Ma quale cultura?

Il Piano esecutivo di gestione è stata esaminato oggi in Commissione Bilancio. Al settore culturale le stesse cifre dello scorso anno
Nicoletta Zuliani spinge per intercettare i fondi europei attraverso personale adeguatamente formatosatricum-foto

È stato analizzato questa mattina in Commissione Bilancio il Piano esecutivo di gestione 2014. Il documento previsionale assegna al settore della cultura circa 70mila euro, ovvero la medesima cifra stanziata lo scorso anno per lo stesso settore.

«Sono briciole – afferma la consigliera del Partito democratico Nicoletta Zuliani a fine seduta – somme irrisorie che non bastano ad investire su un patrimonio culturale importante che se opportunamente sostenuto e valorizzato potrebbe incrementare la forza attrattiva della nostra città. Per l’amministrazione comunale i beni culturali sono evidentemente un costo, non una risorsa. Ma non c’è da stupirsi considerato che la città è priva da anni di una politica culturale né ha un assessore specifico al settore o un interlocutore politico con cui interfacciarsi sui temi della cultura».

euPer la consigliera democratica servirebbe un’impostazione diversa orientata anche ad intercettare i finanziamenti e le risorse messe a disposizione dall’Unione europea per favorire la promozione della cultura attraverso il sostegno di iniziative meritevoli. «L’Italia – spiega la Zuliani – riceve circa 30 miliardi di fondi Ue che però restano inutilizzati, quando con la crisi attuale dovrebbero essere una manna. E se non saranno spesi entro il 31 dicembre 2015 ritorneranno a Bruxelles. Per cogliere le chance offerte dall’Europa servono progetti validi e persone con conoscenze e competenze specifiche, che conoscano per esempio le lingue straniere considerato che i testi dei bandi dell’Ue sono disponibili solo in inglese, francese e tedesco. Posto che ad oggi nella nostra amministrazione non ci sono persone in grado di intercettare questi fondi, sarebbe il caso di avviare al più presto una politica di formazione per il personale attualmente impiegato oppure si potrebbe utilizzare personale già formato ricorrendo ad esperti esterni».

La Zuliani, nel corso della seduta, ha anche voluto ricordare i punti del programma della coalizione di centrodestra proposti in ambito culturale, sbandierati dal sindaco ai tempi in cui è stato eletto, ma mai realizzati (e ignorati dagli altri consiglieri di maggioranza):

  • infrastrutture moderne, adeguate e accoglienti;
  • 
il Mela Park (Multimedia Eventi Laboratori Artistici), cittadella alle porte della città che doveva ospitare eventi fino a ottomila partecipanti;
  • laboratori di produzione artistica;
  • il nuovo conservatorio;
  • un centro multimediale;
  • una vetrina per le imprese del territorio;
  • spazi nel verde per gli sport minori.

La Zuliani ha chiesto in Commissione se almeno sono state avviate le procedure necessarie alla realizzazione di uno o più punti di questo programma, ma non ha avuto alcuna risposta in merito.

«È scandaloso – conclude la consigliera – che ci si presenti ad una competizione elettorale forti di punti programmatici che poi, una volta vinte le elezioni, non trovano attuazione ma restano solo sulla carta e finiscono nel dimenticatoio. Nessun Piano esecutivo di gestione dell’era Di Giorgi ha infatti mai contenuto questi sette punti, che evidentemente altro non erano che bugie dette ai cittadini».

One Response to Ma quale cultura?

  1. Sono senza parole cara Nicoletta !

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