stato accolto il mio emendamento al bilancio di €10mila per la realizzazione delle LatinaJazzClinics, un’occasione per lanciare Latina a livello nazionale per la didattica musicale all’insegna dell’inclusione e della pace. (Leggi di cosa si tratta)

Nicoletta Zuliani

Consiglio Comunale 1 marzo 2018

Oggi in Consiglio approvate le nostre due mozioni:

  1. Mercato Q4
  2. Semaforo a chiamata Viale Le Corbusier
E’ stato approvato anche:
  1. il Regolamento per l’Accesso Documentale, Civico e Generalizzato,
  2. il Regolamento del Sito web e social del Comune (per questo ho votato contro perché scritto malissimo, pieno di refusi, ripetizioni e nonostante avessi chiesto di modificare diverse parti, aggiustarlo e riportarlo in votazione nel prossimo consiglio, hanno voluto per forza andare avanti) Ascolta il mio intervento in Consiglio.
  3. il Regolamento del Forum dei Giovani
  4. una Mozione sul ristoro per i residenti limitrofi alla discarica di Borgo Montello
Domani c’è la chiusura della campagna elettorale e con noi ci sarà Nicola Zingaretti!! Viale Italia ore 18:00 (in caso di pioggia andremo al Teatro Moderno).
Nicoletta

Ecco cosa voterò e perché

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Ecco come voterò alle prossime elezioni 2018 e perché.
Il 4 Marzo si rinnoveranno:

  1. Camera dei Deputati,
  2. Senato
  3. Consiglio Regionale

CONSIGLIO REGIONALE LAZIO
Zingaretti ha fatto bene, molto bene per me.
Qui quello che ha fatto per la nostra provincia di Latina in breve.

Qui il programma per il prossimo quinquennio.

Oltre ad eleggere il Presidente della Regione, si possono esprimere due preferenze per il rinnovo del Consiglio Regionale.

Io sosterrò Enrico FORTE e Patrizia SPERLONGA.
Enrico FORTE: con lui siamo in Consiglio Comunale a Latina a rappresentare il PD. Abbiamo condiviso scelte, percorsi e decisioni con grande lealtà reciproca. E’ una persona esperta e collaborativa che garantisce efficacia di intervento.
Patrizia SPERLONGA: è attualmente vice-sindaco di Pontinia. Una bravissima donna e politica, che stimo e sostengo in questa scelta di rappresentare il PD in regione.
Per avere notizie anche sugli altri candidati PD, vai qui.

PARLAMENTO: sono superconvinta di sostenere il PD.
Persone come Minniti, Calenda, Gentiloni, Franceschini, Del Rio, Padoan e molti altri sono risorse validissime che non trovano pari negli altri schieramenti. La squadra che ha governato senza troppo clamore, ha fatto bene e voglio che continui il lavoro solido ed equilibrato che abbiamo iniziato come PD e che i numeri ISTAT confermano (Leggi i fatti dal Sole24Ore).

Ecco le cento cose fatte dal PD negli ultimi 3 anni, quello che faremo.

Il clamore non aiuta a ragionare.

CAMERA e SENATO
La legge elettorale ha previsto che i partiti scegliessero i candidati per
- i collegi uninominali (es.: la prov.di Latina è un collegio=un unico nome) e
- una lista di 4 per la percentuale che verrà assegnata col metodo proporzionale (a seconda di quanti voti prende il partito, entrano in ordine i nomi della lista)
Per votare basta barrare il simbolo PD come mostrato nel fac-simile.

Solo per la regione, scheda verde, va scritto il nome (o due nomi diversi per genere).

Voglio sostenere chi ha fatto cose sensate e per questo ti invito a sostenere il PD.
Nicoletta Zuliani.

Basta. La politica mi ha deluso…

Chi vota per la prima volta o chi è stanco e disorientato spesso pronuncia queste frasi.
Voglio dire qualcosa in proposito.

