La conseguenza dell’assurdo

“Valuterò, con il presidente Nicola Calandrini e con tutto l’ufficio di presidenza, l’esistenza di una norma o di uno strumento che possa sanzionare chi lede, con le proprie parole e con i propri atteggiamenti, l’immagine del Consiglio comunale, istituzione democratica che merita rispetto e un consono comportamento”.

Nicoletta Zuliani, consigliera del Partito Democratico e vice presidente del consiglio comunale, è decisa ad andare fino in fondo per contrastare lo spiacevole episodio accaduto nell’assise di ieri, quando il consigliere Coluzzi ha assurdamente ipotizzato una statua ad Hitler per ricordare o “non dimenticare” la storia di certi personaggi. Come si ricorderà, il consiglio di ieri era dedicato alla mozione della maggioranza per l‘intitolazione di una via a Giorgio Almirante, fra l’altro non passata per mancanza del numero legale.

“Nel dibattito di ieri è emersa tutta la pochezza di argomentazioni della maggioranza. I toni surreali di una frase a chiusura di un intervento e la ribalta nazionale che ne è scaturita mi impongono – afferma Zuliani – una riflessione che offro a chi, attonito, ha saputo della proposta della “statua ad Hitler” citata dal consigliere di Forza Italia Giuseppe Coluzzi.

In tempi di crisi economica, di emergenze abitative ed occupazionali si fatica a comprendere l’esigenza di chiedere ad un Consiglio comunale di discutere ed esprimersi sulla proposta di intitolare una strada a Giorgio Almirante, ma arrivare a sentire le parole che ipotizzano una statua a Hitler per non dimenticare gli orrori che ha commesso, stride in modo assordante.

Come presidente dell’assise consiliare – e qui cito il regolamento comunale – avevo il compito di “garantire il regolare svolgimento dell’attività” e di “tutelare le prerogative dei consiglieri comunali e garantire l’esercizio effettivo delle proprie funzioni“. Il dibattito si è svolto in modo del tutto regolare: tutti hanno parlato nei limiti di tempo consentiti dal regolamento, nessuno ha alzato la voce o impedito i lavori del Consiglio. I consiglieri sono stati tutti tutelati nelle loro prerogative anche di chiedere una sospensione, che però, nessuno ha avanzato. Proprio perché il dibattito andato avanti fino alla fine, la cittadinanza ha potuto rendersi conto della miseria delle argomentazioni portate avanti dalla maggioranza, e di come nessuno abbia contrastato Coluzzi, se non l’opposizione.

La maggioranza ha poi visto respinta la propria mozione per la mancanza del numero legale dell’assise. Per restare vicina alle scelte del mio gruppo, ho poi scelto di farmi sostituire alla presidenza dal collega Cesare Bruni, e di uscire dall’aula per non far passare la mozione”.

 

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