Tag Archives: edifici scolastici

Scuole al gelo: che si poteva fare?

IMG_6380Ogni anno si ripresenta il solito problema: al rientro dalle vacanze di Natale qualcosa succede alle caldaie delle scuole comunali. Il problema è annoso e si ripete ogni anno, quindi, significa che si può prevedere e si può in qualche modo prevenire o attenuare.

Gli impianti termici delle nostre scuole comunali sono vecchi e obsoleti, fatiscenti e mal funzionanti. Sono talmente vecchi (alcuni 40/50 anni) che quando si rompe un pezzo bisogna aspettare del tempo perché si trovi quello giusto per quel modello di caldaia. Nei passati decenni non è mai stata fatta una corretta manutenzione, non sono mai stati messi soldi per le scuole: venivano messi invece per ben altro  come le recenti inchieste hanno fatto emergere e come noi dall’opposizione abbiamo sempre denunciato. Ci sono responsabilità grandi da ascrivere alle precedenti amministrazioni che  hanno mancato in una programmazione seria ed efficace nei confronti delle scuole, anche per quanto riguarda l’organizzazione degli uffici comunali che se ne occupavano.

Già nell’aprile 2015 come gruppo consiliare del partito democratico avevamo presentato una mozione che, tenuto in considerazione lo studio che l’amministrazione aveva commissionato a tre professionisti esterni di valutare il fabbisogno strutturale e manutentivo di tutti i plessi scolastici del Comune di Latina,  chiedeva al sindaco e alla giunta di predisporre nel bilancio previsionale del 2015 una somma pari a €1,5ML per iniziare l’adeguamento alle norme di sicurezza di tutte le scuole: se mai si inizia, mai si finisce.
Lo studio prevedeva una cifra di €18ML per l’adeguamento e la ristrutturazione di tutti i 74 plessi scolastici: una media di €243mila per edificio. Tutti sappiamo com’è finita quella amministrazione e la nostra mozione non fu mai portata in Consiglio Comunale.

Ma anche l’Amministrazione Coletta non brilla per solerzia o per capacità di prevenzione dei rischi. Nonostante conosca bene il mondo ed i bisogni della scuola (ha un assessore insegnante e due consiglieri dirigenti scolastici ed una consigliera ex-rappresentante di istituto degli studenti) s’è fatta revocare l’ammissibilità al finanziamento regionale per la sicurezza e l’adeguamento sismico degli edifici scolastici che risultano, secondo il dossier Ecosistema scuola di Legambiente, le meno sicure d’Italia. Peggio del capoluogo pontino c’è solo Messina. Inoltre solo il 13,5% degli edifici scolastici è stato costruito con sistemi antisismici.

L’altro aspetto riguarda la gestione della criticità gelo (peraltro ampiamente annunciata dalle previsioni meteorologiche): si è verificato che gli impianti siano stati messi in funzione gradualmente e con grande anticipo per evitare bruschi ed improvvisi sovraccarichi ai motori e stress insostenibili per le tubature? L’ordinanza per la chiusura delle scuole, poi rettificata lasciando ai dirigenti la discrezionalità, ha rappresentato una mancanza di punti di riferimento di cui si è sentito la mancanza: è stato un colpo per tutti i bambini e le famiglie rimasti disorientati, come su una nave senza capitano.

Come Partito Democratico presenteremo questa mattina una mozione su questo tema che merita la priorità.

Protocollo di Partecipazione: scuole più efficienti e sicure con i genitori “in campo”

20140702-175200-64320780.jpg

Sono anni ormai che i genitori, stufi delle lungaggini burocratiche, si impegnano in prima persona per riparare maniglie e serrande, tinteggiare le aule, mettere le tende per rendere più sicuro e vivibile l’ambiente scolastico dei propri figli. Il contributo dei genitori per lavori di miglioramento o di piccola manutenzione delle scuole oggi non è regolamentato e viene svolto in modo un po’ ufficioso. In altri Comuni d’Italia lo si può fare, invece, e alla luce del giorno.

La mozione che la consigliera del Partito Democratico Nicoletta Zuliani presenterà come prima firmataria, riguarda proprio la possibilità, da parte dei genitori, di entrare nella gestione della piccola manutenzione dei plessi scolastici cosa che, fino ad oggi, veniva spesso negata a malincuore dai dirigenti scolastici per problemi legati ad un vuoto regolamentare.

Si tratta dell’introduzione di un Protocollo di Partecipazione – spiega Zuliani – del tutto simile a quello già adottato da anni, con successo, da altri Comuni italiani. L’intento della mozione è sostenere e regolamentare la disponibilità che i genitori degli alunni danno – come già spesso accade – per effettuare piccoli lavori nei plessi frequentati dai loro figli, mettendo a disposizione gratuitamente le loro capacità per velocizzare, risolvere o prendere l’iniziativa rispetto ad urgenze della struttura scolastica costituendo un Comitato dei Genitori ed un Albo dei volontari. Quando i genitori contribuiscono in questo senso, non solo garantiscono immediatezza nella risoluzione di piccoli problemi strutturali che altrimenti richiederebbero infinita burocrazia tra dirigente scolastico e comune, ma soprattutto contribuiscono a creare un forte senso di appartenenza ad un bene pubblico, come la scuola, che già viene vissuta come una “casa comune“.