Basta. La politica mi ha deluso
Può deludere la filosofia? Può deludere la linguistica? Politica significa scienza di governare uno Stato. Una scienza non può deludere perché è inanimata. Sono sicura che invece chi pronuncia questa frase intende invece «mi hanno deluso i politici che ho conosciuto»; «sono deluso dal partito X»; «mi ha deluso il politico che ho votato…»

Definire bene cosa non ci piace, ci aiuta ad individuare qual è il problema.
Mettere tutto insieme e rifiutarlo non è mai veritiero e, soprattutto, non è utile.

Voto il meno peggio
Credo che il candidato ideale non esista. Se guardiamo bene, ma proprio bene, il candidato perfetto è… se stessi.
Oppure, quello che ci piacerebbe vedere come candidato, non è né impegnato in politica o, magari, se lo è, non intende proprio candidarsi. E allora?

I partiti sono quelle associazioni libere di cittadini che si organizzano per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale (art.49 Costituzione) e sono i partiti che mettono in campo i candidati. Quello che possiamo fare sono due cose:

  1. entrare in un partito e determinare la scelta dei candidati
  2. cercare, tra quei candidati offerti dai vari partiti, quello che più ci può rappresentare e spesso si tratta di cercare chi è meno lontano dalla nostra sensibilità o dai nostri valori.

Molti si affidano un po’ a qualcuno di loro fiducia che già è in politica per farsi consigliare. Chiedere e parlarne è sempre buono. Oggi poi, con internet e i social è sempre più facile andare a reperire informazioni. E’ interessante valutare il candidato in base alla sua storia, alla vita, alla reperibilità, al lavoro che fa o che ha fatto.

Ma che cosa hanno fatto fino ad oggi?
E’ sempre meglio valutare ciò che è stato fatto da un candidato o da un partito, invece che credere alle cose che dicono su quel candidato o su quel partito. Oggi è facile reperire informazioni. E se non lo è… significa che non è stato fatto abbastanza per poterlo pubblicare. Visitare i siti dei partiti e dei candidati e i loro profili FB aiuta un po’ a farsi un’idea.

Non vado a votare, tanto non cambierà mai niente.
Non votare lascia il campo a chi non ti rappresenta. Certo, è impegnativo informarsi, conoscere il quadro dei problemi che la politica è chiamata a risolvere, a valutare le varie proposte, ma se la democrazia rappresentativa obbliga il politico a svolgere un compito che richiede tempo e competenze, se la politica obbliga i partiti ad elaborare proposte fattibili e reali, anche il cittadino deve fare la sua parte ed è chiamato ad informarsi e a partecipare: tutti dobbiamo dare un contributo al nostro vivere insieme.

Questa legge elettorale fa schifo
E’ vero. E’ difficilissima da capire e mescola due metodi (proporzionale e uninominale). E’ peggiore dell’Italicum proposto con il referendum, che però è stato bocciato da molti partiti che però poi hanno scelto questa soluzione peggiore. Le leggi elettorali vanno fatte con una maggioranza in parlamento, non importa chi la vota, basta che sia la maggioranza dei parlamentari, anche se esprime pezzi spuri.

Molto probabilmente, con questa legge elettorale, ci ritroveremo a non avere la certezza di chi governerà, come la Germania che per la seconda volta si è ritrovata a fare il cosiddetto «governo di larghe intese» che mette insieme partiti che vincono e partiti che perdono le elezioni.

Bisogna mandarli tutti a casa
Certo, parlare con la leggerezza di chi non si fa carico dei problemi è semplice. Ma se non ci fosse un governo eletto, che si assume l’onere di incassare le tasse che pagano il sistema scuola, sanità, strade… se non ci fosse chi paga i poliziotti, chi controlla gli aereoporti, chi avremmo? I tecnocrati? I militari?

Non è una soluzione.

La politica è una scienza complessa ma vitale. Necessita delle persone che elaborano politiche, che fanno le scelte dentro e fuori dei partiti, ma tutti siamo chiamati a scegliere nelle urne.

Che nessuno si senta fuori.

Bilancio 2018 e Trasparenza su Recall

Piccolo aggiornamento: queste sono settimane molto intense per i consiglieri comunali.
Nei documenti del bilancio di previsione sono contenuti decine di documenti posti al nostro vaglio per esprimere poi il voto tra qualche giorno. Commissioni e analisi si avvicendano e immagina il tempo e lo studio che ci vuole.
Se volete visionarne qualcuno puoi cliccare su questo link dove ho trasferito tutti i file.

In Commissione Trasparenza ieri abbiamo analizzato la questione della Recall, l’impianto che sta ottenendo i permessi necessari per essere costruito e operare nella zona di Latina Scalo. Ecco un resoconto della seduta.

I 3 vicesegretari, e la «regola» del riesame e riapprovazione dei verbali di giunta

Le scelte che l’amministrazione Coletta fa su indicazione della Segretaria Generale appaiono sempre un po’ inquietanti e destano dubbi di legittimità: l’abbiamo già sperimentato con l’Azienda Speciale ABC.

Voglio evidenziare due scelte a mio avviso discutibili:

  1. la scelta di individuare ben 3 vicesegretari in sostituzione della Segretaria Generale
  2. la delibera di riesame e riapprovazione dei 111 verbali di Giunta da gennaio a marzo 2017, in un’unica soluzione.

Potrebbero suonare temi poco comprensibili e lontani dalle vicende e dai problemi che i cittadini vivono, invece sono una sirena assordante di possibile superamento del limite di decenza giuridico-amministrativa.

I 3 vicesegretari

Che importa ai cittadini se vengono nominati uno o tre vicesegretari generali?
Ebbene, tre potrebbero costare più di uno, ovvero €12mila annui, stando al Piano Valutazione Dirigenti 2018.

La precedente vicesegretaria, che piaccia o no, era vincitrice di concorso pubblico (quindi non discrezionalmente scelta) e le veniva assegnato ad interim senza costo aggiuntivo, la responsabilità di un settore. Attualmente è in comando per 6 mesi in altro comune.

I nuovi tre sono scelti dal sindaco e la posizione di temporaneità di due di loro (uno è in proroga su una posizione che da poco è stata messa a concorso e l’altra in comando, quindi non di ruolo a Latina pur avendo tutti i requisiti essendo Segretaria Generale nel comune di provenienza) non garantisce che non venga gestita come subalternità a svantaggio della terzietà che la funzione di SG dovrebbe comportare.

La scelta di un vice segretario generale dirigente entrato per concorso pubblico è in questo senso a maggiore garanzia.

La segretaria generale percepisce una cospicua indennità aggiuntiva da direttore generale (per un totale di oltre 130mila/anno) dimostrando, quindi di sentire l’esigenza di prevedere questa figura non obbligatoria e di essere in grado di esercitarla conciliandola con il suo ruolo di Segretario Generale. Invece, però, alleggerisce la funzione da segretario prevedendo la possibilità che in consiglio la sua funzione possa essere assolta addirittura da un consigliere e nominando ben tre vice segretari.

Temo che qualcosa non torni e… soprattutto ho la certezza che tutto ciò non aiuti al buon nome del ruolo del segretario comunale.

La «regola» del riesame e riapprovazione dei verbali di giunta
A pag.22 del Piano Anticorruzione del Comune di Latina approvato in Giunta il 29 gennaio scorso dice: “Le deliberazioni, dopo la pubblicazione, vengono riesaminata dalla Giunta mediante riapprovazione del verbale delle sedute precedenti con cadenza periodica”.
Questa dicitura compare nel capitolo Formazione delle Delibere di Giunta e di Consiglio Comunale.

la retroattività
Questa «regola» che la giunta si è data ha portato a riesaminare e riapprovare ben 111 delibere di giunta dei primi tre mesi dell’anno 2017.
Intanto la legge non prevede retroattività per gli atti amministrativi, e questa misura è inserita nel Piano Anticorruzione del 2018. Pur ammettendo la legittimità di questa disposizione, non può che applicarsi per il futuro, «nullum crimen sine lege». Gli atti non sono mai retroattivi. E poi, perché la revisione e la riapprovazione proprio dal gennaio 2017 e non dall’insediamento di sei mesi prima?