Il Protocollo di Partecipazione si occupa proprio di questi aspetti: il documento, infatti, ottemperando al principio di sussidiarietà orizzontale promosso dall’articolo 118 della Costituzione e a numerosi altri articoli di legge elencati nella mozione, impegnerebbe l’Ente a stipulare un Protocollo con i Dirigenti Scolastici che consenta a comitati di genitori costituiti all’interno dell’Istituto Scolastico, di intervenire nelle scuole su base volontaria e senza aggravio economico per le famiglie che spesso si vedono costrette ad acquistare esse stesse materiali come vernici, armadietti, tende e così via. Le spese dei materiali e della copertura assicurativa, laddove la scuola non l’avesse già, sarebbero infatti a carico del Comune. Il Protocollo, quindi, oltre che valorizzare e tutelare le risorse progettuali e professionali interne alla comunità scolastica, soprattutto dei genitori rispetto ai lavori di piccola manutenzione nelle scuole, permetterebbe anche all’amministrazione di potersi dedicare alle altre mille urgenze che i 70 plessi scolastici comunali presentano.

“Il valore della partecipazione è immenso: è importante regolamentarlo in accordo con la normativa vigente. Si può formulare un accordo tra le parti (Comune e Istituti Comprensivi) dove nell’Istituto scolastico si sia costituito un Comitato Genitori che di anno in anno fornisce un elenco di competenze professionali/volontarie messe a disposizione ed elencate in un Albo delle Competenze. Il Comune paga l’assicurazione e i materiali ed al resto pensano il comitato genitori e la scuola. Nei momenti difficili una vera comunità si distingue per la sua capacità di far fronte a problemi grandi attraverso una partecipazione compattezza creativa e generosa.
E i genitori, questo, lo hanno sempre dimostrato.
Non mortificarla e lasciarla esprimere con l’amore tipico di una famiglia, significa moltiplicare davvero le grandi energie della nostra città”.

Renzi chiama i sindaci: Latina non è pronta.

Sindaci chiamati ad indicare una scuola da ristrutturare. Ma quali saranno i criteri di questa scelta? L’amministrazione non è pronta all’appello di Renzi.
Nicoletta Zuliani: «Negli uffici tutto tace»

20140306-194630.jpg«Abbiamo la possibilità di indicare al governo un edificio scolastico del nostro comune per cui è prioritario un intervento di ammodernamento e di messa in sicurezza, ma quali saranno i criteri per stabilire quale scuola segnalare come oggetto di tale intervento? Il parere degli uffici tecnici preposti non basta perché la scelta cui l’amministrazione è chiamata non dovrebbe prescindere da un confronto con chi opera nel settore dell’istruzione. Senza la Consulta della Scuola, per cui mi batto da sempre, questo confronto diventa difficile o lo si bypassa col risultato che si rischia di perdere un’opportunità importante».

La consigliera del Partito democratico Nicoletta Zuliani mette sull’attenti l’amministrazione comunale perché non vada sciupata la possibilità di ristrutturare un edificio scolastico della città in forza della lettera inviata dal Presidente del Consiglio ai sindaci italiani con l’invito di indicare entro il 15 marzo una struttura del proprio comune particolarmente bisognosa di interventi di restauro. «I tempi sono stretti e l’amministrazione comunale non è pronta» denuncia la Zuliani. «Le commissioni Istruzione (ex Ialongo) e Lavori Pubblici (ex Nasso) – sottolinea la consigliera – non mi sembra che abbiano colto l’opportunità di formulare alcun contributo. Nel settore dei lavori pubblici, cui fa capo l’edilizia scolastica, abbiamo tra l’altro un dirigente ad interim. C’è a disposizione uno studio di tre tecnici esterni costato 80mila euro che illustra il piano esigenziale degli edifici scolastici comunali, ma quando si parla di scuole non ci si può limitare a considerarne l’aspetto strutturale. Ci sarebbe da capire, per esempio, se una data struttura si trova in un luogo di espansione o di riduzione scolastica. Ci sono altri elementi importanti cui non si può prescindere e che solo chi vive sulla propria pelle la scuola può fornire».

La consigliera coglie la palla al balzo per rivendicare l’attivazione della Consulta della Scuola, la cui necessità emerge ancora di più oggi di fronte alla missiva di Renzi. «L’istituzione della Consulta – ricorda la Zuliani – è stata approvata all’unanimità dal consiglio comunale, avrebbe potuto fornire a costo zero elementi utili a capire quale edificio fosse opportuno scegliere con criteri condivisi da chi vive la scuola, ma non è mai stata insediata. Chi sceglierà dunque? E quali saranno i criteri a monte di questa scelta? La vicinanza del preside al sindaco? La sicurezza? La proiezione di espansione o contrazione? Le idee dei dirigenti dei servizi coinvolti?» si chiede la democratica.

«La necessità di partecipare alle scelte dell’amministrazione è sempre più forte, specialmente se tali scelte coinvolgono i cittadini del futuro della nostra città che non hanno colori o appartenenze politiche. Per questo – ribadisce la Zuliani – ho spinto tanto per attivare la Consulta, uno strumento di ascolto delle istanze provenienti dal territorio e da interlocutori altri dagli istituzionali, ovvero dirigenti scolastici, sindacati di categoria, rappresentati dei genitori. Nessuno meglio di loro può dire quali esigenze ha la scuola per cui operano e di quali interventi strutturali avrebbe bisogno. Senza questo strumento – conclude la consigliera – rischiamo di arrivare impreparati agli appuntamenti che ci attendono: oggi è l’appuntamento con la lettera del Presidente del Consiglio ai sindaci, ieri è stato il bando certo per la costruzione di nuove scuole (unico criterio era quello cronologico di arrivo della domanda) domani chissà. Intanto rischiamo di sprecare un’altra grande occasione sul fronte dell’edilizia scolastica, un tema sul quale non possiamo essere impreparati».