Quali sono le motivazioni che portano al riesame?
Il pericolo è che si vogliano modificare cose scomode fatte nel passato facendole passare come un semplice controllo…
Qual è la necessità di ritornare sui propri passi? La Segretaria Generale c’era o non c’era durante le sedute di Giunta validando le decisioni prese? Il controllore controlla se stesso?
Questo significherebbe che, dopo essere approvate, una volta ed essere state pubblicate, dopo aver prodotto il loro effetto economico e/o giuridico, le delibere possono essere a distanza di un anno riesaminate e i verbali riapprovati, quindi messe in discussione proprio da chi ne aveva ratificato la validità!
Un caso di schizofrenia amministrativa.

Riapprovazione o reinterpretazione degli atti
La legge dice che un’amministrazione non può modificare o integrare col fine, ad esempio, di interpretare meglio o diversamente, ciò che un proprio atto precedentemente emanato ha già stabilito perché l’integrazione costituisce un’interpretazione non fedele, non potendo avere l’atto successivo efficacia ex tunc (Cons.St. sez V 27 sett. 1990). In sostanza, se si vuole integrare un proprio precedente atto amministrativo riesaminandolo e riapprovandolo diversamente da come era stato approvato precedentemente, si fa un falso.

Ad avvalorare la tesi che non possono essere riapprovati atti di sedute precedenti c’è anche il Consiglio di Stato sezione IV con la sentenza numero 6876 del 15 settembre 2010. Sostanzialmente se un provvedimento amministrativo deve essere riesaminato e riapprovato si presuppone che si vogliano valutare dei nuovi elementi e questo obbliga ad una nuova istruttoria e quindi a dar vita ad un provvedimento diverso dal precedente suscettibile quindi di autonoma impugnazione.

Qui poi si pone l’altro problema: e l’atto di prima non vale più?
Insomma, non si può modificare un atto amministrativo in alcuna parte del proprio iter, anche perché potrebbe cambiare «l’assetto degli interessi» come ad esempio, i membri della giunta che figurano in quel determinato atto.

Se anche fosse una semplice riapprovazione dei verbali (non ci è dato sapere perché nulla era allegato) solo i presenti al primo verbale potrebbero provvedere, e invece anche chi non era presente a quella seduta riapprova.
Se si volesse modificare una virgola di un atto di Giunta in cui erano presenti Buttarelli e Costanzo, questo configurerebbe un vero e proprio falso in atti pubblici!
E sarebbe un reato penale.

In nessuna parte nella delibera viene citata la legge che autorizzerebbe questa pratica alquanto dubbia, né compaiono in allegato i verbali così come “riapprovati”.

Ma se non sono stati modificati, perché riapprovarli? Evidentemente delle modifiche sono intervenute altrimenti non ci sarebbe stata la necessità di riapprovarli.
Già erano stati approvati, pubblicati e pienamente efficaci!
Come si fa a verificare? Non si sa: i verbali non sono visibili a nessuno.
Pessima prova di trasparenza.

Iniziativa davvero singolare, che comporta potenziali problematiche e conseguenze giuridico-amministrative.

L’ANAC interroga sull’ABC

A quanto pare l’ANAC ha richiesto spiegazioni al Comune di Latina sull’ABC indipendentemente dall’interrogazione di Gasparri.
Da quanto emerge dal documento inviato ieri al Comune di Latina, la nota è “in riscontro alla nota pervenuta l’8 maggio 2017″: se l’ANAC chiede approfondimenti, evidentemente non ci vede chiaro.

Devo ammetterlo, l’idea di gestire in proprio i servizi più vicini alle persone è bella e condivisibile, ma come politico e come amministratore sento il dovere di essere molto realista e molto prudente. L’operazione ABC la considero azzardata e sconsiderata fatta in questo momento.
Siamo realisti: ora non abbiamo le carte per poter giocare e vincere la partita di una Azienda che opera con i soldi di tutti i cittadini, perché i soldi non ci sono, e alle brutte, verranno tolti ai servizi per ripianare eventuali buchi dell’ABC.
Le operazioni di controllo e di indirizzo politico sono complesse e necessitano di una dotazione politica e di macchina amministrativa solida e ben rodata.

LO STATO ATTUALE
Attualmente abbiamo una classe politica fatta per la maggior parte di politici alle primissime armi, che disperdono energie e tempo per questioni marginali con poco o zero effetto. Un esempio? Il Regolamento degli Orti Sociali per il quale sono state fatte almeno tantissime commissioni (ognuna sono €1000) per scrivere ed approvare un Regolamento che andrà completamente riscritto perché sbagliato. Tutto da rifare. Ed è solo un regolamento di orti sociali…

Abbiamo una macchina amministrativa che si trova al giro di boa: ancora non è rinnovata nel personale che è andato in pensione e che ci andrà in questi mesi a venire, e si trova in emergenza personale perché non si riesce a reclutarne. Invece di indire concorsi, andiamo a prendere personale dalle graduatorie dei paesi limitrofi, con liste datate e personale in lista di fuori provincia che fa fatica ad accettare di venire a lavorare a Latina o che rinuncia. C’è anche un gran malcontento tra il nostro personale, un malcontento che spinge a trasferimenti e richieste di mobilità esterna impoverendo e depotenziando gli uffici e di conseguenza i servizi ai cittadini.
Con questa macchina noi dovremmo far fronte al controllo analogo (un controllo particolarmente attento e documentato) sull’azienda speciale.

LE SCELTE
Molti dei ritardi che tutti i cittadini sperimentano è dovuto al fatto che la nascita dell’ABC ha richiesto tutte le energie che c’erano e non rimaneva nulla per il resto delle cose da fare.
Nessuna energia, però, è stata messa per cercare di capire come non far fallire la Latina Ambiente. E lo si poteva fare. Nel Consiglio dell’11 novembre 2016 ricordo che evidenziai la questione del non riconoscimento dei debiti/crediti che i Comune aveva con la partecipata. Il tribunale, in assenza di un riscontro da parte del Comune ha dichiarato fallita la Latina Ambiente, ma in verità il Comune aveva tutti i dati disponendo di un lavoro approfondito e minuzioso svolto da un tavolo tecnico e dai revisori dei conti ma non ha voluto esprimersi.
Affrontare le partite creditorie e debitorie tra il Comune e la Latina Ambiente poteva far giungere ad una conciliazione e quindi evitare il fallimento che invece c’è stato, salvo poi ritenere la società valida (dopo che era fallita) e acquisirne un ramo d’azienda. L’ABC raccoglie, spazza, conferisce, lavora ma nella sostanza (mezzi, personale, metodo) è la Latina Ambiente “rediviva”. E “il bello” è che non fallirà mai perché il comune sarà obbligato a fare ciò che non ha fatto a novembre 2016: metterci i soldi se le cose vanno storte.

CRITICITÀ
Le criticità al momento sono numerosissime e non fanno stare tranquilli.
Attualmente abbiamo un’Azienda che sta operando in assenza di un contratto firmato. Perché non è stata ancora apposta la firma al contratto? Cosa manca? LBC l’ha votato in Consiglio Comunale. Perché non è stato attivato? Con quale atto stiamo facendo operare l’azienda? Chi controlla che tutto sia svolto secondo gli accordi (ripeto, senza contratto firmato) nel frattempo che viene organizzato il sistema dei controlli?

Nello Schema di Contratto dei Servizi approvato in Consiglio manca totalmente l’articolo “Sanzioni e Penalità”. L’assessore Lessio dice che la sanzione è rimuovere il direttore generale se l’azienda non raggiunge gli obiettivi. Bisognerebbe dirgli che un articolo chiamato “Sanzioni e Penalità” un contratto che si rispetti debba averlo, come anche il Foro competente. Viene detto che per le controversie basta la Camera di Commercio: io specificherei che magari, in caso di contenzioso, il Foro di Latina è quello competente. E come vengono fatti i controlli se non sono quantificati, ad esempio, i passaggi di spazzamento della strada o di pulizia della spiaggia? Su cosa viene basata una “check list”? Il costo del servizio riportato nel contratto già sappiamo che dovrà essere modificato: sarà infatti più alto.
Per quale motivo il Servizio Ambiente, nella persona dei suoi funzionari, non ha mai visto questo contratto? Perché il PEF dell’ABC che l’assessore Lessio ci portò in Commissione Ambiente ill 20 novembre 2017 non era mai stato visto dagli uffici della ragioneria del Comune? Chi sta lavorando a tutto questo?
Cosa dicono i revisori dei conti?

Mancano trasparenza e chiarezza.
Si sta facendo tutto con tanta, troppa fretta.
Manca una base solida di riscontro normativo (ci sono sentenze che indeboliscono la scelta fatte da questa amministrazione) e soprattutto non sono chiari i numeri. I numeri sono i soldi di tutti i cittadini di Latina. E sono numeri grandi.
Ecco perché c’è bisogno di prudenza. E se la legge dice che è preferibile procedere all’assegnazione del servizio mediante gara, una ragione ci sarà: ed è quella di non esporre una comunità al rischio dissesto finanziario.

Dal frutto, infatti, si riconosce l’albero.

E’ una frase che aiuta a comprendere e decodificare molte circostanze, quella di Sant’Agostino che a sua volta prende dal Vangelo. Io ne faccio spesso uso.

La applico al mio lavoro; la applico nel valutare le scelte di famiglia; la applico per “leggere” la realtà che mi circonda. Certo, è una valutazione ex-post, ma utile anche per le scelte di domani.

In giorni di analisi dei risultati, la voglio applicare alla mia città e all’ambito che vivo; quello politico.

Dai frutti si riconosce l’albero.

Abbiamo un Consiglio Comunale totalmente rinnovato nelle figure e nei ruoli: gente nuova, fresca ma estremamente inesperta e bisognosa di tempo e maturità.

Le scelte della “gente nuova e fresca” sono impulsive, entusiastiche come le loro parole, spesso poco pesate, istintive, frutto di impressioni personali ed esperienze della vita di tutti i giorni che a poco o nulla servono: è necessaria una memoria storica, una conoscenza e una capacità di valutazione consapevole della complessità delle questioni e delle relazioni e degli interessi che la compongono.

Comincio la mia breve e superficiale analisi con l’osservazione di uno strumento: il Tavolo tecnico.

Abbiamo tanti “tavoli tecnici”, scelta apparentemente democratica, ma in definitiva di democratico ha ben poco.

I tavoli sono estemporanei: possono essere creati da un momento all’altro e avere vita anche solo per un paio d’ore, poi, puff… niente più, tutto finito. Gli invitati al tavolo sono decisi da chi lo indice (sindaco o assessore che sia): non tutti possono partecipare, ma solo chi è invitato. Non hanno vita lunga: durano per il tempo che serve a discutere un aspetto. Non hanno alcun potere deliberativo: si discute, si parla, si considera, ma il “tavolo” non decide nulla; è un brainstorming libero e volontario. Non si verbalizza nulla: non resta agli atti niente di richiamabile, rintracciabile, niente viene fermato su carta. E’ una parvenza di democrazia, un’illusione di decisione dove chi partecipa potrebbe sentirsi importante, ma di fatto è solo consultato al di là della volontà del decisore che non ha alcun vincolo nei confronti degli invitati.

A Latina vediamo un continuo proliferare di “tavoli” tanto numerosi quanto vaghi, mentre avremmo bisogno di più Commissioni Consiliari che servono a prendere delle decisioni con la partecipazione dei rappresentanti dei cittadini obbligati a dare indirizzi, essendo preventivamente informati dagli uffici che relazionano sugli aspetti tecnici e danno gli elementi per decidere. Ben altra cosa rispetto ai “tavoli”. Le Commissioni sono il luogo dove la democrazia viene esercitata nella forma che la legge stabilisce. La LEGGE, non un vezzo dell’opposizione. 

Non reputo la scelta dei “tavoli” un buon frutto di questo albero.

C’è un malcontento diffuso e crescente, molto preoccupante, a mio modesto avviso, quello dei dipendenti della più grande “azienda” della città: oltre 500 dipendenti, il Comune di Latina.

Assistiamo ad una lenta ed inesorabile emorragia: molti cercano di trasferirsi, fanno colloqui presso altre amministrazioni e se ne vanno; molti non riescono e restano loro malgrado, a sopportare un carico di lavoro impossibile (siamo sottodimensionati e avremmo bisogno di altrettanti 500 dipendenti in più). Altro che studio motivazionale avviato dall’ex assessore Costanzo…!!! La scelta dell’Ente è: più dirigenti per organizzare meglio il lavoro. Peccato che i costo di un dirigente fa rinunciare a ben 3 dipendenti, vera emergenza di questo Comune. E non dimentichiamo che i funzionari e dipendenti che andranno presto in pensione (ce ne sono diversi) sono come gli ultimi dei Mohicani: se scompaiono loro se ne va tutto il “know-how” che mancherà di essere trasmesso a chi li sostituirà, e ci ritroveremo con personale senza più memoria storica degli atti, costretto a studiarsi tutto daccapo con tempi di disbrigo pratiche inimmaginabili…

Invece di andare a “beccare” i dipendenti fannulloni (qualcuno ce n’è sempre in tutti i posti di lavoro), il Comune mette in mora tutti quei dipendenti che ormai 10 anni fa avevano ricevuto un incarico per realizzare dei progetti di lavoro in più per i quali richiederà la restituzione dei soldi, come se il dipendente agisse motu proprio. Sappiamo che Segretario Generale, Dirigente della Ragioneria e Dirigente del settore hanno dato ben 3 ok ponendo in essere un procedimento di erogazione di somme mai revocato. Tra l’altro la LEGGE dice che il procedimento è in capo al Segretario Generale dell’Ente, ma ancora una volta la SG non compare.

Non ci voleva questa ultima “bastonata” ai dipendenti. C’è modo e modo di interagire con il personale, specie se è elemento essenziale per il governo della città. Quando il personale è scontento e si sente umiliato e mortificato, aspira ad andare via. E’ un evidente frutto.

Legalità e trasparenza sono i principi che hanno mosso LBC a candidarsi e i cittadini a votarli alla guida della città. Quando si ostenta continuamente un principio non si ottiene il risultato di convincere chi ascolta; al contrario, si crea un sentimento di allontanamento proprio da quel principio. E questo sta succedendo alla parola LEGALITA’ che viene brandita come una frusta. E’ come prendere a schiaffi i figli urlando che devono amarsi… Stride e ha l’effetto contrario.

Si urla LEGALITA’ in conferenza stampa o in Consiglio Comunale riferendosi a codice degli appalti o a parole su temi caldi e attesi ma non iscritti all’ordine del giorno, e non si gira lo sguardo altrove al permanere dei protocolli d’intesa con le Società Sportive illegittimamente firmati dal sindaco (il sindaco NON HA potere negoziale) e mai ratificati in giunta o da atto dirigenziale, come ingiunto dall’Avvocatura comunale in un parere pesantissimo per rientrare nell’alveo della legittimità, ma ad oggi ancora ignorato.  Non si capisce perché i pareri dell’avvocatura siano così snobbati, mentre quelli dei privati pagati vengono seguiti immediatamente (vedi ABC).

Si parla di partecipazione e poi si ricorre a tutti i mezzi di pressione e conoscenza di potenti a Roma per imporre una scelta di dimensionamento evidentemente molto controversa, non condivisa da chi ne risulterà danneggiato e neanche dagli organi istituzionali preposti al vaglio. Un atto di prepotenza che male si associa ai valori di condivisione che col pranzo di Natale in piazza si volevano promuovere.

La città è purtroppo ferma, immobile, con i suoi scheletri ex-Icos e Cittadella giudiziaria ad aspettare non si sa cosa, il deserto del Globo e della exSvar ad attendere la parola fine per riprendere vita, i 48 alloggi di Porta Nord ad essere abitati, e il litorale di Latina, a destra e sinistra, a sperare in una nuova stagione di cui ancora non si parla…

Si cominciano a minimizzare le vistose aberrazioni della destra al governo di Latina; i cittadini si compattano di nuovo attorno alle destre e si pentono di aver votato Coletta. Si comincia a pensare che la questione della legalità non è poi così rilevante. A forza di nominarla se ne perde il significato, come quando pronunci continuamente una parola: dopo un po’ perde il suo connotato semantico.

Zingaretti richiama, ma intanto Latina langue.

Chi fa politica deve dare una prospettiva e avere gli strumenti giusti per realizzarla.  Legalità ed onestà sono prerequisiti.

Ora serve tutto il resto. Auguri Latina.

Contratti cimiteriali in Trasparenza.

La prossima commissione trasparenza tratterà il tema dei contratti cimiteriali. Questa è una questione che come presidente della commissione trasparenza e legalità ho l’obbligo di tornare a sottoporre con forza all’amministrazione Coletta che, ad un anno e mezzo dall’insediamento, ancora lascia i cittadini ancora senza risposta ed in balia di false notizie.

E le risposte non sono velleitarie, bensì obbligatorie perché questo vuoto sta portando numerosissimi cittadini a rinnovare (e pagare) concessioni di tombe e loculi sul cui rinnovo ci sono fortissimi dubbi di legittimità. Sono infatti in capo al Comune i loculi cimiteriali che di fatto sono beni demaniali, ovvero non alienabili (non si possono vendere né acquistare). Il Comune li ha dati in gestione attraverso un progetto di finanza ed un privato se ne occupa dal 2009 stipulando contratti di concessione trentennali. Ma per chi ha seppellito il proprio caro prima di quella data la durata della concessione aveva un tempo diverso: di certo era più lunga di 30 anni. Perché si dovrebbero allora rinnovare e pagare concessioni ancora valide? Perché nessun cittadino è in possesso di un contratto firmato dal comune dove viene esplicitata la durata della concessione?

Diverse sono state le sollecitazioni collaborative del PD: in commissione trasparenza, poi in commissione bilancio, poi in consiglio comunale con una mozione in cui si chiedeva, per la complessità e muldidisciplinarietà del tema, di costituire una commissione speciale, strumento messo a disposizione dell’Ente per lo studio e l’analisi condivisa di questioni complesse. Questa proposta è stata respinta da LBC a marzo 2017: a quest’ora avrebbe già ben prodotto i suoi frutti. E invece siamo ancora all’anno zero.

A dicembre dello scorso anno va in pensione il dirigente che sin dall’inizio si era occupato dei rapporti con Ipogeo. Relaziona a Buttarelli, l’assessore di riferimento.
La nuova dirigente ad aprile 2017 in commissione Bilancio ha chiesto 6 mesi di tempo per studiare la questione.
Cambio di guardia: Buttarelli che aveva la competenza del cimitero, ora passa il testimone al nuovo assessore che ha chiesto del tempo per studiare la questione.

Il fatto è che l’amministrazione deve essere a servizio dei cittadini e non il contrario.

Abbiamo funzionari e dipendenti che da anni si occupano dei rapporti tra Ipogeo e Comune di Latina, ci sono consiglieri che sono conoscitori della materia, dirigenti che hanno scandagliato e approfondito il tema già nella precedente consiliatura ed ora sono assegnati ad altro servizio, ma pur sempre dentro l’amministrazione… perché si vuole partire sempre da zero? Perché perdere tanto tempo? Perché non mettere a sistema ciò che già c’è facendo tesoro del lavoro di analisi già fatto in precedenza?
Il contributo che attraverso la Commissione Trasparenza e legalità vogliamo dare è proprio questo.

Mi auguro che l’amministrazione si renda conto del danno che procura con il percorso solitario che ha intrapreso sia nello studio che nelle scelte.

La nostra collaborazione è totale.